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Osa essere diverso. In così tanti preferiscono essere ortodossi piuttosto che giusti.
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FisioBrain :: Leggi il Topic - "Blocco della caviglia"
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bonentitdr




Messaggi: 28
Professione: Fisioterapista
Località: Trentino
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Inviato: 25/04/08 Rispondi citando

Carissimi colleghi e colleghe,
partecipando ai diversi corsi di formazione, sono venuto a conoscenza, in merito ad una correlazione tra "cattiva" deambulazione e blocco articolare a livello del piede.
Alcuni colleghe mi hanno detto: "Prova a ripristinare, nell' anziano, la mobilità in quella regione e vedrai che benefici ne trarrano".
Per mancanza di tempo non ho potuto approfondire tale argomento.
Ho provato a vedere se nel forum vi fosse argomenti simili, mi è apparso di non trovare nulla.
Sono affascianto da tutto ciò e vorrei capire dal punto di vista anatomico e fisiologico.
Lavoro in una casa di risposo, mi piacerebbe effettuare un progetto su questo argomento e non solo. Sono sicuro che tale beneficio ne gioverebbero diversi utenti, che in qualche modo abbiano compromesso la buona articolarità della caviglia.
Grazie per la vostra gentile collaborazione
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Trinity









Stato: Offline

Inviato: 25/04/08

buddy

Amministratore



Messaggi: 1593
Professione: Fisioterapista
Località: Etere
Stato: Offline

Inviato: 27/04/08 Rispondi citando

Le disfunzioni articolari a carico dei complessi articolari di caviglia e piede influenzano, indubbiamente, lo schema posturale globale e l'abilità motoria. E' sufficiente pensare all'importanza dei recettori baropodometrici nel controllo e regolazione della postura.
Sinceramente ho difficoltà a comprendere la relazione esistente tra disfunzioni a carico delle citate regioni con i disturbi motori nell'anziano. O meglio, un'esame obiettivo potrà evidenziare, in un gruppo di anziani, un disturbo della deamulazione conseguente a disfunzioni articolari di caviglia; ma allo stesso modo sarà possibile osservare disturbi motori conseguenti a problemi degenerativi a livello di ginocchio, anca, rachide, etc. Naturalmente escludendo problematiche neurodegenerative e condizioni di comorbilità, tipiche dell'anziano.
Quindi non capisco perchè focalizzare l'attenzione su questo distretto. Forse non ho ben interpretato il post.
Saluti Wink

Samuele Passigli

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"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

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Marmat80




Messaggi: 2
Professione: Fisioterapista

Stato: Offline

Inviato: 27/04/08 Rispondi citando

se può essere di aiuto a comprendere qualche dinamica fisio patologica podalica, dovresti considerare il piede come l'anello ultimo di una catena cinetica, pertanto in continuo adattamento meccanico e subordinato alle restrizioni di mobilità che provengono da altri distretti dell'arto inferiore(ad es. anca extraruotata, ginocchio varo, piede varo). quindi in assenza di patologie acute o specifiche del piede che ne possono condizionare la meccanica, volgi la tua attenzione terapeutica più in "alto" ed in termini più mecanici perchè a quell'età i recettori propriocettivi che sottendono alla modulazione tonico-posturale sono quasi sicuramente in affaticamento "recettoriale" quindi avresti pochi risultati nel facilitarli.
spero di essere stato di aiuto.
saluti
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didjcolonna




Messaggi: 169
Professione: Fisioterapista - Osteopata

Stato: Offline

Inviato: 28/04/08 Rispondi citando

bonentitdr ha scritto:

Alcuni colleghe mi hanno detto: "Prova a ripristinare, nell' anziano, la mobilità in quella regione e vedrai che benefici ne trarrano".

Ho provato a vedere se nel forum vi fosse argomenti simili, mi è apparso di non trovare nulla.
Sono affascianto da tutto ciò e vorrei capire dal punto di vista anatomico e fisiologico.
Lavoro in una casa di risposo, mi piacerebbe effettuare un progetto su questo argomento e non solo.


Spesso i piedi sono dimenticati. Devono esssere strutture stabili ma mobili, un compromesso difficile. Se massaggiati recuperano quella funzione di "base informatrice" per le strutture sovrastanti e migliorano il rapporto con il suolo e quindi l'equilibrio e la sicurezza durante la deambulazione. Spesso liberando i piccoli movimenti si possono ottenere buone ripercussioni sulle grandi leve a distanza.
Suggerisco di massaggiare il soleo,il tibiale posteriore, l'adduttore del 1 dito e il quadrato della pianta, e successivamente, provare ad apprezzare la micromobilità tra calcagno, astragalo, malleolo peroneale cuboide e scafoide, questo dovrebbe fornire una maggiore mobilità alle sacroiliache e più scioltezza nel cammino.
buon lavoro
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bonentitdr




Messaggi: 28
Professione: Fisioterapista
Località: Trentino
Stato: Offline

Inviato: 1/05/08 Rispondi citando

buddy ha scritto:
Le disfunzioni articolari a carico dei complessi articolari di caviglia e piede influenzano, indubbiamente, lo schema posturale globale e l'abilità motoria. E' sufficiente pensare all'importanza dei recettori baropodometrici nel controllo e regolazione della postura.
Sinceramente ho difficoltà a comprendere la relazione esistente tra disfunzioni a carico delle citate regioni con i disturbi motori nell'anziano. O meglio, un'esame obiettivo potrà evidenziare, in un gruppo di anziani, un disturbo della deamulazione conseguente a disfunzioni articolari di caviglia; ma allo stesso modo sarà possibile osservare disturbi motori conseguenti a problemi degenerativi a livello di ginocchio, anca, rachide, etc. Naturalmente escludendo problematiche neurodegenerative e condizioni di comorbilità, tipiche dell'anziano.
Quindi non capisco perchè focalizzare l'attenzione su questo distretto. Forse non ho ben interpretato il post.
Saluti Wink

Egr. Buddy
da quando lavoro con gli anziani, ho notato, che per motivi di sicurezza loro, equilibrio, paura di cadere, ecc.
pian piano iniziano a flettersi sempre più a ridurre sempre più la distanza che c'è tra il loro baricentro corporeo e il suolo. Notavo anche che l'articolarità del piede era sempre più ridotta. Non alzano più i piedi, li fanno scivolare. Fino a quando sono all'interno di una struttura,va quasi tutto bene. ma appena vengono portati all'esterno, e il terreno è un pò sconnesso, iniziano i problemi di instabilità.
Come ho detto la prima volta. Ad alcuni corsi alcuni nostri colloghi mi hanno fatto notare questa correlazione e hanno aggiunto che se riesco a rispristinare la mobilità dell'articolazione in discussione, gli anziani ne trarranno un forte beneficio. Vorrei capire il perché. Ho letto un articolo in cui sono stati compiuti delle riceche sulla stazione eretta, ed emerso che se proviamo a muore un braccio il primo muscolo che viene reclutato per mantenimento dell'equilibrio è il tricipite surale.
Spero di essere stato chiaro.
Grazie per l'aiuto, a tutti!
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