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Osa essere diverso. In così tanti preferiscono essere ortodossi piuttosto che giusti.
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mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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Inviato: 24/06/04 Rispondi citando

Vorrei proporre a quei colleghi che come me praticano la libera professione, un momento di incontro e riflessione sulle difficoltà e situazioni che quotidianamente ci troviamo a vivere e gestire in "quasi" totale solitudine. Mi riferisco sia al rapporto terapeutico e personale con il paziente, che ai rapporti con le istituzioni e la quasi mai collaborante classe medica. Parliamone!
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Trinity









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Inviato: 24/06/04

buddy

Amministratore



Messaggi: 1595
Professione: Fisioterapista
Località: Etere
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Inviato: 25/06/04 Rispondi citando

Sono Fisioterapista libero professionista da 5 anni. Credo che la scelta di praticare la libera professione sia quasi obbligata nel momento in cui un Fisioterapista entra nel mondo del lavoro. Non sono un commercialista (non ho un buon rapporto neanche con il mio Wink ), ma suppongo che la scelta di una struttura di stipulare questa forma di collaborazione derivi in gran parte dalla necessità (vera o presunta che sia) di avere "lavoratori a basso costo". Per quanto riguarda la tutela da parte delle istituzioni o di chi si prefigge di difendere la categoria è forse meglio stendere il classico velo pietoso. Credo che lavorare in una struttura privata come libero professionista, con un rapporto operatore/paziente molto lontano dall'idilliaco 1/1 che tanto echeggiava nelle aule universitarie e con una retribuzione oraria, al netto delle tasse, quasi offensiva, sia un percorso che a molti di noi è successo di intraprendere. Tutti ci siamo lamentati, tutti ci siamo fatti sentire (chi più chi meno), ma di risposte (non dico soluzioni!) nemmeno l'ombra. Ecco perchè molti Fisioterapisti iniziano a fare concorsi in tutta Italia, con la speranza di un lavoro e una retribuzione fissi e sicuri. Io personalmente credo cmq che l'essere liberi professionisti abbia anche dei vantaggi immensi (forse mi trae in inganno il termine "liberi", ma non credo Smile ). Il fatto di non avere legami che in qualche modo mi possono vincolare mi permette di operare su più campi, gestire il mio tempo e le mie risorse come meglio credo, cercare di lavorare negli ambienti che più mi stimolano (anche più di uno contemporaneamente). Naturalmente questa è la mia personale opinione, criticabile o meno.

Ciao a tutti Cool

Samuele Passigli

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"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

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mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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Inviato: 25/06/04 Rispondi citando

Quando parlavo della libera professione, non mi riferivo al rapporto fisioterapista-struttura, come giustamente mi fai notare, ma a quelle situazioni lavorative dove il rapporto è solamente con il paziente. Pensavo quindi ad uno scambio proprio sulle problematiche che si creano in quest'area lavorativa, che in quanto "libera" è piena di lotte e contraddizioni.
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nene




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Professione: Fisioterapista
Località: Firenze
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Inviato: 27/06/04 Rispondi citando

Il rapporto con i medici è forse uno dei problemi più importanti che ho riscontrato praticando la libera professione. Questo perchè, soprattutto all'inizio, il confronto con il medico era quasi assente e, quando era presente, molto superficiale. Con il passare del tempo le cose sono però andate a migliorare. Sono convinta che il nostro rapporto sia migliorato nel momento in cui i medici con i quale collaboro hanno preso coscienza del mio lavoro, della serietà con cui lo svolgo e dei risultati ottenuti.
Te personalemente che problemi hai riscontrato?
Ciao Laughing
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mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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Inviato: 28/06/04 Rispondi citando

Devo premettere che svolgo la libera professione da circa 16 anni, vengo da una formazione neurologica e non ho mai usato macchinari nel mio lavoro. Tutto ciò ha fatto sì che io incontrassi non poche difficoltà sul mio cammino, specialmente quando "pretendevo" di trattare anche le patologie di tipo "ortopedico", usando la testa del paziente. Diffidenza dovuta chiaramente alla non conoscenza da parte dei medici, dei concetti di rieducazione e riabilitazione. Con i neurologi ed i neurochirurghi il rapporto è stato sempre più chiaro e immediato. Negli ultimi anni è più semplice, si sente più spesso parlare di "presa di coscienza posturale", ad esempio. Ma rimane diffusa la confusione, sia tra molti ortopedici che tra la maggior parte dei medici di famiglia, sul ruolo della riabilitazione ed il risultato è uno sbandamento tra i pazienti che scelgono questo o quel metodo, seguendo i consigli di conoscenti o parenti. E' chiaro che la ricerca di collaborazione è doverosa, ma giuro a volte è impossibile.
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mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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Inviato: 5/07/04 Rispondi citando

Vedo che diversi colleghi sono andati a leggere riguardo la libera professione, senza partecipare alla discussione. Sono sicura che in molti hanno delle cose da dire e vorrei confrontarmi proprio perchè in quanto libera, molto spesso la si vive in solitudine sia nel rapporto con i pazienti che nelle decisioni riabilitative e comportamentali. La nostra onestà professionale ci mette sicuramente di giorno in giorno di fronte ad una serie di variabili. Parliamome! Proviamo a ragionare di "riabilitazione", sia degli aspetti prettamente tecnici, che di quelli relazionali. D'altra parte tutti conosciamo la difficoltà di trovarci di fronte a persone che si aspettano da noi un aiuto, e sappiamo anche che non basta la "tecnica", perchè credo che senza un rapporto diretto qualsiasi programma terapeutico è destinato a fallire.
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mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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Inviato: 28/09/04 Rispondi citando

Ho già parlato un pò delle difficoltà trovate nel rapporto con i medici e vorrei dire ancora qualcosa a riguardo. Da questo discorso escludo chiaramente sia i neurologi che i neurochirurghi con cui il rappoto è sempre stato chiaro.
In 23 anni Surprised di professione (e questo la dice lunga sulle mie esperienze lavorative e quindi sul mio modo di "vivere" l'approccio rieducativo), ho assistito ad uno splendido evolvere del sapere riabilitativo, che rimane però proprietà soltanto di pochi medici di base, fisiatri e ortopedici illuminati. Nella maggior parte dei casi le patologie muscolo scheletriche vengono ancora trattate in base a protocolli stantii e desueti, con prescrizioni di macchinari e "massaggio", eseguiti normalmente in centri fisioterapici convenzionati dove, come sapete, si punta sulla quantità e non sulla qualità, e dove spesso si trovano colleghi che hanno smesso di lottare. Devo essere chiara, per quei colleghi ho grande rispetto, ho fatto anch'io quell'esperienza lavorativa e so quanto è difficile cercare di avere una identità professionale in quell'ambito. Ho meno rispetto per quella sanità pubblica che non permette ai propri utenti di curarsi in modo adeguato, e ne ho ancora meno per quei medici che ignorano l'evoluzione che stiamo vivendo in ambito riabilitativo.
E allora mi capita spesso di trovarmi di fronte a quelle prescrizioni di ...ultrasuoni,ionoforesi,infrarossi e massaggio. La cosa più difficile chiaramente è dover spiegare al paziente che "forse" ci sono altri metodi per curare la sua patologia, il suo disagio, rischiando così d'incrinare il rapporto di fiducia tra medico e paziente e questa è una cosa che spesso non mi sento di fare. Buddy, come vedi, spesso la dicitura "libera professione" è un eufemismo.
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mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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Inviato: 8/11/04 Rispondi citando

Provo a rilanciare la discussione, sperando che possa diventare un punto d' incontro e di scambio sulla nostra professione. Mi rivolgo anche a quei giovani colleghi che approcciano ora con il mondo della riabilitazione, per conoscere il loro modo di intendere questo lavoro.
Ripeto, ragioniamo di riabilitazione, scambiamoci anche quelle esperienze che fanno parte del nostro vissuto professionale, al di là della discussione tecnica di questa o quella metodica. Per avere in questo sito oltre a richieste e consigli, anche le nostre esperienze positive e negative.
Perchè sono sempre più convinta che questo non è un lavoro qualsiasi, ci coinvolge quotidianamente in questo scambio dove diamo e prendiamo anche molto, sia dal punto di vista personale che tecnico e sociale.
Ciao a presto. Smile
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lr




Messaggi: 3
Professione: fisioterapista

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Inviato: 18/11/04 Rispondi citando

Lavoro come libera prof. da 6 anni, all'inizio facevo qualche ora di collaborazione per la ASL nel servizio domiciliare, poi ho aperto uno studio prof. dove lavoro sola e collaboro in uno studio dove convivono varie figure. Devo dire che se avessi dovuto lavorare grazie alla collaborazione dei medici sarebbe stata molto dura!
Quello che ho costruito in questi anni è stato grazie alla specializzazione che ho approfondito (R.P.G.) e grazie al passaparola di pz. e colleghi.
Gli unici medici con cui ho contatti quando ho pz. con problemi particolari sono due fisiatri di cui uno osteopata e l'altro omeopata.
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mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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Inviato: 19/11/04 Rispondi citando

Grazie per aver risposto Very Happy
Che tipologia di patologie tratti e cosa pensi di questo lavoro?
Che tipo di difficoltà hai incontrato in questi anni?
A presto!
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lr




Messaggi: 3
Professione: fisioterapista

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Inviato: 19/11/04 Rispondi citando

Io tratto patologie di tipo ortopedico, per la maggior parte rachialgie, scoliosi, gonalgie, periartriti...
Fino ad ora la difficoltà più grossa e stata la burocrazia per l'apertura del mio studio privato poichè nessuno a livello comunale aveva la minima idea dei documenti che dovevo presentare. Volevano farmi pagare tasse inesistenti....alla fine facendomi seguire da un geometra competente (dopo varie liti) mi hanno dato l'OK, anche se non ben convinti.
Per quanto riguarda il lavoro vero e proprio grandi difficoltà fino ad ora non ne ho incontrate. Quello che a volte mi manca è il confronto e la discussione dei casi con qualche collega. Del rapporto con i medici no, non sento un forte bisogno in questo momento, ma forse perchè chi viene da me viene con la richiesta ben precisa di fare R.P.G. e questo è quello che faccio.
Ciao
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enry




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Professione: Fisioterapista
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Inviato: 20/11/04 Rispondi citando

RPG panacea di tutti i mali???
Sento troppo spesso quasi come che fosse una moda parlare di RPG.
Vorrei ricordare che di tecniche terapeutiche ve ne sono anche altre
altrettanto valide ed a mio modesto avviso indispensabili per il bagaglio professionale del Fisioterapista.
Unsaluto a tutti i colleghi.
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lr




Messaggi: 3
Professione: fisioterapista

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Inviato: 20/11/04 Rispondi citando

non ho certo la presunzione di asserire che la R.P.G. sia la bacchetta magica che risolve tutti i mali, magari...
Voglio solo dire che io ho approfondito tale metodica e mi conoscono per questa. Attualmente sto approfondendo il discorso energetico che si sposa bene con ciò che gia faccio. La mia convinzione è che lavorando in privato conviene comunque specializzarsi molto bene verso una certa direzione in base alle proprie preferenze e propensioni anzichè avere conoscenze superficiali su tutto. Bisogna avere anche la modestia per ammettere che sicuramente quello che io faccio non va bene per tutti i pz. e quindi inviare questi presso colleghi altrettanto specializzati in tecniche che appaiono più idonee a quella determinata persona.
Facendo questo non perdo un pz. perchè ho la convinzione che il collega domani farà lo stesso con me.
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enry




Messaggi: 237
Professione: Fisioterapista
Località: Brescia
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Inviato: 21/11/04 Rispondi citando

Ciao lr, il mio non era un attacco nei tuoi confronti era solo una considerazione su che vedo e sento, infatti ho detto che sento parlare troppo spesso di RPG quasi come fosse la panacea di tutti i mali ,probabilmente indipendentemente dalla validità della tecnica c'è chi ha interesse a pubblicizzarla cosi tanto.
Direi comunque che il tuo discorso mi è piaciuto e che sono pienamente d'accordo (bisogna conoscere i propri limiti, anche perchè non si può sapere tutto),per cui in taluni casi è giusto avvalersi di colleghi che sono
più specializzati in una determinata branca piuttosto che lavorare in modo
superficiale e pressapochista ciao buon lavoro
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mancini




Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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Inviato: 22/11/04 Rispondi citando

Cara Ir, ripeto che il contatto con i medici era soltanto uno degli aspetti che mi premeva approfondire di questa professione. Sono d'accordo sul concetto di "specializzazione", ma mi sembra comunque riduttivo.
Sempre per parlare delle proprie esperienze e scelte lavorative, da una impostazione neuromotoria (da cui provengo), inevitabilmente i miei campi di competenza si sono allargati e non mi sento riduttiva o superficiale trattando patologie di tipo ortopedico senza macchinari, ma con l'uso della vecchia e sempre attuale kinesiterapia integrando con la "corticalizzazione" e quindi il reinserimento dell'arto/i o del rachide o di quant'altro in uno schema motorio corretto, ed in un corretto rapporto con lo spazio. Non mi trovo quindi d'accordo con il tuo dire " vengono da me con prescrizione di RPG ed io quello faccio". Sono dell'idea che uno degli aspetti più belli di questo lavoro è l'elaborazione di un programma di trattamento sulle basi di diverse conoscenze, quindi informazione allargata per poi attuare di volta in volta il programma giusto per "quel" paziente, per "quella" situazione patologica.
Enry (e con questo cerco un confronto anche con altri colleghi ) nel mio informarmi sulle nuove esperienze e metodiche fisioterapiche, pur avendoli anche usati per un certo periodo, non ho trovato indicazioni certe sull'uso dei macchinari, anche riguardo quelli di nuova concezione. Insomma niente che mi porti a pensare che sono di una qualche utilità, e quando si scava in un trattamento di questo tipo si scopre sempre che ci sono miglioramenti se all'uso dei vari macchinari è seguita la "rieducazione". E' vero che la RPG non è la panacea per ogni male (anzi credo che è la rielaborazione di vecchie metodiche), ma dalla sua ha il concetto di vedere il paziente nella sua totalità, ed una effettiva efficacia.
Cara Ir spero che frequentare questo sito ti aiuti nel confronto con gli altri colleghi, come è successo a me d'altra parte che avevo la tua stessa esigenza.
Sono stata logorroica, eh?! Sad Shocked Smile
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