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Rieducazione Posturale Metodo “Le Tre Squadre” – Corsi base 2012

Pubblicato da Samuele Passigli il 19/01/12 | 2.184 letture

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Siete sicuri che la causa del dolore risieda nella zona dove il paziente lo avverte? Ciò è sensato se ha avuto un evento che ha prodotto tale dolore (ernia, trauma, movimento improvviso, ecc.). Al contrario, come spesso accade, la zona del dolore non è altro che l’ultima tappa di un lento percorso di compensi e squilibri posturali, lungamente protratti nel tempo, che pone i segmenti coinvolti in posizioni anomale di stress mio-osteo-articolare.

Una semplice distorsione alla caviglia, se non rieducata per tempo, produce una catena di compensi statici ascendenti, con ripercussioni fino all’ultima vertebra cervicale, alla testa, ed è causa di dolore.

Questa rivoluzionaria visione, a partire da F. Mézières (circa 60 anni fa), ha modificato parte del lavoro fisioterapico e della riabilitazione: non più incentrato esclusivamente sul trattamento della zona del dolore, ma anche e soprattutto indirizzato a rimuovere la vera causa (spesso pregressa e a volte sconosciuta al paziente) del dolore e della patologia stessa.

Il Metodo di Rieducazione Posturale “Le Trois Equerres – Tre Squadre” è un Metodo francese d’origine mézièrista. Prende forma quasi 40 anni fa, da un’intuizione di Nicole Morellì, coadiuvata da suo marito Antony. I due fisioterapisti francesi, allievi della Mézières, rimasero affascinati dal suo lavoro, dalla rivoluzionaria visione globale del corpo umano, dai suoi risultati; ma, per contro, ritenendo che ogni rapporto di forza con il proprio corpo e con quello altrui è dannoso, che la postura è ciò che il corpo esprime, sede della storia fisica e delle emozioni, restarono dubbiosi nel proporre una metodica per alcuni tratti, così “dura”. Con lo scopo d’evitare di svolgere un trattamento di riequilibrio posturale attraverso posture considerate troppo “forti” e a volte dolorose per il paziente; ritenendo che ogni correzione della postura dovesse essere conquistata attraverso la percezione, la consapevolezza, la gradualità ed “il lasciarsi andare” da parte del soggetto, lavorarono ad un approccio completamente diverso del trattamento posturale, basato, in particolare nella prima fase passiva, essenzialmente “sull’accoglimento”, sulla respirazione e sulla percezione delle tensioni attraverso la manualità del terapista. Inventando l’uso della cinta di sostegno degli arti inferiori, la cinta elastica e l’utilizzo di cuscini di scarico del rachide, riuscirono facilmente a  porre in posture correttive anche i soggetti più rigidi, mirando la “messa in tensione” muscolare alle sole zone di retrazione, evitando così di lavorare nel dolore o nell’eccessiva tensione muscolare -assolutamente controindicata con alcuni soggetti ed in molte patologie in fase acuta. L’originalità del metodo consiste inoltre, nella forma, nelle modalità e nei tempi del lavoro posturale. Si torna a “toccare” il paziente, come all’origine del nostro mestiere. È un continuo lavoro manuale del terapista, che durante il trattamento, mobilizza articolazioni e muscoli, “massaggia” con un lavoro dolce e nello stesso tempo profondo, esercita pompages, “mette in tensione” la muscolatura rigida, “ascolta” il corpo con le proprie mani, esegue un’azione manuale mirante al  rilassamento e distensione globale del soggetto, comunica con il paziente, attraverso la più antica forma di scambio e percezione: il tatto; con dolcezza e progressione, con pazienza e amore (parola spesso abusata, ma mai così calzante e appropriata nel vedere all’opera Nicole).

Gli obiettivi finali erano certo gli stessi della Mézières, rimuovere la causa primaria di una patologia d’origine posturale: la rigidità della muscolatura tonica, ma la strada per arrivarvi si differenziava notevolmente.

Il metodo “Le Tre Squadre”, si sviluppa attraverso un trattamento manuale, dolce e progressivo, che partendo dalle capacità elastiche del paziente e, con posture via via più attive di “messa in tensione” muscolare, lo accompagna ad un riequilibrio delle catene muscolari toniche e della sua postura globale, senza mai lavorare nel dolore.

Negli ultimi 15 anni, la collaborazione con il dr. in Ft italiano Ugo Morelli (curiosamente loro omonimo), porta nuova linfa al Metodo, che assume una conformazione ancora più originale e specifica, arricchendolo di nuovi ed aggiornati elementi di valutazione e trattamento posturale. Ugo Morelli, dal 2008 è il docente unico del Metodo in Italia.

Nel trattamento posturale con il metodo delle Tre Squadre, si deve tenere conto di 3 parametri:

LE SQUADRE (le Posture)

La messa in tensione globale avviene attraverso tre posture di trattamento:

la prima squadra, nella quale si assume la posizione supina con le gambe elevate a 90 gradi;

la seconda squadra, in posizione seduta con il tronco a 90 gradi rispetto alle gambe;

la terza squadra, con appoggio al suolo dei piedi e il tronco flesso a 90 gradi.

2IL TEMPO

L’errore in un trattamento posturale è sempre di andare troppo in fretta. Le varie posture si sviluppano gradualmente e progressivamente nel corso delle sedute, fino ad arrivare a 60 minuti di “messa in tensione” globale, una sola volta a settimana (unica eccezione le scoliosi evolutive).

Un trattamento posturale di fondo non può essere breve. Sono necessarie non meno di 30 terapie, con cadenza settimanale, per riarmonizzare il sistema mio-osteo-articolare e mantenere nel tempo i risultati e il nuovo equilibrio raggiunto. È indicato dai 7 agli 80 anni e oltre.

LE FASI

Nella progressione del trattamento si alternano tre fasi:

a) Passiva, in cui si lavora in totale rilassamento e distensione del paziente. È la fase più importante, in cui il soggetto impara a “lasciarsi andare” attraverso il “sospiro espiratorio”, a rieducare il diaframma, a controllare i compensi dinamici e ad “ascoltare” le sue tensioni attraverso il lavoro manuale del terapista (pompages, mobilizzazioni articolari, massaggio profondo ecc.).

b) Attivo-Passiva, inizia dal momento in cui si è ottenuto un sufficiente allungamento della muscolatura tonica rigida che permette al soggetto di controllare i compensi statici. Il paziente, contemporaneamente al lavoro manuale del terapista, inizia a mantenersi in postura attivamente con il supporto di cuscini di sostegno più bassi e di una cinta elastica che sostiene gli arti inferiori e/o il tronco.

c) Attiva, si stabilizza il riequilibrio muscolare ottenuto nelle altre due fasi, esclusivamente attraverso le posture attive, con il costante controllo del fisioterapista.

Queste tre fasi e le squadre, non sono proposte meccanicamente nella loro successione, ma sono miscelate in ogni  trattamento.

L’attenta valutazione del soggetto trattato, con riferimento al suo Atteggiamento Posturale Primario, alla patologia, alla sua causa, alla fase (acuta-cronica), e alla sua tipo-psico-morfologia, permette l’elaborazione di protocolli terapeutici mirati, individuali e differenziati, atti a rimuovere nel minor tempo possibile il dolore e la zona da cui parte “l’impulso squilibrante” che lo ha generato.

PROTOCOLLO TERAPEUTICO

A – Dolore in fase acuta: ernie lombari e cervicali, cervicalgie e lombalgie in fase acuta, traumi, “blocchi” articolari e vertebrali, ecc. In questa fase il trattamento è del tutto originale, proprio del Metodo delle Tre Squadre. Si concentrerà nella zona del dolore, per eliminare nel minor tempo possibile la fase acuta invalidante. In una fase successiva, quando sarà terminata la fase acuta, si eseguirà una valutazione posturale globale per evidenziare l’eventuale causa primaria della patologia – quando non è traumatica – e lavorare su essa.

B – Dolore e/o patologie d’origine posturale: cervicalgie, lombalgie, coxo-artrosi, gonartrosi, scoliosi e normalmente le patologie croniche. Il lavoro si concentrerà da subito sia sulla zona del dolore, sia sul riequilibrio statico posturale, unico mezzo per arrivare ad una cura che mantenga la sua  efficacia nel tempo.

Il Metodo “Le Tre Squadre” non si limita al solo lavoro posturale, che certamente è il trattamento elettivo nelle patologie in fase cronica e d’origine posturale ma, per la cura d’alcune specifiche patologie (ernie, spondilolistesi, ernia iatale, “blocchi” articolari) ed in tutte le fasi acute/invalidanti, integra altre tecniche, tra cui: terapia manuale, pompages, tecniche miofasciali, mobilizazione articolare, vertebrale e dei tessuti molli, tecnica y-lang, punto/digito-pressione, ecc.

Elementi distintivi ed originali del metodo delle “Tre Squadre”:
1. La valutazione del dolore, in ogni sua forma e fase. Elemento essenziale per stabilire in quali casi è indicato un lavoro posturale, quando è controindicato, ed è previsto un lavoro manuale specifico nella zona del dolore (normalmente nelle patologie in fase acuta, nelle disfunzioni di micromovimento, ecc.).
2. La valutazione posturale globale:
a. Valutazione Atteggiamento Posturale Primario.
b. Valutazione squilibri ascendenti e discendenti: piano frontale. sagittale e orizzontale.
3. Progressione dolce del trattamento.
4. La manualità del terapista.
5. L’uso della corda elastica.
6. L’uso della cinta elastica.
7. L’uso dei cuscini a cuneo che permettono di:
a. “Scaricare” la zona del dolore.
b. Progredire in maniera dolce nella “messa in tensione muscolare”.
c. Partire dalle capacità elastiche del paziente, senza esercitare rapporto di forza con le sue rigidità.
d. Lavorare in contrazione eccentrica della muscolatura tonica retratta ipomobile (zona “freno”) senza ulteriore stress in allungamento delle zone d’ipermobilità (zona “vinta”).
e. Escludere la muscolatura anteriore dinamica durante le posture del trattamento.
f. Regolare la “messa in tensione globale” variando l’angolo di postura tronco/femorale, in relazione al dolore e alla fase del trattamento (acuta-sub acuta-trattamento di fondo).
8. Personalizzazione del trattamento (vedi biotipologie secondo Vanier).
9. Tecnica Y-Lang (lingua/occhi), per le patologie del rachide cervicale.
10. L’uso della tavoletta rigida lombare per trattamento delle disfunzioni di micromovimento e delle spondilolistesi in postura.
11. Lo sviluppo di protocolli terapeutici individualizzati, specifici e mirati, che permettono di lavorare efficacemente su numerose patologie anche in fase acuta (vedi trattamento ernie).

RIEDUCAZIONE POSTURALE METODO “LE TRE SQUADRE”

Corso Base 2012

20 giorni divisi in 4 gruppi d’incontri - 160 ore teorico/pratiche 

Richiesti Crediti E.C.M.

Il corso è riservato a Fisioterapisti e iscritti al terzo anno della laurea in Fisioterapia

- Docente:  dr. in Ft. Ugo Morelli

- Quota: € 1800 – Studenti € 1600 tutti compresa iva (nel Lazio € 1800 + iva iscritti AIFi, laureati 2011 e studenti € 1600 +iva ). La quota sarà divisa nelle 4 settimane.

Per la prima volta compresi nella quota d’iscrizione (Valore totale 220 Euro):

  • Borsa Tre Squadre;
  • cuscini a cuneo;
  • cuscini piatti;
  • 1 cinta rigida;
  • 1 cinta elastica;
  • Bacchettina per punto-pressione;
  • Fascia di neoprene;
  • Libro:  ernia discale lombare – trattamento in fase acuta – sub acuta- di fondo;
  • Libro: Valutazione e trattamento scoliosi evolutiva (di prossima pubblicazione).

Orari: 8,30 – 17,30

- Roma:  Le Tre Squadre 3294468199

17/21Febbraio  9/13Maggio  19/23Settembre   7/11Novembre

info@tresquadre.it  tresquadre@tiscali.it

- Torino: Aifi Piemonte 3389205491

14/18 Marzo   23/27 Maggio  3/7 Ottobre   28 Novembre / 2 Dicembre

www.aifipiemontevalledaosta.it troilo.lucia@libero.it

-PerugiaAifi Umbria 3336171998

23/27 Marzo   6/10 Giugno   2/16 Settembre   21/25 Novembre

www.aifiumbria.it www.tresquadre.it

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