mia madre a fine luglio ha avuto un ematoma epidurale, operazione, 10 g. di coma ,altri 20 di neurorianimazione,nessun esito di paresi ecc.--> 75 giorni di riabilitazione.
Era in cura da 4 anni per alzheimer-comunque sostanzialmente perdita di memoria e vita normale- durante la riabilitazione non collabora, sembra che non le interessi camminare, è più disorientata, la terapista è un'amica e le ha provate tutte. Avete suggerimenti?
Trinity
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7/11/05
Riaben
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8/11/05
mandi ha scritto:
durante la riabilitazione non collabora, sembra che non le interessi camminare, è più disorientata, la terapista è un'amica e le ha provate tutte. Avete suggerimenti?
Mandi secondo me il problema vero è questo, non il fatto che non migliori, sarà molto molto difficile che tua madre possa migliorare se il suo atteggiamento non cambia.
Io posso fare solo delle ipotesi, ma se tua madre è stanca e depressa, molto molto difficilmente riuscirà ad avere dei miglioramenti.
E insistere nel lavoro servirà solo ad "intestardirla" sul fatto che non c'è nulla da fare.
Dovrebbe trovare dei nuovi stimoli nella vita e sò bene che è una cosa molto difficile.
Una cosa importante secondo me è parlarci molto, riuscire a ritagliare del tempo per affrontare con lei questo problema, prova a vedere se riesci a ragionarci insieme, anche se non conosco lo stato di avanzamento della sua patologia, per cui non sò se questo è possibile.
Ma anche se non possibilmente non interagisce potrebbe recepire lo stesso il tuo dolore per la sua situazione e potrebbe trovare una certa spinta.
Cosi è difficile dire di più... ma quasi sicuramente non è un lavoro motorio quello che le serve ora più di ogni altra cosa.
Mentre per esperienza ti dico che avere un'amica a farle la terapia non è ottimale. Potrebbe prendere l'impegno della terapia come una cosa a cui non dare troppa importanza, ma come un momento per stare con una persona amica.
Scusa se mi ripeto... ma bisogna tirarla su un pò di morale secondo me.
Provoca più dolore la paura della sofferenza del dolore in sè!
mancini
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8/11/05
Ciao Mandi
Normalmente la neuroriabilitazione necessita di partecipazione da parte del paziente, soprattutto quando si tratta di reimpostare una deambulazione. E altrettanto normalmente ci troviamo a "lottare" con l'aspetto psicologico del problema.....accettare una disabilità è cosa dura.
In questo caso ci parli anche di un problema si Alzheimer, che rappresenta una ulteriore difficoltà.
Sicuramente i medici che seguono tua madre per l'Alzheimer potranno consigliarti per una terapia di supporto psicologico.
Per quanto riguarda la terapia, invece, nessun consiglio da dare. Sicuramente, come dici, la collega sta facendo tutto il possibile.
Buona fortuna e facci sapere come procederanno le cose.
Ciao
mandi
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20/12/05
Desidero ringraziare -Riaben e Mancini per le risposte datemi a suo tempo,(8-11-05). In quella data mia madre è stata trasferita, in residenza sanitaria, non deambulante dopo 75 gg. di terapia. La situazione sta avendo sviluppi insperati: dopo circa due settimane, cogliendo un momento di vivacità, con l'aiuto della badante gli abbiamo fatto fare alcuni passi, la cosa si ripete praticamente tutte le sere, collabora, e sopatutto dichiara di voler camminare! Anche il medico è soddisfatto della ripresa ( maggiore mobilità, postura, partecipazione, vitalità,ecc.). Decisamente una sorpresa anche per chi con 25 anni di esperienza aveva provato di tutto nel precedente periodo! Un'ipotesi è che forse la presenza di farmaci possa aver "addormentato" le possibilità di risposta.Grrazie ancora e auguri a tutti.
Mandi
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