Escursione articolare dell’anca in soggetti con dolore femororotuleo

Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

thomas test

 

L’eziologia del dolore femororotuleo (PFP) è ancora sconosciuta, sebbene molte variabili siano state ipotizzate come possibili fattori contribuenti. In passato, l’attenzione sull’eziologia del PFP è stata concentrata sui fattori distali (eccessiva pronazione del piede) e sui muscoli del ginocchio (debolezza del vasto mediale, ridotta mobilità del quadricipite e degli hamstring). Le ricerche più recenti, invece, hanno spostato l’attenzione sui muscoli posterolaterali di anca, per il collegamento meccanico tra questa regione e il ginocchio.
Gli studi clinici hanno indagato principalmente la forza e il controllo neuromuscolare, ma scarsa è stata l’attenzione sul ruolo della mobilità articolare (ROM) dell’anca come fattore contribuente in soggetti con PFP. In particolare, l’estensione, la rotazione interna e la rotazione esterna di anca dovrebbero essere presi in considerazione in quanto influenzati dall’azione del grande gluteo, fattore significativo nell’eziologia del PFP.
L’obiettivo di questo studio è stato confrontare il ROM passivo dell’anca tra soggetti con PFP e soggetti sani.
Sono stati inclusi nello studio 30 soggetti sani e 30 soggetti con diagnosi di PFP. I soggetti con PFP presentavano i seguenti criteri di inclusione: dolore perirotuleo o retrorotuleo presente da almeno un mese associato con il mantenimento prolungato della posizione seduta, con il salire e scendere le scale, con le attività sportive e/o con la corsa.
E’ stato misurato il ROM dell’estensione (EXT), della rotazione interna (RI) e della rotazione esterna (RE) dell’anca destra e sinistra con inclinometro digitale. La misurazione dell’EXT è stata effettuata tramite il test di Thomas modificato, la RI e la RE con il paziente in posizione prona con il ginocchio flesso a 90°. Ogni misurazione è stata effettuata 3 volte ed è stata calcolato il valore medio.
Il gruppo con PFP ha dimostrato in media una EXT minore di 11° rispetto al gruppo di controllo. Non sono state evidenziate differenze significative nella RI e nella RE. Questi risultati suggeriscono che l’estensione di anca rappresenta una variabile che dovrebbe essere valutata nei soggetti con PFP.
La scarsa letteratura sugli effetti della mobilità dell’anca sul ginocchio lascia perplessi. Infatti, è stato ampiamente dimostrato il ruolo dell’anca nell’influenzare la cinematica del ginocchio. Molti studi hanno evidenziato l’importanza di valutare e trattare i muscoli posterolaterali di anca nei soggetti con PFP ed è ragionevole considerare che una mobilità limitata di questa regione possa alterare l’azione muscolare.
 

Roach SM, San Juan JG, Suprak DN, Lyda M, Boydston C. Patellofemoral pain subjects exhibit decreased passive hip range of motion compared to controls. Int J Sports Phys Ther. 2014 Aug;9(4):468-75.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25133075/

 

  • Segnalo inoltre uno dei pochi case report dove sono stati descritti la valutazione e il trattamento di una paziente con dolore femororotuleo e asimmetria nella rotazione interna di anca:

    Cibulka MT, Threlkeld-Watkins J. Patellofemoral pain and asymmetrical hip rotation. Phys Ther. 2005 Nov;85(11):1201-7.
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16253048

    Abstract
    BACKGROUND AND PURPOSE:
    Patellofemoral joint problems are the most common overuse injury of the lower extremity, and altered femoral or hip rotation may play a role in patellofemoral pain. The purpose of this case report is to describe the evaluation of and intervention for a patient with asymmetrical hip rotation and patellofemoral pain.

    CASE DESCRIPTION:
    The patient was a 15-year-old girl with an 8-month history of anterior right knee pain, without known trauma or injury. Prior to intervention, her score on the Western Ontario and McMaster Universities Osteoarthritis Index (WOMAC) was 24%. Right hip medial (internal) rotation was less than left hip medial rotation, and manual muscle testing showed weakness of the right hip internal rotator and abductor muscles. The intervention was aimed at increasing right hip medial rotation, improving right hip muscle strength (eg, the muscle force exerted by a muscle or a group of muscles to overcome a resistance), and eliminating anterior right knee pain.

    OUTCOMES:
    After 6 visits (14 days), passive left and right hip medial rotations were symmetrical, and her right hip internal rotator and abductor muscle grades were Good plus. Her WOMAC score was 0%.

    DISCUSSION:
    The patient had right patellofemoral pain and an uncommon pattern of asymmetrical hip rotation, with diminished hip medial rotation and excessive hip lateral (external) rotation on the right side. The patient’s outcomes suggest that femoral or hip joint asymmetry may be related to patellofemoral joint pain.