Il Museo LA SPECOLA, fondato dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, fu aperto al pubblico nel 1775 ed è il più antico museo scientifico d’Europa. Contiene la più grande collezione al mondo di cere anatomiche, eseguite tra il 1770 ed il 1850, ed oltre 3.500.000 di animali di cui circa 5.000 esposti al pubblico.
Attualmente La Specola è una Sezione del Museo di Storia Naturale.

Cere Anatomiche

Questa collezione fu voluta dal Granduca Pietro Leopoldo e dal primo Direttore del Museo Felice Fontana e fu concepita come un trattato tridimensionale per insegnare l’anatomia, poichè è composta da pezzi in cera, dai disegni a tempera e dalle spiegazioni.

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In quasi un secolo (1771 – seconda metà dell’800) furono creati un’enorme quantità di preparati. Oltre alla collezione visibile alla Specola, (562 urne che racchiudono gli oltre 1400 pezzi), esistono infatti vari altri gruppi di opere provenienti dall’officina ceroplastica fiorentina.

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I preparati furono realizzati tra la fine del XVIII e la metà del XIX secolo; ne furono artefici sopratutto valenti modellatori quali Clemente Susini, Francesco Calenzuoli, Luigi Calamai ed Egisto Tortori, che furono affiancati e guidati, oltre che dallo stesso Fontana, da anatomici quali Tommaso Bonicoli, Filippo Uccelli e Paolo Mascagni.
Essi eseguivano le dissezioni sui cadaveri portati dall’Arciospedale di Santa Maria Nuova. In base a questi pezzi dissezionati venivano fatti i modelli in argilla da cui si ricavavano i calchi in gesso nei quali veniva poi colata la cera (o meglio, un miscuglio di cere, resine e coloranti di cui non sappiamo esattamente la composizione) per realizzare i modelli definitivi, che poi venivano assemblati e rifiniti.

La più importante, dopo quella del Museo, è senza dubbio la collezione del Josephinum di Vienna commissionata ai modellatori fiorentini dall’Imperatore d’Austria Giuseppe II, fratello del Granduca Pietro Leopoldo, per la scuola Medica Militare. Gli altri gruppi di cere anatomiche, di entità molto più modesta, sono sparsi in varie città italiane e straniere (Cagliari, Bologna, Montpellier, Pisa, Pavia, Modena, Budapest, Leida).

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Al Museo vennero inoltre create cere di botanica e di anatomia comparata, comprendenti anche preparati microscopici e, per conto dell’Arcispedale di Santa Maria Nuova, anche una gran quantità di modelli di anatomia patologica, documento inestimabile sulla medicina e la patologia di quei tempi, tuttora conservate presso l’omonimo Istituto dell’Università a Careggi e, in parte, al Museo di Storia della Scienza.

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Il Museo possiede quasi tutto ciò che resta del famoso ceroplasta siciliano Gaetano Giulio Zumbo del XVII secolo che lavorò a Firenze per il Granduca Cosimo III de’Medici tra il 1691 e il 1694.
Si tratta di tre piccole rappresentazioni, conosciute con il nome di Cere della peste, di grande valore artistico oltre che anatomico, in cui si avverte tutto il gusto dello spaventoso e del macabro, tipico di alcuni artisti del ‘600.

Vi è inoltre una testa in decomposizione modellata in cera su un cranio vero e una serie di statuine, resti di una composizione illustrante gli effetti della sifilide, di proprietà del principe Corsini, che fu danneggiata dall’alluvione del 1966. Anche le cere della peste, che all’epoca si trovavano al Museo di Storia della Scienza, furono alluvionate e danneggiate in maniera molto grave, e ci vollero mesi e mesi di paziente e abilissimo restauro per riportarle al primitivo splendore.

Salone degli scheletri

La collezione osteologica della Specola è una delle più importanti d’Italia, ancora oggi costantemente incrementata e consultata da zoologi e paleontologi italiani e stranieri. In questa sala è conservata la maggior parte dei reperti osteologici (circa 3000) posseduti dal Museo, soprattutto di mammiferi. Si tratta di una collezione di enorme importanza scientifica, ancora oggi continuamente incrementata e assiduamente consultata da zoologi e paleontologi sia italiani che stranieri. Tra le molte rarità si possono ammirare il rinoceronte della Sonda, il tilacino (o tigre di Tasmania), l’echidna, l’ornitorinco e vari formichieri.

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Nel 1820 in questo salone erano collocati anche vari fossili del valdarno e gli scheletri di alcuni quadrupedi di mole maggiore: un elefante, un cammello, un asino, nonchè vertebre, costole e crani di balene; tutto materiale, salvo i fossili, ancora qui esposto.

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Il Salone degli Scheletri, ieri

Il locale che qui vedete faceva parte delle scuderie del palazzo Bini, eretto alla fine del ‘400. Nel 1749 il palazzo fu venduto ai Marchesi Torrigiani e, nel 1771, da questi al Granduca Pietro Leopoldo di Lorena che qui volle costituire l’Imperial Regio Museo di Fisica e Storia Naturale, noto a tutti i fiorentini col nome di “Museo della Specola” a causa dell’osservatorio astronomico che lo sovrasta.

In questi locali, debitamente restaurati ed ampliati, presero inizialmente posto i globi astronomici provenienti dalle collezioni medicee, le collezioni dei prodotti delle miniere toscane ed il laboratorio di Chimica, materia di cui lo stesso Granduca si dilettava. Qui era collocato il bellissimo bancone chimico che, assieme ai globi astronomici, è attualmente esposto presso il Museo di Storia della Scienza di Firenze.

Nel 1787 il Salone venne ampliato per la prima volta grazie all’acquisizione di alcuni locali adiacenti. Nel 1793 furono completati da parte di uno “stipettaio” una serie di scaffali, non sappiamo quanto corrispondenti alle attuali vetrine.

Da vari documenti apprendiamo che nel 1820 nel Salone erano collocati anche vari fossili del Valdarno e gli scheletri di alcuni quadrupedi di mole maggiore: un elefante, un cammello, un asino nonché vertebre, costole e crani di balene, tutto materiale (salvo i fossili) ancora attualmente qui esposto.

Le attuali dimensioni del Salone (40 metri per 7, con più di 120 vetrine su due piani) sono il risultato dell’ultimo ampliamento realizzato nel 1838, in concomitanza con i lavori, inerenti la Tribuna di Galileo (al piano superiore). A partire da tale data nessun intervento è stato più eseguito né a carico della struttura né degli arredi.

Il Salone degli Scheletri, oggi

Per aprire al pubblico il Salone sono occorsi quasi 5 anni di lavoro consistito nel riassemblaggio e sospensione al soffitto degli scheletri di 3 Cetacei (una megattera, uno zifio e un globicefalo), nel montaggio dei grossi scheletri dei quadrupedi su piattaforme mobili, nella minuziosa pulizia di tutti i crani e scheletri esposti, nel restauro conservativo delle vetrine e nella loro illuminazione interna. Il pavimento è stato riportato alla condizione originale e sono stati realizzati gli impianti di illuminazione e di aerazione.

Sezione di ZOOLOGIA ‘LA SPECOLA’ e SALONE DEGLI SCHELETRI
Via Romana, 17 – 50125 Firenze
Telefono biglietteria 055 2288251

ZOOLOGIA “LA SPECOLA” e “MOSTRA CRISTALLI”
orario di apertura al pubblico: tutti i giorni dalle 9.30 alle 16.30
chiusura: lunedì
chiusure annuali: 1 gennaio, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, 25 dicembre

SALONE DEGLI SCHELETRI
E’ possibile visitare soltanto dietro appuntamento telefonico al numero: 055 2346760

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