Cervicalgia e alterazione dell’equilibrio posturale: revisione della letteratura

Antonello Viceconti – Fisioterapista

joint position senseIl dolore cervicale, nelle sue varie condizioni cliniche, può colpire chiunque nel corso della vita e rappresenta il maggior problema di salute pubblica, sia in termini di salute e benessere generale sia in termini di spese indirette. È stato addirittura definito da Ariëns e coll. come il maggior problema nella società moderna. Si presume che il dolore cervicale sia un disturbo multifattoriale e che ci siano diversi fattori che contribuiscono al suo sviluppo. La prevalenza, stimata nella popolazione occidentale del 70%, aumenta nel lungo periodo e in genere le donne ne soffrono di più rispetto agli uomini, probabilmente per differenti meccanismi fisiologici di percezione del dolore tra i due sessi.
L’obiettivo di questo lavoro è stato ricercare in letteratura l’eventuale correlazione esistente tra l’insorgenza del dolore cervicale, soprattutto a seguito di eventi traumatici da colpo di frusta, e il manifestarsi di alterazioni dell’equilibrio posturale, al fine di provare a far luce sull’esistenza delle cosiddette ”vertigini cervicali” o cervicogeniche (cervical dizziness). Una maggiore attenzione è stata data ai criteri diagnostici e alle differenti manifestazioni cliniche del sintomo vertigine, allo scopo di poter effettuare una accurata diagnosi differenziale.
La diagnosi di “vertigine cervicogenica” è una diagnosi essenzialmente per esclusione di altre possibili cause concorrenti (soprattutto vestibolari e del SNC) ed è caratterizzata dal capogiro e/o dal disequilibrio associato al dolore cervicale nei pazienti con patologie del rachide cervicale stesso. La revisione della letteratura dimostra che vi sono alterazioni dell’equilibrio statico e dinamico nei pazienti affetti da dolore cervicale cronico che soffrono di vertigine e sensazione di instabilità. È stata associata anche la frequente concomitanza della cefalea cervicogenica in questi pazienti e della limitazione della mobilità cervicale, da cui deriva un’alterata propriocezione e l’insorgenza di disturbi dell’equilibrio.
Assoluta importanza riveste, prima ancora che l’esame clinico (basato sulle evidenze ad oggi disponibili), l’indagine dettagliata sulla storia clinica del paziente e sui sintomi da esso riferiti, per differenziare le varie forme in cui si manifesta questo disturbo e per distinguerlo dalle altre sensazioni di vertigine. Quando correttamente diagnosticate, le vertigini cervicogeniche, possono essere affrontate con un approccio specifico combinato, di terapia manuale e riabilitazione vestibolare.

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