Associare il gait retraining o gli esercizi e l’educazione è una strategia migliore della sola educazione nei runner con dolore femororotuleo?

Nicholas Miraglia – Fisioterapista

 

 
La corsa amatoriale è un’attività popolare nota per fornire importanti benefici fisiologici e psicologici. Tuttavia, circa il 79% dei runner sviluppa infortuni correlati alla corsa. Il dolore femororotuleo (PFP) rappresenta uno dei disturbi più comuni.
Numerosi studi in letteratura hanno messo in luce l’efficacia di interventi terapeutici diversi per il trattamento del PFP. Lo stesso autore, in un recente studio del 2016, ha dimostrato che un programma di trattamento multimodale, che comprenda sia esercizi di rinforzo e di controllo motorio dell’arto inferiore, sia strategie di running retraining, potrebbe essere efficace nel ridurre i sintomi e migliorare la funzionalità nei runner con PFP.
L’educazione sulla gestione del carico dell’allenamento è da tempo stata suggerita come componente importante per il trattamento del PFP. Specialmente nei runner, questo disturbo è spesso osservato in seguito a recenti incrementi del volume di allenamento. È probabile che l’educazione specifica sulla gestione razionale dei carichi di allenamento, con il principale obiettivo di non eccedere la capacità di carico tissutale, contribuisca a migliorare l’outcome del trattamento.
L’obiettivo di questo studio è stato confrontare gli effetti di tre programmi riabilitativi (educazione, educazione ed esercizio terapeutico, educazione e gait retraining) sui sintomi e sulla funzionalità in un gruppo di runner con PFP.
69 runner con PFP sono stati assegnati in modo casuale a uno dei tre gruppi di intervento.
I runner del gruppo “educazione” hanno ricevuto informazioni sulla gestione del carico e sono stati istruiti per modificare gli allenamenti in relazione ai sintomi. Sono stati invitati ad aumentare la frequenza dei loro allenamenti settimanali, a ridurre la durata e la velocità di ogni sessione e a evitare la corsa in discesa. È stato inoltre chiesto di mantenere il livello di dolore non più alto di 2/10 durante la corsa; il dolore doveva ritornare ai livelli di pre-training entro 60 minuti dopo l’allenamento, senza aumentare i sintomi la mattina successiva. la distanza è stata aumentata gradualmente in base ai sintomi, prima di modificare la velocità e le pendenze. Queste strategie sono state date a tutti i gruppi. Il gruppo “educazione” non ha ricevuto altre istruzioni.
Nel gruppo “esercizi”, oltre alla componente educativa, i runner sono stati invitati a svolgere un programma di esercizi per migliorare la forza, la capacità di sostenere il carico meccanico e il controllo dinamico degli arti inferiori. Tre/quattro esercizi sono stati eseguiti tre volte alla settimana (massimo 20 minuti/sessione) e un esercizio (controllo dell’arto inferiore) è stato eseguito giornalmente. Il programma era diviso in 4 fasi di 2 settimane.
Infine, i runner del gruppo “gait retraining”, oltre all’aspetto educativo, hanno ricevuto indicazioni per modificare la corsa. Sono stati invitati ad aumentare la cadenza del 7,5-10%; se necessario (in assenza di una riduzione dell’impatto o per un’incapacità nell’aumentare la cadenza), ai soggetti veniva chiesto di eseguire una corsa più “morbida” e di adottare un appoggio di avampiede.
I risultati di questo studio hanno mostrato una riduzione del dolore e un miglioramento della funzionalità e un aumento della distanza nei 3 gruppi, senza una differenza statisticamente significativa. Un aumento della forza degli estensori del ginocchio è stata osservata nel gruppo “esercizi”. Nel gruppo “gait retraining” è stata osservato un aumento della cadenza e una riduzione della vertical loading rate media. Gli esercizi terapeutici o il gait retraining non hanno apportato quindi ulteriori benefici sui sintomi e sulla funzionalità confrontati con la sola educazione.
Nei runner, una gestione corretta dei carichi di allenamento potrebbe rappresentare un aspetto fondamentale poiché gli errori nell’allenamento contribuiscono spesso all’insorgenza dei sintomi. Un’educazione appropriata sui sintomi e una corretta gestione del carico di allenamento dovrebbero quindi essere incluse come componente primaria nel trattamento dei runner con PFP. Gli esercizi e le strategie di gait retraining dovrebbero essere considerate per i loro benefici se considerati necessari.
 

Esculier JF, Bouyer LJ, Dubois B, Fremont P, Moore L, McFadyen B, Roy JS. Is combining gait retraining or an exercise programme with education better than education alone in treating runners with patellofemoral pain? A randomised clinical trial. Br J Sports Med. 2017 May 5.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28476901