fisiosio

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7/05/08 |
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Introduzione
Settore della riabilitazione dedicata alla prevenzione e alla cura delle disfunzioni urologiche e ginecologiche conseguenti ad eventi patologici congeniti o acquisiti. La riabilitazione uroginecologica è principalmente dedicata ai disordini delle funzioni del pavimento pelvico. I pazienti candidati al trattamento hanno solitamente subito interventi chirurgici addomino-pelvici, per esempio più comunemente per il maschio una prostatectomia (che se radicale procura quasi invariabilmente un'incontinenza urinaria) o per la donna più semplicemente un parto naturale travagliato con trauma ai nervi sacrali e/o epifisiotomia o l'isterectomia. La forma più comune di incontinenza però è quella detta "da sforzo" che avviene nella donna in rapporto a banali "sforzi" fisici come il tossire, lo starnutire, il sollevare pesi. L'incontinenza da sforzo è una fra le forme che risponde meglio al trattamento riabilitativo. Per entrambi i sessi un'altra causa di disfunzione del pavimento pelvico potrebbe essere la chirurgia per cancro del colon-retto. Tutte queste forme come è intuitivo alterano la forma del pavimento pelvico, struttura sostenuta da muscoli, che si può alterare nelle funzioni di contenimento degli organi e nel ruolo di stabilizzazione degli sfinteri. Ne conseguono disturbi come l'incontinenza, le dispareunie (dolori durante i rapporti sessuali), la tendenza al prolasso degli organi pelvici (in particolare per la donna).
Obiettivi della riabilitazione uroginecologica [modifica]
Sinteticamente gli obiettivi della riabilitazione uroginecologica possono essere rappresentati dai seguenti punti:
* recupero dell'attività muscolare e della forza dei muscoli del pavimento pelvico
* recupero delle funzioni alla base della continenza volontaria
* ripristino delle corrette sinergie e del comando
* prevenzione delle recidive
Metodi e strumenti di cura
A seguito di un esame elettromiografico per valutare l'attività del pavimento pelvico e quella addominale e stimare eventuali dissinergie, il paziente più comunemente effettua delle sedute che comprendono l'utilizzo integrato di
* elettroterapia (eccitomotoria o sedativa)
* kinesiterapia (rinforzo della muscolatura, stretching delle strutture, etc)
* biofeedback elettromiografico (o pressorio)
* educazione
Professionisti
Il professionista sanitario che eroga la cura più comunemente è un fisioterapista (professionista titolato ex art. 741/94 agli interventi di cura, prevenzione e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali [...]") o un medico specialista. Il paziente deve verificare se i titoli di studio del professionista siano validi al fine di erogare una terapia cosi complessa.[B]
Simone Patuzzo, Claudio Marcolongo inserito anche in Wikipedia |
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