Fabio Cataldi, Fisioterapista
Master Universitario in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici


Obiettivi: Questo studio ha avuto un duplice obiettivo: primo quello di analizzare e classificare le possibili cause di dolore lombare di origine addominale. Secondo quello di valutare le abilità e le competenze specifiche del fisioterapista nell’identificare correttamente quei segni e sintomi (red flags), espressione di problematiche importanti non muscolo scheletriche, all’interno di quel complesso processo clinico decisionale chiamato diagnosi differenziale.
Materiale e metodi: Per soddisfare gli obiettivi del nostro studio è stata eseguita una revisione sistematica della letteratura. La ricerca è stata condotta consultando le banche dati elettroniche: Medline, Pedro e Google scholar. Le parole chiavi impiegate sono state: “low back pain”, “abdominal origin”, ”red flags”, “physical therapy”, “differential diagnosis”, “ physiotherapist”, “etiology”, “specific causes”, “abdominal aortic aneurysm”, “cancer”, “tumor”, “metastasis”, “metastatic lesion”, “infection”, “psoas abscess”, “gastrointestinal disease”, “crohn’s disease”, “small intestine”, “colon”, “stomach”, “pancreas”, “renal disease”, “cushing’s syndrome”, “urologic disease”, “kidney”, “ureters”, “urinary tract infection”, “bladder”, gynecologic disease”, uterus”, “endometriosis” e loro combinazioni possibili utilizzando gli operatori booleani “and” e “or”. I criteri di inclusione e i limiti alla ricerca sono stati: articoli successivi al 1990, pubblicazioni di lingua inglese o italiana, studi su umani adulti, abstract consultabile. Non è stata fatta alcuna restrizione per la tipologia di studio. I criteri di esclusione sono stati: studi che trattassero di lombalgia causata da tutti quegli organi o cause che non rientrano all’interno di quella zona anatomica che si riferisce addominale (es.: fratture ossee o crolli vertebrali da osteoporosi, spondilosi, spondilolistesi, stenosi del canale congenita o osteoarticolare, sindrome radicolare da ernia lombare, sindrome della cauda equina di origine congenita, sindromi sistemiche o reumatiche che colpiscono esclusivamente ossa, muscoli, articolazioni, tumori primitivi dell’osso, patologie infettive della colonna vertebrale, osteomielite, discite, tubercolosi, cisti ossee, esiti di chirurgia, ecc.). La selezione degli studi è stata eseguita sulla base del titolo, dell’abstract e infine della lettura completa dell’articolo.
Risultati: Le possibili cause di dolore lombare di origine addominale rappresentano l’1-2% dei casi di LBP. Nella maggior parte dei casi colpiscono pazienti con determinati fattori di rischio e si manifestano con un quadro di LBP e sintomi sistemici associati. Questi sintomi soggettivi possono essere ricercati durante l’anamnesi e insieme ai segni oggettivi riscontrati durante l’esame obiettivo del paziente, permettono al fisioterapista di ottenere dei cluster di sintomi e segni per poter fare un’adeguata diagnosi differenziale e inviare prontamente il paziente dallo specialista competente. In letteratura c’è scarsa quantità di ricerca fatta sull’accuratezza di queste red flags, per cui non possono essere fatte le opportune raccomandazioni sul loro uso clinico.
Conclusioni: Anche se le possibili cause di dolore lombare di origine addominale rappresentano solo l’1-2% dei casi di LBP, la possibilità di fare diagnosi differenziale individuando cluster di segni e sintomi (red flags) espressione di problematiche importanti, è una necessità primaria per la sicurezza e la professionalità del fisioterapista che si occupa del trattamento del LBP. Sono necessari studi sperimentali di elevata qualità per poter stabilire dei criteri diagnostici (Diagnostic Prediction Rule) accurati ed attendibili per migliorare le capacità di diagnosi differenziale dei fisioterapisti.

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