Regole di predizione clinica per la radicolopatia cervicale

Samuele Passigli – Fisioterapista, OMT

ULNT 1La radicolopatia cervicale (RC), per definizione, è un disordine della radice nervosa cervicale e frequentemente è causata da erniazione del disco cervicale o da altre lesioni occupanti spazio (ad esempio, osteofitosi), con conseguente infiammazione e/o impingement. La risonanza magnetica e lo studio elettrofisiologico, sebbene non perfetti, sono considerati gli esami più accurati per la diagnosi di RC. Per i costi, l’attesa e il disagio associati a questi strumenti diagnostici, è utile definire e implementare un accurato esame clinico per diagnosticare una RC.
Nel 2003, Wainner et al. hanno sviluppato una regola di predizione clinica (Clinical Prediction Rule, CPR) per diagnosticare la presenza di una RC composta da un cluster di 4 item (tre test di provocazione e un test di movimento). Una CPR si definisce come il processo mediante il quale una serie di caratteristiche cliniche, che hanno dimostrato di essere fattori predittivi statisticamente significativi di una condizione o di un outcome, sono utilizzate per classificare pazienti eterogenei in sottogruppi che si comportano in modo simile applicando il medesimo strumento diagnostico, prognostico o terapeutico.
Quattro criteri sono considerati i migliori fattori predittivi per la presenza di una RC: ULNT 1 positivo (positivo se i sintomi del paziente sono riprodotti, se è presente una differenza rispetto al controlaterale nell’estensione di gomito > 10° o se la flessione omolaterale del collo riduce i sintomi e/o la flessione controlaterale del collo aumenta i sintomi), ROM attivo in rotazione dal lato sintomatico inferiore a 60°, test di distrazione positivo (positivo se la sintomatologia si riduce) e Spurling test A positivo (positivo se riproduce i sintomi). L’ULNT 1, con una sensibilità prossima al 100%, rappresenta un utilissimo strumento di screening per la RC (come il test SLR per la radicolopatia lombare). Di conseguenza, se il test ULNT 1 è negativo, la RC può essere esclusa (rule out) e la necessità di eseguire altri test clinici del cluster o trattamenti per questo disordine è minimizzata. Se sono positivi 3 test del cluster, la probabilità post-test che il paziente presenti un RC è del 65%, se sono positivi 4 test la probabilità aumenta al 90%.
Per il fisioterapista è fondamentale diagnosticare clinicamente un RC, in modo tale da impostare un trattamento per ridurre il dolore e migliorare l’outcome del paziente.

Wainner RS, Fritz JM, Irrgang JJ, Boninger ML, Delitto A, Allison S. Reliability and diagnostic accuracy of the clinical examination and patient self-report measures for cervical radiculopathy. Spine (Phila Pa 1976). 2003 Jan 1;28(1):52-62. PubMed PMID: 12544957.

Abstract
STUDY DESIGN: A blinded, prospective diagnostic test study was conducted.
OBJECTIVES: To assess the reliability and accuracy of individual clinical examination items and self-report instruments for the diagnosis of cervical radiculopathy, and to identify and assess the accuracy of an optimum test-item cluster for the diagnosis of cervical radiculopathy.
SUMMARY OF BACKGROUND DATA: Although cervical radiculopathy remains largely a clinical diagnosis, the reliability and diagnostic accuracy of clinical examination items, individually or in combination, for cervical radiculopathy is largely unknown.
METHODS: Patients with suspected cervical radiculopathy or carpal tunnel syndrome received standardized electrophysiologic examination of the symptomatic upper quarter followed by a standardized clinical examination by physical therapist examiners blinded to diagnosis. Diagnostic properties were assessed using a neural impairment reference criterion standard.
RESULTS: The study involved 82 patients. More than two thirds of 34 clinical examination items had reliability coefficients rated at least fair or better, and 13 items had likelihood ratio point estimates above 2 or below 0.50. A single diagnostic test item cluster of four variables was identified and produced a positive likelihood ratio point estimate of 30.3. The 95% confidence intervals for all likelihood ratio point estimates in this study were wide.
CONCLUSIONS: Many items of the clinical examination were found to be reliable and to have acceptable diagnostic properties, but the test item cluster identified was more useful for indicating cervical radiculopathy than any single test item. Upper limb tension Test A was the most useful test for ruling out cervical radiculopathy. Further investigation is required both to validate the test item cluster and to improve point estimate precision.