Saad Youssef – Fisioterapista

strokeBackground
In occidente il Concetto Bobath è l’approccio più diffuso nella riabilitazione del paziente con ictus; tuttavia ad oggi la maggiore efficacia del concetto non è stata ancora dimostrata. Questa revisione sistematica si pone come obiettivo valutare se effettivamente il concetto Bobath rappresenti il trattamento ideale per il paziente ictato.
Materiali e metodi
La revisione sistematica è stata condotta nei database MEDLINE e CENTRAL ed esaminando la bibliografia delle pubblicazioni selezionate, incluse le revisioni.Sono stati inclusi i lavori che presentassero le seguenti caratteristiche:
(1) reclutamento esclusivo di pazienti adulti con esiti di stroke; (2) studio degli effetti del metodo Bobath rispetto ad altri metodi riabilitativi; (3) trial clinici controllati randomizzati (RCT); (4) outcome riabilitativi valutati rispetto i seguenti domini: controllo motorio di arto superiore e inferiore; posizione seduta, verticalizzazione, destrezza ed equilibrio; mobilità, attività di vita quotidiana (ADL); qualità di vita-stato di salute; costi-benefici; (5) inclusi solo lavori in inglese e Olandese; sono stati esclusi editoriali, dissertazioni, single case report, abstracts.
Due ricercatori hanno analizzato tutta la letteratura estratta per determinare i livelli di evidenza della superiorità del concetto Bobath rispetto ad altri approcci. Qui di seguito la tabella utilizzata per la sintesi delle migliori evidenze.
Risultati
Di di 2263 studi inizialmente trovati, hanno soddisfatto i criteri di ricerca 16 lavori che includono 813 pazienti con esiti di ictus.
Dall’analisi dei dati non è emersa evidenza di maggiore efficacia dell’approccio Bobath nel controllo motorio e sensitivo degli arti superiore e inferiore, destrezza, mobilità, ADL, qualità di vita, e rapporto costi-benefici. Tuttavia evidenze limitate sono state riscontrate nel controllo dell’equilibrio.
Il trattamento secondo il concetto Bobath mira al recupero della funzione persa inibendo strategie compensatorie, realizzando facilitazioni al movimento normale (comprese tecniche articolari e muscolari per il mantenimento del corretto allineamento) ed esercizi task-oriented. Tuttavia l’assunto teorico del concetto si è modificato negli anni adattandosi di volta in volta alle nuove evidenze, rendendo più complessa la definizione di un protocollo di trattamento preciso. Il concetto Bobath si basa sul ragionamento clinico; dovrebbe pertanto essere considerato come uno degli strumenti a disposizione del terapista, in contrasto con la tendenza ad occuparsi dei pazienti seguendo una “filosofia” o un particolare insegnamento.
Conclusioni
Questa revisione sistematica conferma che globalmente il concetto Bobath non è superiore ad altri approcci; rispetto alle evidenze disponibili inoltre nessun approccio risulta superiore ad altri per la gestione del paziente con esiti di icuts. La revisione ha evidenziato numerose imprecisioni metodologiche negli studi analizzati. Fino a quando in letteratura non siano presenti RCT di elevata qualità metodologica, di cui è auspicabile la pubblicazione in futuro, le linee guida basate sulle evidenze disponibili, regole condivise di apprendimento motorio oltre che la conoscenza dei meccanismi di guarigione, dovrebbero rappresentare l’impalcatura su cui costruire il trattamento più efficace, piuttosto che la preferenza dei fisioterapisti su una metodica piuttosto che un’altra.

Kollen BJ, Lennon S, Lyons B, Wheatley-Smith L, Scheper M, Buurke JH, Halfens J, Geurts AC, Kwakkel G. The effectiveness of the Bobath concept in stroke rehabilitation: what is the evidence? Stroke. 2009 Apr;40(4):e89-97.
Free full texthttp://stroke.ahajournals.org/content/40/4/e89.long

Abstract
BACKGROUND AND PURPOSE: In the Western world, the Bobath Concept or neurodevelopmental treatment is the most popular treatment approach used in stroke rehabilitation, yet the superiority of the Bobath Concept as the optimal type of treatment has not been established. This systematic review of randomized, controlled trials aimed to evaluate the available evidence for the effectiveness of the Bobath Concept in stroke rehabilitation. Method- A systematic literature search was conducted in the bibliographic databases MEDLINE and CENTRAL (March 2008) and by screening the references of selected publications (including reviews). Studies in which the effects of the Bobath Concept were investigated were classified into the following domains: sensorimotor control of upper and lower limb; sitting and standing, balance control, and dexterity; mobility; activities of daily living; health-related quality of life; and cost-effectiveness. Due to methodological heterogeneity within the selected studies, statistical pooling was not considered. Two independent researchers rated all retrieved literature according to the Physiotherapy Evidence Database (PEDro) scale from which a best evidence synthesis was derived to determine the strength of the evidence for both effectiveness of the Bobath Concept and for its superiority over other approaches.
RESULTS: The search strategy initially identified 2263 studies. After selection based on predetermined criteria, finally, 16 studies involving 813 patients with stroke were included for further analysis. There was no evidence of superiority of Bobath on sensorimotor control of upper and lower limb, dexterity, mobility, activities of daily living, health-related quality of life, and cost-effectiveness. Only limited evidence was found for balance control in favor of Bobath. Because of the limited evidence available, no best evidence synthesis was applied for the health-related quality-of-life domain and cost-effectiveness.
CONCLUSIONS: This systematic review confirms that overall the Bobath Concept is not superior to other approaches. Based on best evidence synthesis, no evidence is available for the superiority of any approach. This review has highlighted many methodological shortcomings in the studies reviewed; further high-quality trials need to be published. Evidence-based guidelines rather than therapist preference should serve as a framework from which therapists should derive the most effective treatment.

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