Decompressione subacromiale: un’illusione clinica?

Emanuele Tortoli – Fisioterapista, SPT, DO

 

1

 

Nel 1972 Charles Neer ha definito l’abrasione delle strutture muscolari sulla superficie antero-inferiore dell’acromion come sindrome da conflitto subacromiale (SIS), ritenendola responsabile nel 95% dei casi di patologia a carico della cuffia dei rotatori (RC). La SIS è diventata il disturbo muscoloscheletrico della spalla più frequentemente diagnosticato. Altri autori hanno suggerito una relazione diretta tra la morfologia dell’acromion e la patologia della RC e i test clinici come il segno di Neer e il test di Hawkin sono stai descritti per confermare la diagnosi. L’acromionplastica, conosciuta come decompressione sottoacromiale (SAD), rappresenta una procedura chirurgica frequentemente utilizzata per rimuovere l’ipotetica fonte d’irritazione.
Molti fisioterapisti, nonostante l’assenza di evidenze, hanno adottato il modello del SIS per descrivere l’associazione tra una alterata postura del quadrante superiore e l’aumento della cifosi con un imbalance dei muscoli della spalla. Questa condizione potrebbe determinare un’alterata postura della scapola (tilt anteriore e rotazione caudale) con un conseguente impingement e patologia della RC.
Una teoria alternativa suggerisce che la sintomatologia della SIS potrebbe conseguire alla tendinopatia della RC. L’eziologia sarebbe quindi da ricercare prevalentemente in un carico eccessivo o mal distribuito, influenzato dall’età, dallo stile di vita, dallo stato ormonale e da fattori genetici.
Nonostante l’incremento degli interventi chirurgici e dei costi associati, non è stata evidenziata alcuna differenza negli outcome nei pazienti con diagnosi di SIS sottoposti a SAD o ad un programma specifico di esercizi dopo follow up a 1, 2 e 5 anni. In più l’80% dei pazienti in lista di attesa per intervento chirurgico, dopo aver eseguito un programma riabilitativo di 12 settimane, ha deciso di non sottoporsi a SAD. Nelle lesioni non traumatiche parziali della RC, non sono state evidenziate differenze clinicamente rilevanti tra la fisioterapia, la fisioterapia più l’acromionplastica e la fisioterapia + l’acromionplastica + la riparazione tendinea a un follow up di dopo un anno. Nelle lesioni non traumatiche complete, il trattamento conservativo si è dimostrato efficace a un follow up a 2 anni riducendo la richiesta di chirurgia del 75%.
Altri aspetti necessitano di ulteriori studi, compreso il ruolo della sensibilizzazione centrale e delle modificazioni corticali associate alla tendinopatia della RC. Inoltre, è importante non enfatizzare un rapporto lineare tra struttura, la lesione strutturale e la sintomatologia clinica.
 

Lewis, J. (2014). Bloodletting for pneumonia, prolonged bed rest for low back pain, is subacromial decompression another clinical illusion? British Journal of Sports Medicine, 49(5), 280–281.
http://bjsm.bmj.com/content/early/2014/12/30/bjsports-2014-094367