La gestione del dolore femororotuleo – Consensus statement 2018

Samuele Passigli – Fisioterapista, MSc, OMPT

 
Ogni 2 anni, clinici e ricercatori attivi nello studio e nella gestione del dolore femororotuleo (PFP) partecipano all’International Patellofemoral Research Retreat (IPFRR) con l’obiettivo di 1) condividere i risultati della ricerca sul PFP, 2) sintetizzare le evidenze dalle più recenti revisioni sistematiche e dagli RCT pubblicati successivamente e creare un consensus statement per divulgare le conoscenze e 3) pianificare gli studi futuri. Nel 2017 l’IPFRR si è svolto in Australia.
 
Raccomandazioni dagli esperti
 
I risultati dei nuovi studi pubblicati dal 2015 non hanno modificato le 6 raccomandazioni presentate nel Consensus Statement del 2016:

  1. L’esercizio terapeutico è raccomandato per ridurre il dolore nel breve, medio e lungo termine e per migliorare la funzionalità nel medio e lungo termine.
  2. E’ raccomandata l’associazione di esercizi per l’anca e per il ginocchio per ridurre il dolore e migliorare la funzionalità nel breve, medio e lungo termine. Questa associazione dovrebbe essere privilegiata rispetto ai soli esercizi per il ginocchio.
  3. Le strategia multimodali (esercizio terapeutico associato a plantari, taping rotuleo o terapia manuale) sono raccomandate per ridurre il dolore negli adulti con PFP nel breve e medio termine.
  4. I plantari sono raccomandati per ridurre il dolore nel breve termine.
  5. Le mobilizzazioni della rotula, del ginocchio e lombari non sono raccomandate come unica strategia.
  6. Le terapie strumentali non sono raccomandate.

Queste raccomandazioni dovrebbero rappresentare delle linee guida evidence-based per la gestione dei pazienti con PFP. Considerato però che il PFP rappresenta una condizione multifattoriale, queste raccomandazioni devono essere comunque adattate alla presentazione clinica individuale, ovvero, in accordo con una pratica basata sulle evidenze, adattate ai risultati dell’esame clinico, alle preferenze del paziente, agli obiettivi e all’expertise del clinico.
 
L’esercizio terapeutico continua quindi a rappresentare la strategia principale per la gestione del PFP, con il numero maggiore di evidenze che dimostrano la sua efficacia per ridurre il dolore e migliorare la funzionalità nel breve, medio e lungo termine. Gli studi futuri dovrebbero approfondire il dosaggio ottimale dell’esercizio terapeutico e descrivere più dettagliatamente i parametri degli esercizi prescritti, con l’obiettivo di facilitare l’implementazione dei risultati degli RCT nella pratica clinica. Sono necessari, inoltre, lavori per migliorare l’aderenza e per individuare le componenti principali degli esercizi eseguiti (ad esempio, il carico, il tipo di contrazione, il riposo). Questi aspetti sono fondamentali in quanto è stata mostrata un’associazione positiva nel PFP tra dosaggio dell’esercizio terapeutico e outcome. Sono importanti anche ulteriori studi per indagare le barriere e i facilitatori all’esecuzione dell’esercizio terapeutico e per approfondire il ruolo dell’educazione e le strategie per la gestione dei fattori psicosociali.
 
La terapia manuale può essere utilizzata come componente delle strategie multimodali, se considerata appropriata. Considerato il cambiamento verso strategie di trattamento attive nella gestione del PFP e, in generale, del dolore muscoloscheletrico, le strategie passive non dovrebbero comunque rappresentare l’obiettivo di studi futuri.
 
Sono necessari, inoltre, ulteriori studi per valutare il PFP in età differenti (ad esempio, negli adolescenti e negli adulti).
 

Collins NJ, Barton CJ, van Middelkoop M, Callaghan MJ, Rathleff MS, Vicenzino BT, Davis IS, Powers CM, Macri EM, Hart HF, de Oliveira Silva D, Crossley KM. 2018 Consensus statement on exercise therapy and physical interventions (orthoses, taping and manual therapy) to treat patellofemoral pain: recommendations from the 5th International Patellofemoral Pain Research Retreat, Gold Coast, Australia, 2017. Br J Sports Med. 2018 Jun 20.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29925502