alfredo.cavaliere

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2/04/08 |
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Salve a tutti,
Visito spesso siti dedicati alla “Psicomotricità” e navigando, oltre le notizie di questo forum su cui scrivo e che io considero molto approfondito, ho trovato all’interno del sito ANUPI un nuovo avviso riguardante il Congresso Nazionale il cui titolo, “INTERVENTO PSICOMOTORIO E NEUROPSICOMOTRICITA' TRA CONTINUITA' E CAMBIAMENTO“ sembra sottolineare il percorso culturale e scientifico effettuato dalla psicomotricità in Italia.
http://www.anupi.it/
Sarei lieto nel condividere con voi lettori quest’informazione e quindi aprire un dibattito, sfruttando la descrizione presente all’interno della locandina del Congresso riportata qui sotto e magari scambiarci considerazioni a riguardo.
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Il VI° Congresso Nazionale ANUPI (Associazione Nazionale Unitaria Psicomotricisti e Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva Italiani) connette gli esiti di un percorso consolidato in oltre 20 anni con le nuove prospettive in evoluzione. La psicomotricità si diffonde in Italia negli anni settanta sull’onda di rinnovate riflessioni sulla corporeità, sull’educazione e sulle relazioni umane. Evolve confrontandosi con il mondo della scuola, della sanità e con le scienze psicobiologiche. Affronta la necessità di definire ambiti differenziati di intervento - terapia, educazione e prevenzione - e di esplicitare riferimenti teorici e di metodo non mutuati da altre teorie e pratiche. Dalla sua fondazione nel 1987 l’ANUPI ha trovato la sua ragione d’essere - sul piano culturale e della pratica come sul piano istituzionale e della professionalità - nel tessere questo dialogo articolato e coerente con la sua ispirazione. Gli psicomotricisti dell’ANUPI hanno riconosciuto nell’azione e nelle sue determinazioni tonico posturali la sintesi che permette di superare il dualismo tra psiche e corpo; la loro pratica corporea li ha agevolati nel comprendere e far proprie le nuove concezioni del sistema nervoso. Dalle neuroscienze è venuta la conferma dell’azione come risorsa interconnettiva e dell’inseparabilità tra percezione e azione. La progressiva integrazione dei contenuti psicomotori nel profilo sanitario del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva e la crescente presenza dello psicomotricista come figura autonoma ed indispensabile nell’ambito socio - educativo e preventivo, richiedono una riflessione sull’organizzazione di modelli formativi che tengano conto dei nuovi scenari istituzionali, dei nuovi bisogni professionali, del rinnovato sfondo culturale e scientifico. Il dialogo tra Psicomotricità, Neuroscienze e Scienze dello Sviluppo, costruito negli ultimi anni dall’ANUPI in occasione dei numerosi eventi scientifici organizzati a livello nazionale, si pone come elemento di cerniera tra passato e futuro, articolando il passaggio verso le nuove prospettive di formazione, di intervento e di ricerca. I risultati di questo dialogo sono già evidenti nell’evoluzione dei modelli di intervento, sempre meglio definiti in ogni specifico ambito di riferimento, nell’individuazione di sistemi di osservazione e valutazione, di procedure di intervento e di criteri di verifica. Gli apporti delle neuroscienze confermano anche la validità intuita di alcune pratiche acquisite, forniscono stimoli per consolidare i riferimenti fondativi di ispirazione fenomenologica, e indicano la necessità di superare la validazione intuitiva dell’efficacia della pratica, senza rinunciare all’ambito dell’intersoggettività. È perciò ora possibile con più sentita urgenza e con maggiore efficacia affrontare il problema del fare ricerca e del validare l’efficacia della pratica, cercando di superare l’alternativa che vede a volte rassegnatamente contrapposte da un lato l’esperienza soggettiva, e dall’altro la necessaria obiettivazione dell’esperienza stessa.
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Aspetto vostre considerazioni.
Alfredo Cavaliere |
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