fabioonalifkt

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17/03/08 |
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...Salve a tutti...Lavoro in un centro fisioterapico il cui Direttore Sanitario (famoso ex-medico di una squadra di calcio di serie A)...Si rifiuta di acquistare l'apparecchio di Tecarterapia in quanto gia possedente dell'Ipertermia (tra l'altro autore di un libro su questa terapia)...le sue parole esatte sono:-"...l'Ipertermia e' come una cannonata...la Tecarterapia e' come una mitragliata"...riferendosi soprattutto alla possibilita' di profondita' del trattamento....Voi che ne pensate? |
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Trinity


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Syd

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Professione: Fisioterapista
Località: Toscana
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17/03/08 |
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dalla mia voglio solo dirti come modificherei la frase del tuo supervisore : la ipertermia e' un falo' , la tecarterapia puo' spaziare dall' essere bomba atomica a bomba a mano ( rimandando ald altro topic : bombe sia per te che per il paziente): chiedo venia al Dott. Pecchioli per la rappresentazione del mio pensiero.
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memento audere semper
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buddy


Messaggi: 1540
Professione: Fisioterapista
Località: Etere
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17/03/08 |
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Inviterei il famoso ex-medico ha riprendere in mano un testo di fisica, quello delle superiori potrebbe essere sufficiente. Poche ore di studio per comprendere che Ipertermia e Diatermia rappresentano due cose completamente differenti, anche se i campi di applicazione, in molti casi, si equivalgono.
E' più difficile leggere i libri che scriverli.
Saluti  |
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Samuele Passigli
"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"
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eupecchi

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Professione: Medico - Chirurgo
Località: San Casciano Val di Pesa ( FI )
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17/03/08 |
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Su questo argomento ho già dibattutto a lungo con Giupa, sia coram populo che privatamente rimanendo, alla fine, ognuno del proprio parere. Ripeto quanto io penso sull'argomento. L'ipertermia è un procedimento terapeutico indicato fondamentalmente nella terapia dei tumori. Sfrutta frequenze e lunghezze d'onda molto superiori a quelle della diatermia e permette di concentrare il calore a livello delle cellule interessate tramite strumenti di puntamento ( ecografia e TAC ) e prevede un sistema di raffreddamento cutaneo al fine di evitare ustioni. Attualmente è in sperimentazione al centro oncologico europeo di Milano ditetto dal Prof Veronesi una nuova ipertermia di concezione cinese che permette un puntamento ancor più selettivo e non ha un sistema di raffreddamento cutaneo in quanto il calore si sviluppa selettivamente solo alla profondità voluta. Per quanto ne so io è usata fondamentalmente per la terapia del cancro della mammella, della prostata e delle metastasi ( limitate per dimensioni e numero ) dell'epato carcinoma. La diatermia è quella metodica che tutti conosciamo che ha ben altre indicazioni. Che poi, con la diatermia si possano raggiungere temperature elevate ( non paragonabili a quelle dell'ipertermia ) al punto da daterminare ustioni cutanee è certamente vero ma è totalmente differente il razionale con cui le due metodiche lavorano. Con l'ipertermia ci si prefigge di raggiungere temperature di 45 - 46 ° centigradi a livello cellulare con lo scopo di distruggerle, con la diatermia si cercano quegli effetti biologici che ci permettano di ottenere una restutio ad integrum tissutale ( dove è possibile ) o, almeno un recupero funzionale di un organo leso. Tuttavia, usando l'elettrodo resistivo della diatermia alle potenze ed alle frequenze apposite, è possibile incrementare il flusso ematico a livello di organi affetti da neoplasia migliorando l'effetto terapeutico della chemio e della radioterapia.La diatermia può essere impiegata utilmente anche per ridurre gli effetti secondari delle suddette terapie.
Saluti.
Dr. Eugenio Pecchioli - Firenze |
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angigian

Messaggi: 288
Professione: Fisioterapista
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17/03/08 |
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Qui si parla di ipertermia e diatermia, ma ancora non ho vista la spiegazione diretta dei 2 elettromedicali, per cui proverò a chiarire meglio l’argomento.
Forse le cose che dirò sono già state affrontate in passato, quando ancora non ero iscritto, per cui mi scuserete se dovessi fare delle ripetizioni e nel caso dica delle inesattezze dott. Eupecchi mi corregga.
L’ipertermia è quell’elettromedicale che grazie all’aumento improvviso della temperatura (esogena) consente, non solo nei casi in presenza di metastasi (vorrei ricordare che non siamo medici), ma anche in fisioterapia (argomento più idonea a noi) di ottenere dei risultati.
In fisioterapia tale strumento è efficace, non tanto perché produce calore, quanto per gli effetti che il calore determina, come l’aumento diretto del flusso ematico e l’aumento del flusso indiretto causato dalla richiesta di ossigeno da parte dei tessuti trattati; tale aumento di sangue favorisce l’incremento delle normali difese immunitari e stimola la rigenerazione dei tessuti.
La diatermia, oltre a produrre gli effetti termici (endogeni) come per l’ipertermia, attraverso il flusso elettro-magnetico, indipendentemente dalla temperatura, consente alle cellule il rilascio di 2 sostanze come le endorfine ed il cortisolo.
Tutti noi sappiamo che le endorfine hanno un effetto antalgico, mentre il cortisolo è un ormone agisce come antinfiammatorio; l’azione di tutti questi elementi permetti quindi di togliere il dolore, sfiammare, eliminare i liquidi grazie al movimento molecolare, ossigenare i tessuti e rigenerarli.
ciao |
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angigian

Messaggi: 288
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17/03/08 |
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le differenze tra i 2 elettromedicali sono ampiamente visibili, almeno sul piano degli effetti che producono,
ma una grossa differenza, che forse è passata inosservata, è il tipo di termoterapia che producono:
- l'ipertermia è esogena cioè produzione di calore che dall'esterno va verso l'interno del corpo con perdita di energia
- la diatermia produce il calore direttamente all'interno del corpo grazie al velocissimo spostamento molecolare;
tale calore amplifica gli effetti termici sopra indicati e non avviene alcuna dispersione di energia.
ora forse è anche più comprensibile il motivo per cui l'ipertermia può provocare forti ustioni cutanee.
per quanto riguarda il direttore sanitario (non mi permetto di definirlo ex-medico, visto che ancora esercita la professione), probabilmente rimane della sua idea, perchè non conosce i risultati strabilianti che la diatermia può dare se utilizzata da fisioterapisti capaci di sfruttare al massimo le sue potenzialità.
un famoso spot pubblicitario diceva : " PROVARE PER CREDERE ". |
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Giupa

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18/03/08 |
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credo che la diatermia abbia molte più possibilità aplicative dell'ipertermia. credo anche che un medico decida di non comprarla per problemi di costi di gestione e dei risultati operatore dipendente. lasciare troppe libertà all'operatore poi probabilmente è sinomimo di poca collaborazione medico terapista. io stesso come terapista ho dubbi delle volte sull'operato del mio collega che fa tecar ai miei pazienti semplicemente perchè non ho tempo materiale per spiegare cosa ho in mente(qualche volta). |
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angigian

Messaggi: 288
Professione: Fisioterapista
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| Inviato:
18/03/08 |
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speravo di aver esposto in manira chiara il concetto che comunque è quello che tu hai appena detto e cioè la diatermia a molte più possibilita di applicazione rispetto l'ipertermia;
anche sull'aspetto economico posso essere della stessa opinione,perchè non tutti possono sostenere simili spese.
sul resto non concordo:
1- è vero che i risultati sono operatore dipendente, ma viste le potenzialità della macchina occorre migliorare la qualità degli operatori e non lasciarli da una parte perchè poco pratici.
2- se un medico non affida la diatermia ad un fisioterapista, evidentemete non ha grande considerazione di quella persona oppure al contrario potrebbe essere offensivo, perechè non crede nelle capacità del fisioterapista.
| Citazione: |
| io stesso come terapista ho dubbi delle volte sull'operato del mio collega che fa tecar ai miei pazienti semplicemente perchè non ho tempo materiale per spiegare cosa ho in mente(qualche volta). |
probabilmente ho interpretato male il tuo pensiero ed in caso mi scuso anticipatamente; tu stai dicendo che non hai tempo di spiegare ad un tuo collega come deve essere curato il tuo paziente?
spero vivamente tanto di aver capito male! |
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Giupa

Messaggi: 111
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| Inviato:
18/03/08 |
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intendevo dire che: il paziente evolve nella sua patologia,ma il mio collega delle volte non mi riferisce o alle volte io non ho il tempo di chiedere se ci sono state modificazioni del dolore, funzione ecc. in modo da cambiare l'apprroccio riabilit. .partivo dal presupposto che è stata fatta una diagnosi funzionale e una impostazione di programma concordata inizialmente insieme. Per fortuna ho un collega con meno esperienza di me, ma molto scrupoloso, mi riferisce quasi sempre come procede il pz. delle volte peò la cosa sfugge, tutto qui. |
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angigian

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19/03/08 |
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ciao giupa, non volevo criticare il tuo modo di lavorare, nè offenderti, in fondo ognuno di noi ha il proprio, però mi sembava strana quella affermazione sul paz.
comunque tutto ok.
ciao e buon lavoro |
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eupecchi

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| Inviato:
19/03/08 |
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Potremmo dire molte altre cose sull'argomento, ma mi sembra che una cosa sia emersa chiaramente: la diatermia e l'ipertermia sono due cose diverse, per cui non sono paragonabili, l'una non vale l'altra. e non si può dire: non acquisto la diatermia perchè possiedo già un' ipertermia.
Saluti a tutti.
Dr. Eugenio Pecchioli - Firenze |
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Giupa

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| Inviato:
19/03/08 |
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l'apparecchiatura per diatermia e l'apparecchiatura per ipertermia non sono la stessa cosa, senza ombra di dubbio. Se ragioniamo però per obiettivi terapeutici ed il mio scopo è creare temperatura su un tessuto fibroso, quale apparecchiatura tra le due utilizzo non fà grossa differenza di risultato finale.
potrei aggiungere inoltre che se devo lavorare su un esito fibrotico di una lesione muscolare probabilmente con l'ipertermia vado leggermente più veloce. il capacitivo crea temperatura in superficie, il resistivo sui tessuti più
resistenti, la lesione muscolare spesso è proprio in mezzo e non la becco facilmente se non utilizzo cap e res., con l'ipetermia posso focalizzare meglio l'effetto termico. per cercare di risolvere la cosa la diatermia utilizza elettrodi asimmetrici.
anche se l'affermazione del medico che ha l'ipertermia non è corretta ( cannone e mitra..), se il mio scopo è fare un lavoro un pò più di "massa" e un pò meno di qualità, avendo l'ipertermia e un buon laser per terapia antinfiammatoria , ci penserei un pò a comprare la diatermia capacitiva ( e io non ho l'ipertermia e non ho intenzione di comprarla!) |
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angigian

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| Inviato:
19/03/08 |
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ciao Giupa,
perchè il capacitivo rimane più in superficie?
personalmente sapevo che la differenza tra capacitivo e resistivo stava sul tipo di tessuto da trattante e non dipendeva dalla profondità .
oltre a tutto, come ho detto al convegno di Firenze, secondo me si può ottenere un lavoro in superfice o in profondità in base alla posizione delle placche.
personalmente dispongo di una diatermia con placche "passive" ridotte rispetto a tutte le altre aziende e questo mi consente di poter gestire meglio il flusso sia sulla direzione , sulla superfice di lavoro e sullai profondità.
come hai detto giustamente, comunque, sono 2 cose completamente differenti e la diatermia è sicuramente più completa e chi ha l'ipertermia (visti i costi )forse non cambia. |
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Giupa

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| Inviato:
20/03/08 |
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se metto la placca di ritorno piu distante è come se ne riducessi la superficie, le "pareti" del cono energetico divengono meno divergenti e più vicini al parallelo, anche se poi mi serve più potenza e avrei altri problemi ancora... non ho detto comunque che il capacitivo lavora solo in superficie ma che crea effetto termico in superficie, è un'altra cosa. se voglio creare temperatura ad esempio sul piriforme (muscolo profondo) con il resistivo di 8mm non ce la farò mai. creo temperatura in profondità sui tessuti resistenti ecc ecc ma la profondità diminurà con quel elettrodo perchè la concentrazione di cariche elettriche vicino al l"8mm" è molto alta rispetto allla placca. in tal caso un elettrodo capacitivo molto grande si avvicina come effetto termico a un elettrodo resistivo molto piccolo come profondità di concentrazione |
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angigian

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20/03/08 |
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hai ragione sul calore, avevo letto male, chiedo venia.
però non sono daccordo sul discorso delle dimensioni degli elettrodi, in quanto spesso (ma non sempre) accade che modificando le dimensioni si altera anche la capacità di assorbimento (minore è il diametro e minore è l'assorbineto) da parte del paz. e la diatermia non si basa solo sul calore, ma anche e soprattutto (come ho scritto in precedenza) sulle variazioni a livello di menbrana cellulare che il flusso elettro-magnetico può determinare. |
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