FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione
FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione
FisioBrain - Portale di Fisioterapia e Riabilitazione
Osa essere diverso. In così tanti preferiscono essere ortodossi piuttosto che giusti.
FisioBrain

FisioBrain :: Leggi il Topic - Quattro chiacchiere sulla professione
Indice   Cerca   Registrati   Login


 
Nuovo Topic  Rispondi
Rugo

Staff



Messaggi: 221
Professione: Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva

Stato: Offline

Inviato: 24/05/05 Rispondi citando

Certo Talamo, fastidio a chi si trova per forza in una posizione subordinata e che in modo frustrante spesso deve accettare "ordini" impartiti "dall'alto". testata
E' sempre meglio mettersi in discussione, sia come medici, come terapisti e come pazienti.
Occorre però dire che tante volte anche la posizione subordinata a qualcuno può fare comdo, assumendosi meno responsabilità sull'operato finale ma pretendendo i meriti in caso di successo.
Attenzione Exclamation Non voglio certo generalizzare, non è sempre così, ma quando succede è sicuramente sgradevole e svantaggioso per tutti.
Non mi pare poi che a livello legislativo ci sia confusione con l'introduzione di nuove figure specializzate ma sicuramente come da ogni mondo qualcuno ne trae beneficio e potere...
Ciao Shocked
Profilo Messaggio privato HomePage
Trinity









Stato: Offline

Inviato: 24/05/05

mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
Stato: Offline

Inviato: 25/05/05 Rispondi citando

Mi piacerebbe che si inserissero in questa discussione proprio quei colleghi che lavorano nelle strutture, sia pubbliche che private-convenzionate, per capire meglio sia come operano i fisiatri, sia cosa pensano della loro condizione di pseudo-manovalanza (e se poi è realmente così) e di quel raggiunto stato di autonomia professionale (di cui ho trascritto alcuni stralci) il cui manifesto ho trovato nel sito AIFI.
Insomma al di là delle numerose figure professionali che sono nate (e ci mancavano anche i bagnini-fisioterapisti), senza fare del vittimismo, riusciremo a farci conoscere dalla gente e a farci valere nell'ambiente sanitario?
Ciao


Ultima modifica di mancini il 22/06/05, modificato 1 volta in totale
Profilo Messaggio privato HomePage
talamo




Messaggi: 117
Professione: Fisioterapista
Località: Botticino (BS)
Stato: Offline

Inviato: 25/05/05 Rispondi citando

ciao mancini, rieccomi, io lavoro in una RSA piccola della provincia di BS; 35 ospiti, quasi tutti autonomi tranne cinque allettati,struttura gestita da religiose, quindi tutto preciso, ordinato e rigore professionale preteso da tutti.
Il mio rapporto con il fisiatra?Nelle RSA si parla di consulenza, quindi il fisiatra ogni 15 gg viene a visitare le ospiti che io, o gli altri operatori( è un'ottima equipe) gli segnaliamo, e prescrive cicli di T.F. o conferma il lavoro che sto facendo.
Pur rispettandolo molto, come dott e persona, posso dire che fa tutto e niente, nel senso che data la ns autonomia professionale e le nostre referenze accademiche ed ECM, potremmo cavarcela con il ns cervello ma è obbligatoria la consulenza fisiatrica( il potere logora chi non lo ha!!!!!).questa è la mia esperienza e le mie opinioni condivise e non da tanti, ho riaperto la discussione.
Profilo Messaggio privato
zenone




Messaggi: 117


Stato: Offline

Inviato: 20/06/05 Rispondi citando

Ciao a tutti lavoro come libero professionista da 16 anni in un poliambulatorio privato, siamo in sei fisioterapisti e 1 scienze motorie. Collaboriamo esclusivamente con ortopedici, il fisiatra nel libero mercato è solo una spesa in più per il paziente (anche nel pubblico, ma per la comunità), questa figura è presente ma gli facciamo fare solo le visite assicurative per i colpi di frusta.
Non credo nella collaborazione con questa figura poichè i nostri territori di competenza si sovrappongono,qualcuno potrebbe dire che ci sono dei fisiatri bravi, ma ci sono anche dei bravi fisioterapisti e quindi saremo punto a capo, in sintesi anche se qualche buonista politicamente corretto avrà qualcosa da dire il fisiatra in sè è la negazione della nostra autonomia e quindi è da combattere.
La maggior parte dei miei pazienti hanno l'accesso diretto, quindi procedo ad una diagnosi funzionale. Se ho un dubbio diagnostico o se la patologia è francamente chirurgica lo invio all'ortopedico, invece se il quadro clinico mi è chiaro e ritengo opportuno un trattamento conservativo procedo autonomamente.
E' facile collaborare con gli ortopedici perchè non c'è un conflitto di competenze e quindi non si sentono sminuiti dalla nostra autonomia.
La nostra professione è giovane e tutto sommato il livello medio del fisioterapista italiano...... (apriti cielo, il solito arrogante), è scontato quindi che l'onere della prova della nostra professionalità sia a carico nostro. Quando uno è laureato in medicina è scontato che "sappia", per noi invece è una battaglia quotidiana sia con i medici che con i pazienti, anche se adesso siamo dottori.
Noi abbiamo una incredibile capacità di piangersi addosso, per lavoro incontro numerosi terapisti e le lamentele , soprattutto nel pubblico o nel privato convenzionato sono sempre le stesse. Ma scusate se il fisiatra di turno vi fa fare 8 ore di ultrasuoni al giorno perchè non gli sbattete in faccia un pò di letteratura scientifica che dimostra la sua inefficacia? perchè non gli dimostrate che intervenendo in modo diverso si possono ottenere migliori risultati? perchè non usate delle scale di valutazione funzionale per dimostrare l'efficacia/inefficacia del trattamento?
La nostra libertà professionale è una lenta conquista che si basa sulla conoscenza, senza di essa saremo dei tecnici e quindi subalterni. Ciao




P.S. Il nome del sito "fisiobrain" sembra indicare come professione di riferimento la fisioterapia, non capisco cosa centri la fotografia di Still (oppure cambiate autore periodicamente?).
Sceglierei un autore meno "di parte".

P.S.S. Come si fà a mettere la figurina (avatar?!?)?
Profilo Messaggio privato
Aryka




Messaggi: 99
Professione: Fisioterapista
Località: Collegno (TO)
Stato: Offline

Inviato: 21/06/05 Rispondi citando

Ciao Zenone, innanzitutto per mettere l'avatar vai su account e poi su cambia info e trovi tutto!! Laughing
Sono in parte d'accordo su quanto hai scritto, soprattutto per quanto riguarda la nostra preparazione che è l'unica arma utile per far valere le nostre competenze di fronte ad altri professionisti (ed includo tutta la categoria sanitaria se me lo permetti). Ma non tutte le realtà sono uguali: Sad io ho lavorato per 6 anni in una clinica riabilitativa convenzionata e da 5 anni anni lavoro in ospedale dove il rapporto con i fisiatri è discreto, nel senso che abbiamo una sufficiente libertà di gestione per quanto riguarda l'impostazione del trattamento e la scelta di quest'ultimo (ho alle spalle 5 anni di osteopatia e anche se non mi danno prescrizioni specifiche posso scegliere se approcciarmi al paziente in modo osteopatico o meno). Al contrario da alcuni ortopedici siamo considerati poco o meglio, dopo la dimissione, i pazienti operati nel reparto di ortopedia dove facciamo consulenza giornaliera non vengono inviati a noi se non in casi estremi. Mi spiego: dopo un'artroprotesi d'anca per esempio viene suggerito al paziente di andare a casa e camminare tanto ma non di affidarsi al terapista per continuare la riabilitazione tramite il nostro servizio, cosa che invece in molti casi sarebbe di grande utilità al fine di "togliere" tutte quelle posture scorrette pre-intervento causate dal dolore.
Non ho una grande simpatia per la categoria fisiatrica, nè credo che tutti gli ortopedici siano uguali, ma non penso che ci siano categorie da "combattere" come hai detto tu. Si creerebbero troppi conflitti! testata
Credo che l'unica arma a disposizione sia quella di aggiornarci sempre di più in modo da avere un nostro bagaglio di esperienze e una dialettica che ci permetta di far valere le nostre ragioni. Il cammino è sicuramente lungo e faticoso, ma io almeno sento di avere ancora tante cartucce da sparare! Wink
A presto
Aryka
Profilo Messaggio privato HomePage
buddy

Amministratore



Messaggi: 1595
Professione: Fisioterapista
Località: Etere
Stato: Offline

Inviato: 21/06/05 Rispondi citando

Ciao a tutti, ciao zenone,ciao akyra.
La professione di riferimento del sito è la fisioterapia per il semplice motivo che FisioBrain è stato creato da un gruppo di fisioterapisti. Ma l'ambizione è di creare un punto d'incontro per tutte quelle professioni che, per un motivo o per un altro, svolgono un lavoro inerente la riabilitazione. Per questo chiunque può esprimere la propria opinione in questo portale, sia esso fisioterapista, massofisioterapista, laureato in scienze motorie, diplomato isef, infermiere, medico o semplice interessato all'argomento (e mi perdoni chiunque non appartiene ad una disciplina non citata, ma l'elenco sarebbe troppo lungo). Mi piacerebbe la sera accendere il PC, guardare FisioBrain e andare a letto con un nuovo spunto per il mio lavoro, un nuovo argomento da approfondire, un nuovo confronto da affrontare. Quindi a tal proposito non mi interessa sapere per prima cosa che professione svolge chi scrive un messaggio nel forum, ma cosa ciò che ha scritto può dare in positivo alla mia crescita personale e professionale; in secondo luogo sarei anche contento di sapere la categoria di appartenenza dell'autore del messaggio, ma questo solo più per curiosità personale e per un eventuale confronto di idee tra professioni differenti.
Perchè Still? Perchè studiando Osteopatia ho iniziato ad ammirare e stimare questo personaggio interessante e a volte un po strambo. Credo che il suo contributo alla riabilitazione sia importante. L'idea iniziale era di proporre una rotazione di citazioni e/o di foto, ma il tempo e la fantasia sono venute meno. Ogni proposta è quindi ben accetta.
Zenone, sono d'accordo con quello che hai scritto; non so se ci credi o meno, ma se invece di zenone leggevo buddy come autore, potevo pensare di aver scritto io quel messaggio. Però lo avrei scritto sotto l'impeto della passione per il mio lavoro e con la rabbia di vivere situazioni lavorative totalmente all'opposto di ciò che credo essere la fisioterapia. La verità forse non è mai bianco o nero, magari è anche vero che non sta mai nel mezzo, però sicuramente si può spostare da un estremo ad un altro. Noi fisioterapisti siamo molto ambiziosi, ma troppo presuntuosi. Abbiamo passato anni, e sicuramente ne passeremo ancora, a far una guerra che io definirei la guerra dei poveri. Ci siamo scannati con i diplomati isef prima, con i laureati in scienze motorie poi, senza tralasciare i massofisioterapisti e tutte le altre categorie che a nostro avviso esistevano solo per rubarci il lavoro. Non abbiamo mai avuto il coraggio però di guardare in alto, di guardare a chi questa guerra poteva far comodo, di capire perchè esistono interessi così grandi da far si che uno stato non sia mai stato in grado di emanare leggi chiare, comprensive e definitive riguardo la nostra professione. Forse non abbiamo avuto il coraggio o forse eravamo semplicemente occupati a terminare la giornata lavorativa tra una tens, un ultrasuono o una ionoforesi, pensando a quanti pazienti avremmo potuto trattare a domicilio, naturalmente "a nero", in quei pomeriggi.
Saluti

Samuele Passigli

Image

"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

Image
Profilo Messaggio privato HomePage Skype
zenone




Messaggi: 117


Stato: Offline

Inviato: 21/06/05 Rispondi citando

Ciao a tutti, anch'io ho molte cartuccie da sparare (indovinate a chi?), mi irrita solo l'idea che la mia libertà professionale mi sia concessa per loro volontà.
A parte la battutaccia, sono fisoterapista (dottore WOW!!!) e fra i vari corsi ho fatto osteopatia.
L'unica categoria oggetto dei miei strali è quella dei fisiatri, gli ortopedici o collaborano o se ne infischiano e quindi non sono un problema.
Categoria a parte sono gli ISEF che ritengo siano molto utili al nostro lavoro e viceversa l'importante è non sovrapporci.
Un bravo professionista conosce i suoi limiti, è raro trovare un terapista che conosca la metodologia di allenamento, noi possiamo dire che bisogna rinforzare un determinato muscolo ma come non lo sappiamo. Mi ricordo quando proponevo gli esercizi al paziente "inventavo" le serie e le ripetute (per non parlare dei carichi) come dare i numeri al lotto.
Non scambiate il mio orgoglio professionale con l'arroganza.
L'anonimato ti permette di estremizzare le proprie posizione e di giocarci.
D'accordo con buddy sopprattutto per l'ultimo concetto.

Grazie delle informazioni.ciao
Profilo Messaggio privato
talamo




Messaggi: 117
Professione: Fisioterapista
Località: Botticino (BS)
Stato: Offline

Inviato: 22/06/05 Rispondi citando

ciao a tutti noi siamo molto ambiziosi e non sicuramente arroganti, e il fatto di essere qui è la conferma che amiamo il nostro lavoro e vogliamo migliorarlo, almeno discuterne perchè ci sono tanti colleghi a cui, per una miriade di motivi, sta bene così.noi possiamo passare i mesi a parlarne ma se al governo non abbiamo rappresentanti tutto va buttato; vi siete mai chiesti al parlamento quanti fisio o infermieri o ostetriche ci sono? e al contrario quanti dottori, professori e primari che essendo dottori conoscono o così dicono le realtà sanitarie e si aumentano lo stipendio solo a loro?
Qui qualcuno mi censura ciao alla prossima.
Profilo Messaggio privato
mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
Stato: Offline

Inviato: 28/06/05 Rispondi citando

Ciao colleghi
Credo che non sia un problema di presunzione, il mio cercare di avere una identità specifica all'interno del mondo della rieducazione e difendendola. Poi sicuramente ci sono mille e una motivazione. Vogliamo ad esempio parlare della pianificazione che si è fatta in questi anni tra massaggiatori, isef, massaggiatori shatzu, massoterapisti non vedenti, fisioterapisti diventati tali anche con corsi di un anno, creando un gran caos nella mente dei pazienti e in buona parte della classe medica? Poi, vai a spiegare ad un paziente che non sei una massaggiatrice, ma che la rieducazione è un'altra cosa, non migliore o peggiore, ma un'altra cosa.
Ho un profondo rispetto per tutte le categorie che ho nominato, credetemi, ma credo che ognuno di noi ha un ruolo preciso e come tale va rispettato, nella propria professionalità.
Quindi non presunzione, ma correttezza nel considerare ognuno il proprio ruolo, svolgendolo sicuramente nel miglior modo possibile e ognuno di noi apportando qualcosa al mondo della rieducazione o riabilitazione o recupero funzionale che dir si voglia, e collaborando magari con le proprie competenze.
Non è quindi una sterile e incomprensibile lotta con le altre categorie, ma un bisogno di essere considerati come fisioterapisti professionisti, ripeto con differenti competenze dai massaggiatori, isef etc. etc.
Poi certo (e quì so di lanciare una provocazione) il mercato e il meccanismo economico a volte si fanno in quattro per complicare di più le situazioni......parliamo ad esempio della ginnastica posturale? E' nata individuale eseguita dal fisioterapista....è arrivata ad essere collettiva nelle palestre di fitness....e il metodo Pilates???? Semplicemente si "cavalca la tigre", si segue la "moda". E' poi chiaro il caos nella mente dei pazienti.
(poco chiara come sempre, eh?)
Ciao
Profilo Messaggio privato HomePage
chris

Staff



Messaggi: 161
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
Stato: Offline

Inviato: 28/09/05 Rispondi citando

Grazie Mancini per aver tirato fuori questo topic passato inosservato.
L' argomento che trattiamo in maniera molto calorosa mi sembra riassumibile in una parola come" identità e dignità professionale".
Anche io ho lavorato in una RSA e in centri convenzionati ed ora lavoro nel mio studio come libero professionista.
Realtà completamente diverse e sensazioni diametralmente opposte.
Nel primo caso riuscire a far emergere la propria professionalità è molto faticoso e i conflitti con i medici all' ordine del giorno.
In materia di riabilitazione tutti si sentono di dare disposizioni, magari poter parlare con un fisiatra.
Ho discusso di protocolli con ortopedici, geriatri, medici di base, angiologi, e perfino una dipendente dell' amministrazione (cosa che mi è costato il posto perchè era la sorella del capo, che era un biologo).
Ora siamo all'assurdo amici ortopedici che mi chiedono "ma a questa che gli prescrivo ???"
Il punto cardine è nel far crescere una coscienza riabilitativa, quando con anni di tens,jono,ecc. abbiamo arrichito i nostri padroni e buttato alle ortiche la nostra dignità con terapie inutili.
E' innegabile che per anni sulla fisioterapia convenzionata si sono buttati squali senza scrupoli, con l' intento di far più soldi possibili.
Ora dobbiami far capire ai pazienti che possono ancora fidarsi di noi e ai medici che oltre alle mani c'è un cervello.
Con affetto. chris
Profilo Messaggio privato Skype
mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
Stato: Offline

Inviato: 6/10/05 Rispondi citando

Allora...niente vittimismi (sono fuori luogo e sicuramente poco professionali). Invece preparazione e sicuramente scientificità in quello che facciamo, anche se poi è terribilmente difficile farla combaciare con l'aspetto personale ed "unico" di ogni paziente. Quindi protocolli e statistiche alla mano sì, ma con duemila variabili umane.
Sarà anche questo che a volte crea confusione sui nostri ruoli?
La variabile umana è la costante che in fondo, a rileggerli, esce da ogni discussione di metodo e approccio fatta in questo sito.
Ed è proprio l'unicità del paziente (ed anche le caratteristiche personali del terapista e le sue esperienze lavorative vissute) che non ci permette, se non a grandi linee, di stigmatizzare un tipo di trattamento specifico per ogni patologia creando confusione poi sul nostro operato e sul nostro ruolo?
Mi spiego meglio (forse)....davanti ad una contrattura un medico ha una unica soluzione, un miorilassante. Noi invece abbiamo duemila metodi di trattamento, che non devono dimenticare però anche la possibile componente psichica che a quella situazione ha portato, non per trattarla (ci penserà chi di dovere), ma per provare ad insegnare al paziente a non "scaricare" in quel distretto ( e magari lavorare anche sulla respirazione).
Rimango sempre però della convinzione che la preparazione, la scientificità e la ricerca del miglior programma terapeutico, sono la nostra unica e giusta arma per circoscrivere e far conoscere meglio il nostro raggio d'azione e le nostre competenze.
Profilo Messaggio privato HomePage
mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
Stato: Offline

Inviato: 22/11/05 Rispondi citando

Ora vi pongo un altro quesito, e questa volta proprio da libero-professionista, quale sono.
Svolgendo appunto la professione privata, mi trovo spesso di fronte a pazienti con esiti di patologie neuromotorie, o con patologie neurologiche degenerative.
Spesso, in questi casi, noi privati siamo il passaggio momentaneo, prima del ricovero nella struttura convenzionata di riabilitazione, o tra un ricovero e l’altro. Che caos, per noi e per il paziente! Anche perché normalmente tra colleghi non ci si parla, nel senso che non ci si passa le valutazioni e le informazioni sul lavoro fatto e sulle metodologie applicate.
E’ chiaro e comprensibilissimo che la scelta del ricovero nella struttura pubblica è dettata il più delle volte da motivi di tipo economico e logistico per la famiglia. Dicevo…più che comprensibile.
Ma si crea un’ulteriore situazione dissonante e a volte difficile da gestire. Diventa quasi impossibile fare un programma di trattamento e porsi i famosi obiettivi da raggiungere, anche perché non abbiamo idea di quanto durerà il nostro incarico.
Insomma una situazione di tappabuchi, che rende complicato il rapportarsi con il paziente e la programmazione del lavoro. Mi viene da pensare che probabilmente il tutto sarebbe più semplice se potessimo comunicare con il collega che si occuperà del paziente dopo di noi, o che se ne è occupato prima di noi, integrando le informazioni e impressioni reciproche.
Tutto questo se smettesse di esistere la “rivalità”(?) tra lavoratori pubblici e privati. Anzi, più che rivalità lo chiamerei snobismo reciproco, che nulla giova al paziente e alla categoria.
Serpeggia il sottile “sentire” (smentitemi se la mia impressione è errata), che il lavoratore pubblico o è più preparato (perché continuamente formato anche dalla struttura dove lavora), o lavora con distacco perché ha il mensile assicurato, e che quello privato si muove soltanto per motivi economici. E’ chiaro che la situazione in cui si trova il libero-professionista, è sicuramente e necessariamente legata all’introito economico per far fronte alle spese di gestione e ai costi della stessa preparazione, ma questo non vuol dire che il denaro sia la sua motivazione lavorativa. Così come è chiaro che i colleghi nella struttura pubblica non si “lasciano vivere” contando comunque, sul mensile assicurato. Senza parlare della preparazione che non dipende dal luogo dove si lavora ma da come si vuole lavorare, in ambedue i casi.
Insomma…luoghi comuni, che rischiano di alterare la qualità dei rapporti tra colleghi e la qualità del nostro lavoro, oltre ad allontanare quel “sogno” (di cui spesso abbiamo parlato nelle nostre discussioni) di un lavoro che ha come unico obiettivo il benessere del paziente.
Mi farebbe piacere se questa discussione potesse diventare anche luogo di confronto e discussione tra colleghi pubblici e privati, per uscire finalmente dai preconcetti o comunque per discuterne.
Profilo Messaggio privato HomePage
talamo




Messaggi: 117
Professione: Fisioterapista
Località: Botticino (BS)
Stato: Offline

Inviato: 22/11/05 Rispondi citando

ciao mancini,questa volta non sono completamente d'accordo con te....
è vero che tra pubblico e libero professionista la gestione del lavoro cambia,nr di ore maggiore per noi liberi p. perchè non siamo sempre sicuri di domano quanto lavoro avremo e visto che le tasse sono tante,però questo è un discorso puramente economico che penso e spero non debba interessare la professionalità e la preparazione di ogni fisioterapista e nemmeno il luogo di lavoro non deve eseere una causa di scarso rendimento: mi spiego meglio, io lavoro come libero p. in una RSA e molti colleghi mi dicono che non faccio il fisio ma attacco macchinette e faccio ginnastica di gruppo , e poi dicono che è un lavoro piatto non cambia mai niente perchè i pz sono sempre stabili e sono anziani quindi vista l'età le possibilità di recupero sono ridotte. in parte è vero ma provate a ragionare in questo modo: pz emiplegico anziano con artrosi o protesi al ginocchio, quanti mesi o ricoveri occorrerebbero per avere dei risultati? io li non ho limiti di tempo di dimissione posso stendere degli obiettivi anche a lungo termine e questo è un vantaggio.
Poi non è vero che essendo in una RSA non mi specializzo da buon fisio ho fatto corsi di terapia manuale, Bobath e manipolazione del sistema nervoso perchè le problematiche per un pz anziano sono tante e non è vero che si lavora con superficialità
Devo lavorare ho masso abbastanza carne al fuoco?a dopo
Profilo Messaggio privato
AR418

Amministratore



Messaggi: 129
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 23/11/05 Rispondi citando

Cara Mancini,
come sempre i tuoi messaggi sono stimolanti e non scontati.
Trovo utile ed interessante un dibattito legato alla condotta quotidiana della libera professione.
Oggi si fa un gran parlare della medicina (o riabilitazione) basata sulle evidenze, a me non basta.
Scusate l’eresia ma credo che si stia trascurando il potenziale della medicina (o riabilitazione) basata sulle esperienze.
Non vorrei essere frainteso, io non auspico una prova di efficacia basata sul consiglio del collega esperto, dico solo che ciascuno di noi, quotidianamente, ha piccole intuizioni di tipo teorico e pratico che potrebbero essere discusse ed eventualmente approfondite in opportuni confronti, proprio come stiamo facendo in questo momento.

Prendo atto del fatto che nel sottobosco (libero)-professionale esistono intelligenze brillanti che sono spesso umiliate dall’ arroganza di medici ignoranti, arroccati su posizioni legate a logiche non culturali ma di potere.
Anch’io come molti colleghi ho lavorato (sottopagato) in centri (catene di montaggio) in cui il fisioterapista è un alienato ed il paziente un pollo da spennare, dove non esiste valutazione se non nella lettura della solita prescrizione di massaggio e macchinetta.

La mia esperienza è fatta di sacrifici economici e di tempo rubato agli affetti per arricchire le mie conoscenze professionali.
Conosco i miei limiti ( e non è poco) avevo la necessità e l’ obbligo morale di non sentirmi a disagio ed inadeguato di fronte al pz., oggi non risolvo tutti i casi che tratto ma possiedo diverse chiavi di lettura del problema.
Credo che quando (se) si sceglie di lavorare in proprio lo si fa spinti dal desiderio di non sentirsi manovalanza e di dimostrare il possesso di un cervello.

A volte intrattenere relazioni (indispensabili) con “certa” classe medica è frustrante altre volte (rare) stimolante; e allora che fare? Credere in quello che si fa ed andare avanti seguendo il precetto di “ non nuocere”.

Ammetto che da libero professionista spesso mi sento solo, circondato da abusivi più o meno dichiarati ( scienze motorie, bancari shatzu, tecnici del massaggio ecc…) e spesso tollerati anche da colleghi imboscati nel calduccio del posto fisso di Stato.
Tuttavia ad oggi il problema che più ricorrentemente mi balena alla mente è legato al poco tempo che riesco a dedicare alla mia famiglia, anzi se qualche collega avesse qualche suggerimento in merito alla gestione del tempo libero sarei felice di leggerlo.

Scusate per la prolissità.
Profilo Messaggio privato HomePage
elle

Amministratore



Messaggi: 166
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 24/11/05 Rispondi citando

Credo che il problema sollevato riguardante l'incomunicabilità tra colleghi non sia purtroppo da ricollegarsi solo nello "scontro" tra pubblico e libero professionista...
A me capita a volte di passare,per motivi logistici del paziente o altro, ad altro collega un mio assistito, magari dopo un percorso riabilitativo già impostato e portato avanti..Deontologicamente mi sento di dover fornire al collega tutte le informazioni in mio possesso,valutazioni,cose fatte etc. ebbene,quasi sempre mi son vista sbattere la porta in faccia. Intendo dire che l'interlocutore,a cui sono stati forniti tutti i miei recapiti, a cui ho scritto a tal proposito via mail,non si degna nemmeno di rispondere,non gliene può fregar di meno, prende il paziente e ricomincia tutto daccapo, con ovvie conseguenze sul buon esito del recupero...
Alcuni pazienti,da me ovviamente seguiti a debita distanza riferiscono che il collega ha un atteggiamento del tipo "e qui comando io! Faccio le mie valutazioni e decido come impostare il trattamento". Ma che senso ha? I pazienti non sono deficienti, non la prendono bene...
La diffidenza che serpeggia è davvero desolante,quando si lavora coi paraocchi e si crede di essere i depositari della scienza,non condividere con i colleghi, non accettare punti di vista, esperienze, consigli denota a parer mio grande insicurezza e poca intelligienza.
Quasi che farsi passare delle consegne sia come svilirsi,portare avanti un percorso riabilitativo impostato da altri dichiarare incapacità....
E se tra liberi professionisti è così figurati poi nel dorato mondo del pubblico,pecchiamo di sindrome di onnipotenza colleghi,ogniuno ritiene il proprio modo di valutare e impostare un programma il migliore, quello che fanno gli altri nemmeno lo guardano, le mie lettere di presentazione temo vengano cestinate senza nemmeno aprirle....
Io non sono dio, però magari una continuità assistenziale sarebbe il caso di tentare di darla,fare uno sforzo per portare avanti un percorso del paziente..perchè E' del paziente il programma riabilitativo, non nostro.

Altrimenti finiamo come quei medici che, preso in carico un paziente, gli cambiano tutta la terapia solo perchè loro sono abituati ad usare quei farmaci...........

Leggete le regole e la netiquette prima di postare nuovi messaggi!!!

Image
Profilo Messaggio privato HomePage
Nuovo Topic  Rispondi
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum


© 2003-2008 Associazione FisioBrain - P.I. 01891040519
Powered by PHPNuke Thanks