Conseguenze iatrogene della risonanza magnetica precoce nel low back pain acuto

Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

MRI

 

La pratica clinica basata sull’evidenze per il low back pain (LBP) raccomanda di effettuare la risonanza magnetica (MRI) in presenza di red flag, ma non in pazienti con LBP aspecifico. Inoltre, le linee guida raccomandano di effettuare la MRI almeno dopo un mese di trattamento conservativo (periodo nel quale si verifica il miglioramento spontaneo della sintomatologia nel 50% dei casi), in pazienti con sospetto di ernia discale o stenosi spinale, esclusivamente per dare indicazioni anatomiche per la chirurgia o per le infiltrazioni epidurali.
Nonostante sia uno strumento diagnostico sensibile, la MRI è estremamente non specifica in quanto evidenzia anomalie che spesso non sono correlate con i sintomi, con ernie discali e stenosi spinale presenti nel 20-57% dei soggetti asintomatici; nella radicolopatia, non fornisce informazioni utili per migliorare la scelta del trattamento e l’outcome.
L’obiettivo di questo studio è stato esaminare l’impatto della MRI effettuata nei primi 30 giorni dall’insorgenza dei sintomi sulla disabilità e sui costi in pazienti con LBP acuto o in presenza di radicolopatia, senza indicazioni di red flag.
I soggetti che hanno effettuato una MRI precoce, sia con LBP aspecifico sia con radicolopatia, hanno avuto un outcome peggiore in termini di disabilità e aumento di spesa sanitaria.
I risultati di questo studio sottolineano le conseguenze significative associate con l’effettuare una MRI precoce senza indicazioni.
La maggioranza dei casi di radicolopatia inclusi nello studio ha effettuato una MRI precoce nonostante le raccomandazioni delle linee guida, probabilmente perchè la decisione clinica è stata influenzata dai segni e sintomi radicolari, dalle richieste o dal desiderio di rassicurare il paziente. Purtroppo, il risultato determina spesso l’effetto opposto alla rassicurazione, in quanto i pazienti sviluppano una ridotta sensazione di benessere.
La MRI precoce può inoltre determinare un ritardo nell’iniziare un adeguato trattamento conservativo e favorire l’inizio di trattamenti inefficaci, con un conseguente outcome peggiore.
Questo risultato rinforza il concetto che la MRI precoce, quando non indicata, oltre a non aggiunge benefici, può determinare un outcome peggiore in termini di disabilità e procedure sanitarie non necessarie.
 

Webster BS, Bauer AZ, Choi Y, Cifuentes M, Pransky GS. Iatrogenic consequences of early magnetic resonance imaging in acute, work-related, disabling low back pain. Spine (Phila Pa 1976). 2013 Oct 15;38(22):1939-46.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23883826/