Il running retraining riduce il rischio di infortunio nei runner principianti

Samuele Passigli – Fisioterapista, MSc, OMPT

 
Gli infortuni associati alla corsa sono molto frequenti. Infatti, fino al 79% dei runner subisce un infortunio in un anno. Questo significa che 3 runner su 4 subiranno un infortunio entro 3 anni. Rispetto ai runner professionisti, i runner principianti e amatoriali sono più vulnerabili, in parte perchè fisicamente meno preparati a percorrere lunghe distanze.
Nonostante la biomeccanica della corsa non sia completamente identica tra treadmill e terreno, alcuni studi sul running retraining hanno mostrato la possibilità di trasferire gli effetti dell’allenamento dalla corsa su treadmill alla corsa in contesti differenti.
L’obiettivo di questo studio controllato e randomizzato è stato valutare l’efficacia di un programma di running retraining sulla modulazione della forza di impatto e sul rischio di infortuni associati alla corsa nei runner principianti.
Sono stati inclusi nello studio 380 runner principianti (esperienza di corsa < 2 anni) che correvano regolarmente più di 8 chilometri alla settimana, con un’età compresa tra 18 e 50 anni. Dopo la valutazione iniziale, i runner sono stati randomizzati in un gruppo running retraining (n=195) e in un gruppo di controllo (n=195). I soggetti inclusi nel gruppo running retraining hanno partecipato a 8 sessioni in 2 settimane di modifica del passo. Durante le sessioni, è stato richiesto ai runner di correre al loro ritmo preferito e con le scarpe abitualmente utilizzate su un treadmill computerizzato. In un monitor posizionato di fronte ai runner, era mostrato un feedback visivo della forza di reazione al suolo. Ai runner era richiesto di correre “più leggeri” per cercare di ridurre la forza di impatto. La durata degli allenamenti è stata gradualmente aumentata da 15 a 30 minuti e il feedback visivo progressivamente ridotto nelle ultime 4 sessioni. I soggetti inclusi nel gruppo di controllo effettuavano 8 sessioni di allenamento in 2 settimane sul treadmill, ma senza alcun feedback sulla biomeccanica della corsa.
 

 
Nei successivi 12 mesi, i runner dovevano segnalare ogni mese, tramite l’accesso a una piattaforma online, il numero di chilometri percorso e gli eventuali infortuni. Un infortunio associato alla corsa è stato definito come un disturbo muscoloscheletrico, diagnosticato da un medico o da un fisioterapista, che obbligava il runner a sospendere la corsa per almeno 2 giorni.
Al follow-up a 12 mesi, il 16% e il 38% dei runner hanno riportato un infortunio associato alla corsa nel gruppo running retraining e nel gruppo di controllo, rispettivamente. Ovvero, il programma di running retraining ha ridotto il numero di infortuni in un anno del 62%. Gli infortuni registrati nei due gruppi sono stati differenti. I disturbi a carico del tendine di Achille e del gastrocnemio sono stati molto frequenti nel gruppo running retraining, ma assenti nel gruppo di controllo. Invece, nel gruppo di controllo i disturbi più frequenti sono stati la fascite plantare e il dolore femororotuleo. Nel gruppo running retraining, le sessioni di allenamento con feedback visivo hanno rappresentato inoltre una strategia efficace per ridurre le forze di impatto.
Alcune limitazioni dello studio da considerare sono le seguenti. Non tutti i runner hanno accesso a un running retraining con feedback visivo della forza di reazione al suolo. L’esclusione dallo studio di runner esperti non permette di generalizzare i risultati.
In conclusione, un programma di running retraining di 2 settimane che utilizza un feedback visivo è stato efficace nel ridurre le forze di impatto nei runner principianti. Inoltre, aspetto più importante, gli infortuni associati alla corsa si sono ridotti del 62% nel periodo di follow-up di 12 mesi.
 

Chan Zoe Y.S. et al. Gait retraining lowers injury risk in novice distance runners: a randomized controlled trial. Am J Sports Med. 2017. In press.