Le cose che io dirò saranno opinioni personali o basate esclusivamente sulla mia esperienza e chiedo scusa se mi dilungherò un po’, ma spero che servirà per esprimere meglio dei concetti futuri.
Inoltre, alla fine, proporrò un metodo (forse qualcuno lo conosce)che, presentato da me 3 mesi fa ad un convegno sull’uso della diatermia, consentirà di curare una buona percentuale di lombalgie, forse quelle che spesso non si riesono a risolvere.
La tecarterapia è uno strumento di grande efficacia dimostrato da ricerche e studi, ma purtroppo a parità di diatermia i risultati sono differenti .
Perché?
Secondo me dipende tutto dall’operatore.
Confrontandomi con colleghi che utilizzano tecarterapia la domanda che ponevo spesso era:
perché in presenza di artrosi, infiammazioni o contratture qualche volta risolvo il problema ed altre volte il risultato è nullo?
Nessuno mi ha mai dato una risposta precisa però eccetto uno, il quale mi disse:
se una artrosi, una infiammazione o una contrattura passa di una parte del corpo passa, anche tutte le altre devono passare indipendentemente dalla zona in cui si trovano; quindi i motivi dell’insuccesso sono2:
1 - l’operatore usa male la diatermia;
2 – l’origine del dolore (quindi la diagnosi) non è quella (come ad es. per le lombalgie che spiegherò dopo)
A seguito di queste osservazioni ho cercato di migliorarmi, ma i risultati erano ancora scarsi rispetto le prospettive, così mi lamentai fortemente con il rappresentate per l’inefficacia della macchina, ma lui convinto dello strumento in questione e conoscendo il mio modo di lavorare mi disse: “CONSIDERA LA DIATERMIA COME IL PROLIGAMENTO DELLE TUE MANI E NON COME UNA MACCHI NA!”
Così feci ed i risultati cambiarono come il giorno e la notte.
Ora cercherò di spiegare il modo di lavorare che utilizzo e che in parte mi hanno insegnato.
Prima di tutto valuto il paziente e cerco di fare la diagnosi (come fanno tutti i fisioterapisti o medici) che poi confronterò, nel caso ci fosse, con quella dello specialista.
Se le 2 non combaciano, prima utilizzo un trattamento indicato per la mia diagnosi (sono molto sicuro e fiducioso di quello che faccio) , poi se non ottengo nessun risultato passo a quello dell’ortopedico.
Prima di applicare la placca passiva chiedo al paziente di valutare l’intensità di dolore e\o la limitazione funzionale.
Dopo di che applico la placca passiva e inizio il trattamento con il capacitivo o resistivo, in base a ciò che devo trattare; dopo 5 minuti (spesso anche dopo 2-3 minuti) mi fermo e chiedo al paziente di rivalutare il suo dolore e la sua eventuale limitazione funzionale.
Se questi non sono migliorati (anche poco), ma ritengo giusta la mia diagnosi cambio punto di applicazione, non della capacitiva o resistiva, ma bensì della passiva.
(Anche in merito alla passiva occorre fare, secondo me, delle distinzioni precise,tra diatermia e diatermia, che magari affronteremo un altro giorno).
Se anche questo cambiamento non porta alcun beneficio allora cambio punti di applicazione sia della passiva che dell’attiva.
Procedendo in questo modo i risultati positivi che ottengo, penso che si avvicinino all’80%.
Non sono esagerato, sono risultati veritieri.
Questo è il procedimento che uso, forse non è nuovo, ma è molto efficace.
Ora vi illustro il metodo per trattare le lombalgie(è efficace nel 20-30 % dei casi), anche se per qualcuno può risultare strano, chiedo a tutti voi di provare su alcuni pazienti e di riferire sul sito i vostri risultati e le vostre impressioni.Questi risultati possono essere utili a tutti
Si valuta il paz. in merito al dolore ed alla mobilità, poi lo si mette a pancia sotto;
si applica la passiva sotto la pancia, poi si prende la capacitiva e si tratta il 1/3 superiore dei gemelli(se volete potete trattare tutto il polpaccio) di una gamba per 3-5 minuti, poi si passa ai gemelli dell’altra gamba.
Trattate le 2 gambe si rivaluta il paziente.
Fatelo ancor prima di andare trattare il rachide lombare.
Risultato : alcune lombalgie guariranno (20-30%), altre miglioreranno, mentre alcune non avranno alcun beneficio, però quasi tutti i pazienti vi risponderanno di essere più liberi e sciolti (80-90%) ed avere una migliore mobilità.
Oggi le lombalgie che mi si presentano le tratto tutte iniziando dai gemelli!
Aspetto notizie e riscontri sui vostri risultati.
Ultima modifica di angigian il 28/09/07, modificato 1 volta in totale
Kyoku-sen LR-8, è un punto situato nella zona del cavo popliteo, ha svariate applicazioni, in pratica è un punto "pluripotente", il cui trattamento è indicato anche nelle lombalgie basse ...tenendo presente che un "vuoto di fegato" viene trattato principalmente in LR-8, potrebbe essere che, considerato il posizionamento addominale della placca di ritorno, i pazienti che risolvono completamente (20-30% secondo angigian) potrebbero avere un dolore riflesso al tratto lombare per un "vuoto di fegato", e il percorso della diatermia (e fa bene angigian a sottolineare che il posizionamento del "passivo" non va buttato lì a caso) potrebbe aver "curato" il meridiano corrispondente.
Considerata questa chiave di lettura io non userei il resistivo e, in quel 20-30% dei casi summenzionati, disponendone, applicherei il capacitivo fisso con la placca attiva sul fegato e la passiva sull'LR-8 dolente alla palpazione .......ma posso sbagliare
Eugenioooo, potrebbe essere così?
angigian
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28/09/07
anche io avevo indicato di usare la capacitiva.
sono contento del tuo intervento, ci potresti spiegare quali altri problemi si possono curare tramite il polpaccio, indipendentmete dall'uso della diatermia?
magari possiamo (o almeno io posso) imparare punti di applicazione nuovi, provarli ed eventualmete adattarli all'uso della tecartearpia.
...uddio, non ritenermi un espertone.... infatti ho girato la palla ad eupecchi.....
io mastico un po' del metodo Nakatani ovvero rudimenti di Riodoraku (agopuntura giapponese) che sono alla base dei trattamenti con i Neuroregolatori Interattivi....
Già che ci sono e che oggi mi gira bene ti butto qua il protocollo che faccio io:
Patologie Neurologiche e Neurodegenerative, in particolare su Sclerosi Multipla RR e SP e su Parkinson.
Prendi carta e penna ....oggi è un giorno ...storico (in pratica son stufo di essere tampinato da centri di ricerca che poi ci fanno i brevetti internazionali ....)
Al mondo: Testamento Professionale (le mie ricerche di una vita....)
La Diatermia buona ce l'hai....
Frequenza un milione di hertz (non quattrocento e rotti mila, o seicento e tanti, o cinquecento......1 milione!!!)
Paziente supino
Elettrodo di ritorno trasversale sul territorio L3-L5
Placca attiva trasversale sul territorio C5-C7
Venti minuti così ripartiti: primi dieci circa al 60% della potenza (salvo disagi del paziente), secondi dieci minuti taglia a metà la potenza fatta nella prima parte.
Poi, lasciando nella stessa sede l'elettrodo di ritorno, posiziona la placca attiva sulle aree associative (i lobi frontali per i non addetti ai lavori)
In questa sede venti minuti di trattamento al 20% della potenza (salvo disagi del paziente)
Questo è il cuore del Protocollo Vittorio, ci sono varie altre combinazioni (104) ...ma la sostanza è qui!
P.S. Se lo fai ad un individuo perfettamente sano e che fa sport ....fatti raccontare come cambia la resistenza all'affaticamento dopo anche una sola seduta!
angigian
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28/09/07
1 milione di hz , procedura automatica .....= fis?
(promemoria per angigian, non fare il figo e utilizzare due canali contemporaneamente trattando il neurologico, eventualmente, sugli sportivi, dopo il trattamento neurologico, metti le placche attive sotto i piedi e gli elettrodi di ritorno sulle logge renali al 70% della potenza.....tranquillo ....non li imputeranno mai di doping.... solo che non troveranno un radicale libero manco a cercarlo col lanternino)
angigian
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28/09/07
faccio fatica a fare il figo. 148 cm *103kg.
sono felice di travore insegnanti del tuo calibro, con risultati migliori, comunque , come ben sai, anche le sindromi miofascili (uno dei disturbi più importanti a carico dei muscoli) reagiscono ottimamente al capacitivo.
dimenticavo di chiederti:
ha mai provato (ad es nelle lombalgie, o cervicalgie) la passima mobile?
come? metti la crema sotto la passiva e lavori in movimento sia la passiva che la capacitica.
risultati ancora pù veloci.
certi giochi di prestigio non sono in grado di farli.... e, onestamente, se elevo ancora lo standard ne risentirà il mio bilancio (facciamoli rimanere in cura qualche seduta )
angigian
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28/09/07
complimenti comunque della bella tesi che hai fatto (riferito da voci di corridoi) e sono molto dispiaciuto per il seguito.
ok, appena ho un pò più di tempo amplierò (con il tuo aiuto) l'argomento e se riuscirò presenterò differenti modi di lavorare con le varie diatermie, sperando che tutti coloro che ci leggono, partecipino attivamente presentando piccoli accorgimenti o migliorie che si possono ottenere grazie alla diatermia.
Iaconix ed io vi abbiamo dimostrato, per il bene di tutti che siamo aperti a proporvi modi diversi di ottenere risultati (qualche volta anche straordinari) con la tecarterapia, però (adesso parlo per me, perchè non conosco il pensiero di Iaconix) gradirei che chiunque avesse particolari tecniche o avesse trovato soluzioni nuove (brevettate e non ) per risolvere qualsiasi patologia, si attivasse per presentare degli spunti che possano essere oggetto di discussione e consentisse la crescita di tutti.
questo è un invito a tutti i colleghi .
grazie e buon lavoro a tutti
eupecchi
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29/09/07
Mi sembra che la provocazione di Angigian abbia dato il via ad un vero e proprio gruppo di studio, il che è molto utile, vista la difficoltà di decollo di quello che ci eravamo proposti di costruire. Tutto sommato un gruppo di studio on line potrebbe essere anche più efficace di uno fatto " de visu ".
Circa il trattamento delle lombalgie, secondo me, è necessario distinguere, prima di tutto la loro genesi. E' diverso trattare un disturbo funzionale da uno organico ( ad esempio un'ernia del disco con compressione radicolare efficace ). Bisogna, poi, distinguere, anche, se esiste o meno sciatalgia, perché anche in questo caso il comportamento, a parer mio, dovrebbe essere diverso.
Nella lombalgia intesa come disturbo funzionale, in assenza di sciatalgia, il trattamento dovrebbe, prima di tutto, essere rivolto alla risoluzione del circolo vizioso dolore - contrattura - dolore. Il paziente si lamenta del dolore, questo provoca una contrattura dei muscoli paravertebrali e della coscia con alterazioni posturali e nuovo dolore.Se non si rompe questo circolo vizioso non si combina nulla. Io lavoro anzitutto con il capacitivo, potenza 150 W, in atermia, per 15 minuti alla frequenza di 450 Khz su tutta la colonna e sulle inserzioni muscolari della fasciia lata , del tricipite femorale. del gracile, del semitendinoso e del semimembranoso con l'intendimento di drenare quante più sostanze algogene siano presenti e di decontrarre la muscolatura con un vero e proprio stretchinhg. In questa fase il paziente è prono con la piastra di ritorno sull'addome. Segue un lavoro analogo in posizione supina decontratturando il quadricipite femorale ed il tendine rotuleo.
Poi pongo il paziented seduto con la piastra passiva dietro la schiena ( Uso la piastra adesiva ) e lavoro con l'elettrodo resistivo in atermia a 30 w di potenza per 15 minuti sul plesso solare per decontrarre il diaframma ( pilastri anteriori ) ottenere un effetto neurovegetativo sul plesso solare, e migliorare la respirazione che, in questi pazienti, è sempre deficitaria con debito di ossigeno anche importante. Mantengo la frequenza a 450 Khz. Infine, pongo il paziente prono e lavoro per 15 minuti con lo stesso resistivo e gli stessi parametri su tutta la colonna, sui muscoli paravertebrali e sulle inserzioni posteriori del diaframma. Questo per le prime tre sedute. Newlle successive, una volta ottenuta la rottura del circolo vizioso e tolto il dolore al paziente, passo alla fase di rivascolarizzazione e, quindi, a quella riabilitativa vera e propia, durante la quale faccio eseguire contrazioni isotoniche - isometriche al paziente a cui applico l'elettrodo resistivo sempre in atermia ed a potenze molto basse ( non più di 30 W ) cercando di selezionare i muscoli maggiormente interessati su cui indirizzare l'azione diatermica ( grazie all'aumento di resistenza ottenuto con la contrazione isotonica - isometrica ). In tutto questo lavoro privilegio non solo la scomparsa del dolore ( che è quello che maggiormente affligge il paziente ) bensì il ripristino della restitutio ad integrum della lesione che, solo, mi garantisce il ripristino della funzione.
Non so se sono stato chiaro nell'esposizione. Per quanto riguarda le lesioni organiche, ne riparlerò la prossima volta.
Saluti.
Dr. Eugenio Pecchioli - Firenze
Salve a tutti. Ringrazio tutti i partecipanti perchè grazie alle vostre indicazioni, in questo e altri post, è possibile capire più a fondo il funzionamento e i campi di applicazione della diatermia, anche se non sempre è facile seguire i ragionamenti senza disporre di un macchinario (come nel mio caso ).
Ho alcune domande. Se volessi ulteriormente approfondire l'utilizzo della diatermia (oltre cioè a seguire le vostre discussioni), cosa potrei fare? Ovvero, esistono articoli, pubblicazioni o corsi di formazione? La risposta è si, ovviamente. Ma esiste qualcosa non legato direttamente a questa o quella ditta, qualcosa al di sopra delle parti? Avrei partecipato con piacere all'evento del Dr. Pecchioli a Roma, ma purtroppo ho dovuto rinunciare.
Grazie per le risposte
Samuele Passigli
"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"
angigian
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29/09/07
Evidentemente non sono sempre chiaro.
Mi auguro che tutti sappiano la differenza tra lombo-sciatalgia e lombalgia.
Vi sono tanti siti che dicono che una piccola percentuale di mal di schiena siano ad eziopatologia sconosciuta.
Io non ci credo, perché se mettiamo insieme tutte le informazioni venute fuori fino adesso già diminuisce la percentuale.
Caro eupecchi (non voglio fare polemica ma esporre il mio pensiero), il suo trattamento come dice bene laconix è troppo lungo e forse costoso.
I paz. vengono per eliminare nel più breve tempo possibile.
Nelle lombalgie che lei tratta qual è la diagnosi?
Lombalgia? Troppo facile.
Prima di iniziare il trattamento mi indichi la diagnosi precisa: contrattura del muscolo……..; e se è sbagliata?
Va a tentoni, non sapendo qual è il muscolo con la contratura primaria, li tratta tutti e quando la tecarterapia la trova, la scioglie (forse, perché magari è un problema miofasciale diverso che viene risolto ugualmente). Quindi può dire :il muscolo contratto era il…….
In realtà lei fa da portavoce, perché è la diatermia a dirglielo e fatto la diagnosi precisa, o mi sbaglio?
Conclusione di tutto cio?
Torniamo alla frase di qualche giorno fa:
LA DIATERMIA, SE SAPPIAMO USARLA, è CAPACE DI FARE DIAGNOSI !
Comunque, normalmente, per togliere il dolore (o la maggior parte di esso) di una lombalgie ci vogliono da 2-5minuti se le la diagnosi (contrattura muscolare del muscolo… ) è stata individuata subito, altrimenti possono essere necessari 10-20 minuti, il tempo materiale che occorre , a me ed alla tecarterapia, di trovare quella primaria.
Forse per te (eupecchi) e per molti altri, in questo momento, tali risultati potranno risultare strani, ma in futuro quando tante cose saranno dette sulle varie apparecchiature e sulle metodiche di lavoro, tutto sarà più chiaro.
Risposta per buddy
Per quello che mi riguarda non conosco corsi o studi non influenza dalle aziende.
Purtroppo forse in futuro occorrerà fare i nomi delle stesse per chiarire le differenze strumentali e di applicazione.
Per quello che mi riguarda i corsi sono utili i piccola percentuale, ti devono dare i concetti fondamentali di utilizzo, poi siamo noi, in base alle capacità lavorative ed alle metodologie terapeutiche usate da ognuno, a creare un protocollo di lavoro ed il metodo da applicare.
Il mio modo di lavorare è differente da laconix, però entrambi (compresi tanti altri colleghi in primis amico FISIOKINE) otteniamo ottimi risultati.
Quindi, secondo me, l’ applicazioni e la tecnica non è sempre uguale per tutti e non esiste uno standard generale a differenza di quello che si possa pensare.
Ps: buddy hai capito cosa intendevo per diagnosi ?
ciao
angigian
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1/10/07
La tecarterapia può essere usata , come tutti voi sapete e come avete constatato in questo inizio, in molti modi e per tantissime problematiche a carico dei muscoli, delle ossa, delle articolazioni, del sistema vascolare e quello linfatico ed anche su problematiche neurologiche
Penso che ognuno di noi, chi più chi meno, ha casi i cui risultati non sono stati soddisfacenti e questa è l’occasione per esporre il caso e la metodica utilizzata e magari trovare, grazie all’aiuto di tutti i colleghi, un protocollo di lavoro alternativo.
Avete curiosità su particolari problematiche, partecipate, tutti gli interventi possono essere utili a farci crescere.
Ora espongo un particolare caso che mi ha creato molte difficoltà e non sono riuscito a risolvere, ma la tecarterapia aveva ragione, aveva dimostrato, con la sua inefficacia, che la diagnosi fatta da tutti, era errata.
Ragazzo che gioca a calcio età 17 anni, da 18 mesi soffre di un dolore diagnosticato come pubalgia.
Sintomi: dolore in adduzione controresistenza sia a livello degli adduttori che sulla zone del retto femorale( dolore anomalo per una pubalgia).
La valutazione da me fatta non mi ha consentito di fare una diagnosi precisa, perché i sintomi non erano quelli di una pubalgia vera e propria, però nel dubbio ho voluto trattare il paz. come se lo fosse.
Le infiammazioni le tratto con il resistivo.
1)Resistivo sugli adduttori e placca passiva sul pube; dopo 3-5 min. controllo dolore. Nulla di fatto
2) Resistivo sugli adduttori e placca passiva sui glutei; dopo 3-5 min. controllo dolore. Nulla di fatto.
3)resistivo sugli addominali e passiva zona lombare; controllo dopo 3-5 min. nulla di fatto
4) )resistivo sugli addominali e passiva zona pube; controllo dopo 3-5 min. nulla di fatto.
5) )resistivo sull’inguine e passiva zona lombare; controllo nulla di fatto
A fine seduta il dolore è quasi invariato, questo per me è importante, perché conferma la mia valutazione iniziale; non è pubalgia, però il dubbio rimane per cui il giorno dopo lo tratto una seconda volta come pubalgia.
Risultato identico. L’unica cosa certa che ora posso dire “non è pubalgia”.
Consiglio ulteriore controllo ortopedico, il quale a questo punto consiglia una lastra del bacino.
Referto dell’ rx: calcificazione a livello del piccolo trocantere.
Anche in questo caso la tecarterapia ha avuto ragione, perché mi ha dimostrato (e confermato ) che non era pubalgia.
Avete curiosità o problemi ,chiedete, così tutti possiamo migliorarci e/o imparare.
avete provato a trattare il polpaccio nelle lombalgie? com'è andata?
..a me suona come una problematica a carico dell'ileo-psoas, se dopo 10 minuti ed un trust alla sacroilica non fosse migliorato "forse" cercavo l'ortopedico....
(un blocco alla sacroiliaca complica i movimenti di nutazione e contronutazione e potrebbe far incazzare l'ileo-psoas .....ma qui ci vorrebbe bonesetter ....quando ti serve non lo trovi mai... )
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