FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione
FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione
FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione
Osa essere diverso. In così tanti preferiscono essere ortodossi piuttosto che giusti.
FisioBrain

FisioBrain :: Leggi il Topic - Miofibrolisi diacutanea
Indice   Cerca   Registrati   Login


 
Nuovo Topic  Rispondi
mariajo




Messaggi: 5
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 25/03/08 Rispondi citando

ho appena chiesto per informavi e mi hanno detto che hanno anche i crediti ECM richiesti!
Profilo Messaggio privato
Trinity









Stato: Offline

Inviato: 25/03/08

filocumu




Messaggi: 3
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 16/04/08 Rispondi citando

Ciao,

anche io sono un fisio e mi occupo di Miofibrolisi già da qualche anno, leggendo questo forum mi sono stupefatto di come spesso la realtà riabilitativa venga del tutto fuorviata. Personalmente il trattamento con i miofibrolisori è la più alta tecnica fisioterapica muscolare "manuale" che ci sia in giro e per me è stata la svolta della mia attività professionale. Non credo che sia sufficiente giudicare una tecnica solamente per la visione degli attrezzi che si utilizzano, tante cose a primo acchitto possono sembrare innocue (vedere ad esempio la Diatermia o Tecar), mentre altre all'apparenza portano fuori strada. Chi, come me, ha seguito un corso sulla Miofibrolisi Diacutanea concorderà senz'altro, mentre chi ha solo VISTO i miofibrolisori o qualche articolo non può rendersi conto della generosità di questa manualità. Certo con qualunque atto terapeutico si possono provocare danni, quanti di voi hanno per sbaglio bruciato qualche pz con l'elettroterapia o esagerato durante un sblocco articolare? Con la Miofibrolisi è la stessa cosa, il tempo renderà merito a questa metodica.

Alla prossima,

Sly!!!
Profilo Messaggio privato
buddy

Amministratore



Messaggi: 1593
Professione: Fisioterapista
Località: Etere
Stato: Offline

Inviato: 16/04/08 Rispondi citando

Ciao filocumu e benvenuto in FisioBrain.
Comprendo il tuo disappunto. Anche io utilizzo, in alcuni ambiti, la miofibrolisi da circa tre anni e con molta soddisfazione. Però, se mi permetti, ha poca importanza difendere o denigrare una tecnica e/o una metodica.
E' più interessante cercare di capire il funzionamento, i campi di applicazione, le modalità pratiche e quant'altro. Ciò sia per uno scambio di esperienze professionali (fondamentali per una crescita personale e professionale) sia per avvicinare alla miofibrolisi i colleghi che non conoscono tale approccio.
Per questo ti chiedo: in base alla tua esperienza, quali sono le indicazioni? Come e con quali strumenti la applichi? Risultati? E, soprattutto, è complementare ad altre tecniche? E così via.
Altrimenti rischiamo che un messaggio potenzialmente interessante altro non sembri che un riportare in evidenza un semplice messaggio pubblicitario.
Grazie Wink

Samuele Passigli

Image

"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

Image
Profilo Messaggio privato HomePage Skype
filocumu




Messaggi: 3
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 17/04/08 Rispondi citando

CIAO, scusa per l'impeto del mio primo messaggio e che non mi andava di veder colpevolizzata ua tecnica che nasconde invece delle grandi potenzialità. Il mio sfogo è dovuto all'ignoranza ( non conoscenza ) di quelle che sono le basi sulle quali verte la Miofibrolisi Diacutanea, creare o meno ematomi dipende da come viene dosata la manualità e certamente anche dall'esperienza di chi la propone. Rompere il nodulo, le nodosità è alla base di tutti i massaggi e di tutte le medicine popolari. Spesso si pensa che esse siano dovute ad infiammazioni del tessuto muscolare, in realtà queste fibre contratte non sono infiammate; un nodulo fibrotico all’interno di un muscolo o sull’attaccamento di un muscolo e di un tendine non è infiammato, ma è soltanto una serie di filamenti di miosina e actina che rimangono contratti e non si rilasciano più! Sono dunque dei sarcomeri che rimangono uniti! Nella Fibrolisi classica, come tu saprai, si trattano solo esclusivamente formazioni nodulari e addensamenti fibrosi dolenti alla pressione a livello di masse muscolari o di inserzioni tendinee o in zone di proiezione dolorosa di affezioni della colonna vertebrale nei vari livelli. Mentre la MioFibrolisi Diacutanea non tratta solamente il nodulo fibroso, non è soltanto rompere la fibrosità come avviene per la classica uncinatura in fibrolisi. Essa è un trattamento più completo che parte da quella che è l’origine del problema : …….e spesso l’origine del problema é il NERVO. Nel trattamento con i miofibrolisori quello che vogliamo trattare è la radice nervosa, il nervo e anche la parte muscolare. Non esiste il muscolo se non è innervato. In Miofibrolisi il muscolo non innervato comunque non può funzionare correttamente. Se un muscolo sviluppa un Trigger Point, una fibrosità, significa che è un muscolo che viene innervato in maniera anomala, quindi bisognerà trattare anche la parte neurologica del problema, il nervo. Facendo cosi si tratta la fascia e la catena muscolare. Quello che si tratta con la MioFibrolisi Diacutanea è il dolore miofasciale caratterizzato da una contrattura, da una limitazione del movimento, e tutto questo si può associare a parestesie e formicolio, alcune volte con disfunzioni vegetative, dolore, ed è anche la patologia più frequente. Il trattamento viene somministrato attraverso la pelle che è l'ingresso principale, è il più grosso recettore del nostro organismo, il più ampio e il più diffuso e noi andiamo a stimolare questo recettore per ottenere il risultato, infatti lo stimolo cutaneo si propaga a tutto il corpo. Ma non si può trattare il muscolo in una posizione qualsiasi, il muscolo deve essere messo nella corretta posizione, cosa vuol dire ? deve essere tirato, allungato, messo in prestiramento, cioè uno stiramento non massimale.
Queste grosso modo sono i principi che regolano la tecnica della Miofibrolisi Diacutanea, io oltre ad usare il kit che viene messo in commercio ho aggiunto il Guasha, il TNM e la coppettazione per "combattere" i potenziali effetti collaterali della Miofibrolisi (ematomi, ecchimosi, ecc.). Ti posso garantire che ci sono dei risultati a dir poco stupefacenti. Ho fatto anche altri "esperimenti" con la terapia fisica e ho visto che si sposa bene con la crioterapia e la tecar. Ma il risultato finale dipende molto da come viene proposta la tecnica, da quali aspettative ha il terapista e indubbiamente dall'esperienza di chi la pratica.
Sarei molto interessato a conoscere gli eventuali altri abbinamenti con diverse metodiche da te utilizzate. Credo che in terapia fisica le nuove metodiche possano dare ancor più risalto alle potenzialità di questa metodica. In questi giorni sto lavorando in associazione con lo Scenar ma non sono ancora in grado di darti un risultato sui i miei nuovi test.

Alla prossima,

Sly!!!
Profilo Messaggio privato
fisioali




Messaggi: 16
Professione: Fisioterapista
Località: Lombardia
Stato: Offline

Inviato: 17/04/08 Rispondi citando

Ciao a tutti! Io utilizzo questa tecnica da circa un anno, con risultati molto interessanti nel trattamento dei punti trigger, tunnel carpale e mobilizzazioni scapolari con l'uncino. Concordo molto con quanto dice Filocumu per quanto riguarda l'errata informazione recettoriale-nervosa proveniente anche dal dermatomero interessato ( a tal proposito utilizzo il rotore prima e a fine del trattamento ). Personalmente non è la sola tecnica che utilizzo , in quanto spesso abbino la diatermia, mai però nella stessa seduta; nel percorso riabilitativo del mio paziente, quando decido di utilizzare la fibrolisi, faccio solo quella per valutare successivamente gli effetti prodotti e non "inquinare" le prove.
Profilo Messaggio privato
buddy

Amministratore



Messaggi: 1593
Professione: Fisioterapista
Località: Etere
Stato: Offline

Inviato: 17/04/08 Rispondi citando

Grazie per le risposte Wink
Io utilizzo la miofibrolisi da circa 3 anni e sono in possesso di questo kit:
http://www.fisiobrain.com/galleria-materiali-kit_miofibro.html
Ho cercato, nel tempo, di trovare la corretta collocazione di tale tecnica all'interno delle mie preferenze/esigenze professionali. Ad oggi, utilizzo prevalentemente la miofibrolisi per il trattamento di zone congestionate, in seguito ad eventi traumatici o patologie degenerative. In particolare, utilizzo l'uncino (crochet) e il "pettine" per trattare con maggior precisione le strutture anatomiche di difficile o impreciso approccio manuale: inserzioni tendinee, processi aderenziali postchirurgici e strutture legamentose.
Credo molto nella riduzione/risoluzione dei fenomeni congestizi come principale strumento per la riduzione del dolore, l'aumento della funzionalità articolare e per il ripristino del controllo neuromuscolare, oltre che per evitare l'instaurarsi di effetti patologici secondari.
Naturalmente l'utilizzo della miofibrolisi è sempre inserito in un più ampio contesto riabilitativo. Ultimamente, utilizzo molto anche la diatermia, anche se le tecniche manuali, per la mia formazione e per i miei interessi, sono ciò che prediligo.
Saluti Wink

Samuele Passigli

Image

"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

Image
Profilo Messaggio privato HomePage Skype
fisioali




Messaggi: 16
Professione: Fisioterapista
Località: Lombardia
Stato: Offline

Inviato: 18/04/08 Rispondi citando

Ciao Buddy, io il tuo medesimo kit, al quale ho aggiunto l'uncino con punta arrotondata che trovo molto utile sia nella mobilizzazione scapolare ( e anche molto più tollerato dal paziente soprattutto quando vado a fare leva sotto il margine laterale con direzione di trazione mediale ) che nella decompressione del tunnel carpale.
Tu applichi al rotore anche il magnete?
Profilo Messaggio privato
stefano




Messaggi: 14
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 18/04/08 Rispondi citando

ciao a tutti
io utilizzo la fibrolisi diacutanea dal 2005 (più o meno). appena fatto il corso ci ho dato dentro, ho preso il kit 1000 euro, dopo qualche periodo l'ho un pò messo da parte in quanto trovavo gli attrezzi del kit un pò scomodi e "aggressivi" (anche se in realtà è la manualità che determina la aggressività) sperimentando altre soluzioni di fantasia. poi un chiropratico di chicago mi ha regalato un attrezzo che si chiama "massage star" o qualche cosa di simile e vi dico che con questo mi trovo a meraviglia!!! non c'è paragone sia come adattamento dell'attrezzo alla mano sia come facilitazione della manovra cha vado a fare. e sopratutto secondo me è in un attrezzo c'è in pratica tutto il kit, ed iin usa se non ho capito male costa un paio di decine di dollari!!!
a presto
stefano
Profilo Messaggio privato
fruller




Messaggi: 203
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
Stato: Offline

Inviato: 18/04/08 Rispondi citando

ciao stefano... sarebbe possibile farci vedere una fotografia di questo attrezzo che usi tu così comodo e pratico?
ciao e grazie

www.fisiomotorsport.it
Profilo Messaggio privato HomePage MSN
stefano




Messaggi: 14
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 19/04/08 Rispondi citando

certo,
siccome non sono molto bravo con il pc mi spiegate la procedura per mettere la foto sul messaggio?
Profilo Messaggio privato
filocumu




Messaggi: 3
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 19/04/08 Rispondi citando

CIAO RAGA,

ho cercato su Google il "massage star", lo si trova facilmente, comprese le foto, ma siamo MOLTO distanti dall'argomento Miofibrolisi. Per me è solo un utensile per rompere i noduli fibrosi, niente di più. Molto più interessante e l'utilizzo dell'uncino a palla per il sottoscapolare. Qualcuno ha avuto esperienza sull'epicondilite o sulla sindorme del piramidale?

A presto,

Sly!!!
Profilo Messaggio privato
Giupa




Messaggi: 155
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 21/04/08 Rispondi citando

dunque buddy, la miofibrolisi può essere utilizzata bene nel trattamento dei trigger point? nei processi fibrotici aderenziali? nelle tendinosi e nelle calcificazioni extra articolari? mi vengono in mente le parole di un venditore ... "le onde d'urto possono essere utilizzate benissimo a posto della miofibrolisi nelle esiti fibrotici.." come se desse per scontato che tutti i terapisti utilizzano la miofibrolisi. io sono un "diatermista capacitivo" su quasi tutte le patologie sopra elencate , con risultati ottimi ma non del 100%. Tu abbini bene la miofibrolisi alla diatermia?
Profilo Messaggio privato
buddy

Amministratore



Messaggi: 1593
Professione: Fisioterapista
Località: Etere
Stato: Offline

Inviato: 22/04/08 Rispondi citando

Ciao Giupa,
per quanto riguarda le zone tissutali con densità aumentate, se riconducibili a problematiche fasciali preferisco utilizzare tecniche fasciali che ho appreso nel percorso di studi in osteopatia; se interessanti prevalentemente il tessuto muscolare preferisco utilizzare la miofibrolisi. Premetto che ho utilizzato volontariamente il termine "prevalentemente" in quanto credo che aumenti di densità interessino sempre e contemporaneamente più tessuti e che la causa sia da ricercare in più aspetti (disfunzioni strutturali, alterata circolazione dei liquidi, squilibri del SNA, etc.).
Nei cosiddetti TP, dopo aver cercato di individuare a monte le possibili cause e i fattori scatenanti, utilizzo spesso due strategie (la scelta deriva non da un modello teorico, ma bensì dalle "sensazioni" che ricavo palpatoriamente): cerco di ottenere un rilasciamento tissutale della struttura interessata (ad esempio dell'intero ventre muscolare) tramite gli strumenti del kit di miofibrolisi (in particolare tramite il "puntone doppio" e il "pettine") oppure tramite l'utilizzo della diatermia in modalità capacitiva (non sono molto esperto ancora al riguardo). In entrambi i casi, il rilasciamento tissutale che ne deriva determina una più evidente e facile localizzazione del TP (in alcuni casi il precedente trattamento può cmq già essere risolutivo). L'utilizzo del "rotore" e della diatermia capacitiva determinano sempre un ottimo stimolo alla vascolarizzazione, fondamentale per l'esito del trattamento. Il successivo trattamento lo effettuo o con tecniche manuali o tramite l'utilizzo del "puntone" o "scalpello". Non ho mai utilizzato l'uncino per trattare un TP. Non sempre una seduta è sufficiente, soprattutto se la causa persiste da molto tempo. La ricerca delle cause predisponenti e il trattamento locale determina cmq molto spesso ottimi risultati.
Per i fenomeni aderenziali utilizzo l'"uncino" con mobilizzazioni ad intensità crescente. Anche in questi casi, se il processo aderenziale è facilmente approcciabile, preferisco utilizzare tecniche manuali (scollamenti, mobilizzazione, etc.). Non sempre i processi aderenziali sono risolvibili, anche in questo caso il fattore tempo e l'estensione sono fattori determinanti. La diminuzione dei processi aderenziali comporta cmq, anche in assenza di una completa risoluzione, una riduzione della sintomatologia dolorosa, un incremento della mobilità e motilità delle strutture in continuità o contiguità, una riduzione dei fattori alla base del frequente instaurarsi di un circolo vizioso.
Nelle tendinosi utilizzo l'"uncino" per favorire la mobilizzazione della struttura tendinea e, in associazione con altri strumenti ("pettine" in prevalenza), per eliminare eventuali impedimenti fibrotici allo scorrimento dello stesso. Ultimamente cerco di abbinare molto la diatermia, ma come ho detto in precedenza, non sono molto esperto.
Non tratto le calcificazioni, o meglio, non ho esperienza in merito, se non ciò che conosco in teoria. Non ho mai approcciato una calcificazione direttamente. Ho sempre preferito prestare attenzione alle strutture circostanti e in modo particolare alla meccanica responsabile dei depositi.
Spero di aver risposto in modo chiaro Wink

P.s.: ho cancellato una risposta alla discussione, non era inerente alla discussione e avrebbe aperto la strada alle ennesime ed inutili polemiche.

Saluti Wink

Samuele Passigli

Image

"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

Image
Profilo Messaggio privato HomePage Skype
Giupa




Messaggi: 155
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 22/04/08 Rispondi citando

ciao, io come hai ben capito utilizzo sulle problematiche fasciali molto spesso la diatermia e principalmente in resistivo, per le problematiche muscolari meno, utilizzo più capacitivo anche se non sempre. sono d'accordo sul fatto che la sofferenza di un distretto possa interessare più "strati" di tessuto e che le cause siano diverse. anche io pur magari utilizzando tecniche diverse, mi baso molto sulla percezione tattile del tessuto. qualche volta utilizzo la manipolazione fasciale di Stecco sulle problematiche connettivali anche se come ho detto in altre occasioni, è troppo selettiva come metodica e non comprende lo stretching e il trattamento del muscolo(qui vado spesso con l'rpg) mi interessa il concetto della miofibrolisi dell' "afferrare e strattonare" che non ritrovo in altre metodiche e credo possa tornare spesso utile. mi è dispiaciuto che ad un corso di una nota tecnica di terapia manuale , il docente abbia parlato della miofibrolisi come una tecnica che lede le strutture anatomiche, solo perchè un suo paziente non ne aveva tratto beneficio.
Ciao.
Profilo Messaggio privato
Nuovo Topic  Rispondi
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum


© 2003-2008 Associazione FisioBrain - P.I. 01891040519 - +39 3336006925
Powered by PHPNuke Thanks