Emanuele Tortoli – Fisioterapista, SPT, CO

ankle sprainLe attuali evidenze scientifiche mostrano l’importanza della terapia manuale (mobilizzazioni e manipolazioni articolari) e dell’esercizio terapeutico nella gestione delle distorsioni di caviglia. L’obiettivo di questo studio clinico è stato confrontare l’efficacia di un trattamento che comprendeva tecniche di mobilizzazione, tecniche di manipolazione e esercizio terapeutico con o senza l’aggiunta di tecniche miofasciali, in soggetti con distorsione laterale di caviglia in fase acuta, sull’intensità del dolore a riposo, la funzionalità, la mobilità attivo e la soglia del dolore alla pressione (valutata a livello del legamento peroneo-astragalico anteriore, legamento peroneo-calcaneare, malleolo laterale e malleolo mediale). Sono stati inclusi soggetti con trauma recente in inversione di caviglia di grado 1 e 2. Tutti i partecipanti hanno ricevuto lo stesso numero di trattamenti, solo a livello della caviglia interessata, una volta a settimana per 4 settimane. Entrambi i gruppi hanno ricevuto lo stesso protocollo di trattamento proposto da Whitman (2009) con mobilizzazioni di caviglia e piede (ogni tecnica è stata eseguita con un grado 3 o 4 per 20-30 secondi), manipolazioni della tibio-tarsica e dell’articolazione tibio-peroneale prossimale, stretching ed esercizi di auto-mobilizzazione. Le tecniche miofasciali (pressione-rilasciamento, compressione statica, allungamento), eseguite solo nel gruppo sperimentale, applicate lentamente, senza provocare dolore e non basate esclusivamente sulla presenza o meno di trigger point, sono state eseguite a livello del gastrocnemio, del tibiale anteriore e dei peronei.
I risultati dello studio hanno evidenziato un miglioramento maggiore degli outcome indagati nel gruppo che è stato trattato con tecniche di mobilizzazione e manipolazione, esercizi terapeutici e tecniche miofasciali, sia alla fine delle 4 settimane di trattamento sia a un mese dalla fine del trattamento.
E’ stato recentemente dimostrato, e confermato con il presente studio, che gli individui con pregressa distorsione laterale di caviglia presentano una ipersensibilità al dolore meccanico a livello dei legamenti e del malleolo laterale. Il significativo aumento della PPT nel gruppo sperimentale supporta l’effetto analgesico delle tecniche miofasciali, il che suggerisce che la sensibilizzazione periferica secondaria al trauma distorsivo risponda positivamente a questo tipo di trattamento. Tra i limiti dello studio gli autori evidenziano la mancanza di un gruppo controllo che non ha ricevuto alcun intervento; questa assenza non permette di capire quanto il miglioramento in entrambi i gruppi sia dovuto alla naturale risoluzione del trauma, o da un eventuale effetto placebo.

Truyols-Domí Nguez S, Salom-Moreno J, Abian-Vicent J, Cleland JA, Fernández-de-Las-Peñas C. Efficacy of thrust and nonthrust manipulation and exercise with or without the addition of myofascial therapy for the management of acute inversion ankle sprain: a randomized clinical trial. J Orthop Sports Phys Ther. 2013;43(5):300-9.

Abstract
STUDY DESIGN:
Randomized clinical trial.
OBJECTIVE:
To compare the effects of thrust and nonthrust manipulation and exercises with and without the addition of myofascial therapy for the treatment of acute inversion ankle sprain.
BACKGROUND:
Studies have reported that thrust and nonthrust manipulations of the ankle joint are effective for the management of patients post-ankle sprain. However, it is not known whether the inclusion of soft tissue myofascial therapy could further improve clinical and functional outcomes.
METHODS:
Fifty patients (37 men and 13 women; mean ± SD age, 33 ± 10 years) post-acute inversion ankle sprain were randomly assigned to 2 groups: a comparison group that received a thrust and nonthrust manipulation and exercise intervention, and an experimental group that received the same protocol and myofascial therapy. The primary outcomes were ankle pain at rest and functional ability. Additionally, ankle mobility and pressure pain threshold over the ankle were assessed by a clinician who was blinded to the treatment allocation. Outcomes of interest were captured at baseline, immediately after the treatment period, and at a 1-month follow-up. The primary analysis was the group-by-time interaction.
RESULTS:
The 2-by-3 mixed-model analyses of variance revealed a significant group-by-time interaction for ankle pain (P<.001) and functional score (P = .002), with the patients who received the combination of nonthrust and thrust manipulation and myofascial intervention experiencing a greater improvement in pain and function than those who received the nonthrust and thrust manipulation intervention alone. Significant group-by-time interactions were also observed for ankle mobility (P<.001) and pressure pain thresholds (all, P<.01), with those in the experimental group experiencing greater increases in ankle mobility and pressure pain thresholds. Between-group effect sizes were large (d>0.85) for all outcomes.
CONCLUSION:
This study provides evidence that, in the treatment of individuals post-inversion ankle sprain, the addition of myofascial therapy to a plan of care consisting of thrust and nonthrust manipulation and exercise may further improve outcomes compared to a plan of care solely consisting of thrust and nonthrust manipulation and exercise. However, though statistically significant, the difference in improvement in the primary outcome between groups was not greater than what would be considered a minimal clinically important difference. Future studies should examine the long-term effects of these interventions in this population.

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