Alterazione della modulazione centrale del dolore nella tendinopatia achillea

Samuele Passigli – Fisioterapista, MSc, OMT

 

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I meccanismi alla base del dolore tendineo non sono ancora stati completamente compresi. La tendinopatia è stata sempre considerata come un problema periferico, anche se le evidenze recenti suggeriscono altri possibili meccanismi responsabili del dolore persistente. Come per molti disturbi cronici, anche le tendinopatie presentano delle caratteristiche tipiche come iperalgesia, allodinia e sintomi bilaterali. Il dolore persistente potrebbe conseguire a un’alterazione dei circuiti discendenti di inibizione del dolore, anche se la modulazione centrale del dolore (CPM) ha ricevuto scarsa attenzione nei soggetti con tendinopatia.
 
L’obiettivo dello studio di Tompra et al. (2016) è stato valutare l’efficacia della CPM in soggetti con tendinopatia achillea cronica, confrontata con soggetti sani.
Gli autori hanno incluso nello studio 20 runner con tendinopatia achillea cronica (dolore presente da almeno 3 mesi) e 23 runner sani.
 
Che cosa hanno fatto? Gli autori hanno valutato la CPM per indagare l’efficacia delle vie discendenti di modulazione del dolore. La CPM è quantificata come l’intensità necessaria per evocare dolore di uno stimolo di test prima e durante l’applicazione di uno stimolo condizionante. Infatti, l’applicazione di uno stimolo nocicettivo condizionante normalmente determina una inibizione del dolore provocato da un successivo stimolo (stimolo di test) (Pud et al, 2009). In questo studio, l’immersione della mano in un contenitore con acqua fredda a circa 9° (cold pressor test) è stata utilizzata come stimolo condizionante e la soglia del dolore alla pressione (PPT) utilizzando un algometro digitale come stimolo di test. La valutazione della CPM iniziava nel momento in cui i partecipanti riferivano un dolore provocato dall’immersione nell’acqua fredda di 5/10 utilizzando una NPRS. La PPT è stata misurata a livello della porzione media del tendine di Achille per i soggetti sani e nella zona più dolorosa del tendine (individuata tramite palpazione) per i soggetti con tendinopatia. I partecipanti erano stati istruiti a premere un pulsante nel momento in cui la pressione dell’algometro diventava dolorosa.
 
Cosa hanno osservato? L’effetto della CPM è stata inferiore durante il test di immersione della mano in acqua fredda nei soggetti con tendinopatia achillea rispetto ai soggetti sani. Questo risultato indica un’alterazione del sistema discendente di modulazione del dolore, come riportato in molti disturbi disturbi caratterizzati da dolore cronico (low back pain, disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, sintomi associati al colpo di frusta, fibromialgia, artrosi). Questa alterazione potrebbe contribuire allo sviluppo della sensibilizzazione del sistema nervoso centrale e al dolore persistente.
 
Quali sono le implicazioni cliniche dei risultati di questo studio? Probabilmente è necessario sviluppare strategie per valutare e trattare una eventuale alterazione della modulazione centrale del dolore nei soggetti con tendinopatia achillea.