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Osa essere diverso. In così tanti preferiscono essere ortodossi piuttosto che giusti.
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angigian




Messaggi: 288
Professione: Fisioterapista

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Inviato: 30/03/08 Rispondi citando

la lombalgia cronica è una patologia molto diffusa in tutto il mondo senza distinzione.
essa colpisce circa l'8-10% della popolazione, ma ancora nessuno ha saputo dare una spiegazione chiara e precisa in merito alle cause che la determinano e per questo in tutto il mondo sono in atto moltissime ricerche per scoprite questo grande arcano.
attualmente per cercare di risolvere questa patologia sono presenti molte metodologie di trattamento, ma nessuna è così efficace da essere risolutiva.
in questi anni ho trattato molti pazienti affetti da lombalgia cronica ed ogni volta che se ne presenta 1 mi domando:
perchè la si definisce cronica?
ma è veramente cronica?
perchè , indipendentemente dalla metodica applicata, alcuni migliorano ed altri no?
è forse un problema psicologico o a livello centrale?
ecc. ecc. ecc....

quello che mi piacerebbe sapere in questo topic è cosa ne pensate voi e come la pensano le varie scuole di pensiero (o metodologie di trattamento) che trattano questo argomento.

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Trinity









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Inviato: 30/03/08

buddy

Amministratore



Messaggi: 1593
Professione: Fisioterapista
Località: Etere
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Inviato: 30/03/08 Rispondi citando

Kandel, nei suoi studi sulle neuroscienze, ha risposto egregiamente alle tue domande. E 'uno degli argomenti da lui sviscerati che hanno contribuito al riconoscimento del premio Nobel.
Kandel, come molti altri autori e ricercatori, ha evidenziato la presenza di engrammi a livello della sostanza reticolare. In caso di disfunzioni prolungate nel tempo, il SN, poichè deve rispondere alla necessità di confort con minor dispensio energetico possibile, crea un nuovo engramma. Di conseguenza, la condizione disfunzionale è identificata come funzionale. Così la sintomatologia perdura anche nel momento in cui le cause sono rimosse correttamente. La soluzione da lui proposta consiste nel destabilizzare il sistema, ovvero nel creare le condizioni possibili affinchè a livello reticolare si crei un nuovo engramma.
Nella pratica, è possibile valutare tali condizioni utilizzando una pedana stabilometrica e dedicando tantissimo tempo agli esercizi propriocettivi.
Saluti Wink

Samuele Passigli

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"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

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didjcolonna




Messaggi: 169
Professione: Fisioterapista - Osteopata

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Inviato: 30/03/08 Rispondi citando

buddy ha scritto:
Kandel, nei suoi studi sulle neuroscienze, ha risposto egregiamente alle tue domande. E 'uno degli argomenti da lui sviscerati che hanno contribuito al riconoscimento del premio Nobel.
Kandel, come molti altri autori e ricercatori, ha evidenziato la presenza di engrammi a livello della sostanza reticolare. In caso di disfunzioni prolungate nel tempo, il SN, poichè deve rispondere alla necessità di confort con minor dispensio energetico possibile, crea un nuovo engramma. Di conseguenza, la condizione disfunzionale è identificata come funzionale. Così la sintomatologia perdura anche nel momento in cui le cause sono rimosse correttamente. La soluzione da lui proposta consiste nel destabilizzare il sistema, ovvero nel creare le condizioni possibili affinchè a livello reticolare si crei un nuovo engramma.
Nella pratica, è possibile valutare tali condizioni utilizzando una pedana stabilometrica e dedicando tantissimo tempo agli esercizi propriocettivi.
Saluti Wink


Teoria interessante. In auricoloterapia so che esiste anche un re-settaggio del "sistema" simile a quello del pace-maker cerebrale (deep brain stimolator). Pare che anche alcuni stati meditativi profondi sembra possano avere lo stesso risultato sulla formulazione di determinati engrammi, come del resto alcuni traumi.
Mi chiedo se "la mente" in seguito possa essere in grado di presiedere a tutta la normalizzazione del livello biochimico alterato che caratterizza la patologia rachidea cronica. Mi riferisco all'acidosi o comunque a tutte quelle riduzioni della capacità tamponante basica nel sangue dove però non vi è alterazione del pH.
E' infatti assodato che il deposito dei metaboliti acidi nel connettivo e la conseguente diminuizione della concentrazione intracellulare di cationi informa poi le strutture centrali dell'anomalia, generando il dolore; quindi mi chiedo: quale dei due sistemi governa il corpo, quello macroscopico, neuro-(meccanico?cognitivo?)-cratico o quello chimico, biomolecolare, microscopico ?

Noi fisioterapisti, con i nostri trattamenti, con quale delle due intelligenze andiamo a conferire?
Chi comanda insomma? e soprattutto, quale lingua parla?
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laconix




Messaggi: 317
Professione: Fisioterapista Consulente Professionale

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Inviato: 31/03/08 Rispondi citando

buddy ha scritto:
Kandel, nei suoi studi sulle neuroscienze, ha risposto
(???)

...che abbia approfondito l'argomento siamo tutti d'accordo... che abbia risposto.... un po' meno....


Appena si sveglia "il genovese" e ti legge.... ti piazza due tallonette sotto i piedi e fa richiesta del nobel pure lui....


Riflessione, che un po' assomiglia a quella di didj...( Rolling Eyes ) su quali lombalgie potrebbe "aiutare" una visione del genere? Può essere "verosimile" nell'analisi della strutturazione delle lombalgie croniche... ma se il resto della scienza non è fantascienza.... non credo che cambiando gli engrammi "diventati fisiologici" miglioreresti le condizioni di salute di una lombalgia cronica.... (..e le retrazioni miofasciali? ...e le degenerazioni capsulo-legamentose?) se bastasse "schiacciare" i pulsanti della mente, influenzando anche le strutture che ormai non hanno più solo disfunzioni ma anche alterazioni strutturali... non darebbero .."il nobel" ...ma la vita eterna!!!

Traducendo la modificazione degli engrammi in modalità operative (che è quello che dovrebbe interessare noi fisioterapisti, anche se aspiranti neurofisiologi) ci può essere una chiave di lettura che avvalora quegli approcci propriocettivi che tu suggerisci, i quali riuscirebbero a sortire effetti dalla riprogrammazione in quei casi nei quali nessuna modificazione strutturale è incorsa ...e questo dovrebbe essere ottenuto in tempi ragionevolmente brevi... se per riprogrammare l'engramma devi fare 6 mesi di propriocettiva.... beh, preferisco altre soluzioni.
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eupecchi




Messaggi: 109
Professione: Medico - Chirurgo
Località: San Casciano Val di Pesa ( FI )
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Inviato: 31/03/08 Rispondi citando

Tutte le patologie dolorose di interesse reumatologico - ortopedico provocano una naturale deprogrammaziione dell'engramma dell'individuo che viene riprogrammato su base antalgica. Il paziente assume posizioni e contratture che gli permettano di convivere con i suoi disturbi nel modo migliore possibile. Tuttavia ciò non impedisce la creazione di una zona flogistica più o meno grande le cui afferenze midollari ( 1° neurone ) raggiungono il lemnisco mediale e di qui ( 2° neurone ) la sostanza reticolare grigia per giungere al giro del cingolo, al nucleo ventro mediale del talamo, al lobo limbico, al lobo cdell'insula ( emozioni ) ed infine ( 3° neurone ) alla corteccia dove divengono coscienti. La risposta si traduce nell' attivazione dell'asse HPA ( Ipotalamo/Ipofisi/Surrene ) con l'iperincrezione di cortisolo, adrenalina e nor adrenalina, altri neurotrasmettitori della serie serotoninergica e dopaminergica, citochine proinfiammatorie ( IL 1, IL 4, IL 5, !L 6, IL 12, TNF beta, INF alfa, etc ), proteine della fase attiva, leucotrieni, PgE 2, etc. Il risultato finale è l'esistenza di un danno centrale ( engrammatico ) associato ad uno periferico ( flogistico ).
Se le cose stanno così, compito della terapia è quello di:
1 ) Togliere la contrattura ed il dolore che, a sua volta, crea altra contrattura e, quindi, altro dolore.
2 ) Riprogrammare la postura naturale del paziente cancellando le informazioni patologiche accumulate nel sistema sub corticale del paziente.
3 ) Togliere lo stato infiammatorio locale.
Per far ciò vi è la possibilità di usare diverse metodologie. Io posso esporre il mio comportamento sottolineando che esso è solo il mio e non ha la pretesa di divenire un protocollo valido per tutte le situazioni e da applicare su ogni paziente.
1 ) tre applicazioni di diatermia capacitiva e resistiva devono essere in grado di risolvere il problema dolore.
2 ) dalla 4° seduta si comincia ad applicare un protocollo di rieducazione masso - fisio - kinesiterapica unita alla diatermia ( prevalentemente in resistivo ) al fine di cominciare la riprogrammazione del paziente. Tenete conto che rieducazione proviene dal latino re - educere, dove educere significa informare.. Quindi rieducare significa fornire al paziente delle informazioni propriocettivamente corrette tali da cancellare quelle errate accumulate nel tempo. Si tratta di lavorare sui fusi neuro muscolari e sui corpuscoli del Golgi.
3 ) contemporaneamente lavoro a livello periferico drenando i focolai infiammatori con prodotti omotossicologici adeguati e con citochine ( se vi interessa vi possso fornire i nomi dei prodotti, magari privatamente per non fare pubblicità ).
Generalmente, nel giro di 10 sedute si riesce ad ottenere l'esaurimento della prima fase. A questa segue un controllo stabilometrico e l'invio del paziente in palestra dove verrà finito di riabilitare.
In genere i risultati sono molto buoni.
Cari saluti.
Dr. Eugenio Pecchioli - Firenze
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ileopsoas




Messaggi: 185
Professione: Fisioterapista
Località: Genova
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Inviato: 31/03/08 Rispondi citando

Il Genovese si e' svegliato ........... Laughing Laughing Shocked Shocked
vi sto leggendo con molto interesse.......bravi continuate cosi...anche se avete messo un bel poì di carne al fuoco!!!!!!!.....volenti o nolenti......non se ne puo' non tenre conto....!!...prima dunque di dire la mia ....evidenzio alcuni passaggi per me significativi

Eupecchi
1 ) Togliere la contrattura ed il dolore che, a sua volta, crea altra contrattura e, quindi, altro dolore.

ci sono delle contratture stastiche ( visto che parliamo di lombalgia)..o posturali..che non producono dolore, il dolore nasce da un'alterazione di un meccanismo probabilmente mobile che per differenza di tensioni non riesce piu ad espletare le sue funzioni sia in statica che in dinamica...quale sia la causa.....e' tuttto da definire...


didjcolonna
Chi comanda insomma? e soprattutto, quale lingua parla?

Bella domanda, io aggiungerei...a quali interlocutori risponde..se amettiamo che ce ne siano diversi ma soprattutto con compiti primari...secondari etc etc-..molto potrebbe dipendere da queste risposte...

Buddy

Nella pratica, è possibile valutare tali condizioni utilizzando una pedana stabilometrica e dedicando tantissimo tempo agli esercizi propriocettivi.

esercizi propiocettivi in statica? e la propiocettiva per la muscolatura della colonna?...visto che si puo' fare con certe pedane....e' tutto un'altro controllo.....provare per credere...

Angigian
perchè la si definisce cronica?

e se fosse la NON RISOLUZIONE...di situazioni posturali sbagliate che vengono reiterate...nel corso del tempo ,vuoi da una cattiva IGIENE POSTURALE del paziente...vuoi da un processo imitativo di schema motorio che tende a riprodurre l'ultima cosa che ha mantenuto nel tempo?...

Queste sono piccole cose che leggendovi mi sono rimaste impresse...ovviamente non sono ne critiche ne sottiolineature...da chi ne sa di piu o ha la presunzione di saperne di piu ma soltanto degli spunti interessanti di u7n possibile confronto...

Appena posso ..aggiungero' il mio pensiero...sperando in qualke vostra risposta che possa arricchire le mie domande quotidiane..

Saluti
Ileopsoas
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angigian




Messaggi: 288
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 1/04/08 Rispondi citando

caro Eupecchi, sono molto contento di quanto tu affermi e pensi in merito al dolore ed alla contrattura, perchè assomigliano ai concettie che ho esposto al convegno di Firenze in merito alle lombalgie.

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