Diagnostica per immagini: linee guida nazionali di riferimento

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Negli ultimi anni sempre più fortemente si è avvertita nella comunità scientifica, e tra gli amministratori di sanità pubblica la necessità di razionalizzare e rendere utilizzabili per le decisioni cliniche la grande quantità di nuove conoscenze prodotte in campo medico e biologico (con una inevitabile e notevole variabilità di erogazione di prestazioni sanitarie) e quindi di disporre di strumenti che, attraverso la medicina basata sulle prove di evidenza (EBM), siano in grado di promuovere la appropriatezza ed efficacia degli interventi ed un uso più razionale delle risorse.
In quest’ottica, l’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, sulla base degli indirizzi espressi dalla Conferenza Unificata con delibera del 19 giugno 2003, che individua come uno degli impegni prioritari, l’elaborazione di linee guide cliniche ed organizzative, ha costituito un Gruppo di lavoro che sulla base delle indicazioni contenute nel manuale metodologico su: “Come produrre, diffondere e aggiornare raccomandazioni per la pratica clinica” ha elaborato il presente testo di “Linee Guida in diagnostica per immagini” concentrando la propria attenzione su tre aspetti fondamentali: la giustificazione delle indagini (e quindi l’appropriatezza), la radioprotezione ed il contenimento della spesa. L’obbiettivo primario che si attende dall’utilizzo di queste linee guida è una riduzione del numero di esami radiologici inappropriatamente richiesti ed eseguiti. Questi esami comportano lo spreco di risorse, allungamento dei tempi di attesa e, se eseguiti con radiazioni ionizzanti, una indebita irradiazione del paziente ed un aumento della dose collettiva alla popolazione. La protezione dal rischio di radiazioni, costituisce infatti, oggi, un ottimo esempio di come possono essere trattati gli aspetti sanitari, anche nei risvolti socio-economici che quasi sempre accompagnano lo sviluppo di nuove tecnologie.
Queste linee guida, elaborate dal gruppo di lavoro istituito presso l’ASSR e costituito da rappresentanti delle Società Scientifiche interessate, della FISM, dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, dopo le necessarie verifiche con i tecnici nominati dalle Regioni, sono state approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 28 ottobre 2004, confermando così l’importanza, la validità e l’utilità delle stesse per le strutture ed i professionisti del Sistema sanitario.

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