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Il dolore muscolare

23/08/08 | 4.908 letture | Categoria: Fisioterapia


Un trigger point miofasciale (PT) è una zona iperirritabile all’interno di una bandelletta contratta di un muscolo scheletrico, localizzata nel tessuto muscolare e/o nella sua fascia. La zona è dolorosa alla compressione e può evocare un caratteristico dolore proiettato e fenomeni autonomi.
I PT miofasciali possono essere classificati in attivi o latenti. Un PT attivo causa il dolore del paziente; un PT latente è clinicamente silente dal punto di vista del dolore, ma può causare limitazione del movimento e debolezza del muscolo colpito. Un PT latente può persistere per anni dopo un’apparente guarigione dal trauma; stiramenti, uso eccessivo e raffreddamento del muscolo possono essere sufficienti a riattivarlo. I PT causano disfunzione, siano essi attivi o latenti; solo i PT attivi causano dolore.
I PT attivi sono più frequenti nei muscoli posturali del collo, dei cingoli scapolari e pelvico, e nei muscoli masticatori. I muscoli trapezio superiore, scaleno, sternocleidomastoideo, elevatore della scapola e quadrato dei lombi sono coinvolti frequentemente.

Sintomi
1. Il dolore miofasciale è proiettato dai PT in distribuzioni topografiche specifiche, caratteristiche di ogni muscolo. Il dolore spontaneo è solo raramente localizzato al PT responsabile. Il dolore proiettato è solitamente “sordo”, spesso profondo, può manifestarsi a riposo e/o durante il movimento, può essere evidenziato premendo con un dito sui PT.
2. I PT sono attivati dal sovraccarico acuto, dall’affaticamento da lavoro eccessivo, dal trauma diretto e dal raffreddamento.
3. I PT causano rigidità e debolezza dei muscoli coinvolti.

Reperti all’esame obiettivo
1. Quando i PT attivi sono presenti, l’allungamento passivo o attivo del muscolo colpito aumenta il dolore.
2. La possibilità di allungamento passivo è limitata.
3. Il dolore aumenta quando il muscolo colpito è fortemente contratto contro una resistenza fissa.
4. La massima forza contrattile di un muscolo colpito è diminuita.
5. Alla palpazione il muscolo nelle immediate vicinanze di un PT è percepito come contratto.
6. La palpazione a scatto del PT evoca frequentemente una rapida contrazione locale.
7. La pressione moderata e protratta su un PT sufficientemente irritabile causa o intensifica il dolore nella zona di proiezione di quel PT.

Fattori perpetuanti
La guarigione dipende dall’identificazione e dall’eliminazione di uno o più fattori perpetuanti. Tali fattori rendono il muscolo inizialmente più suscettibile a sviluppare PT e poi aumentano l’irritabilità dei PT esistenti, cosicchè la risposta muscolare al trattamento non è completa nè permanente.

Risposta alla terapia locale
Frequentemente la risposta alla terapia specifica dei PT è la scomparsa immediata della dolenzia localizzata, del dolore proiettato e della risposta in rapida contrazione locale, con progressiva cessazione della limitazione del movimento. E’ meno probabile che sparisca immediatamente la tensione della bandelletta palpabile quando la sindrome miofasciale sia stata presente per molto tempo; possono essere necessari parecchi trattamenti.
L’applicazione di impacchi caldi sul muscolo per alcuni minuti, immediatamente dopo la terapia di allungamento e spruzzo (strech and spray) o di infiltrazione locale, permette solitamente un ulteriore aumento nell’ampiezza del movimento. Questa applicazione aiuta anche a diminuire significativamente la dolenzia muscolare che segue la specifica terapia miofasciale.
E’ più probabile che il sollievo dal dolore sia durevole se il paziente muove tutti i muscoli trattati molte volte, in tutta la loro possibilità di movimento, alla fine di una sessione di terapia.

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