Chirurgia vs trattamento conservativo nella stenosi lombare

Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

 

stenosi lombare

 

La stenosi lombare (SL) è una condizione caratterizzata da un restringimento del canale midollare o dei forami spinali. Se sintomatica, causa dolore e debolezza nella regione lombare e all’arto inferiore e una claudicatio intermittente. La SL asintomatica rappresenta comunque una condizione frequente negli anziani. Le evidenze a disposizione sul trattamento ottimale non sono chiare e la chirurgia rappresenta un’opzione per i pazienti con sintomi gravi e persistenti.
L’obiettivo di questo studio è stato confrontare la decompressione chirurgica con un trattamento specifico di fisioterapia in soggetti candidati all’intervento chirurgico per una SL sintomatica e degenerativa.
I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: decompressione chirurgica o fisioterapia. Gli outcome sono stati valutati con lo Short Form-36 Health Survey (SF-36), con l’Oswestry Disability Index (ODI) e con il North American Spine Society outcome assessment instrument nel breve termine (prime 10 settimane) e nel lungo termine (6, 12 e 24 mesi).
Il protocollo chirurgico consisteva in una laminectomia decompressiva e parziale resezione delle faccette articolari a livello della stenosi. Il programma di fisioterapia enfatizzava esercizi di flessione lombare, esercizi di rinforzo muscolare degli arti inferiori, esercizi di flessibilità, esercizi generali di condizionamento (cyclette e cammino sul treadmill) e l’educazione del paziente.
Eccetto 2 soggetti, tutti i pazienti assegnati al gruppo chirurgia sono stati sottoposti a intervento chirurgico. Di contro, il 57% dei pazienti (con un dolore maggiore e un livello di istruzione più basso) nel gruppo fisioterapia sono passati nel gruppo chirurgia nel periodo di osservazione.
Il numero medio di sedute di fisioterapia effettuate è stato di 8.4. Il 66% dei pazienti ha effettuato almeno il 50% delle 12 sedute prescritte. Il 16% dei pazienti non ha effettuato alcuna seduta e il 77% di questi è stato sottoposto a chirurgia.
L’analisi dei risultati non ha evidenziato differenze nella funzionalità tra il gruppo chirurgia e il gruppo fisioterapia a tutti i follow up. Nel gruppo chirurgia, il 61% dei pazienti ha raggiunto un buon outcome a 2 anni; il 55% dei pazienti che sono passati dal gruppo fisioterapia al gruppo chirurgia ha raggiunto un buon outcome. Il 52% dei pazienti nel gruppo fisioterapia ha raggiunto un buon outcome. Non ci sono state differenze negli effetti del trattamento tra uomini e donne.
Le complicanze più frequenti nel gruppo chirurgia sono state un ritardo nella guarigione tissutale e l’infezione, con necessità di un nuovo intervento. L’unica complicanza nel gruppo fisioterapia è stata il peggioramento dei sintomi in 9 soggetti. In entrambi i gruppi, il 50% circa dei pazienti ha utilizzato farmaci.
In conclusione, nei pazienti con SL considerati candidati all’intervento chirurgico, non sono state evidenziate differenze tra la fisioterapia e la decompressione chirurgica nella riduzione dei sintomi e nel miglioramento della funzionalità. In entrambi i gruppi, i pazienti hanno iniziato a mostrare un miglioramento a 10 settimane; il miglioramento è aumentato nelle 26 settimane e si è mantenuto al follow up a 2 anni. E’ comunque importante considerare che l’alta percentuale di crossover dal gruppo fisioterapia al gruppo chirurgia potrebbe aver influenzato l’interpretazione dei risultati.
 

Delitto A, Piva SR, Moore CG, Fritz JM, Wisniewski SR, Josbeno DA, Fye M, Welch WC. Surgery versus nonsurgical treatment of lumbar spinal stenosis: a randomized trial. Ann Intern Med. 2015 Apr 7;162(7):465-73.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25844995