Review corso Carl Askling “Hamstring Injuries Day”

Emanuele Tortoli – Fisioterapista, MSc, SPT

 

 
Un attimo dopo aver visto la pubblicità del corso mi sono detto: “partecipare a un evento formativo sulle lesioni muscolari con uno tra i docenti internazionali più famosi al mondo è un occasione imperdibile”.
Insomma, non capita spesso di poter ascoltare un ricercatore svedese del Karolinka Institute che pubblica da anni articoli scientifici e continua a fare il clinico valutando 30/40 lesioni muscolari a settimana.
 
Le aspettative erano veramente tante.
 
La mattinata, interamente teorica, è iniziata con decine di video sul calcio, l’atletica, il sollevamento pesi, la danza e i relativi possibili infortuni.
L’intento è stato mostrare l’importanza degli hamstring nelle attività di salto, accelerazione, forza e allungamento evidenziando come tutti gli infortuni possono essere classificati come:

  1. sprinting type (SpT)
  2. stretching type (StT)

Osservando i video, la funzione degli hamstring è svolgere un’importante attività eccentrica per controllare la flessione di anca e decelerare l’estensione di ginocchio. Appare evidente come la leg curl prona non sia utile in fase di allenamento o durante la riabilitazione perché non funzionale al gesto atletico. Inoltre, lo considera un esercizio troppo aggressivo, anche se ammette la sua specificità per il capo breve del bicipite femorale (BFsh), il semitendinoso e il gastrocnemio. Il consiglio è quello di concentrarsi sempre su esercizi che permettono un’attivazione dell’anca e del ginocchio.
 
Capitolo esami strumentali. Nella pratica clinica consiglia di eseguire la risonanza magnetica (RMN), solo nei casi di sospetta lesione completa degli hamstring e dopo 2/3 giorni, inutile prima per lo stravaso ematico.
 
L’80% delle lesioni muscolari coinvolge il capo lungo del bicipite femorale (BFlh), il BFsh oltre a non infortunarsi quasi mai si fa carico e si sostituisce al BFlh.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18649077
Ecco svelato il segreto del perché troviamo spesso il BFsh rigido o dolente e della necessità di svolgere esercizi specifici, come il deadlift, per riattivare il BFlh.
 
Ci mostra la sua tesi di dottorato, ho trovato il link dove è possibile scaricarla gratuitamente:
https://www.diva-portal.org/smash/get/diva2:792/FULLTEXT01.pdf
 
Un gruppo SpT e un altro StT con valutazione clinica e alla RMN a 2, 10, 21 e 42 giorni. Il gruppo SpT presentava una riduzione della forza e della flessibilità maggiore del gruppo StT a ogni controllo, per poi stabilizzarsi tra loro a 42 settimane. Da qui l’assenza di correlazione tra il tempo di ritorno all’attività sportiva e la perdita sia di forza sia di flessibilità degli hamstring. Oltre a evidenziare una maggiore distanza della lesione dalla tuberosità ischiatica nel gruppo SpT sia alla palpazione sia alla RMN, viene valutato anche il tempo medio per il ritorno all’attività sportiva, minore per il gruppo SpT, maggiore per il gruppo StT.
 
Riassumendo diventa fondamentale ai fini diagnostici e prognostici capire la dinamica dell’infortunio:
 

Tutti gli studi realizzati fino a quel punto hanno permesso di realizzare nel 2013 un RCT, punto cardine del corso e del ragionamento clinico che ogni professionista dovrebbe avere per gestire al meglio una lesione muscolare. Sono messi a confronto un protocollo di trattamento da lui realizzato (L-protocol) e un protocollo di controllo (C-protocol).
L’articolo è scaricabile gratuitamente, comprende anche i video dei 3 esercizi del L-protocol:
http://bjsm.bmj.com/content/47/15/953.long
 
Sono stati inclusi 75 pazienti e poi randomizzati in 2 gruppi omogenei, formati ognuno dallo stesso numero di SPt e StT. Entrambi i protocolli iniziano la fase riabilitativa dopo 5 giorni l’infortunio.
 
L-protocol comprende 3 esercizi:

  1. THE EXTENDER
  2. THE DIVER
  3. THE GLIDER

e un programma generale di corsa, 3 volte a settimana:

  • 6 x 20 m
  • 4 x 40 m
  • 2 x 60 m

L’eventuale progressione in termini d’intensità e frequenza è data dal feedback del paziente immediato e del giorno successivo.
 
In entrambi i gruppi quando all’esame clinico non si apprezzano segni e sintomi si esegue un test, il suo l’Askling H-test. Il parametro che lo rende positivo e posticipa il rientro in campo è la manifesta insicurezza del paziente nell’eseguirlo.
https://www.youtube.com/watch?v=VYnMnb7AlKE
 
Il pomeriggio prevede esercitazioni pratiche valutazione, palpazione, esame fisico e esercizi.
 
N.B. importante che in ogni test o esercizio la caviglia sia in flessione plantare per escludere la componente di flessione di ginocchio del tricipite surale.
 
Paziente in posizione prona:
 
VALUTAZIONE
Flex/ext passiva di entrambe le ginocchia.
Flex/ext attiva di entrambe le ginocchia.
 
PALPAZIONE
Flex ginocchia 10° e test di forza bilaterale.
Flex ginocchio 80/90° e cercare di estendere ripetutamente le ginocchia.
Palpazione tuberosità ischiatica.
Valutazione dell’integrità tendinea, per escludere rotture totali.
 
ESAME FISICO
Flex ginocchia a 10°, mano caudale su entrambi i talloni mano craniale a pinza che valuta lo spessore dell’inserzione sugli hamstring.
Per aumentare la percezione nella valutazione palpatoria del trofismo degli hamstring consiglia di utilizzare una cinghia da legare al lettino che blocchi la flessione delle ginocchia in maniera da liberare la mano caudale.
Valutazione della distanza tra il punto più doloroso alla palpazione e la tuberosità ischiatica.
 
Paziente in posizione supina:
 
• SLR attivo, una volta raggiunta lentamente la posizione di maggior tensione, si esegue prima un’ulteriore flessione passiva dell’anca per valutare l’elasticità e dopo si chiede un’estensione attiva dell’anca (facendo flettere leggermente il ginocchio) per apprezzare la forza.
 
Curiose le sue risposte a domande del tipo “cosa devo sentire” o “perché faccio questo test”, ammette la difficoltà nello spiegare le sensazioni che solo una pratica clinica quotidiana e ripetuta ti permettono di apprendere. Ho apprezzato la risposta solo il giorno dopo, è stato come se avesse ammesso che c’è una parte nella valutazione e nel trattamento che non è completamente oggettiva e lui è il primo a sottolineare che ci sia ancor tanto da studiare e capire.
 
È stato bello poter assistere a una lezione di un Professore così tanto esperto, non ho trovato la verità, ma conferme di quanto di buono fatto fino ad adesso. Sempre bello condividere insieme a altri colleghi giornate formative del genere. Complimenti al GSTM per l’impeccabile organizzazione.