L’infortunio nella danza classica e contemporanea: analisi delle cause, delle differenze e dei punti in comune tra le 2 discipline

Francesco Gandolfi – Fisioterapista, SPT

 

danza

 

Introduzione
La realizzazione di questa tesi nasce dall’interesse verso lo studio di metodologie più specifiche per migliorare l’aspetto riabilitativo nel mondo della danza, così come evidenziate dalla ricerca (nelle varie proposte metodologiche di riabilitazione presenti in letteratura), e dall’esperienza del tirocinio, nel corso della quale è stato possibile rilevare nozioni per incrementare la qualità della pratica riabilitativa all’interno del contesto specifico individuato. In particolare, sono stati considerati la tipologia, le cause di infortuni e le differenze degli stessi tra danza classica e contemporanea.

 

Obiettivi
A partire da tali premesse, lo studio si è posto come obiettivo l’analisi dei possibili fattori correlati al rischio di infortunio dei ballerini nelle due discipline, in particolar modo sono stati presi in considerazione: (1) quantità e qualità dei carichi, (2) livello di controllo del “core stability”, (3) qualità di consapevolezza corporea.

 

Materiale e metodi
La ricerca è stata condotta attraverso due fasi: una prima revisione della letteratura scientifica presente relativamente all’argomento (confronto ed analisi dei vari articoli pertinenti le possibili cause prese in esame nello studio e possibili correlazioni tra esse, stimato in percentuali) e un’analisi quantitativa di tipo descrittivo di dati raccolti direttamente sul campo, nel corso del periodo di tirocinio, attraverso la somministrazione di un questionario ad un campione di maestri, allievi della scuola e del corpo di ballo (allievi e professionisti).

 

Risultati
Da questa preliminare indagine è emerso che, nella prevenzione all’infortunio, (1) non sembrerebbe esserci un vantaggio particolare nell’iniziare dalla danza classica o viceversa per poi cambiare stile e che non esiste uno stile più o meno stressante a livello fisico; (2) il rischio di infortunio aumenta per una pessima gestione dei carichi indipendentemente dal danzare contemporaneamente, durante la settimana, con ore di classico o di contemporaneo; infine, (3) una scarsa consapevolezza corporea può influenzare negativamente la performance con posture errate e disequilibri muscolo scheletrici.

 

Conclusioni
Il rischio di infortunio nelle discipline considerate sembrerebbe aumentare se l’insegnamento non è impostato correttamente ma in modo tale che comporta un lavoro eccessivo (quantità e qualità dei carichi), un non rispetto delle regole della fisiologia e una non idonea impostazione dell’atleta ballerino fin da giovane in riferimento al “core stability”. Sembrerebbe inoltre essere di fondamentale importanza l’individuazione delle specifiche caratteristiche fisiche ed artistiche del giovane danzatore e la dimensione della sua consapevolezza corporea. Con queste competenze il fisioterapista specializzato può assicurare al paziente il miglior trattamento possibile con vera professionalità nell’ambito della danza che è arte riprodotta da uno sportivo.

 

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