Paolo Borean, Fisioterapista
Master Universitario in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici

Obiettivo: L’obiettivo del nostro lavoro è quello di valutare l’affidabilità della sEMG inrelazione all’analisi della fatica muscolare e alle conseguenze legate al controllo motorio dell’arto superiore.
Materiali e metodi: La ricerca è stata effettuata sul data base MEDLINE, in unlasso di tempo che va dal 01/01/2001 al 01/01/2011, utilizzando le parole chiave “ EMG”,“fatigue”, “shoulder”, “upper trapezius”, “kinematics”, “scapula”, “healthy subjects”combinandole tra loro attraverso l’utilizzo degli operatori booleani. Sono stati inseriti ilimiti rispetto alla lingua di pubblicazione (inglese) e al campionamento dei soggetti (sani).
Risultati: La ricerca ha portato alla selezione di 20 articoli di cui 4 reviews.Discussione: La registrazione del segnale EMG è, come è noto, influenzata da unnumero elevato di fattori; a fronte di tanta variabilità il numero di lavori rintracciabili inletteratura che offrano risultati e conclusioni supportate da un corretto uso degli strumentistatistici è decisamente ridotto. Non sembra inoltre esserci accordo sul concetto diripetibilità e sui protocolli da effettuare per verificarne la consistenza, né sulla tipologia dielettrodi da utilizzare. Da tutti gli studi presi in esame, tranne uno, si rivela una correlazione tra fatica muscolare ealterazioni della dinamica del movimento dell’arto superiore, soprattutto del controllocinematico della scapola e dell’omero.
Conclusioni: Non sono numerose le evidenze che mettono in relazione uno specifico taskmotorio con determinate alterazioni del segnale EMG o che evidenziano il rapporto trafatica e deficit nel controllo motorio. Nonostante ciò i dati riportati da tali studi sembrano comunque confermare l’importanza di un corretto approccio all’utilizzo della sEMG nella valutazione della fatica, sia nella metodica (set up, tipo di elettrodo, task motorio richiesto, ecc..) sia nella interpretazione delle variabili prese in esame nell’analisi EMG (meglio mioelettriche?). Alcuni autori sembrano concordi che la fatica muscolare influenza la mobilità scapolotoracica e scapolo omerale, e quindi l’accuratezza la precisione la stabilità dell’intero artosuperiore, ma i meccanismi su come questo avvenga sono tuttora sconosciuti.

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