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FisioBrain :: Leggi il Topic - Rachide cervicale e test di esclusione
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buddy

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Inviato: 7/06/07 Rispondi citando

Ogni qual volta è richiesto il nostro intervento, dobbiamo per prima cosa stabilire se la problematica è di nostra competenza, se è di nostra competenza, ma necessitiamo della collaborazione di una o più figure professionali, se non è di nostra competenza. Ciò è possibile tramite la raccolta dati e, soprattutto, tramite l'esecuzione dei test di esclusione, ortopedici e neurologici.
Con riferimento al rachide cervicale, quali test ortopedici e neurologici utilizzate per inviduare eventuali controindicazioni al trattamento?
Saluti Wink

Samuele Passigli

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"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

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Trinity









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Inviato: 7/06/07

fisionico




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Inviato: 10/06/07 Rispondi citando

ciao buddy...

personalmente utilizzo molto il test di valutazione per l'arteria vertebro basilare,come insegnatomi nel corso Cyriax,e tutta la valutazione neurologica basata sulla sensibilità,forza e riflessi.Naturalmente qualsiasi limitazione importante della mobilità e dolore vivo (specialmente se associato a nausa,vertigini,svenimenti,...)costituiscono per me dei Red Flags con invio immediato al medico curante...

forse sono un pò ipocondriaco di "rimbalzo",ma meglio un consulto medico in più,che un FT al "fresco"...

Ciao

Fisionico Shocked

"Fatti non foste per viver come bruti, ma per conseguir virtute e canoscenza."


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Inviato: 14/06/07 Rispondi citando

Grazie per la risposta applauso
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Samuele Passigli

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Inviato: 4/03/08 Rispondi citando

Premesso che non esiste un diagramma standard di esecuzione di test ortopedici e neurologici (l'anamnesi è fondamentale), riassumo un possibile approccio metodologico per individuare eventuali criteri di esclusione prima di procedere, dopo l'anamnesi, alla valutazione del paziente.
Il primo test che utilizzo è per valutare la circolazione vertebrobasilare (test di Maigne). Se positivo, non eseguo altri test ed invio la persona a visita medica.
Successivamente valuto l'escursione articolare attiva. In presenza di limitazione articolare, componente vascolare e/o componente radicolare, proseguo come segue:
test di Adson (per la componente vascolare): se positivo, è presente una compressione dell'arteria succlavia;
test della compressione foraminale: se positivo, è presente una componente foraminale e/o radicolare;
test della distrazione: se positivo (riduzione del dolore e/o della componente radicolare), è presente una componente foraminale e/o radicolare;
in alcuni casi utilizzo la manovra di Valsalva per evidenziare la presenza di lesioni occupanti spazio.
Questo diagramma è completamente eseguito con il paziente in posizione seduta. Ho scelto questa progressione per effettuare con semplicità test importantissimi senza chiedere alla persona di cambiare più volte posizione.
Il testo di J.J. Cipriano è molto utile a riguardo.
Saluti Wink

Samuele Passigli

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pagolo




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Inviato: 17/04/08 Rispondi citando

domanda, come mai non è stato nominato il test per la stabilità del legamento trasverso del dente dell'epistofeo?
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Inviato: 18/04/08 Rispondi citando

Nominare tutti i test è praticamente impossibile. La scelta e l'esecuzione dei test di esclusione, sia ortopedici sia neurologici, derivano dalla precedente raccolta dati (anamnesi per la figura medica). Test specifici per il complesso OAE e test per la valutazione delle strutture legamentose trovano indicazione, generalmente, nelle problematiche post traumatiche. In presenza di un sospetto danno anatomofunzionale delle strutture legamentose, preferisco richiedere una diagnosi accurata, magari supportata da RX dinamiche e non affidarmi all'esecuzione di semplici test.
Ripeto, ciò che ho descritto nel post precedente è un semplice diagramma, assolutamente non standard (anche se alcuni test indicati sono fondamentali). Ciò che deve guidare una valutazione di un qualsiasi distretto è, senza dubbio, la raccolta dati e gli eventuali altri dati che possono emergere durante la valutazione stessa.
L'errore maggiore che un qualsiasi professionista può compiere è eseguire un'insieme di test solo per il semplice fatto di averli studiati in un testo, senza poi essere in grado di mantenere un razionale, una logica, oppure, nel caso più grave, senza essere in grado di elaborare, nel contesto specifico, le informazioni raccolte.
Detto questo ti chiedo: perchè avrei dovuto menzionare quel test? E, soprattutto, di quale test si tratta?
Ciao Wink

Samuele Passigli

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pagolo




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Inviato: 18/04/08 Rispondi citando

grazie per la risposta.
Sono uno studente e avendone parlato a lezione ho aprofittato per fare a voi la domanda.

Non dico che l'avresti dovuto nominare, se però mi chiedi il motivo, posso ipotizzare sia per evitare di trattare un rachide con una instabilità che può comportare gravi conseguenze e assicurare che, prima di richiedere determinati movimenti, vi sia una stabilità di una importante struttura.

Per quanto riguarda il test, a me è stato nominato e mostrato rapidamente come "test del legamento trasverso", magari ha un proprio nome.
Pz seduto, ft stabilizza a livello di C2 ed esegue una retropulsione del cranio ponendo le mani sulla fronte del pz. Se non erro si dovrebbe sentire un ritorno elastico.
Ma ripeto, è stato nominato al volo.
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Inviato: 30/04/08 Rispondi citando

Ciao!

Io utilizzo molto il test per valutare l'arteria vertebro basilare (test di Klein); il test di Sharp, che valuta l'integrità del legamento trasverso del dente dell'epistrofeo, lo uso sempre quando il paziente ha avuto un incidente con colpo di frusta, in modo da regolarmi su come impostare il trattamento.

Gianluca Rossetto

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Inviato: 30/04/08 Rispondi citando

pagolo ha scritto:
grazie per la risposta.
Sono uno studente e avendone parlato a lezione ho aprofittato per fare a voi la domanda.

Non dico che l'avresti dovuto nominare, se però mi chiedi il motivo, posso ipotizzare sia per evitare di trattare un rachide con una instabilità che può comportare gravi conseguenze e assicurare che, prima di richiedere determinati movimenti, vi sia una stabilità di una importante struttura.

Per quanto riguarda il test, a me è stato nominato e mostrato rapidamente come "test del legamento trasverso", magari ha un proprio nome.
Pz seduto, ft stabilizza a livello di C2 ed esegue una retropulsione del cranio ponendo le mani sulla fronte del pz. Se non erro si dovrebbe sentire un ritorno elastico.
Ma ripeto, è stato nominato al volo.


Si chiama test di Sharp.
Se il lasso di movimento è superiore ai 6/8 mm risulta positivo; se il paziente manifesta diplopia durante l'esecuzione, fermarsi subito, perchè il legamento è completamente lesionato.

Gianluca Rossetto

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Inviato: 30/04/08 Rispondi citando

Come si effettua tale test?
Grazie Wink

Samuele Passigli

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Inviato: 2/05/08 Rispondi citando

pagolo ha scritto:

Pz seduto, ft stabilizza a livello di C2 ed esegue una retropulsione del cranio ponendo le mani sulla fronte del pz. Se non erro si dovrebbe sentire un ritorno elastico.


Così come ha descritto pagolo.......

Se il legamento è integro, non vi è lasso di movimento; se è lesionato o sfilacciato, vi è un certo lasco di movimento durante il test........qualche millimetro.........dipende poi da persona a persona..........se è rotto, il paziente presenta diplopia durante l'esecuzione.

Gianluca Rossetto

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Grazie Wink

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Inviato: 6/05/08 Rispondi citando

Ciao ho appena postato un caso clinico che dimostra come a volte l'esame biomeccanico, ortopedico o fisioterapico non siano di per sè sufficienti in certi casi. E' necessario un approccio più completo. Io da alcuni anni ho creato i moduli specifici per lo screening che servono a differenziare i quadri muscolo-scheletrici dalle condizioni che invece dipendono da altri sistemi di organi e apparati.

Simone Patuzzo
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