Effetti sul dolore nell’artrosi di ginocchio del cammino a intervalli versus il cammino continuo

Samuele Passigli – Fisioterapista, MSc, OMPT

 

 
Gli esercizi aerobici sono consigliati dalle principali linee guida internazionali come strategia efficace di trattamento nella gestione dei pazienti con artrosi di ginocchio. In particolare, il cammino regolare migliora nel breve termine il dolore, la funzionalità e la qualità della vita in questo disturbo. Una scarsa aderenza nel lungo termine rappresenta il principale ostacolo al miglioramento. Infatti, molti pazienti con artrosi di ginocchio sono diffidenti nell’adottare il cammino regolare come forma di esercizio, soprattutto per le convinzioni errate che il camminare determini un ulteriore danno all’articolazione, con una compliance ridotta e una conseguente riduzione dei potenziali benefici clinici.
Le raccomandazioni consigliano di camminare almeno 20-30 minuti, con una frequenza di 2-5 volte alla settimana, con intensità moderata. Associare altre attività aerobiche o aumentare gradualmente l’attività rispetto al minimo raccomandato potrebbe apportare ulteriori benefici, anche se un esercizio aerobico prolungato potrebbe aggravare i sintomi e ridurre la compliance. Inoltre, la durata ottimale del cammino nei soggetti con artrosi di ginocchio non è ancora stata identificata.
Un cammino a intervalli potrebbe determinare gli stessi effetti positivi e in alcuni casi superiori rispetto al tradizionale programma di cammino continuo, oltre che aumentare la compliance.
L’obiettivo di questo studio è stato confrontare gli effetti immediati sul dolore di 45 minuti di cammino continuo rispetto allo stesso volume di esercizio eseguito in tre intervalli di 15 minuti con un’ora di riposo tra le ripetizioni.
Sono stati inclusi nello studio 27 adulti con diagnosi di artrosi di ginocchio secondo i criteri della American College of Rheumatology e confermata dalle radiografie. I partecipanti hanno effettuato due sessioni separate di valutazione. Per la sessione di cammino continuo, i partecipanti hanno completato 45 minuti di cammino su treadmill; per la sessione di cammino a intervalli, i partecipanti hanno effettuato 3 sessioni di 15 minuti di cammino (per un totale di 45 minuti), separate da un’ora di riposo. L’intensità del dolore durante le sessioni di valutazione è stata registrata utilizzando la NPRS.
I risultati dello studio hanno mostrato che il cammino continuo aumenta il dolore, a differenza del cammino a intervalli, aspetto importante sia per i pazienti sia per i clinici. La presenza di dolore durante l’esecuzione degli esercizi potrebbe scoraggiare l’esecuzione abituale, con una potenziale riduzione dei benefici nel lungo termine. Di conseguenza, l’assenza di dolore durante il cammino regolare, effettuato con lo stesso volume previsto per il cammino regolare, potrebbe portare ad una compliance maggiore nel mantenere un esercizio continuo.
La principale limitazione di questo studio è stata la valutazione del dolore su treadmill. Nonostante le caratteristiche biomeccaniche siano simili tra un cammino su strada e un cammino su treadmill, il costo metabolico maggiore del cammino su treadmill potrebbe determinare un affaticamento precoce, oltre che limitare la possibilità di modificare lo schema del passo in risposta all’insorgenza del dolore, strategia di compenso frequentemente osservata durante il cammino su terreno.
 

Farrokhi, S. et al., 2017. The influence of continuous versus interval walking exercise on knee joint loading and pain in patients with knee osteoarthritis. Gait & Posture, 56, pp.129–133.
http://www.gaitposture.com/article/S0966-6362(17)30198-4/