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FisioBrain :: Leggi il Topic - Lesioni muscolari: valutazione e trattamento
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forrest




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Professione: laureato scienze motorie- massofisioterapista

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Inviato: 13/11/07 Rispondi citando

Ciao laconix...da isefino (o meglio scienze motorie) potrei magari risentirmi di alcune tue considerazioni ma sinceramente non mi interessa la polemica ma piuttosto il confronto. Leggendo i vari post ho avuto l'impressione, correggetemi se sbaglio, che nell'analizzare questo problema vi riferiate più o meno indirettamente ad uno sport di "campo"..ovvero il tanto "amato" si fa per dire calcio..Se così fosse ,o se ci si riferisse anche ad altri sport ma pur sempre di squadra, vorrei fare un paio di considerazioni..negli sport di squadra ci sono molte più pressioni sull'atleta di quanto può invece accadere in uno sport individuale..pressioni che arrivano dal presidente..dal direttore sportivo..dall'allenatore e non ultimo dall'atleta stesso al quale delle recidive non gliene può fregar di meno!Lui vuole giocare!perchè può perdere il posto in squadra..perchè perde i soldi e via dicendo!detto ciò non credo che sia il preparatore atletico a voler pressare l'atleta a ricominciare la preparazione il più presto possibile, ma è lui stesso vittima di pressioni,alle quali per carità anche lui potrebbe sottrarsi imponendosi di non correre rischi! Io vivo nello sport da ormai vent'anni (parlo da atleta prima e da preparatore e massaggiatore ora) e ti posso assicurare che in uno sport individuale come l'atletica leggera l'atleta corre rischi solo ed esclusivamente se ne vale veramente la pena..altrimenti si mette totalmente nelle mani del suo terapista..e se si devono saltare le olimpiadi..beh amen!questo era il mio atteggiamento da atleta e questo oggi è il mio atteggiamento da preparatore: se tu terapista mi dici che posso far iniziare la preparazione ok..altrimenti aspetto!mi potresti dire che non tutti i preparatori ragionano come me..ma neanche tutti i fisio ragionano come te..purtroppo! In ultimo vorrei ribadirti che ahimè non è così scontato che un preparatore atletico sia un isefino o uno scienze motorie..anzi tutt'altro..
ciao a tutti e buon lavoro
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Trinity









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Inviato: 13/11/07

buddy

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Messaggi: 1593
Professione: Fisioterapista
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Inviato: 13/11/07 Rispondi citando

Citazione:
se, con lo studio e l'esperienza hai sviluppato una "metodologia" (non un protocollo) qual'è il problema?
nelle discussioni si passa da atteggiamenti meccanicistici ad approcci olistici.
E' difficile aprire un topic come questo e non sentirsi dire dal collega "schiaccia quel punto lì" o da un altro "testalo con l'apparecchiatura xy" ...i risultati non sono gli stessi con ogni tipo di trattamento e, come hai notato anche tu, soprattutto ad alti livelli, le cure sono sempre più efficaci.

Ciao laconix,
non mi sembra di aver rigettato il tuo intervento. Condivido ciò che hai espresso. Non ho replicato perchè preferivo stimolare ulteriormente la discussione.
Mi piacerebbe approfondire ulteriormente il confronto, conoscere come i colleghi impostano la valutazione iniziale, quali mezzi utilizzano nel recupero, in quali tempi inseriscono x e in quali y. Si, un mix tra nozioni teoriche e pratiche, o meglio, sapere se le strategie adottate nascono da nozioni teoriche, da dati empirici (quindi dall'esperienza), o da entrambi (come spesso accade, soprattutto se la casistica è ampia). Sono di sicuro di trovare in te un valido alleato per colmare molti dei miei dubbi Cool
Citazione:
Leggendo i vari post ho avuto l'impressione, correggetemi se sbaglio, che nell'analizzare questo problema vi riferiate più o meno indirettamente ad uno sport di "campo"..ovvero il tanto "amato" si fa per dire calcio..Se così fosse ,o se ci si riferisse anche ad altri sport ma pur sempre di squadra, vorrei fare un paio di considerazioni..negli sport di squadra ci sono molte più pressioni sull'atleta di quanto può invece accadere in uno sport individuale..pressioni che arrivano dal presidente..dal direttore sportivo..dall'allenatore e non ultimo dall'atleta stesso al quale delle recidive non gliene può fregar di meno!Lui vuole giocare!perchè può perdere il posto in squadra..perchè perde i soldi e via dicendo!detto ciò non credo che sia il preparatore atletico a voler pressare l'atleta a ricominciare la preparazione il più presto possibile, ma è lui stesso vittima di pressioni,alle quali per carità anche lui potrebbe sottrarsi imponendosi di non correre rischi! Io vivo nello sport da ormai vent'anni (parlo da atleta prima e da preparatore e massaggiatore ora) e ti posso assicurare che in uno sport individuale come l'atletica leggera l'atleta corre rischi solo ed esclusivamente se ne vale veramente la pena..altrimenti si mette totalmente nelle mani del suo terapista..e se si devono saltare le olimpiadi..beh amen!questo era il mio atteggiamento da atleta e questo oggi è il mio atteggiamento da preparatore: se tu terapista mi dici che posso far iniziare la preparazione ok..altrimenti aspetto!mi potresti dire che non tutti i preparatori ragionano come me..ma neanche tutti i fisio ragionano come te..purtroppo! In ultimo vorrei ribadirti che ahimè non è così scontato che un preparatore atletico sia un isefino o uno scienze motorie..anzi tutt'altro..
ciao a tutti e buon lavoro

Ciao forrest e grazie per l'intevento. Cercavo di impostare la discussione sulle lesioni muscolari in genere, ma hai individuato immediatamente il mio target di lavoro: il calcio Wink
Ritengo fondamentale e indispensabile un'integrazione del lavoro del fisioterapista e del diplomato ISEF - LSM nel recupero dell'atleta infortunato, lesioni muscolari comprese. In questo ambito, le due figure professionali dovrebbero avere la possibilità di lavorare in contemporanea, apportando le proprie conoscenze per raggiungere l'obiettivo. Considerare concluso il recupero nel momento che l'atleta abbandona il mio studio è una follia, come è assurdo che un preparatore non si avvalga del lavoro di un fisioterapista.
Putroppo non sempre è possibile: vuoi per l'assenza di personale qualificato (trovare un FT e un ISEF/LSM presenti nella stessa squadra nei dilettanti è un lusso); vuoi per la mancanza di preparazione di uno o di entrambi; vuoi per l'ottusità delle persone.
Ho avuto in passato, per circa 7 anni, la fortuna di lavorare fianco a fianco con preparatori di buon livello. Quando siamo riusciti a dimenticare le guerre di classe, abbiamo sempre impostato un ottimo lavoro, con molte soddisfazioni professionali e personali.
Saluti Wink
P.S.: forrest, per favore, potresti inserire la tua qualifica nel profilo? Ormai abbiamo capito che sei un infiltrato Exclamation

Samuele Passigli

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"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

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forrest




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Professione: laureato scienze motorie- massofisioterapista

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Inviato: 13/11/07 Rispondi citando

Ciao buddy..dovrei avere aggiornato il profilo..sinceramente non c'avevo proprio pensato.. Sad
ps: non "fucilatemi" perchè sono mft.... Very Happy Very Happy
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aerre4




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Inviato: 13/02/08 Rispondi citando

ciao a tutti, vorrei riflettere con voi su questo problema visto che lavoro molto con sportivi: qual'è il compito al quale siamo chiamati? penso, che sia quello di "rimettere" in piedi un atleta possibilmente (contrariamente a quello che sicuramente è giusto che "PRESTO E BENE NON STANNO INSIEME") noi dovremmo o dobbiamo cercare di invertire le cosa e cioè "PRESTO E BENE".
in una lesione muscolare abbiamo diverse fasi, penso, da affrontare:
- lesione = versamento
in questo caso la cosa più importante credo sia stabilire il grado di lesione ma nel contempo anche la quantità di versamento, quindi mi chiedo: perchè pensare di "perdere" (non è una perdita di tempo) tempo a cercare la lesione, aspettare che esca l'ematoma, ecc.... quando esitono esami strumentali molto veloci e non invasivi come l'ecografia che stabilisce sicuramente meglio di quanto possiamo fare noi ad occhio e mani nude? stabilendo il tutto non credete che 'intervento sia più mirato.
ciao a tutti e scusate per l'intervento. Very Happy
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buddy

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Professione: Fisioterapista
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Inviato: 13/02/08 Rispondi citando

Ciao aerre4,
nessuno mette in discussione l'importanza di esami strumentali nel processo diagnostico di una lesione muscolare. Allo stesso tempo, la valutazione clinica è fondamentale. E' possibile effettuare l'ecografia, per non incorrere in falsi negativi, solo alcuni giorni dopo l'evento lesivo. Di conseguenza, la clinica assume un ruolo fondamentale per impostare un trattamento di prima istanza adeguato alla condizione del soggetto.
Ciao Wink

Samuele Passigli

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"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

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aerre4




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Inviato: 13/02/08 Rispondi citando

ciao buddy, appoggio la tua idea, ma per chi lavora con atleti, tu lo sai sicuramente meglio di me, la prima domanda che loro fanno qual'è??????
quando posso rientrare a giocare?
bene, senza distogliere il "nostro" di obiettivo che è quello di far riprendere al meglio pensando alle recidive, cicatrici, allungamento muscolare ecc... ecc.... una diagnosi clinica a noi serve per focalizzare sicuramente e farci una IDEA e poter affrontare nell'immediatezza il problema senza rimandare l'atleta a casa nell'attesa che passi la prima fase.
sono ancora dalla tua parte che attraverso l'eco inizialmente non vedi nulla, ma ti kiedo: è meglio farsi un'idea attraverso un esame strumentale "certo" ed iniziare a lavorare almeno sull'effetto per poi pensare alla causa, o farsi un'idea del problema?
io penso che per il bene del pz noi dovremmo focalizzare il nostro lavoro sulla risoluzione del problema.
a presto Very Happy
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belliarosario




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Inviato: 13/02/08 Rispondi citando

secondo la mia esperienza bisogna scomporre bene il nostro intervento in base alle varie fasi dell'evento traumatico (intervento sul campo di gara, giorno dopo, ecc.), come e' sicuramente chiaro a tutti, e poi spiegare all'atleta che conviene non rischiare di affrettare i tempi, perche' le conseguenze potrebbero essere peggiori. L'atleta dopo un'iniziale disperazione si rende conto che forse quello che e' capitato " e' meno peggio ", come lo definisco io, si fanno alcuni esempi di altri atleti piu' sfortunati e tutto serve per rendere piu' sopportabile l'evento funesto.
L'ecografia e' molto importante sia per la valutazione della lesione che per stabilire il lavoro di recupero e i tempi per il rientro, altrimenti il programma di recupero per stare in sicurezza diventa piu' lungo.
Cordiali saluti Rosario.
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aerre4




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Professione: I.S.E.F. - Scienze Motorie- Massofisioterapista - Musicoterapista

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Inviato: 14/02/08 Rispondi citando

ciao rosario, credo tu abbia ragione e chiedo conferma del modo di agire nelle due fasi, "sul campo di gara" cercare di limitare il più possibile il "danno" attraverso bendaggio compressivo,(in caso di lesione) ovviamente ghiaccio, "giorno successivo" immadiata eco per verificare cosa sia successo, stilare programma intervento ed ipotizzare un eventuale recupero considerando che per eventuale si intende veramente ipotesi.
a presto Very Happy
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buddy

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Messaggi: 1593
Professione: Fisioterapista
Località: Etere
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Inviato: 14/02/08 Rispondi citando

L'applicazione delle semplici regole del RICE dopo un evento traumatico è indiscutibile. Sono alquanto perplesso nell'esecuzione di un esame ecografico prima di alcuni giorni.
Saluti Wink

Samuele Passigli

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"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

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enry




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Inviato: 14/02/08 Rispondi citando

La regola del RICE (x chi non la conoscesse,REST,ICE,COMPRESSION,ELEVATION) è una semplice regola ma estremamente importante nella prima fase come giustamente ha detto Buddy, successivamente dopo circa 48/72 ore è indispensabile eseguire l'esame ecografico onde valutare il grado di distrazione e conseguentemente stilare
il programma riabilitativo ed i tempi di recupero più opportuno.
Bisogna anche ricordare come in alcune sedi x esp. polpaccio riccamente vascolarizzato sia importante in accordo con il medico curante o lo specialista prescrivere farmaci anticoagulanti onde evitare il rischio di trombosi venosa
profonda, infatti ,a tal proposito il grado di distrazione è estremamente importante in quanto il rischio di trombosi è direttamente proporzionale proprio al grado di lesione ecco xchè l'esame ecografico risulta fondamentale.
Un saluto a tutti i colleghi

Enry
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ileopsoas




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Inviato: 14/02/08 Rispondi citando

Mah.! leggo e rileggo questi post ma sinceramente mi sembrano tutti un po' nebulosi.....sicuramente invece il nebuloso sono io che provato dalla mole di lavoro nn riesco a cogliere le cose piu importanti.
Inanzittutto ....qui si parla di lesioni muscolari senza pero dire che tipo di lesioni si sta parlando.....ne tantomeno il grado di lesione, nessuno ha messo una tabella di classificazione delle lesioni muscolari....
Vabbe'.....
Partendo dal presupposto che si stia parlando di una "DISTRAZIONE muscolare" (dechirure) cioe' di una effettiva lesione anatomica con interruzione di un numero variabile di fibre muscolari, e considerando che si stia parlando di un atleta (perche se no bisognerebbe anche citare condizioni predisponenti generali e individuali )per quanto riguarda la mia esperienza diretta (consulente di fisioterapia presso societa' professionistiche di vari sport) e indiretta ( fisioterapista d'appoggio a singoli atleti di tutte le categorie e sport) dopo venti giorni di cura rimando l'atleta in campo dal preparatore per il recupero del fitness e del gesto motorio atletico specifico se esiste.
Ho sempre sostenuto con forza che il trattamento inizi 5 min dopo l'evento acuto e termina per quanto riguarda le mie competenze nel momento in cui ho una certezza clinica (tattile) e di imaging (ecografia) sicura e stabile
Il RICE e' fondamentale come ho letto anche per alcuni altri almeno le prime 48 ore...a differenza delle teorie anglossasone che ne prevedono almeno 72 e poi di solito mi fido del mio "dito" pero' chiedo sempre una ect per sicurezze varie anche quell citate in precendenza dai colleghi....poi subito fisio a seconda della gravita ovviamente.
Capitolo a parte sono le complicanze...
si va dalla fibrosi post-traumatica ....alle calcificazioni....alla miosite ossificante ( visti 2 casi in 20 anni ma devastanti)etc etc ......un capitolo si dovrebbe aprire solo per la miosite ossificante.....perche spesso viene indotta da massaggi cruenti e profondi.....
per quanto riguarda le cure.......e il trattamento.....vabbbe anche qui..ci vorrebbe un post dedicato....
Concludo con uno strappo muscolare di particolare interesse di un calciatore proff. della societa' GENOA cfc, retto femorale terzo prossimale di cm 8 detta a ROSARIO ...richiesta la chirurgia, si e rimesso in campo dopo due mesi e mezzo con la Fisio.

ILEOPSOAS
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Inviato: 14/02/08 Rispondi citando

Ciao Massimo,
io non voglio sembre sembrare il Bastian Contario (come diciamo da queste parti) e sempre nei tuoi confronti, ma recuperare 8 cm di lesione in 70 giorni mi lascia alquanto perplesso.
Ciao Wink

Samuele Passigli

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"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

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ileopsoas




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Inviato: 14/02/08 Rispondi citando

lo so samuele caro, ma purtroppo questo e', forse nn hai colto il formazione a Rosario, cmq...sappi per onesta' intellettuale, che quello ke dico e' facilmente dimostrabile in quanto sono in possesso di ect prima e dopo, senza contare che posso farti scrivere dal diretto interessato, piu di questo nun so.!!!!
Ovviamente nn mi passa neanche per la mente che tu possa pensare che io scriva queste cose per una ragione diversa da quella di condividere le mie esperienze....e basta ....quindi capisco benissimo il tuo scetticismo..e' legittimo..anche se non supportato mai da una controrisposta scientifica....o presunta tale....
mi spiego anche a Firenze tu giustamente facesti notare la differenza dell'esame diagnostico tra il primo accertamento e il secondo ( rnm ---tac )passandoti in secondo piano...il fatto che tutti gli aspetti patologici del primo referto erano spariti nel secondo....insomma la pagliuzza nell'occhio?...per non vedere la trave?...
Ovviamente nn penso a niente di personale , solo che se riuscissi anche a controbbatere con esperienze o dubbi propiamente tecnici sarebbe sicuramente piu' propedeutico per chi nn tratta o si accosta da poco a questo tipo di patologie
con affetto
ILEOPSOAS
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belliarosario




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Inviato: 14/02/08 Rispondi citando

Ciao ragazzi, calma discutiamo e confrontiamoci in modo sempre costruttivo.
Secondo la mia esperienza sul campo e in situazioni agonistiche con impegni improrogabili, gare a ripetizione, `posso dire che noi del lo staff (medico e fisio), ci comportiamo in questo modo:
1) valutiamo il movimento lesivo e l'impotenza residua, palpazione. Iniziamo subito con tensoplast in compressione con spessore in schiuma di neoprene nella sede focale. Ghiaccio e scarico (evitiamo antidolofici e antinfiammatori, per non interferire con le risposte fisiologiche e per evitare che l'atleta sottovaluti l'accaduto). Dopo 24 ore si valuta l'entita' del problema, e in base alla gravita' e la speranza di riprendere le competizioni, si possono usare miorilassanti.
2) se ci troviamo in presenza di una lesione seria dopo 36-48 ore si fa' un'ecografia e nell'attesa, si comincia una terapia miorilassante, RICE canonico , con aggiunta di kinesio taping drenante e digito pressione inserzionale dei muscoli interessati per aiutare la decontrazione. In questi casi per gli atleti le gare sono finite, ma per fortuna sono veramente pochi.
Esistono diverse classificazioni piu' o meno teoriche, l'importante e capirci nelle varie fasi di recupero. I tempi fisiologici di ripristino dei tessuti lesionati e' standard e non si puo' affrettare ( Prof. Antonio Ammendolia).
Attenti alle recidive e alle conseguenze di programmi riabilitativi affrettati.
Un caloroso saluto Rosario.
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ileopsoas




Messaggi: 185
Professione: Fisioterapista
Località: Genova
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Inviato: 15/02/08 Rispondi citando

Voglio aggiungere qualcosa al mio post, dopo 72 ore dall'evento acuto inizia il deposito di fibrina che da' vita all'inizio della cicatrizzazione, il processo si completa entro i 20 giorni dal trauma, diventa dunque fondamentale ritardarne il processo e ricondizionarne o modellarne l'orientamento durante l'ultima settimana in modo che il processo fibrinogeno si completi il piu piu sottile e sicuraed elastica possibile.Come si fa?....beh solo unicamente con le nostre mani, ci vuole una discreta manualita' e sensibilita e tanta esperienza.
Per quanto riguarda lo strappo da me citato di cm8 a forma di Rosario, ovviamento ho volutamente mancato di dire che il recupero e' stato possibile anche grazie alla DIATERMIA a Multiplacca in Automatico che mi ha permesso una ottima rivascolarizzazione e un detensionamento rapido dei monconi ( diversi ) formatisi durante l'evento acuto ....
Stretching massaggi e quant'altro hanno fatto il resto.

ps. nn c'è polemica, se leggendo il mio post si evince un rapporto conflittuale con Samuele , nn era nelle mie intenzioni e me ne scuso, anzi io amo il contradditorio soprattutto quello non fine a se stesso ma bensi costruttivo, poi ovviamente scrivendo e leggendo un testo viene a mancare la tonalita' dell' espressione e quindi una frase puo' essere interpretata in maniera diversa dalle intenzioni di chi la scrive....

Ileopsoas
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