FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione
FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione
FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione
Osa essere diverso. In così tanti preferiscono essere ortodossi piuttosto che giusti.
FisioBrain

FisioBrain :: Leggi il Topic - Cartella Fisioterapica..... discutiamone
Indice   Cerca   Registrati   Login


 
Nuovo Topic  Rispondi
AR418

Amministratore



Messaggi: 116
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 15/03/08 Rispondi citando

La cartella fisioterapica è un uno strumento utile sia in chiave di prestazione professionale sia in chiave di copertura legale.
Ognuno di noi all'interno del proprio studio utlizza una cartella diversa ed adattata alle proprie esigenze lavorative.
Vorrei proporre una discussione che evidenzi le caratteristiche indispensabili ed i criteri di efficienza (facilità e rapidità di compilazione) di una buona cartella fisioterapica.

Se la dicussione prendesse la giusta, costruttiva piega potremmo arrivare a pubblicare una cartella utile un pò per tutti...... chiedo troppo?

Saluti.

....è rinunciando a giocare che si perde la partita...

Leggete le regole e la netiquette prima di postare nuovi messaggi!!!

Image
Profilo Messaggio privato HomePage
Trinity









Stato: Offline

Inviato: 15/03/08

laconix




Messaggi: 302
Professione: Fisioterapista Consulente Professionale

Stato: Offline

Inviato: 15/03/08 Rispondi citando

AR418 ha scritto:
........chiave di copertura legale........


....copertura legale in favore di chi?

Nel "penale" non conta MAI quello che tu dici (o scrivi) a tuo discapito, a tuo favore ....conta solo quello che ti "inchioda"....

Esempio n.1 (rapporto terapista-paziente): Se tu scrivi in cartella riabilitativa che avevi informato il paziente che con il suo problema sarebbe potuto, facilmente, incorrere in riacutizzazioni.... Conta solo se il paziente l'ha "firmato". ...E conta pure fino ad un certo limite, in quanto il "consenso" è una concessione "volubile", potenzialmente influenzata (viziata) da una moltitudine di fattori... per cui, quando il gioco si fa duro....avere un "consenso scritto" potrebbe non servire un granché.

Esempio n.2 (rapporto medici-terapista): Hai una bella cartellina, prestampata, elegante, condivisa dalla tua associazione di categoria... Vabbeh, la prima volta inizi pure a scriverla bene, a perderci una bella mezz'ora per compilarla (no problem se lavori nel pubblico, magari ti danno anche il premio produzione per farlo.... ma nel privato devi cominciare a farti pagare la "consulenza e valutazione riabilitativa") ....e qui entriamo nel vivo... Compili la tua bella cartellina e, preso da un attimo di distrazione, fai una bella crocetta sulla casellina "accesso diretto". Poi ...immemore della precedente crocettina, scrivi alla voce valutazione riabilitativa: "cervicalgia".....

.......auguri! Al primo controllo delle autorità competenti, potresti vederti contestare il cosiddetto "esercizio abusivo dell'arte medica" in quanto è lapalissiano (lo hai scritto tu) che hai fatto una diagnosi medica... Obiezioni? Anche se il termine cervicalgia è entrato nel linguaggio comune, lo possono usare salumieri, parrucchiere, addetti alle pompe di benzina..... ma tu No! ...se lo fai tu ....sei un Fisioterapista....e certe cose non le puoi dire.... (figuriamoci scriverle)....


Vabbeh... preso da un raptus di grafomania, tiro le conclusioni! La nostra categoria non ha ancora acquisito l'autonomia per poter scrivere e comunicare. Quando potremo fare un "certificato" allora potremo anche scrivere...
In questo momento storico, una cartella riabilitativa, può solo esserci "girata contro"....
Occorre scrivere il meno possibile..... Usate la memoria Wink

http://stores.ebay.it/Fisioterapia-Riabilitazione
Profilo Messaggio privato HomePage
AR418

Amministratore



Messaggi: 116
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 15/03/08 Rispondi citando

Citazione:
Occorre scrivere il meno possibile..... Usate la memoria

Cominciamo dalla fine. In linea di massima (dopo anni di lavoro privato) ho imparato che il non scrivere potrebbe valere come non prova e quindi giocare a nostro favore, tuttavia credo che ragionare in questi termini inchiodi la categoria alla catena dell'arte ausiliaria a vita.

Relativamente al rapporto terapista-pz è vero quello che tu dici circa il consenso informato ma è anche vero che in termini di responsabilità (accesso diretto o in prescrizione poco conta) in qualche modo devi poter dimostrare di aver preso tutte le tue belle informazioni sullo stato di salute del pz.
In caso di danno indotto è sempre un bel guaio e come fisioterapisti siamo sicuramente in balia delle onde, tuttavia in termini di giudizio un conto è essere giudicati in termini di errore ed altra cosa è essere giudicati in termini di negligenza e superficialità.

Relativamente al rapporto medici-terapisti è chiaro che nel momento in cui indichi una bella diagnosi (medica) ti sei aperto la strada verso una bella sanzione.
Tuttavia anche in questo caso le cose non sono così radicali, le tue scelte operative dovranno in qualche modo essere giustificate o no?
Tralascio la discussione circa l'esempio da te fatto sulla cervicalgia. Il fatto che indichi una malattia o una diagnosi sarebbe tutto da discutere, così come le parole discopatia, lombalgia ecc....
La cartella secondo me deve contenere indicazioni di tipo anamnestico (altro termine pericoloso diciamo raccolta dati) ma anche valutazioni di tipo funzionale. La semplice misurazione del ROM articolare non è sufficiente a giustificare la tua scelta terapeutica. Un ginocchio bloccato non necessita di semplice mobilizzazione passiva ma di un trattamento impostato sull'osservazione e sulla misurazione di parametri funzionali.
Il limite può essere la poca oggettività dei dati raccolti essendo terapista dipendenti ma questo non può essere un ostacolo visto che anche molti esami strumentali vengono utilizzati ed accreditati pur avendo lo stesso problema (ecografia).


Ho pensato di proporre questo topic consapevole del fatto che redigere una cartella sia cosa non semplice ma altrettanto indispensabile..... anche in termini statistici.

La discussione parte con il piede giusto. Emergono aspetti di cui tener conto che sono prodromici alla stesura di un progetto corretto.

PS
Farsi pagare una consulenza, se corretta, onesta e ben fatta non è mica un reato! Wink

....è rinunciando a giocare che si perde la partita...

Leggete le regole e la netiquette prima di postare nuovi messaggi!!!

Image
Profilo Messaggio privato HomePage
enry




Messaggi: 226
Professione: Fisioterapista
Località: Brescia
Stato: Offline

Inviato: 15/03/08 Rispondi citando

Partiamo dal presupposto che non essendo più un arte sanitaria ausiliaria abbiamo la ns bella responsabilità anche penali, xcui qualora un pz accede presso la mia struttura con diagnosi e prescrizione errata o non del tutto corretta il sottoscritto eseguendo
la stessa senza una valutazione iniziale del paziente potrebbe effettuare un trattamento riabilitativo che può risultare dannoso per il pz e conseguentemente essere corresponsabile del danno eventualmente cagionato al pz stesso, ne deriva che il sottoscritto seppur non autorizzato a fare diagnosi e a certificarla deve avere le nozioni neccessarie x capire se ciò che è stato diagnosticato e prescritto è corretto e nel caso ravvedesse un errore diagnostico o prescrittivo DEVE e ripeto DEVE neccessariamente comunicare attraverso la propria carta intestata con il medico prescrittore circa la propria valutazione clinica e discuterne con lo stesso altrimenti è preferibile non eseguire il trattamento prescritto.
Da ciò si evince che pur non essendo abilitati a certificare una diagnosi è neccessario essere in grado di avere la capacità critica sulla stessa.
Circa la documentazione in studio conservo il consenso informato ed i blocchi delle fatture con relativo trattamento eseguito.
Un saluto cordiale

Enry
Profilo Messaggio privato HomePage
didjcolonna




Messaggi: 168
Professione: Fisioterapista - Osteopata

Stato: Offline

Inviato: 15/03/08 Rispondi citando

Noi non facciamo diagnosi medica: non mettiamo in atto una procedura di riconduzione un fenomeno (o un gruppo di fenomeni) a una categoria, dopo averne attentamente considerato ogni aspetto,valutandone il quadro clinico ed effettuando una comparazione analogica dello stesso a quelli di malattie caratterizzate dai medesimi segni e sintomi: facciamo una valutazione funzionale.
Nel nostro lavoro è pratica comune partire da elementi osservabili per formulare degli obiettivi.
Ciò comporta una messa in evidenza dei punti forti (capacità) in rimando all’ ICF (International Classification of Functioning and Disability- 2002 ) e della messa in evidenza dei punti deboli (incapacità).

Per concludere, quando nelle mie schede uso la parola “lombalgia” mi attengo alla mera etimologia del termine (“dolore ai lombi”), e quando ravviso nella postura del paziente un’ attitudine antalgica, non faccio altro che trascrivere un aspetto comunemente osservabile.
Profilo Messaggio privato
AR418

Amministratore



Messaggi: 116
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 16/03/08 Rispondi citando

Dalla discussione emergono due aspetti che grosso modo ci trovano tutti in sintonia: 1) non possiamo (aggiungerei non vogliamo) fare diagnosi medica. 2) Effettuiamo valutazioni funzionali basate sull'evidenza dell'osservazione.
Mi trovo d'accordo con enry relativamente alla necessità di verificare sistematicamente l'opportunità di effettuare un trattamento prescritto e con didjcolonna qundo dice :
Citazione:
Per concludere, quando nelle mie schede uso la parola “lombalgia” mi attengo alla mera etimologia del termine (“dolore ai lombi”), e quando ravviso nella postura del paziente un’ attitudine antalgica, non faccio altro che trascrivere un aspetto comunemente osservabile.


Ritengo indispensabile annotare ciò che in prima seduta ho osservato anche e soprattutto per verificare i progressi ed i cambiamenti del pz.
A tale proposito sono d'accordo con l'amico Buddy quando dice che sia utile introdurre un diario giornaliero (o meglio di seduta) sul quale annotare le cose fatte e le cose riportate dal pz stesso.
Esiste un confine ben definito tra abuso della professione medica e scrupolosità lavorativa.

....è rinunciando a giocare che si perde la partita...

Leggete le regole e la netiquette prima di postare nuovi messaggi!!!

Image
Profilo Messaggio privato HomePage
Nuovo Topic  Rispondi
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum


© 2003-2007 Associazione FisioBrain - P.I. 01891040519 - +39 3336006925
Powered by PHPNuke Thanks