Trattamento riabilitativo post ricostruzione di Legamento Crociato Anteriore nel calciatore professionista. Protocolli a confronto.

Andrea Iorio, Fisioterapista
andreaiorio90@gmail.com
Università degli Studi di Genova

LCALa domanda che mi sono posto e che mi ha portato ad affrontare questa discussione, è stata come la fisioterapia possa far combaciare un trattamento riabilitativo, che segua tutte le fasi necessarie e i tempi biologici dei tessuti per riportare una struttura lesa e un paziente alla guarigione, con quell’accelerazione del trattamento sempre più richiesta dalla società moderna e che, nel mondo del Calcio, trova solitamente la sua estrema rappresentazione.
Questa domanda nasce dall’interesse di capire se tale accelerazione sia possibile ugualmente in ambito sanitario.
La risposta segue un percorso che parte dal tipo di trattamento chirurgico, passa quindi per i tempi di legamentizzazione e di guarigione (nel nostro caso specifico del tendine trapiantato) e giunge a termine con le tempistiche indicate dal chirurgo operante e con le fasi dei diversi progetti riabilitativi impostati dalle varie equipes riabilitative.
Decisivi nella nostra discussione sono i risultati in termini di prestazioni, a partire dall’attività lavorativa e ludico-sportiva, fino all’attività sportiva agonistica professionale di alto livello.
Una diversa impostazione del programma rieducativo può influire sul processo biologico di guarigione?
O comunque, può velocizzare il ritorno all’attività, qualunque essa sia, nonostante la legamentizzazione debba ancora giungere a completamento?

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