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Rugo

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Inviato: 15/11/05 Rispondi citando

Dopo aver letto con grande attenzione e stupore i bellissimi articoli di Mario Bonato (che si trovano nella sezione "Argomenti") Shocked , hanno preso finalmente forma nella mia mente alcuni quesiti che volevo sottoporvi da tempo Idea : mi trovo spesso a lavorare con bambini dall'alterata percezione del carico, sfumate forme di neglet (se così si può definire) con le conseguenze più o meno evidenti e gravi che si possono immaginare.
Nello specifico in riferimento alla stazione eretta e seduta, in quadri patologici puramente neurologici senza particolari compromissioni a livello psichico e cognitivo (che meriterebbero un'altra sezione), come affrontate (se affrontate) questa situazione di determinante importanza per una buona riuscita della terapia? Question Question
Ciao

"Lo spazio è un'istantanea presa dal tempo; il tempo è lo spazio in movimento".

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Trinity









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Inviato: 15/11/05

Riaben




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Inviato: 16/11/05 Rispondi citando

Rugo di che età parli più o meno?

e come ti sei accorto di questa alterata percezione del carico?

Nella deambulazione è evidente?

E da seduto come? non mi dirai che a guardarlo sembra poggiare su un gluteo solo?

Ha solo una alterata percezione del carico ma sotto correzione verbale riesce a tornare in asse e per cui caricare simmetricamente o anche durante gli esercizi di carico non riesce?

Dipendendo dall'età si potrebbe giocare al' "indovina quando peso stai mettendo su questo piedino" e allenarlo a riconoscere il carico.

Questo come dicevo in assenza di compromissioni psichiche cognitive.

Ma se dici che sembra essere presente del neglet immagino che il carico minore sia proprio a carico del lato "negligente" vero?

Ma prima di andare avanti rispondi alle mie domande per favore. Sono curioso. Non casi di questo tipo però mi piace ragionarci sopra.

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chris

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Inviato: 16/11/05 Rispondi citando

I pazientini ortopedici che ho trattato sembrano agire nello stesso modo,non so se può essere utile ma io mi sono posto da un diverso punto di vista con loro.
"Che cos' è il movimento per un bambino"? Question Cercando di guardare le cose come loro. Considerando il movimento non dal punto di vista motorio ma sensoriale, pensando che lo sviluppo motorio è motivato se c'è un'adeguta e gratificante risposta sensoriale. Non so se ho fatto la scoperta dell' acqua calda Embarassed ma per chi ha un approccio meccanicista è un passo avanti. In poche parole premesso che lo schema motorio non è ancora definito, perchè dovrebbe eseguire un movimento come dico io e non come dice lui visto che in entrambi i modi non c'è gratificazione?
Vi prego di dirmi qualche cosa, anche se vi sembro rinco...
Rugo spero di non aver aggiunto domande a domande, in ogni caso sai cosa penso.
Ciao chris
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Rugo

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Inviato: 17/11/05 Rispondi citando

Cercherò di rispondere nel modo più ordinato possibile: Rolling Eyes

1 - Mi riferisco in particolare all'età dell'acquisizione della posizione seduta (5-6 mesi) fino a quella della deambulazione (12-14 mesi), ma non sottovaluto le successive che hanno uguale importanza e sopratutto i pazienti che arrivano da noi già grandicelli.

2 - Non "mi sono accorto" ma è un dato di fatto abbastanza comune riscontrabile in moltissimi bambini che presentano un'alterata simmetria dei due emisomi.

3 - E' presente anche nella deambulazione come alterata e differente lunghezza del passo e differenza di tempi nella fase di swing. Il passo più corto è solitamente quello del lato sano.

4 - Da seduto, è esattamente come dice Riaben, l'impressione è proprio che il peso venga scaricato su un solo gluteo. Questo può avvenire per "mancata" percezione del lato plegico e quindi questi bimbi si trovano a scaricare sul lato che sentono più sicuro, oppure per "caduta" verso il lato meno percepito.

5 - Ammettendo che il bambino sia partecipante, arriva sicuramente a controllarsi sotto richiesta ma questo è molto più difficile nella posizione seduta in ambienti domestici o scolastici... Il problema principale è insegnare al bambino a "sentire" il proprio corpo nello spazio

6 - Chris in particolare a quali pazienti ortopedici ti riferisci? Perchè credo che un'alterata percezione del carico postchirurgica in un bambino senza precedenti patologie di carattere neurologico sia totalmente differente.
E' forse più una situazione "periferica", a differenza di una componente di origine più "centrale" e neurologica.

Citazione:
Considerando il movimento non dal punto di vista motorio ma sensoriale, pensando che lo sviluppo motorio è motivato se c'è un'adeguta e gratificante risposta sensoriale.


Non ho ben capito se ti rifeisci al biofeedback Question

Spero di essere stato un po' più chiaro... jump

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Riaben




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Inviato: 17/11/05 Rispondi citando

Accidetolina avevo scritto un messaggio lunghissimo ma è andato perduto.

Ci riprovo.

Rugo come al solito sono io quello che non aveva capito nulla.
Non avevo compreso che parlassimo di bimbi piccolini.

Ne tantomeno avevo capito che parlassi difetti di carico secondari di "seppur lievi" soggetti emiplegici.

Lasciando stare per ora la disquisizione sulla patologia in se stessa credo che tornando al tuo primo post ti interessi maggiormente il metodo di intervento che possiamo avere.

Senza conoscere il livello di neglet del bimbo ma dando per accertato che non è un neglet assoluto, ovvero con esclusione completa dell'emilato io credo che lavorerei "giocherei" molto sullo spazio integro e mi sposterei finchè c'è risposta verso l'emilato deificitario, fino al punto in cui la risposta è ancora presente. E mi fermerei a lavorare su questo confine.

Bisognerebbe vedere cosa a conservato di questo emilato deficitario per poter pensare a che lavoro fare.

Però quasi per certo potrei pensare di rendere in qualche maniera un pò precario il carico sull'emilato valido affinchè si sforzi di caricare dall'altro lato. Si da seduto che in stazione eretta. Magari agevolare la possibilità di stabilizzare il carico con degli ausili posizionati sull' emilato deficitario. Per esempio anche un muro potrebbe andare bene.

Vedere come si comporta con un cuneo sotto l'emilato integro. Se continua a cercare il carico piegando ancora più la colonna o all'occorrenza usa il lato deficitario.

Stessa cosa in piedi. Con questo allenamento come si potrebbe pensare che varierebbe il carico?

Potrebbe prendere come proprio questo nuovo carico sui due lati o "dimenticarlo" subito dopo la terapia?
Considero che magari c'è anche una grossa componente legata all'alterata percezione sensoriale della superficie del lato deficitario, al quale secondo me con l'esercizio potrebbe abituarsi presto.

Poi chiaramente quando comincia a camminare i vari percorsi obbligati con difficoltà crescente li conosci sicuramente per cui non mi pronuncio a tal proposito.

Ma piuttosto Rugo, secondo te, qual'è la difficoltà maggiore in una alterata percezione del carico?

Mi sembra di capire :
Citazione:
.. Il problema principale è insegnare al bambino a "sentire" il proprio corpo nello spazio

Forse è vero, difficile nello spazio, ma penso sia più semplice far sentire il proprio corpo in relazione con quello che lo circonda, quello secondo me lo sente (dipende chiaramente dalla gravità), anche quello alterato, però se come penso c'è una risposta dagli stimoli di contatto allora abbiamo già una buona base per partire.

Per il resto gli stimoli sensoriali che si possono somministrare sono tanti, bisogna solo trovare quello al quale risponde con più facilità.

Per sentire il proprio corpo nello spazio però penso che in caso di neglet o emiparesi bisogna forse aspettare un pò di più di un bimbo di un anno.


Ogni volta che scrivo o la sensazione di allontanarmi un pò troppo da quello che è l'oggetto del post o di non comprendere l'oggetto della discussione. Se è cosi scusatemi.

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chris

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Inviato: 17/11/05 Rispondi citando

Rugo ha scritto:


6 - Chris in particolare a quali pazienti ortopedici ti riferisci? Perchè credo che un'alterata percezione del carico postchirurgica in un bambino senza precedenti patologie di carattere neurologico sia totalmente differente.
E' forse più una situazione "periferica", a differenza di una componente di origine più "centrale" e neurologica.

Citazione:
Considerando il movimento non dal punto di vista motorio ma sensoriale, pensando che lo sviluppo motorio è motivato se c'è un'adeguta e gratificante risposta sensoriale.


Non ho ben capito se ti rifeisci al biofeedback Question

Spero di essere stato un po' più chiaro... jump


Mi riferico ai principi neurofisiologici dello sviluppo motorio che, ovviamente sono gli stessi per tutti e non allo sviluppo conseguente ad un evento lesivo che ovviamente disturba l'apprendimento.
Saluti Chris
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Rugo

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Inviato: 17/11/05 Rispondi citando

Caro Riaben, mi devo veramente complimentare con te perchè anche se un po' prolisso Wink hai la gran capacità di mettere al fuoco una enorme quantità di carne fire e una discussione in questo sito prende sempre la piega giusta. Laughing
Ma veniamo a noi...
assolutamente il riferimento è ai bambini emiplegici ma senza dimenticare forme sfumate di triplegie o asimmetrie posturali secondarie comunque ad un deficit di origine centrale.

Citazione:
Magari agevolare la possibilità di stabilizzare il carico con degli ausili posizionati sull' emilato deficitario. Per esempio anche un muro potrebbe andare bene.


Credo ti riferisca ad un muro di fianco al bambino seduto per non permettergli di "cadere". In tal caso non sono d'accordissimo perchè rimane una situazione troppo passiva e che non richiama il recupero consapevole (più o meno volontario) del bambino. Molto meglio il cuneo che dici che richiede sempre un recupero costante e un'attività continua durante le ore della giornata.

Citazione:
Vedere come si comporta con un cuneo sotto l'emilato integro. Se continua a cercare il carico piegando ancora più la colonna o all'occorrenza usa il lato deficitario.

Appunto il cuneo... non sempre è corretto porlo sotto l'emilato integro ma viceversa in alcuni casi è un'ottima cosa accentuare la "caduta" verso il lato sano per richiedere un recupero sul lato più deficitario.

Citazione:
Considero che magari c'è anche una grossa componente legata all'alterata percezione sensoriale della superficie del lato deficitario, al quale secondo me con l'esercizio potrebbe abituarsi presto.

Questo è il nocciolo del discorso...tu credi veramente? Io penso che sia la parte più difficile di una presa in carico o per lo meno ok a livello sensoriale ma solo sotto esplicita richiesta, la difficoltà sta nell'automatizzare il tutto...

Citazione:
Per sentire il proprio corpo nello spazio però penso che in caso di neglet o emiparesi bisogna forse aspettare un pò di più di un bimbo di un anno.

E' vero che l'evoluzione psicomotoria riguardante l'acquisizione dello schema corporeo e della nozione di spazio va oltre l'anno ma in situazioni in cui il bambino inizia a stare seduto si notano eventuali asimmetrie. E' anche cosa vera che purtroppo i bimbi con lievi emiplegie arrivano da noi che già deambulano e quindi non si riesce ad intervenire in modo tempestivo.


E' vero che in teoria i principi neurofisiologici dello sviluppo motorio sono uguali per tutti ma nei piccoli pazienti neurologici (quando si ottiene uno sviluppo completo...) spesso avviene in tempi completamenti differenti e dilatati in uno sviluppo completamente disarmonico.

Queste sono mie idee personali e assolutamente non universalmente condivisibili. testata

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Riaben




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Inviato: 17/11/05 Rispondi citando

Grazie a te Rugo, questi confronti sono per me impagabili. Tornerò sulla discussione, ma non ora, voglio pensarci un pò su.

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Pinghi




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Inviato: 30/04/06 Rispondi citando

Citazione:
5 - Ammettendo che il bambino sia partecipante, arriva sicuramente a controllarsi sotto richiesta ma questo è molto più difficile nella posizione seduta in ambienti domestici o scolastici... Il problema principale è insegnare al bambino a "sentire" il proprio corpo nello spazio
[/quote]

Io non so se il mio suggerimento è dato dalla mia formazione neuro e PSICOMOTORIA quindi può risultare un pò semplicistica e forse ovvia, ma visto che i bambini con emi non riescono a percepirsi nello spazio e in relazione ad esso si ha necessariamente bisogno di uno stimolo esterno che dia un feedback. Per quanto riguarda l'età del bambino io sottolinerei due aspeti:
1 non è detto che raggiunga la posizione autonomamente nei tempi ma molto spesso in maniera posticipata;
2 e come già detto difficilmente ci arrivano così piccoli (ma poi perchè??)
quindi io propongo qualcosa di improntato sul gioco ma per bambini un pò più grandi sia in posizione seduta che in stazione eretta. (2 anni)
Ad esempio mi viene in mente di mettere una palla di quelle piccole e morbide sotto al lato che "non poggia" per poi dare il comando verbale di schiacciarla e quello sensoriale della palla che effetivamente cambia forma!! Oppure chiedere di schiacciare la propria mano che, oltre ad essere divertente per il bambino, si dimostra essere un ottimo gioco a due e inoltre da importanti percezioni sensoriali non solo a lui (la nostra mano si muove e quindi è meno "statica" rispetto alla palla, ma soprattutto da importanti percezioni a noi che possiamo "quantitativamente " capire quanto carico viene applicato.
Una cosa che io ho sperimentato e che ha dato ottimi risultati nella posizione eretta e nella deambulazione è l'uso dei colori.
Mettendo dei foglio fissi a terra che formano un percorso cospargere i piedi del bambino di colori a dita (magari aggiungendo anche un lavoro di relazione spaziale tipo piede destro blu , sinistro rosso) e poi chiedere al bambino di camminare sul foglio e di lasciare una bella impronta, quindi con il tallone, la pianta , la punta.. lui sarà molto motivato a "schiacciare forte", noi possiamo vedere se effettivamnete lo ha fatto e dove il carico avviene in maniera più massiccia (troverete una macchia enorme di colore!!!) Uno dei limite è che questi bambini hano spesso difficoltà ad accettare di essere "sporcati" e toccati quindi si rifiuteranno ma dopo aver saldato un bel rapporto quale bambino riuncia ai colori???!!
Ch dite, è un'idea insulsa??! io ho solo un anno di lavoro alle spalle e rispetto ad alcuni di voi mi sento davvero piccola piccola... Embarassed
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Riaben




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Inviato: 30/04/06 Rispondi citando

Pinghi ha scritto:

Che dite, è un'idea insulsa??! io ho solo un anno di lavoro alle spalle e rispetto ad alcuni di voi mi sento davvero piccola piccola... Embarassed


Pinghi il granello di sabbia è piccolo anch'esso eppure è grazie a quello che ci sono delle spiaggie sconfinate.

Non esser timida nel tirar fuori le tue idee se sono supportate da un ragionamento logico. E le tue idee non sono per niente male.

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Pinghi




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Inviato: 2/05/06 Rispondi citando

Grazie mille... Embarassed Very Happy
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mancini




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Inviato: 2/05/06 Rispondi citando

Pinghi, hai fatto oltre ad un giusto discorso, anche quello che facciamo normalmente in riabilitazione.
Messe insieme tutte le nostre informazioni anatomo-fisio-patologiche e quelle riguardanti i principi base di alcune metodiche, stiliamo un programma di trattamento ad hoc per la situazione che abbiamo di fronte, rapportata anche alla tipologia di paziente che abbiamo.
Quindi complimenti, ottime osservazioni e (sempre secondo me) giuste proposte terapeutiche.
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Pinghi




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Inviato: 3/05/06 Rispondi citando

Io credo che la miglior proposta terapeutica sia quella applicabile e soprattutto "applicata" visto che la maggior conoscenza si apprende sul campo... Credo che al di la delle conoscenze teoriche non bisogna mai dimenticarsi chi si ha di fronte (nel mio caso bambini che come tali hanno diritto al gioco). Trovare strategie terapeutiche valide, ma soprattutto divertenti (non solo per il paziente Very Happy ) è ciò che ritengo necessario affinchè mi senta soddisfatta davvero.
PS: Grazie a mancini per i complimenti.. Embarassed

Ma ho una domanda..
nel caso di un paziente che non è adeguato cognitivamente e che presenta un carico "sfuggente" nella deambulazione autonoma (come ad esempio si ritrova spesso in bambini con PCI, ad esempio sul lato "malato" nel caso di una emiparesi) come si può far in modo che aumenti il controllo del movimento durante la fase del passo?? e per migliorare l'appoggio plantare? Idea Idea dubbi dubbi...
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Rugo

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Inviato: 4/05/06 Rispondi citando

Ciao a tutti. Colto dalla frenesia quotidiana stavo per perdermi la discussione che diventà ottimamente interessante. Scusatemi... Rolling Eyes
Complimenti a pinghi per il tuo intervento tutt'altro che insulso, le migliori proposte arrivano da chi è più motivato e chi più di una giovane promessa?!?! Wink
Il discorso fondamentale rimane comunque quello di far portare alla vita quotidiana le nozioni apprese in terapia, spesso dobbiamo ricorrere all'utilizzo di ortesi e a mio avviso talvolta "si bombarda" il bambino con continui rimproveri sul controllo volontario ottenendo un effetto contrario.
Ogni idea rimane comunque una buona idea se viene applicata nell'interesse del bambino e nella sua piena complicità e motivazione.
Per quanto riguarda il bambino "poco collaborante" le cose si complicano parecchio; nella mia esigua esperienza ho notato che spesso quei pochi che vengono indirizzati ad una chirurgia funzionale vengono operati dal lato sano. Questo perchè la marcata disfunzione dell'emilato plegico porta a sovraccaricare per compenso in modo scorretto il lato sano con conseguenze malformative che possono essere ridotte solo chirurgicamente.
A questo punto anche l'utilizzo di tutori (apparentemente come unica possibilità) crea un'instabilità tale, se introdotto in modo scorretto, da ripercuotersi sui distretti sovrastanti. Ricordo come per una bimba l'introduzione di semplici plantari correttivi per il sostegno della volta e per recuperare una dismetrìa minima abbiano portato ad un malessere tale da ritrovare contratture e veri e propri aumenti di tono a livello dei distretti scapolo omerali e del tronco, pur avendo così ottenuto una situazione tutto sommato simmetrica.
(Mi piacerebbe avere al proposito un parere da chi è più esperto di me in posturologia... Wink ).
Poi ogni bambino è unico e risponde in modo diverso alla terapia, non è possibile generalizzare un intervento universale valido. Cosa ci rimane allora? Il fatto di poterne parlare tra di noi per scambiarci idee ed esperienze da portare nella mente domani quando ci troveremo a tu per tu col nostro piccolo amico. sollevamento



ps. Colgo l'occasione apprezzare il rientro del grande Riaben...ben tornato. Laughing

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Riaben




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Inviato: 4/05/06 Rispondi citando

Rugo Embarassed Embarassed Embarassed Embarassed Embarassed

Mi fai prendere un colpo.

Grande non mi ci definirei poi tanto visto che mi ero proposto di rispondere ma poi non sono più tornato sul post.

In ogni caso quando il lavoro permette io ci sono e in ogni caso leggo sempre (almeno i titoli Crying or Very sad )

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