Intervengo perche mi sembra che eperienza sulla Diatermia (tecar) ve ne sia poca .....e che le idee siano un po confuse.......
Inanzitutto per chiarezza..la Tecarterapia e' una denominazione ,come e' stato gia' detto della ditta Unibell....da chiarire se una ditta puo' appropiarsi della parola "terapia" ..cmq....in realta' il principio..fra l'altro vecchissimo, e' quello della Diatermia e cioe' il riscaldamento dei tessuti profondi senza innalzamento della temperatura della cute e del sottocute,sfruttando il principio del condensatore dove il corpo umano rappresenta l'armatura .......grazie allo spostamento delle cariche elettriche..si attiva calore endotermico,con aumento delle trasormazioni energetiche endocellulari (adp in atp) microiperemia capillare e precapillare indotta dalla necessità di O2; aumento di permeabilità della membrana con fenomeni di degranulazione dei recettori specifici; incremento della temperatura interna nella zona controllata dall’elettrodo attivo isolato.
Vi e ' anche iperafflusso ematico; vasodilatazione; aumento del drenaggio linfatico..aumenta la permeabilitа della membrana cellulare; incrementa l’apporto di O2 e di sostanze nutritizie ed il drenaggio dei radicali liberi e delle tossine.
Questo per quello che attualmente si conosce...certo molto altro resta ancora oscuro..ad esempio la celerita' dei risultati...oppure la numerossissima capacita di applicazione....
Di diatermia ce ne sono oramai piu di una, io per esempio avevo la Tecar..della Unibell ora da quando ho conosciuto l'RTCA...e poi capenergy
ho venduto la vecchia tecar e acquistato prima una e poi l'altra.....
Eseguo sedute dal lontano 1998 e devo dire che i pro sono risultati subito evidenti...ma nel tempo le cose sono migliorate...
SEGUE SEGUE NEL PROX POST
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....non mi voglio dilungare sulla fisiologia e sulla fisica applicativa...ma vorrei parlarvi,visto che se ne parlato poco degli effetti ..dei risultati....spero che possa esservi piu' utile che varie disquisizioni prettamente tecniche...
Prima di cio' vorrei fare una premessa...generale....io mi sono innamorato di questa terapia appena conosciuta.. (amore a 1 vista?)utilizzandola, mi sono subito reso conto delle grandi possibilita' terapeutiche che nascondeva...insomma cercavo il risultato e l'ho trovato ...almeno in buona parte.....e a mia sorpresa frequentando qualke corso di aggiornamento sulla terapia mi sono reso conto che pur diversi e utilizzando la terapia in campi diversi...tutti eravamo uniti da una cosa ...IL RISULTATO.....ora la domanda e' questa ma se io nn capisco bene come funziona davvero pero' nn ha effetti collaterali e soprattutto mi da' grandi risultati...be allora perche dovrei negarmi questa terapia a priori solo perche in LETTERATURA NN C' GRANCHE'?????...scusate ma chi se ne frega.....per fare un lavoro scientifico e pubblicarlo ci vogliono migliaia di euri..e una popolazione da utilizzare e selezionare ...segretarie ...pc...etc etc......e poi diciamolo a molti medici sta terapia ...." fa paura" perche nnn prescrivono piu' farmaci...!!!!
ok...piccolo sfogo passatemelo........
RISULTATI :
tra tutte le patologie trattate...ho selezionato LE ERNIE DISCALI(sia cerv che lombari) i pazienti tutti strettamente assicurati mi hanno fornito RNM o TAC (sempre fatte dallo stesso istituto o reparto di radiologia..sempre lo stesso refertante)prima della cura (mediamente 1 mese e mezzo)e dopo la cura...
Tutti i apz sono stati trattati a secondo della patologia (lombo-sacrale o cervicale) allo stesso modo con la stessa tipologia intensita' e modalita terapeutica.....
Tutti i paz.esono stati visitati da un Neurochirurgo (o piu di uno) e tutti avevano indicazione CHIRURGICA......per la risoluzione del problema...
I pazienti presi in esame in questo modo sono stati 35 in due anni......
Di tutti 35....uno solo e' stato OPERATO....e il chirurgo ha riferito che nulla si poteva in quanto non solo vi era evidente anterolistesi ma anche un ristringimento del canale midollare....
Tutti gli altri si devono ancora operare adesso a distanza ( i primi trattati) di 2 anni...hanno ripreso attivita lavorativa e ludico sportiva quasi normale....tutti partecipano ad un corso trimestrale di ginn vertebrale....e fanno periodicamente controlli....sia Rx che clinici.....
La cosa rilevante che piu di un Radiologo ha refertato a distanza di un mese e mezzo..( ne posseggo fotocopia) una riduzione dell'ernia del 50 %
gli altri hanno constatato il miglioramento senza addurre alle cause del miglioramento stesso...o darne riferimento diretto...
Che dire questi sono i miei risultati ( tutti conprovabili...e dimostrabili) di una terapia che si e evoluta moltissimo che bisogna studiare le sue applicazioni tutti i giorni e tutte le volte che la si usa....ma che sicuramente mai nessun centro scientifico si prendera la briga di provare e testare scientificamente ..ovviamente perche una terapia...cosi nn e certo una terapia "comoda".......anzi......ma ancora una volta sono le "persone" i nostri datori di lavoro....i nostri piu grandi estimatori.....nn certo altre categorie...
Scusa ileopsoas il gruppo di controllo trattato con placebo o con altra terapia fisica dove lo mettiamo.
Non ho nulla da obbiettare sui risultati che hai ottenuto ma senza gruppo di controllo non possiamo dire se sia piu' efficace dell'effetto placebo o di altre terapie fisiche molto meno costose non ti pare.
Poi se tu mi dici che nella tua esperienza pazienti che trattavi precedentemente con altre terapie fisiche non ottenevano i risultati
che ottieni attualmente con la diatermia posso anche crederci.
Ciao
infatti Enry,grazie di avermi dato lu spunto...stavolta breve, di colmare una lacuna nn da poco...in effetti il mio lavoro nn ha mai avuto "l'ambizione " di essere un lavoro scientifico...come forse saprai, ci vuole una struttura alle spalle nn da poco...molti soldi....e io lavoro ne l privato da solo....
La mia e' stata all'inizio una semplice raccolta dati che poi si e' trasformata in una cosa un po piu seria......ma al dila' di tutto.....io in ventianni di carriera nn avevo mai ottenuto risultati altrettanto ecclatanti inma soprattutto cosi in breve tempo.....
Aggiungo che le sedute erano completate poi da tutte quelle tecniche che ritenevo oopotune..per completare una terapia su pazienti cosi sofferenti...
la mia esperienza con la diatermia capacitiva è stata, per motivi personali, indirizzata nel campo neurologico.
le patologie osteoarticolari le tratto ma, attualmente, ho focalizzato la mia attenzione sulla neurologia.
viste le positive esperienze che avevo fatto, ho pubblicato sul mio blog i risultati che ho rilevato... sono stato su qualche forum che si occupava delle patologie neurologiche, che avevo trattato con enorme soddisfazione, ed ho letto di tutto.... gente che si "cura" con farmaci che costano al S.S.N. una fortuna..che hanno un sacco di effetti collaterali e Non garantiscono nulla... trapianti di staminali all'estero per 20.000 euro che danno benefici che, per chi lavora con la diatermia, fanno sorridere...
voi, avete qualche esperienza con la Diatermia Capacitiva nel settore neurologico? ...se vi va di leggere il mio abstract di casi-trattati gradirei qualche confronto costruttivo.
un saluto
william82
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12/04/06
lanonix....io non ho mai usato questo macchinario quindi forse ti sto facendo una domanda idiota...
un paziente affetto da parkinson o sclerosi multipla non ha un problema localizzato a un solo distretto corporeo (un muscolo, un' articolazione) ma ha una disabilità generalizzata...quindi come si fa tecnicamente a usare la tecar in un paziente di questo tipo?effettui un trattamento di ogni articolazione e di ogni muscolo?
Egr. collega laconix rivolgiti al Ministero della Salute e proponi una sperimentazione con il tuo protocollo vittorio.
laconix ha scritto:
sono stato su qualche forum che si occupava delle patologie neurologiche, che avevo trattato con enorme soddisfazione, ed ho letto di tutto.... gente che si "cura" con farmaci che costano al S.S.N. una fortuna..che hanno un sacco di effetti collaterali e Non garantiscono nulla... trapianti di staminali all'estero per 20.000 euro che danno benefici che, per chi lavora con la diatermia, fanno sorridere.
Cerchiamo di essere seri utilizzare la Levodopa nei pz affetti da parkinson
o l'interferone nei pz affetti da SM ad uno come te che lavora con la diatermia fa sorridere??Ma per favore non diciamo stupidaggini!!!
non ho detto di usare la tecar....
ho detto di usare la diatermia capacitiva... sarebbe un po' complesso spiegare in due parole il come...
Prendo atto che l'utente senior mi suggerisce una "sperimentazione" al Ministero, ma... le apparecchiature per fisioterapia sono già "omologate" per l'utilizzo che ne facciamo..il fatto di trattare questa, piuttosto che quella, patologia, non cambia le carte in tavola...
Quando, leggo qui, si portano i risultati concretamente ottenuti nel trattamento dell'ernia del disco, non ci trovo niente di "non serio" e niente da dover "sperimentare" con l'avallo del Ministero...
Il Fisioterapista, ovviamente, lavora sulla funzione, ...cosa modifica il tuo atteggiamento quando parlo di funzioni nel campo neurologico?
perchè, senza voler polemizzare ma solo per capire, hai soggezione delle patologie neurologiche? Se il Fisioterapista riesce a migliorare le funzioni con la Diatermia, piuttosto che con una metodica riabilitativa..che differenza fa?
P.S. Avevo chiesto un confronto "costruttivo", fra queste possibilità non annovero i richiami ad essere "serio", soprattutto da un collega!
Posso testimoniarvi che la diatermia capcitativa e' stata usata in campo neurologico.....precisamente per esperienza diretta...ho visto una splaa di un emiplegico migliorare sensibilmente ......ho visto un recupero della sensibilita' nettamente migliore alle normali aspettative.....
Sinceramente vorrei dire 2 cose......sperando che si possa prendere spunto per una riflessione piu che per una presa di posizione....
LA FISIOTERAPIA nn sara' mai (amio parere) una SCIENZA esatta almeno fino a quando le nostre conoscenze non riveleranno cose a noi attualmente sconosciute....
LA RICERCA DEL RISULTATO deve essere il primo obbligo di un RIABILITATORE....nn importa poi se lo ottiene con una metodologia o con altro..l'importante...e NON CHIUDERSI MAI dietro a delle convenzioni stereotipate di cura....dobbiamo modellarci sulle persone nn sui trattamenti...APRIAMO la nostra mente ACCULTURIAMOCI sempre di piu' ma nn rifiutiamo MAI....il mettersi in discussione ne mettere in discussione quello ke facciamo e soprattutto seguiamo sempre una pista anche se da soli se ci crediamo
Scusa laconix ma probabilmente non ti rendi conto di ciò' che hai scritto!!
Ti fa sorridere il fatto che gente che soffre per patolgie neurologiche come il parkinson la SM uitlizzino farmaci costosi o addirittura cerchino di migliorare la loro qualità della vita sottoponendosi a trapianti di staminali, quando basterebbe rivolgersi a te e sottoporsi al protocollo vittorio, a meno che io abbia interpretato male quello che tu hai scritto, anche se sinceramente non mi sembra.
Personalmente ritengo che qualora un collega nello svolgimento della sua attività clinicoriabilitativa individuasse un metodo riabilitativo in grado di risolvere o quanto meno migliorare decisamente la qualità della vita dei pz affetti da patologie piuttosto invalidanti come quelle di tipo neurologico
da te menzionate,
abbia il dovere di porre la stessa all'attenzione del ministero della salute
in modo che la stessa sia verificata e conseguentemente possa essere messa a disposizione del SSN.
cordiali saluti
-ho letto di tutto ...gente che si "cura" con farmaci che costano al S.S.N una fortuna..che hanno un sacco di effetti collaterali e Non garantiscono nulla = attualmente, i farmaci che si danno nelle patologie neurologiche delle quali parlo, costano tanto e non garantiscono nulla, in quanto, come accade nella SM, non si cura la causa e si cerca solo di rallentarne il decorso, spesso non riuscendo a farlo; nel caso del Parkinson i farmaci vengono addirittura aumentati in quanto l'organismo si adatta ed il dosaggio diventa sempre più inadeguato...
-trapianti di staminali all'estero per 20.000 euro che danno benefici che, per chi lavora con la diatermia, fanno sorridere = i trapianti di staminali non curano la causa della SM ed a fronte di una spesa considerevole e di un intervento all'avanguardia, leggendo le esperienze dirette, si notano miglioramenti che vengono considerati importanti quando, secondo la mia esperienza, non sono così grandi perchè sono inferiori a quelli che hanno notato i pazienti che ho trattato con la Diatermia.
...un'ultima riflessione : come credi di farmi venir voglia di andare al Ministero a gridare che "il trattamento è un supporto per il miglioramento e per il mantenimento della qualità di vita dei pazienti affetti da SM" quando tu che sei un collega mi hai trattato con la stessa diffidenza dei profani?
Credo che sia normale mettere in discussione tutte le metodiche terapeutiche che, a differenza delle conoscenze attuali e delle terapie tradizionali, prospettano effetti benefici che possono essere definiti miracolosi. Questo non per una critica fine a se stessa (imputabile ad una chiusura mentale), ma per cercare di analizzare e comprendere ciò che di nuovo viene proposto. Se tale processo di revisione critica appare spesso (anche se non sempre) apparentemente più semplice nelle patologie regionali del sistema muscolo-scheletrico, diventa estremamente più complesso nelle patologie del SNC, soprattutto se a carattere cronoco-degenerativo e ad eziopatogenesi pressochè incerta.
Oggi abbiamo una buona conoscenza di quasi tutti i fenomeni neurofisiologici che caratterizzano molte delle più (purtroppo) diffuse patologie del SNC. Non tutti gli aspetti sono descritti e compresi, come dimostra la difficoltà nell'individuare una cura efficace, anche se la ricerca sta ottenendo dei buoni risultati.
Andare controtendenza a molti dati scientifici è comprensibile quando siamo di fronte a qualche cosa che possiamo definire innovativa e totalmente differente da quello che la comunità scientifica ci ha proposto e attualmente ci propone. Ma è proprio in questi casi che le nostre ricerche e le conseguenti affermazioni e prese di posizione devono essere più che mai fondate su basi solide. Basi solide costituite da presupposti anatomici, fisiologici, neurofisiologici e neurofisiopatologici. Sopra a queste basi è possibile costruire, ma utilizzando un criterio scientifico, sia nell'applicazione del metodo sia nell'analisi dei risultati e confrontare tutto questo con le ipotesi iniziali. Solo a questo punto siamo in grado (nel rispetto di noi stessi e dei colleghi, ma, prima di tutto, nel rispetto delle persone affette da gravi patologie invalidanti) di utilizzare e pubblicizzare una nuova terapia.
Ho letto con attenzione l'articolo nel blog che hai indicato. Sono attratto da tutto quello che non conosco. Ma, se permetti, sono troppi e troppo importanti gli aspetti criticabili. Per prima cosa non riesco a comprendere come si svolga il trattamento, che strumentazione sia utilizzata, con quali modalità, se personalizzato rispetto alla persona, chi ha effettuato una valutazione iniziale e chi quella finale. Naturalmente tralasciando tutti i criteri e le regole da adottare per effettuare uno studio che abbia almeno l'apparenza di scientificità.
La mancanza di un follow-up (sempre sottolineando la mancanza di scientificità) è fondamentale: quanto durano i benefici? Se, come tu stesso riferisci, i miglioramenti sono proporzionali al numero di sedute, perchè un soggetto con una patologia cronica ed inevitabilmente invalidante e degenerativa dovrebbe interrompere il protocollo da voi proposto?
Altro aspetto fondamentale: parkinson e SM hanno segni oggettivabili della patologia e dell'aggravamento della stessa e, grazie alle attuali tecnologie, tali segni sono monitorizzabili nel tempo. Perchè allora nessuno di questi è stato utilizzato come segno indiscutibile del miglioramento? Nessun esame strumentale, nessun esame clinico. Se permetti le valutazioni isocinetiche sono state abbandonate da almeno 15 anni perchè con un minimo di buon senso è facilmente comprensiile come sia impossibile con esse effettuare una valutazione funzionale. Nessuno però può mettere in discussione i cambiamenti riscontraili con un confronto ad esempio di due risonanze magnetiche dello stesso distretto cerebrale. Tu stesso dici che la funzione può influenzare la struttura. Effettua un esame strumentale prima e dopo il trattamento, o nel follow-up, e verifichiamo se effettivamente la struttura ha subito dei cambiamenti.
Tutto questo per una critica costruttiva. Per carità, anche quello che ho scritto può essere criticato. Ma se pretendiamo che qualcuno ci ascolti dobbiamo essere seri e precisi (oltre che onesti). Dobbiamo presentare dati e dati. Essere scientifici. Basare le nostre parole su prove e risultati che non siano criticabili. Fino a quel punto è meglio stare in silenzio e continuare a ragionare e studiare, per non mostrare agli altri solo effimere illusioni, per non cadere nel ridicolo, per non aumentare la mancanza di scientificità che purtroppo perseguita la nostra categoria.
Con tutto il rispetto.
Saluti
Samuele Passigli
"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"
rispondo:
-effettivamente, notando che i benefici aumentano con il numero di sedute, i pazienti hanno una sorta di "dipendenza" dal trattamento...
-quelli che interrompono il trattamento, fino ad ora, hanno grosse difficoltà logistiche... per esempio, vengono dall'estero
-i riscontri con la RMN li auspico ma, come tu sai, e come ho scritto nell'ultimo paragrafo del blog, nella SM, che è la patologia che ho approfondito maggiormente, le Remissioni sono spesso accreditate all'andamento "fisiologico" della patologia, difficilmente se ne darà merito alla Fisioterapia, anche se i riscontri fossero oggettivi..
-riguardo alla teconologia utilizzata è un'apparecchiatura per Diatermia Capacitiva con la possibilità di applicazioni ad elettrodi fissi (in commercio ce ne sono solo due, non è difficile scovarle)
-riguardo al metodo, fino ad ora ho codificato 104 "combinazioni" base, ed è obiettivamente complesso riassumerne tutte le variabili...
-in rete cercavo esperienze di colleghi che avessero, empiricamente, tratto conclusioni analoghe... sembra non ce ne siano
...visto che da più parti mi si invita a tenermi questa "intuizione" per me perchè non sufficentemente suffragata da tutte le prove del 9 che si addicono ad uno studio con i controfiocchi... beh, accolgo l'invito.
...un laconico saluto
william82
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13/04/06
si...ma in paziente con SM o parkinson, questi elettrodi fissi dove li metti???
posso capire + o - se parliamo della spalla di un emiplegico ma proprio non riesco a comprendere il resto
elle
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Inviato:
13/04/06
Salve a tutti!
Personalmente non conosco questa apparecchiatura (nemmeno ho idea di come sia fatta....) e sempre personalmente non utilizzo le terapie fisiche in genere..
Questo essenzialmente per due motivi:la mancanza di riscontri e dati scientifici sulla loro reale validità(quando addirittura evidenze che mostrano la loro inefficacia) e per la personalissima idea che trasformino il fisioterapista a mero applicatore,strumento di applicazione di una cura ma non parte attiva della stessa (insomma con apposito training anche mia nonna sa applicarle....).
Preferisco fare da me,utilizzare mani e cervello.
A questo si può obbiettare che,se esiste un apparecchio che dà grandi risultati,perchè non usarlo..Perchè non ne capisco il reale meccanismo di azione,quindi no buono!
Con ciò non biasimo chi la pensa diversamente ma non mi piace molto l'atteggiamento miracolistico (già di per sè indice di scarsa potenzialità).
Mi spiace dover ribadire il concetto che siamo letti anche dai diretti interessati (pazienti) che hanno fiducia nelle nostre affermazioni e non vanno quindi confusi o disillusi. Intendo che è inaccettabile un discorso inerente la farmacologia contrapposto alle potenzialità di un apparecchio.
Non so che esperienza abbia sul morbo di Parkinson chi scrive in merito,ma dubito che la macchinetta in questione possa sostituirsi ad un farmaco che ha un'azione sistemica,che controlla diversi segni e sintomi e che,certamente presenta delle complicanze e delle problematiche a lungo termine ma che garantisce a queste persone una buona qualità di vita e dignità. Se poi in tal senso vogliamo approfondire sulla molecola,la farmacocinetica e l'emivita dello stesso io ci stò,perchè suppongo che il collega ne sappia abbastanza in merito.
Sulla sclerosi multipla non ho nemmeno la forza di controbattere.
La neurologia e le sue patologie sono un campo complesso,delicato e difficile,ho letto,con molto interesse le spiegazioni tecniche di ileopsoas (grazie) e dubito fortemente che la suddetta macchinetta o un principio diatermico possano interagire con sofisticati processi neurali. La spalla dell'emiplegico migliora nella sua componente osteoarticolare magari,ma lo stesso può essere ottenuto manualmente da un terapista esperto (più di me).
Usiamo il cervello ma non dimentichiamoci di usare anche le mani.
Ciao
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