Offriamo il meglio ai nostri atleti dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore?

Un recente studio di Ebert et al. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28916871) ha evidenziato come molti atleti ricevono una riabilitazione insufficiente (troppo breve o inadeguata) dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore (LCA). Solo il 5% degli atleti amatoriali riceve una riabilitazione che segue le linee guida basate sull’evidenze scientifiche (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27539507): almeno 6 mesi di riabilitazione che comprenda anche esercizi di agilità e di atterraggio dal salto e un ritorno allo sport (RTS) strutturato. Il 45% degli atleti non effettua un controllo clinico dopo il terzo mese post-operatorio e il 70% non esegue esercizi di agilità o di salto. Dopo un anno dall’intervento, i criteri considerati fondamentali della forza del quadricipite e dell’esecuzione del test di salto superiori al 90% sono stati mostrati rispettivamente nel 31% e nel 53% degli atleti non trattati adeguatamente.
 
Non sono quindi sorprendenti l’elevato numero di atleti che riprende lo sport a un livello inferiore a quello praticato in precedenza (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25157180, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26131299) o il rischio molto alto di subire un nuovo infortunio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24753238).
 
Se la pratica clinica non segue le linee guida basate sull’evidenze, non offriamo il meglio ai nostri atleti.
 
Le linee guida dovrebbero essere utilizzate da tutti i clinici, compresi quelli che svolgono la professione in ambulatori individuali. La riabilitazione basata sulle evidenze dopo ricostruzione del LCA comprende la riabilitazione pre-operatoria e tre fasi post-operatorie basate sul raggiungimento di obiettivi prefissati, con un graduale RTS dopo aver superato i relativi criteri. In questa progressione è fondamentale il ruolo attivo dell’atleta (educazione del paziente, condivisione degli obiettivi e ripetizione dei test funzionali con relativi feedback).
Una riabilitazione basata sulle evidenze deve prendere in considerazione, oltre al dolore, gonfiore, escursione di movimento, funzione muscolare (controllo neuromuscolare, resistenza, forza e potenza), schemi di movimento durante le attività funzionali, gestualità sport-specifica (es. coordinazione, agilità, equilibrio), anche il profilo psicologico dell’atleta.
 
Il programma di riabilitazione deve essere individuale, ovvero adattato agli obiettivi nel breve e lungo termine dell’atleta, con frequenti valutazioni e modificazioni: dimettere l’atleta dall’ospedale con un opuscolo contenente un programma di esercizi non è sufficiente!
 
Una riabilitazione insufficiente può essere la conseguenza di una scarsa aderenza dell’atleta. L’aderenza influenza direttamente l’outcome. Di conseguenza il clinico dovrebbe indagare eventuali barriere all’aderenza e prevedere obiettivi da raggiungere e strumenti per valutare i progressi. Anche le liste d’attesa del Sistema Sanitario o le spese da sostenere per una riabilitazione privata possono rappresentare un ostacolo e influenzare la qualità del trattamento. Purtroppo, la medicina basata sulle evidenze e il Sistema Sanitario non sono sempre allineati.
 

Grindem H, Arundale AJ, Ardern CL. Alarming underutilisation of rehabilitation in athletes with anterior cruciate ligament reconstruction: four ways to change the game. Br J Sports Med. 2018 Apr 12.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29650520