Così possiamo definire il termine ausilio: uno strumento che serve in particolare alla persona disabile (e a chi l’aiuta) per fare ciò che altrimenti non potrebbe o per farlo in un modo più sicuro, più veloce e più accettabile psicologicamente e prevenire quindi l’instaurarsi e l’aggravarsi di una disabilita. Gli attrezzi per la vita quotidiana sono quindi tutti gli strumenti necessari à qualunque persona nella vita di tutti i giorni. Al giorno d’oggi la tecnologia ha permesso di sfruttare conoscenze una volta insospettate, attraverso strumenti studiati all’inizio solo per rendere più facile l’esecuzione di alcune attività a persone senza problemi senso-motori.
Essi sono utilizzabili con appositi adattamenti anche per coloro non hanno ridotte capacita motorie o sensoriali in modo da compensarne una o più incapacità.
Il concetto di ausilio è in continua evoluzione in quanto molti prodotti che attualmente sono considerati ausili non lo saranno più nel futuro poiché avranno maggiore diffusione e vasta reperibilità e saranno prodotti di largo consumo di cui ogni persona (disabile e non) farà uso. Un esempio sono gli strumenti elettronici a comando vocale oppure gli alzawater che attualmente vengono considerati ad uso esclusivo dei disabili, ma che comunque rendono più facile l’ accesso al wc anche alle persone anziane e a quanti si trovano nella condizione anche temporanea di impedimento.

Schema A

Autonomia
Il concetto di autonomia non è di ben facile definizione in quanto ricopre moltissime situazioni che vanno dalle capacità motorie a capacità di autogestire la propria persona, allo stare in comunità quindi anche al sociale. L’ essere autonomo è di una persona completamente sufficiente a se stessa e capace di compiere le sue attività completamente da sé.
In questo concetto si inserisce tanto l’abilita di realizzare una cosa da sé senza dipendere da altri tanto quanto l’insegnare a un accompagnatore come aiutare a eseguire il trasferimento.
L’autonomia comunque resta sempre qualcosa di più vasto che copre significati psicologici (autostima) e psicosociali, l’essere in grado di fare attività come tutti e di interagire in mansioni varie giochi eccetera con gli altri, che si tratti sia di lavori domestici sia di impegni lavorativi. E’ importante dare alla persona disabile la possibilità di essere al maggior grado di indipendenza possibile compatibilmente con il grado cognitivo e la menomazione sensomotoria. Se si riesce a fare ciò anche il concetto di disabile (in quanto non abile a fare una o più cose) perde valore trasformando il soggetto in una persona comune. Lo scopo finale è quindi rendere la persona disabile responsabile autonomamente della propria vita nonostante il cambiamento intervenuto durante la sua esistenza.

figura 1

Fasi della valutazione e prescrizione dell’ausilio
L’ausilio con i suoi adattamenti e soluzioni è parte integrante della riabilitazione e come tale fa parte di un processo che prevede varie fasi:
– presa in carico del malato per effettuare un training sull’ausilio da provare;
– valutazione delle capacità residue
– presa di coscienza del malato della disabilità;
– scelta dell’ausilio e allenamento all’utilizzo che rappresenta il passo conclusivo per il raggiungimento dell’obiettivo.

figura2

Presa in carico
La presa in Carico è una parte molto importante in quanto prima di eseguire un qualsiasi atto nei confronti del malato dobbiamo avere ben chiare la situazione e alcune regole fondamentali:
– diagnosi corretta;
– bilancio funzionale;
– prognosi clinica e riabilitativa;
– motivazione del soggetto;
– stato cognitivo;
– grado di interazione sociale.

Questi elementi Sono di fondamentale importanza per decidere se il paziente potrà eseguire un certo tipo di percorso riabilitativo e in che modo.

Valutazione
La valutazione è il secondo gradino che incontriamo e, nonostante ne esistano tantissimi tipi e che riguardano ogni potenzialità del soggetto in questione (motoria, sociale, psichica, cognitiva, etc), per quanto riguarda gli ausili è utile restringere il campo alla valutazione funzionale delle ADL avendo gia sottoposto il paziente a una valutazione della forza e del ROM.
E’ necessario, come primo aspetto, eseguire un’intervista al paziente per avere un quadro globale sulle sue aspettative, capacita di partecipare a un addestramento, motivazione, aspetto cognitivo, memoria, abilità di apprendimento, orientamento nel tempo e nello Spazio, comprensione eccetera. Il tutto può essere completato in 5-10 minuti, in cui si parla alla persona di diverse cose oppure si possono eseguire brevi semplici test scritti e orali.
Sarebbe opportuno poter parlare anche ai familiari per avere un’idea delle abitudini del paziente e di quali siano la loro aspettative e responsabilità e anche le rispettive capacità di portare un loro aiuto futuro al paziente.
La seconda fase valutativa e rappresentata dall’osservazione in cui portare l’attenzione sulle capacità residue o sulle incapacità del paziente à eseguire le normali attività di vita quotidiana utilizzando i mezzi di uso Comune senza aiuti esterni.

Presa di coscienza
La terza fase è quella della valutazione vera e propria in cui il terapista deve avere gia ben presente quali sono le capacita motorie del paziente prima di scegliere un modello di valutazione. In questo caso sarebbe bene effettuare una valutazione delle prese delle mani attraverso modelli standard per verificare i vari tipi di presa e attribuire relativi punteggi iniziali e in seguito rivalutarli dopo il training.

Due scale di valutazione validate, la Barthel e la FIM (Functional Indipendence Measure)servono per una valutazione funzionale generale delle ADL senza entrare molto nel merito. Attraverso i punteggi di queste scale si possono monitorare i vari progressi ottenuti dopo il training riabilitativo verso l’autostima.
Altre scale utili alle ADL, ma non validate in Italia sono quelle create per determinare le disabilita nell’artrite reumatoide. In questo modo si realizza anche la presa di coscienza del malato verso le sue reali possibilità e competenze attuali, quindi verso la sua malattia.

Scelta dell’ausilio
Fase conclusiva della valutazione è la prescrizione dell’ausilio e l’allenamento all’utilizzo: si tratta di fornire al paziente quegli ausili prioritariamente necessari in quanto le potenzialità residue potrebbero essere molto scarse e l’attesa del paziente e della sua famiglia, viceversa, molto elevata. Si tratta quindi di impostare un programma con obiettivi prioritari e obiettivi à medio e lungo termine: per esempio, il paziente ha una presa scarsa della mano per debolezza tanto da non riuscire a prendere il cucchiaio neanche con il manico ingrossato; allora si può stabilire come obiettivo intermedio il rinforzo attraverso allenamento alla presa specifica, passando poi all’ausilio per insegnargli ad afferrare il cucchiaio con il manico ingrossato e quindi à portarlo alla bocca.

foto1

 foto2

ADL e BADL
Normalmente ci si occupa di ADL, ma questo termine è troppo vasto poiché raggruppa tutte le attività della vita del soggetto come attività sociali, lavorative, sessuali eccetera.
Quindi dobbiamo differenziare e creare una sottocategoria che chiamiamo basic activity of daily living (BADL) o ADL di base, che includono tutte le attività di autonomia personale quali:
– mobilita;
– trasferimenti;
– alimentazione;
– igiene e cura personale;
– vestizione.
Tutte queste necessitano di strumenti idonei ai quali i pazienti vanno allenati dopo aver sempre valutato sintomi quali debolezza, limitato range articolare e scoordinazione.

 schemab

Mobilità
Per la mobilità sono utilizzati vari mezzi: dalle carrozzine manuali a quelle elettroniche, ma la trattazione di questo argomento esula dall’articolo.

Trasferimenti
Per ciò che riguarda i trasferimenti, intesi come capacità di cambiare posizione e spostarsi da un ausilio ad un altro (letto-carrozzina eccetera) si utilizzano sollevatori, trapezio, tavoletta con scivolamento frontale e laterale, teli cerati in caso di totale dipendenza al letto eccetera.

Alimentazione
Nell’alimentazione i problemi riguardano la possibilità di bere usando appositi bicchieri con beccucci e con manici con diverse forme, l’uso di posate con manici ingrossati e con deviazioni della parte terminale e orientabili con snodi oppure super-leggere, il tutto per facilitare le prese e i deficit di forza. Si utilizzano anche piatti speciali con bordi rialzati, tappetini antiscivolo, e nell’ambito della preparazione del pasto, si possono avere tavole speciali per l’uso monomanuale con chiodi-fissa alimenti, coltelli con diverse angolazioni per facilitare il taglio del pane e della carne con l’uso di poca forza, apriscatole e apri barattoli monomanuali con prese in gomma eccetera.

Igiene e cura personale
Per quanto riguarda l’igiene si possono avere strumenti con il manico allungato e snodato orientabile, come speciali spazzole e spugne montate su un manico lungo, singolari limette per le unghie con impugnature ingrossate, sedie particolari per la doccia o tavole per la vasca per facilitare l’accesso a queste strutture e aiutare il paziente stesso e chi lo assiste in queste operazioni di toilette. Si possono avere, inoltre, particolari ingrossa maniglie per aumentare la presa dei rubinetti del lavandino, gli alzawater di diverse altezze che permettono un miglior accesso al WC, specie nel sedersi e rialzarsi, e che portano il sanitario alla stessa altezza della carrozzina, permettendo un più agevole utilizzo, e seggiolini-comode con ruotine e foro centrale per essere posizionate direttamente Sopra il WC.

Vestizione
Altro campo delle BADL e la vestizione in cui vengono utilizzate speciali pinze prendi-oggetti allungate, con angolazioni particolari della parte terminale, infila bottoni con manici grandi, e stringhe elastiche, infila scarpe con manico allungato, e peculiari infila calze e infila collant a compressione graduale.
Nell’ambito delle attività basilari è possibile creare altri strumenti, anche artigianali, per sopperire a ciò che attualmente il mercato non offre e anche per adattare lo strumento alla personale esigenza dell’utente.

Suggerimenti
Tra i suggerimenti pratici che possono essere forniti al paziente per facilitare le prese e per decidere un miglior uso degli ausili vi è una serie di indicazioni in ambito generale che dovrà poi essere completata caso per caso da chi si occupa di scegliere uno strumento adatto per il disabile.
E’ buona norma, quindi, usare ausili con leva prolungata (manici lunghi), con presa ingrandita (ingrossare il manico ), meglio usare materiali che creano attrito alla presa come gomme zigrinate o particolari materiali antiscivolo, meglio usare ausili leggeri quindi con minor dispendio di forza da parte del paziente e facili da pulire dopo il loro uso e, cosa di non poca importanza, cercare di scegliere attrezzi che siano facili da usare anche per facilitarne l’apprendimento all’uso durante il training: in questo modo l’utente sarà più motivato a servirsene sempre durante la vita di tutti i giorni.

Riferimenti Bibliografici
Libro: T. Redaelli – L. Valsecchi, “Terapia Occupazionale: metodologie riabilitative e ausili”, Milano, Solei Press, 1996.
Libro: G.A. Spagnolin, “La carrozzina scelta personalizzazione ed uso”, Milano, Ghedini Editore, 1993
Libro: R. Andrich, “Ausili per l’autonomia”, collana SIVA, 1988
Libro: Willard and Spackman’s “Occupational Therapy”, Edited by Helen L. Hopkins, Helen D. Smith, 1988, J.B Lippincott Company, Philadelphia

Maurizio Casciotti
Dottore Fisioterapista
Piacenza

Lascia un commento

Contribuisci a creare una discussione su questo argomento