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MARIS




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Inviato: 11/01/08 Rispondi citando

Alcune domande teoriche su concetti che sto studiando , ma che non riesco a capire bene :
1. che cosa si intende per "terapia di mantenimento" , che si rende necessaria qualora il paziente non riesca a passare dall'apprendimento all'acquisizione ed alla generalizzazione e che evidenzia il fallimento del trattamento ?
2. la rieducazione è un processo limitato nel tempo nel senso che deve interrompersi qualora non si osservino più modificazioni significative e stabili nel "funzionamento" del paziente perchè evidentemente è venuto meno il bisogno significativo che sottende lo sviluppo e il miglioramento di una certa funzione , cioè si è "chiuso il cancello" : per es se a 5- 6 anni il cammino non è ancora emerso o non è funzionale (lento, faticoso ecc ...) il terapista non deve più puntare a far emergere questa funzione ,ma deve cominciare a pensare alla possibilità di far familiarizzare il paziente con una carrozzina elettrica o manuale per garantirgli lo spostamento autonomo ...ok , ma esattamente questi "bisogni significativi" che sottendono lo sviluppo delle funzioni adattive , quali sono? coincidono con i cosiddetti "periodi critici" dello sviluppo? ...perchè anche la proposta terapeutica che il terapista fa al paziente durante la seduta dovrebbe puntare a rendere il bambino consapevole di questi bisogni significativi per il periodo dello sviluppo che sta attraversando e fornirgli indicazioni , strategie e strumenti , adatti allo scopo e adeguati al contesto,in gardo di soddisfarli , giusto? ma non capisco cosa si intende per "bisogni significativi" e se possono variare da bno a bno o solo in funzione dell'età .
3.nel bno con PCI il "livello" di compromissione motoria può essere valutato in termini di repertorio ed utilizzo funzionale e qualitativamente considerando la libertà di scelta del paziente che talvolta può essere scarsa per la presenza di vincoli combinatori e dell'interazione competitiva : cioè ? esattamente che cosa si intende per "vincoli combinatori" ( o combinazioni fisse) e " interazione competitiva" ? un esempio ?
4.perchè i movimenti "bellini" (cioè segmentari, isolati, distali e variabili in intensità ,ampiezza ,direzione e verso) riesono ad eludere il sistema conflittuale dei pattern tiranni? e che cosa si intende per "pattern tiranni" ? forse ad esempio lo schema fisso in adduzione-flessione-intrarotazione dell'anca di certi pazienti diplegici ?

Vi sarei veramente grata se poteste darmi una mano a fare un pò di chiarezza : )
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Trinity









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Inviato: 11/01/08

Jurij




Messaggi: 34


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Inviato: 12/01/08 Rispondi citando

Con ordine: 1-La terapia di mantenimento è una attività motoria-cognitva che stimoli attività utili funzionalmente al paziente ma di difficile esecuzione. Se ad esempio per il pz. X è possibile camminare solo per brevi tratti anche dopo la fase postacuta di apprendimento, il mantenimento deve, con vari mezzi, mantenere il controllo neuromuscolare necessario a continuare a camminare per brevi tratti. Aggiungo, se possibile personalmente svolta dal paziente adeguatamente istruito e rivalutato a distanza. In certi casi la capacità sintetica che deriva da un'analisi corretta del Ft. permette di individuare pochi esercizi semplici che un assistente generico possa proporre al pz. stesso
2- Per avere una idea di una prognosi è necessario avere uno sguardo il più possibile obbiettivo sul rapporto ecologico del paziente in relazione all'ambiente in cui vive, delle possibilità di assistenza familiare che realisticamente gli si prospettano e intrecciare questo dato con una scala di livelli di evoluzione neurologica che la scala ideata da Maslow inquadra sotto il profilo funzionale individuale e relazionale. I bisogni significativi sono proprio quelli, riuscire a nutrirsi senza fatica, ad avere un'igiene e cura personale adeguate alla dignità di essere umano. I livelli di capacità di interazione con l'ambiente di un pz. sono valutabili con scale internazionali, così come da un lato di base ci sono capacità cognitive che permettono l'indipendenza nella cura della propria persona attraverso l'ambiente in cui si vive. I periodi critici sono parecchi e tutti legati a precise funzioni: indipendenza dalla mamma, dagli altri ecc.
Nella Pci purtroppo spesso ci si deve fermare ben al di sotto dell'indipendenza, purtroppo. Ma questo è deducibile facilmente dalle relazioni Neurologiche che accompagneranno senzaltro la cartella sanitaria del paziente. Un rapido esame delle capacità relazionali ,verbali e non, darà un uleriore taglio all'ambito entro il quale collocare per ora a grandi linee, il livello evolutivo attuale del paziente; ed iniziare così ad avere un idea di cosa cercare di ottenere. In un altro più fortunato esempio un paziente che sia in grado cognitivamente non solo di interagire proficuamente per la sua sopravvivenza fisica ma anche di aumentare le sue relazioni esterne muovendosi nell'ambiente, potrà, se in grado di gestire il maggior numero di informazioni necessarie, avvalersi di una carrozzina, nel caso in cui questo possa aumentare di un buon grado il suo personale livello di qualità della vita. Se camminare a fatica permette di arrivare in cucina ma con un dispendio energetico evitabile...è conveniente la carrozzina, saperla gestire diventa un adattamento per ottenere una funzione.Saper gestire una carrozzina è una funzione adattativa verso l'ambiente, svolta dal paziente, che lo può metter in grado di arrivare al bagno da solo. L'età conta meno dell'insieme delle caratteristiche della relazione individuo e il suo singolo ambiente.
3 caso per caso,serve avere un ragionevole grado di potenziale recupero massimo al quale puntare, per poi senza rimpianti o sensi di colpa scendere nelle aspettative sapendo di aver puntato ogni volta al massimo e avendo serenamente valutato a distanza il raggiungimento dei target funzionali preposti al trattamento. I vincoli combinatori non saprei, forse l'autore si riferisce a pattern motori non inibiiti, espressione di sincinesie patologiche..o magari le combinazioni fisse sono più genericamente urlo quindi mi cibano, cioè il pz esegue le scelte più economiche ed utili che soddisfano il suo bisogno. Per l'interazione competitiva non sò che dirti, hai riportato pezzi senza contesto, sii più varia nella definizione..
4- I movimenti bellini non li avevo mai sentiti chiamar così, ma immagino esulino dall'oppressione dei pattern motori patologici (fantasia i tiranni dell'autore, ma senzaltro intende gli schemi classici globali in flessio o in estensione, come tu dici) grazie alla loro differente origine, sottocorticale, involontaria, a differenza di ogni movimento che viene invece ideato e programmato a livello corticale dalle aree premotorie e motorie stesse. Avendo altri centri di sostanza grigia che li possono gestire, a volte certi muscoli obbediscono a questi ordini che essendo sordi agli input sensitivi, non possono venir interrotti facilmente così come gli schemi di movimento cosiddetti aperti, grazie al feedback costante dato dall'attenzione cognitiva sensoriale rivolta al movimento in atto. Così clinicamente appena il paziente si rende conto il movimento si attenua progressivamente fino a fermarsi quando il pz. cerca di controllare il movimento stesso, in seguito al predominio delle richieste funzionali di aree forse maggiormente lese..?Vedi RM Tac ecc.anche con attenzioni alle vie discendenti.
Ti ho aiutato almeno un pò? Ciao
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MARIS




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Inviato: 12/01/08 Rispondi citando

Sì...un pò sì.Grazie.
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