Bilanciamento delle tensioni legamentose – Cascinelli P.
Pubblicato da Samuele Passigli il 29/07/08 | 1.837 lettureSponsor
La terapia che Still e Sutherland praticavano alle origini dell’osteopatia.
Autore: Pietro Cascinelli
Volume di 131 pagine, completo di fotografie
Edizione 2002
Marrapese Edizioni
Si tratta di tecniche che il dott. Sutherland praticava sui contadini ed in persone che eseguivano lavori manuali all’inizio del XX secolo. La loro peculiarità è che esse intervengono sulle forze interne del corpo e non su quelle esterne. In origine erano usate per persone robuste, ma, successivamente, trovarono impiego per il trattamento anche di persone molto sensibili, delicate.
Sutherland imparò tali tecniche ponendo le proprie mani su quelle del dott. Still. Apprese così come le articolazioni siano in grado di correggersi da sole, percependo come i legamenti avessero un potere molto forte nel normalizzare tali disfunzioni articolari. Tale meccanismo legamentoso autocorrettivo è intrinseco.
Noi conosciamo bene l’azione dei muscoli, ma ci sono anche i legamenti che limitano, bilanciano e guidano i movimenti articolari.
Quello che egli percepì, nell’omeostasi del corpo, è che l’articolazione può ritornare da sola ad una posizione normale e che i legamenti sono un agente molto importante nell’autocorrezione della disfunzione.
La messa in tensione legamentosa porta, inizialmente, ad un peggioramento della disfunzione e solo in un secondo tempo ad una stabilità articolare. È su questo principio che Sutherland ha sviluppato le sue tecniche che per tanti anni utilizzò nei confronti dei suoi pazienti, e su questo stesso principio ebbe inizio successivamente l’osteopatia in campo craniale.







