Bene, ci stiamo avvicinando al cuore del problema.
Supponiamo che un fisioterapista provochi un grave danno al paziente per una qualsiasi patologia subdola che indebolisca le strutture da "sbloccare" (tumore osseo,o altro all' insaputa del terapista). Supponiamo che tutto si sia svolto nel migliore dei casi: raccolta dati, valutazione funzionale, tests ecc, supponiamo che non ci sia stata nessuna imperizia o negligenza o imprudenzanell' agire. L'assicurazione ci coprirebbe davvero? O sosterrebbe che abbiamo agito in un modo che esula dalle nostre competenze?
Credo che quando le cose vanno bene, tutto si risolve in qualche modo, ma se c'è un danno e ci sono dei testimoni le cose potrebbero cambiare... almeno per noi che agiamo sotto la luce del sole, con i vantaggi e svantaggi che ciò comporta.
questa fattispecie fa parte dei casi singoli, e come tali purtroppo vanno esaminati singolarmente, perché troppi sono gli elementi che variano da una situazione all'altra.
e anche quando le cose sembrano essere chiare... magari salta fuori il paziente a dire che lui ti aveva avvisato della sua patologia.. e anche se non è vero, lì c'è la tua parola contro la sua, di un paziente con grave danno e che quindi è palesemente parte debole.
per cui subentrano anche tutti gli aspetti psicologici del caso.
inoltre tieni presente che in molti casi simili a quelli che hai citato, oltre alla causa civile spesso (quasi sempre) parte anche la causa penale.
e nessuna assicurazione pagherà nessuno prima di pronuncia definitiva in ogni grado di giudizio (spesso passano anni)
ho amici avvocati che trattano casi di "malasanità" e me ne raccontano di ogni..
tradotto... a mio avviso non si può dare a priori una risposta esaustiva.
e questo succede in qualsiasi ambito, anche in quelli - sulla carta - che non partono da lacune legislative e/o interpretative come succede nel settore sanitario.
si parla spesso di certezza della pena, ma qui non abbiamo neanche la chiarezza/certezza delle leggi...
ritengo pertanto che per avere una risposta il più possibile vicino al reale dovresti consultare un agente assicurativo oltre a un consulente legale esperto in materia, ma non credo si possano sbilanciare più di tanto nemmeno loro ...
Gia fatto e le cose stanno più o meno così: se massaggi,allunghi, rilassi, fai il tuo lavoro insomma le cose si possono sistemare, se fai "crack" allora le cose cambiano.
Manu medica: i rimborsi assicurativi specificano questo.
Comunque come dici tu le cose non sono chiarissime...
una soluzione ci sarebbe.Questa discussione mi ha fetto tornare alla mente alcune interessantissime lezioni universitarie di medicina legale tenute,nel mio caso,dal preparatissimo nonchè grande professionista Dott.Zoia,il quale ci illuminò sul sistema sanitario statunitense,che come sappiamo si fonda sulle assicurazioni:i colloqui con i pz sono ripresi da telecamere in modo da non dare la possibilità di mentire (nè al pz,ne al MD),che costituiscono prova nei casi di incidenti...tuttavia non so se questa sia realizzabile da noi...
Sicuramente un riordino della materia medicolegale non guasterebbe proprio...
Fisionico
"Fatti non foste per viver come bruti, ma per conseguir virtute e canoscenza."
...Dimenticavo...
dopo ogni valutazione la figura sanitaria DEVE mettere a conoscenza il pz di quanto è emerso dalla valutazione in modo mooooolto chiaro e soprattutto DEVE spiegare al pz in che cosa consisterà il trattamento e,e qui casca l'asino,tutti i possibili rischi legati al trattamento stesso...il tutto viene messo nero su bianco e quindi firmato dal pz...a questo punto,ma la certezza ci potrebbe essere data solo dagli amici avvocati di claudi67,il terapista è completamente al sicuro,ovviamente se ha fatto una valutazione anamnestica e funzionale più che perfetta...
Vi porto un chiaro esempio giuridico tratto dal corso di diagnosi differenziale tenuto in marzo/aprile 2007:pz giovane,inviato al trattamento dopo una distorsione alla caviglia(rx negativo),unici reperti edema,modesto dolore al carico e alla mobilizzazione in inversione.Trattato con protocollo RICE e ultrasuoni a scopo antalgico.la settimana seguente il pz torna all'attività nuovamente provoca una distorsione con aumento del danno biologico che lo costringe a lasciare l'attivià per diversi mesi...Fiisoterapista (americano) querelato per danni...Fisio costretto a pagare in quanto non aveva avvertito il pz che il trattamento avrebbe ridotto solo il dolore lasciando la struttura comunque danneggiata e sensibile a nuovi traumi...
Fisionico
"Fatti non foste per viver come bruti, ma per conseguir virtute e canoscenza."
Quanto proponi è una sorta di liberatoria da far firmare al paziente prima dell'intervento dell'operatore.
Una liberatoria sulla falsariga di quelle che già fanno firmare negli ospedali in caso di esami clinici particolarmente delicati (mi viene in mente per esempio la liberatoria che ti sottopongono prima del test da sforzo).
è senza dubbio un'ipotesi di soluzione.. che però nel nostro caso specifico, in caso di contestazioni, temo verrebbe facilmente aggirata... data l'impossibilità di scrivere nero su bianco gli interventi concessi al fisio.
in sintesi: crack o non crak? manu medica oppure no?
tradotto: finché non ci sarà una legge che spieghi al di là di ogni possibilie ambiguità cosa è permesso e cosa non lo è... il paziente potrebbe sempre dire, un domani, di aver subito un trattamento che non era nelle competenze dell'operatore.
e saremmo al punto di partenza.
sulle riprese video durante ogni seduta... anche qui, data la nostra cultura di base, la vedo dura.
comunque, al di là della validità giuridica di questo tipo di liberatoria, sono dell'idea che sia una soluzione che possa essere autonomamente adottata da ogni singolo operatore: in caso di contestazioni un documento del genere comunque servirebbe a dimostrare la buona fede.
e non è poco..
claudia67...
sono d'accordo con tutto quanto hai appena detto...infatti le mie erano solo delle pseudosoluzioni tratte dalle mie esperienze professionali ed universiatarie...il problema che rimane è comunque alla base:il riconoscimento all'operatore non medico di determinate tecniche manipolative di trattamento(che ,ricordo, cambiano da scuola a scuola)e il riconoscimento della scuola stessa(una forma di abilitazione professionale manipolativa)...
Staremo a vedere...
ciao
"Fatti non foste per viver come bruti, ma per conseguir virtute e canoscenza."
Perchè , non fate firmare il foglio sulla privacy ed il consenso informato all' inizio del trattamento?
mi sembra che questo sia già una buona norma da seguire , a tutt'oggi!
Perchè , non fate firmare il foglio sulla privacy ed il consenso informato all' inizio del trattamento?
mi sembra che questo sia già una buona norma da seguire , a tutt'oggi!
Che io sappia, è obbligatorio da circa un anno
Samuele Passigli
"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"
Riaben
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14/06/07
buddy ha scritto:
Che io sappia, è obbligatorio da circa un anno
Che sappia io invece è dal 2003.
Provoca più dolore la paura della sofferenza del dolore in sè!
Ultima modifica di Riaben il 27/07/07, modificato 1 volta in totale
bonesetter
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Cari colleghi,da pochi giorni faccio parte del FORUM e, curiosando tra le varie voci,mi sono soffermato su di un argomento che mi interessa e riguarda molto da vicino: "ma noi possiamo manipolare..?" Non voglio disquisire di aspetti medico-legali anche perchè la nebulosità è (VOLUTAMENTE) mantenuta a dei livelli di densità inconcepibili per un paese socialmente evoluto...(ma lo siamo?);
vorrei invece esprimere il mio pensiero riguardo l'utilità o meno delle manipolazioni (ammesso che tutti si sappia riconoscere una disfunzione vertebrale o d'altro tipo...!). Chi scrive è fisioterapista ed attualmente iscritto al VI di osteopatia,quindi i thrusts (...a proposito si scrive come avete letto!! altrimenti invece di parlare di "spinta" si tira in ballo la fiducia,il credere...) fanno parte della mia "cassetta degli attrezzi da lavoro", e come tutti gli strumenti vanno usati quando il caso lo richiede e,SOPRATTUTTO, lo permette. L'osteopata ha un'amplissima gamma di manovre ed approcci al pz e può decidere di " entrare nel sistema" con chiavi diverse. Il thurst ha un'indicazione precisa e serve non a "sbloccare" un'articolazione (orrore!) ma ad interrompere un circolo vizioso che si autoalimenta:il riflesso miotatico da stiramento e la conseguente "compromissione" della tridimensionalità articolare del o dei segmento/i in questione. Personalmente pur utilizzando frequentemente le manipolazioni,amo e preferisco tecniche funzionali o di fine palpazione come il BLT (bilanciamento tensioni legamentose)...sono queste le vere tecniche con cui è nata l'osteopatia.
Concordo però con chi dice che il thrust gratifichi molto l'operatore e sia un manifestazione di riuscita soluzione del problema cui ci stiamo dedicando,anche se spesso al rumore di cavitazione non corrisponde l'effettiva correzione voluta e sperata.
Questo il mio pensiero....a presto!
AR418 ha scritto:
Scusate ma credo che il problema sia un non problema.
La legge principale che ci riguarda è il nostro profilo professionale nel quale si fa esplicito riferimento al fatto che il fisioterapista utilizza anche la terapia manuale....... non vedo quale riferimento in più vogliamo.
Se poi parlando di manipolazioni si parla di quelle manovre in trust il discorso si fa un pò più nebuloso e confuso nel senso che le varie categorie se ne arrogano l'esclusività.
Detto questo io credo che il problema sia quello antico del "non nuocere" e tutelarsi in caso di contenzioso penale.
Sfido chiunque a distinguere una manovra articolare in trust osteopatica da una chiropratica ecc.......
Qualcuno in sede europea sta cercando di legarci le mani ma non facendo leva sul non praticare determinate manovre bensi sul precluderci l'azione a livello del collo.
Poco tempo fa mi è capitato di sentire Giustini che in televsone (ad elisir) dichiarava bellamente che non solo le manipolazioni ma anche le mobilizzazioni sono manu medica e che altri operatori possono eseguirle solo se super visionati da medici....... a voi i commenti.
La realtà è che il fisioterapista, per legge, utilizza le terapie manuali, punto e basta...
mi ha raccontato un amico francese (ma purtroppo non ho dati certi),che in alcuni paesi del nord europa, agli osteopati senza pregressa formazione sanitaria, è stata vietato il trattamento dei visceri e dei bambini......... qualcuno ha qualche dubbio sul fatto che il fisioterapista lo possa fare? anche in questo caso il profilo professionale (che è legge) ci viene incontro.
In ultimo, dopo anni di lavoro, io ho maturato una personalissima opinione circa i trust...... sono molto scenografici ed economicamente convenienti ma assolutamente superflui.
Alberto Carletti
...ciò che vediamo e tocchiamo è solo una piccola parte di un'archittettura che non sappiamo spiegare...
AR418
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Inviato:
26/07/07
Ciao bonesetter, benvenuto tra noi ,
ti ringrazio per l'appunto grammaticale........ le parole hanno la loro importanza e vanno utilizzate nel modo più consono.....
Pur non riuscendo a capire dove io abbia scritto che manipolare sia il semplice "sblocco" di una vertebra, credo che tu alla fine abbia ribadito il mio stesso pensiero.
Visto che me ne dai l'occasione, aggiungerei una cosa che spero possano rafforzare il concetto.
Credo che nell'ambito di un trattamento osteopatico il rapporto operatore-paziente sia talmente delicato ed importante che la scelta della singola manovra non dipenda solo dalla tipologia di persona che stai trattando.
La stessa manovra (a parità di abilità tecnica) fatta da due operatori diversi sulla stessa persona produce esiti diversi.
Tutto sommato questo vale in tutti i contesti in cui si cerchi di curare una persona.
Personalmente ribadisco il concetto che una mano che "sa ascoltare" può fare a meno del crac (crack?), la letteratura osteopatica è ricca di autori e di esperienze che lo dimostrano........ ma questa è solo un'opinione tra tante.
Ti ringrazio per lo spunto interessante, ciao a presto.
....è rinunciando a giocare che si perde la partita...
Caro AR418,mi scuso da subito con te,in quanto lo "sblocco" che ho citato non è stato scritto da te,ma l'ho trovato scritto in qualche messaggio nel forum...chiedo venia per l'imprecisione!!
Per quanto concerne la tua bella risposta,si, sono profondamente d'accordo con quanto scrivi....come forse avrai letto io sono grande amante di tecniche funzionali e di "ascolto profondo", tant'è che scherzando con il mio grande amico Buddy,mi sento sempre " preso in giro" da lui che invece è uno strutturalista ed ama il crack ( quello sonoro! )....ma che stà,lentamente, prendendo in considerazione approcci più fini.
A presto,e grazie per questo confronto dai toni pacati e che trovo molto costruttivo.
Alberto Carletti
...ciò che vediamo e tocchiamo è solo una piccola parte di un'archittettura che non sappiamo spiegare...
...ai corsi di laurea d'oltreoceano o di altri stati in cui la laurea in Chiropratica e in Osteopatia impiegano 5 o 6 anni Veri! ai quali tali corsi, solo vagamente, si ispirano e che, secondo una arcinota circolare del Ministero della Sanità, sono i SOLI corsi di laurea che permettono, oltre a Medicina e Chirurgia, di effettuare manipolazioni articolari...
Avete dei riferimenti precisi? Più volte è stato affrontato questo aspetto, a mio avviso molto importante per la nostra professione.
Grazie
Samuele Passigli
"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"
raiz82
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25/05/08
sono molto interessato all'argomento "manipolazioni" in quanto vorrei introdurlo nella mia tesi, qualcuno puo indicarmi novità o riferimenti normativi? se non sbaglio una volta c'era una sentenza nei confronti di un chiropratico accussato di praticare manipolazioni, qualcuno per caso sa dove posso reperirla? grazie
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