Giulio Pennacchiotti – Fisioterapista

 

acufene

 

L’acufene è la percezione di un suono nell’orecchio o nella testa non provocato dall’ambiente esterno, ma causato da disturbi dei sistemi uditivi e/o dei sistemi non uditivi. Negli ultimi anni però si è cercato un collegamento tra dolore e acufeni, constatando che i pazienti con acufeni hanno una probabilità di presentare trigger point miofasciali (MTrPs) cinque volte superiore a soggetti asintomatici. La possibilità di ridurre questi acufeni tramite il trattamento dei MTrPs fa rientrare questo disturbo nella categoria degli acufeni somatosensoriali. Il crescente interesse verso questo tipo di acufeni ha portato ad analizzare il rapporto tra il sistema uditivo e quello somatosensoriale.
L’obiettivo di questo studio clinico è stato valutare se il trattamento dei MTrPs sia associato a riduzione degli acufeni e se questa riduzione indichi un fattore prognostico positivo.
I 70 soggetti reclutati lamentavano acufeni costanti o intermittenti e dolore a testa, collo o cingolo scapolare da almeno 3 mesi, con la presenza di almeno un MTrP attivo. I pazienti sono stati suddivisi in un gruppo sperimentale (dove il trattamento prevedeva una deattivazione dei MTrPs e indicazioni a domicilio, come applicazione locale di calore, stretching e correzioni posturali) e in un gruppo di controllo (deattivazione sham con digitopressione meno intensa e lontana dai MTrPs individuati nella valutazione).
I risultati a 2 mesi dal termine del trattamento sono stati significativamente positivi a favore del gruppo sperimentale, mettendo in luce diversi dati: la contemporanea diminuzione del dolore e degli acufeni percepiti suggerisce uno stretto legame tra i due disturbi.
Alla palpazione dei MTrPs la maggior parte dei soggetti presentava una modificazione nella percezione degli acufeni, sia in positivo sia in negativo, ma dai risultati dello studio si può evincere che una riduzione immediata nell’intensità dell’acufene alla palpazione indica un fattore prognostico molto positivo.
Alla luce di questi dati, gli autori sostengono ci sia una stretta correlazione tra dolore e acufeni, essendo entrambi modulati e influenzati dal sistema nervoso centrale. Presentano entrambi una forte componente psicologica, suggerendo l’implicazione di determinate aree cerebrali (sistema limbico e sistema nervoso autonomo). Le ipotesi neurofisiologiche alla base di questo meccanismo suggeriscono una stretta correlazione tra sistema uditivo e somatosensoriale; infatti, determinate aree deputate all’udito potrebbero essere attivate da stimoli diversi, a causa di una riorganizzazione neuroplastica del sistema nervoso centrale.
In conclusione gli autori suggeriscono che in pazienti con acufeni debba essere valutata la presenza di dolore o MTrPs e di indagare se uno stimolo palpatorio rivolto a questi ultimi riesca a modulare la percezione degli acufeni.
 

Rocha CB, Sanchez TG. Efficacy of myofascial trigger point deactivation for tinnitus control. Braz J Otorhinolaryngol. 2012 Dec;78(6):21-6.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23306563

 

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