Per scienza si intende un complesso organico di conoscenze ottenuto con un processo sistematico di acquisizione delle stesse allo scopo di giungere ad una descrizione precisa della realtà fattuale delle cose, e in ultima analisi di una verità condivisa.
Le regole che governano tale processo di acquisizione di conoscenze sono generalmente conosciute come metodo scientifico. In ambito moderno, gli elementi chiave del metodo scientifico sono l'osservazione sperimentale di un evento (naturale o sociale), la formulazione di un'ipotesi generale sotto cui questo evento si verifichi, e la possibilità di verifica dell'ipotesi mediante osservazioni successive.
Fonte Wikipedia
Buddy : Ciò la scienza ci insegna e ci impone........
La scienza non impone nulla ma indirizza verso una realta' condivisa....poi esiste un problema detto demarcazione cioe'trovare i criteri per definire i confini tra ciò che è scienza e ciò che non lo è e tracciare questi confini. Tale quesito, quindi, non si propone di distinguere tra ciò che è "vero" e ciò che è "falso", ma solo di trovare un criterio per stabilire i confini tra conoscenza scientifica e resto delle conoscenze e delle teorie.
Ora cio' che e vero oggi potrebbe nn essere stato vero prima.. oppure prima dell'uno c'è sempre lo zero .e cosi dicendo.....il fatto che qualcuno possa solo esclusivamente appellarsi a quello che è "scientificamente provato " e quindi farne un dogma o bibbia appare ai miei occhi solo uno strumento per non andare oltre per non guardare aldila' del proprio orticello, le grandi scoperte cosi come le piccole le hanno fatte chi ha rotto queste barriere chi si e avventurato o per intuizione o per caso su terreni inesplorati per poi spesso a distanza di anni essere riconoscito e comprovato da una ricerca o una metodologia scientifica che prima non vedeva o non voleva vedere...oppure si arrancava alla sicurezza scientifica fino allora conosciuta e condivisa...
Buddy come Enry sposa la tesi del linguaggio comune....ben venga ma quale? Ovviamente a quello medico scientifico si potrebbe dire.....e io rispondo OK.! ma se i i vent'anni che ho passato a fare questo mestiere oltre che sui libri sono passati tenendo esplorando cercando di prendere informazioni con le mie MANI adosso alle persone questa esperienza come la traduco in un linguaggio comune?????
Quando ho fatto riferimento al mio dito che sente quando la lesione e' pronta ad esere reindirizzata..non dicevo a caso ....e questo come lo traduco???? Esiste altra professione che puo' essere similare alla nostra dove l'esperienza sul corpo non sia traducibile in un bel linguaggio Forbito e Attento Medico Scientifico..?????? Credo di no.....
Non mi Umilia essere ripreso da un giovane collega appena laureato che mi riprende per un errore di una parola....mi SCONFORTA ....l' incapacita critica la lettura del senso vero di quello che uno scrive, la mancata voglia di guardare dove gli altri non guardano e quindi il negarsi a PRIORI delle possibili verita' solo perche non conosciute....e quindi non comprensibili personalmente...
ENRY : la ns categoria come guistamente diceva Rosario stà cercando di elevarsi al livello che merita e per farsi che ciò avvenga anche noi dobbiamo contribuirne al meglio con la massima professionalità possibile
E la professionalita' è non sbagliare una parola???? la mia di professionalita' e' quello che faccio tutto il giorno da vent'anni e riuscire ad ottenere risultati benefici per i miei pazienti nelle regole di rispetto e di cura , inoltre cercare di tradurre intuiziioni o madalita terapeutiche che giornalmente uno applica con successo in metodiche o protocolli che possano essere di aiuto anche ad altri...e quando dico altri nn INTENDO COLLEGHI...intendo pazienti....che si possa beneficiare comunemente di chi si applica a CAPIRE E DECIFRARE ...piu che usare parole appropiate....
Concludo noi nn dobbiamo elevarci a un bel niente....perche NOI non ci siamo mai sentiti schiacciati...solo NON APPREZZATI...quello si e quindi direi che i nostri sforzi dovrebbero tradursi in un tentavo di DECIFRARE il nostro fare per poterlo comunicare....non renderlo solo bello con le parole se poi nn esiste sostanza
Oggi ho cercato il mio Calciatore...chiedero autorizzazione per mettere online le sue ECT e tutta la documentazione che lo riguarda...nella speranza che questo possa essere UNO STIMOLO VERO a guardare dove nn si riesce a vedere e semmai A PROVARE DI DECIFRARE IL NOSTRO FARE in un comune linguaggio.
ILEOPSOAS
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eupecchi
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Sono molto d'accordo con quanto scrive Ieopsoas circa la scienza ed il suo linguaggio. Anche noi omotossicologi siamo spesso a combattere con forme linguistiche fatte apposta per esperti e per consorterie chiuse che hanno il solo effetto di creare incomunicabilità ed errori di comprensione. Per quanto riguarda le lesioni muscolari, probabilmente il mio modo di agire è un pò diverso da quello del fisioterapista a causa della possibilità che ho di praticare mesoterapia. Tuttavia, voglio ricordare che, come già dissi nel seminario di Firenze, i prodotti che uso sono veicolabili con l'elettrodo capacitivo della diatermia ( per chi ce l'ha ). Io ho un ecografo in studio ed una certa pratica per cui eseguo immediatamente l'ecografia ( il cui prezzo rientra nella visita dal momento che ne facccio un uso diagnostico per mio uso e consumo e non rilascio un referto, a meno che il paziente non decida di rivolgersi altrove per il proseguimento della cura per cui pagherà l'esame ) . Generalmente, l'esame mi è molto utile per valutare l'entità della lesione e per valutarne l'evoluzione. Poi passo alla prima fase della terapia: togliere il dolore e la contrattura rflessa. ( Diatermia in capacitivo con potenza 150 W e frequenza 450 Khz per 20 minuti, poi resistivo alla potenza di 60 W ed alla stessa frequenza per altri 20 minuti, avendo cura di trattare anche le inserzioni tendinee dei muscoli lesionati ). Mesoterapia con Arnica Comp e Cuprum Heel ( 1 - 2 fiale a seconda del grado e dell'estensione della lesione ). 3 Trattamenti alla settimana. Domiciliarmente somministro Harpagophytum D4 injeel della Pfluger ( 1 fiala per os al giorno ) e Derivatio H compresse sempre della Pfluger ( 2 compresse da 3 a 6 volte al giorno ) . Questa terapia può andare avanti da 7 a 10 giorni, ma ogni caso fa storia a sè.
La fase successsiva è quella di rivascolarizzazione. Ecografia di controllo e, se le cose procedono bene, continuo il trattamento con Diatermia con le stesse modalità, riducendo le sedute a 2 alla settimana e passando ad una mesoterapia con Embryo Totalis suis injeel + Funiculus Umbilicalis suis injeel + Cuprum Heel + Arnica Comp ( 1/2 o 1 fiala di ognuno ). Domiciliarmente mantengo la terapia precedente e vi aggiungo Interleuchina 6 30 CH + Interleuchina 10 4 Ch allo scopo di riequilibrare l'asse Th1 / Th2. Generalmente, questa terapia dura 3 - 4 settimane ma il tempo è estremamente variabile.
La terza fase è quella riabilitativa durante la quale passo il paziente ad un buon fisioterapista che ne sa certamente più di me. Il controllo ecografico mi dice a che punto siamo con la fase di guarigione. A seconda dei casi può essere necessario insistere con la meso sui punti locali o usare dei punti di agopuntura a distanza o non farla più.
Domiciliarmente, mantengo Derivatio H come drenante generale e passo all'Antiinterleuchina 6 4 CH mantenendo l' Interleuchina 10.
Come si comprende benissimo, questo è uno schema generale che può avere 1.000 variazioni a seconda delle necessità del caso ma che può servire a dare un' idea di ciò che faccio. In molti casi unisco il laser a bassissima potenza usato su punti di agopuntura.
Scusatemi la lunghezza. Ripeto che questo è quanto faccio ( generalmente con buoni risultati ) ma mi guardo bene da ritenere questo metodo il migliore o una panacea universale. E' solo un contributo alla discussione.
Cari saluti a tuitti.
Dr. Eugenio Pecchioli - Firenze
angigian
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22/02/08
Caro dott. Eupecchi, sono desolato di non condividere il suo intervento, non tante per la validità della terapia , che sicuramente è valida ed efficace, quanto argomento di poco interesse mio e forse dei miei colleghi.
I suoi approcci, purtroppo per noi, non rientrano nelle nostre funzioni professionali e risultano inapplicabili a noi fisio e massofisio.
Io sono iscritto da poco tempo rispetto a tanti altri colleghi ed in questo breve periodo ed anche all’incontro personale avvenuto Firenze, ho capito che lei è persona colta, qualificata ed è un ottimo professionista del settore, ma con un indirizzo terapeutico completamente differente (a parte il trattamento con la diatermia) ed in alcuni aspetti lontano da quello di noi fisioterapisti.
Tutto ciò porta a non poterci paragonare su uno stesso piano, e le sue soluzioni non sempre ci consentono di crescere, quindi, secondo me, sarebbe più costruttivo se lei proponesse protocolli alla mia/nostra portata.
Eupecchi scrive:
Citazione:
Generalmente, l'esame mi è molto utile per valutare l'entità della lesione e per valutarne l'evoluzione. Poi passo alla prima fase della terapia: togliere il dolore e la contrattura rflessa. ( Diatermia in capacitivo con potenza 150 W e frequenza 450 Khz per 20 minuti……….
Dopo quanto tempo esegue l’ecografia?
Quando inizia la terapia sul dolore e decontratturante e perché la esegue?
Eupecchi scrive:
Citazione:
La terza fase è quella riabilitativa durante la quale passo il paziente ad un buon fisioterapista che ne sa certamente più di me. Il controllo ecografico mi dice a che punto siamo con la fase di guarigione. A seconda dei casi può essere necessario insistere con la meso sui punti locali o usare dei punti di agopuntura a distanza o non farla più.
Mi spiega cosa gli rimane da fare ad un fisioterapista se lei toglie il dolore, toglie le contratture, consente la rigenerazione dei tessuti e migliora la vascolarizzazione? Tutto questo in 35-50 giorni in base alla lesione.
Ah si,…… un po’ di stratching per allungare ed elasticizzate il muscolo per 2-4 sedute poi a casa.
Eupecchi scrive:
Citazione:
Come si comprende benissimo, questo è uno schema generale che può avere 1.000 variazioni a seconda delle necessità del caso ma che può servire a dare un' idea di ciò che faccio. In molti casi unisco il laser a bassissima potenza usato su punti di agopuntura.
Penso che a questo punti tutti (colleghi, ma soprattutto pazienti) abbiano capito quello che fa.
Ma lei se fosse un fisioterapista cosa farebbe?
Non dica Diatermia sarebbe una risposta .........scontata
Non mi occupo nello specifico di tale settore della riabilitazione,quindi tecnicamente ho poco da offrire a voi colleghi in termini di esperienza e protocolli ma ritengo doveroso esprimere un parere su quanto detto fin qui su scienza,linguaggio e "elevazione" della ns categoria.
Partendo dal presupposto che certi toni,in un forum di professionisti,andrebbero sempre e comunque evitati (questo di certo nn eleva la ns categoria) e che in un confronto "scientifico" polemizzare e fare attacchi personali è nn solo sterile ed inutile ma quantomeno sintomo di aggressività ed insicurezza,credo che nessuno di noi sia immune da errori (siano essi grammaticali,terminologici o di concetto) in quanto nn passiamo la vita davanti al pc.
Sarebbe più elegante nn sottolineare con scherno,col solo scopo di screditare un altro professionista,ma magari farlo in pvt se lo si fa come critica costruttiva per NOSTRA MADRE SCIENZA!
Detto questo,credo che le affermazioni di ileopsoas siano comprensibili ma nn condivisibili del tutto.Qualcuno ha detto che se una cosa la sai fare ma nn la sai spiegare,bè,allora nn l'hai ancora fatta tua. Ciò che rende scientifica una abilità è proprio il poterla spiegare e condividere.
Il sentire,intuire,che per carità,fa parte del nostro bagaglio e delle nostre personali sensibilità,ci espone però a pericolisi parallelismi con professionisti dell'occulto e simili. Ci si dovrebbe "fidare" del singolo,con buona pace della verificabilità.
Sicuramente nello specifico stiamo parlando di persona esperta e professionale,ma mi spaventa la possibile proliferazione di scheggie impazzite della categoria che sentono col dito anche se nn trovano le parole per spiegare.
Si dovrebbe fare un enorme slancio di buona fede,tutti esperti,professionali,scrupolosi e dotati di sesto senso professionale che "neanch'io so spiegare come ma è vero"?
Il bisogno di un linguaggio comune ci rende credibili come professionisti sanitari,nn sentiresti mai da un medico dire nn so come ma ci riesco,lo sento,lo intuisco. Questo ci espone a scarsa credibilità,come se fossimo tanti piccoli maghetti,dotati di poteri paranormali.
E' vero,la scienza è in continua evoluzione,senza personalità illuminate che hanno avuto il coraggio di esporsi ed andare controcorrente oggi nn saremmo arrivati a tante nuove scoperte.
Ma è anche vero che certezze ne abbiamo,le basi anatomofisiologiche restano,i meccanismi biochimici,l'eziopatologia.
La sperimentazione e l'intuizione sono importanti,ma devono essere portate avanti con rigore e determinabilità scientifica,altrimenti variabili come la casualità,la capacità di autorigenerazione e di autoguarigione del pz inficiano pesantemente la credibilità del nostro intervento.
Ribadisco,se nn lo puoi spiegare,nn lo puoi fare.
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25/02/08
Ringrazio Angigian per la fiducia che dà alla mia terapia ma concordo solo in parte con quanto dice.
1 ) Le terapie farmacologiche che propongo sono tutte praticabili tramite la veicolazioen transdermica e non devono necessariamente essere iniettate.
2 ) Io credo che, come io cerco la collaborazione del fisioterapista, anch' egli dovrebbe cercare quella di un medico prescrittore dei farmaci necessari. Sta poi al fisioterapista trovare quello giusto ( così come io ho cercato il fisioterapista adatto ).
3 ) Dopo aver tolto il dolore e rivascolarizzata la parte lesa ( che, nel frattempo, è rimasta poco sollecitata ) stà proprio al fisioterapista riabilitare la funzione. Io non so se basta un pò di strecting, ma mi sembra abbastanza riduttivo autolimitarsi a questo.
4 ) I tempi di recupero ( l'ho detto molte volte ) non sono mai codificabili dipendendo da troppe varianti che non è mai possibile standardizzare.
5 ) Circa l'ecografia, la prima la eseguo nel momento stesso in cuui vedo il paziente per la prima volta, le altre non hanno una cadenza fissa ma sono dettate dal progredire della terapia e ne informano le modalità future. Come ho già detto, il paziente non le paga per cui ne posso fare quante voglio.
Io non ho mai creduto che sia possibile fare sempre tutto da soli. Tutta la mia attività è improntata alla massima collaborazione fra i vari professionisti che ritengo necessari per risolvere il caso. Il fatto stesso che io, che non sono un fisioterapista, scriva su questo forum è la dimostrazione di quanto ritenga utile la collaborazione fra specialisti diversi ma orientati tutti verso il medesimo scopo: la salute del paziente. Probabilmente la mia formazione olistica mi condiziona ad avere una visione più globale del paziente e della cura del suo disagio. Io credo che non sarebbe male aprirsi ad una collaborazione più fattiva invece di rinchiudersi sempre nelle proprie strette competenze.
Saluti.
Dr. Eugenio Pecchioli - Firenze
angigian
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25/02/08
Angigian scrive:
Citazione:
Io sono iscritto da poco tempo rispetto a tanti altri colleghi ed in questo breve periodo ed anche all’incontro personale avvenuto Firenze, ho capito che lei è persona colta, qualificata ed è un ottimo professionista del settore, ma con un indirizzo terapeutico completamente differente (a parte il trattamento con la diatermia) ed in alcuni aspetti lontano da quello di noi fisioterapisti.
Il trattamento con la tecar come può vedere era stato considerato, ma purtroppo non tutti ne posseggono 1.
Dott eupecchi scrive:
Citazione:
Questa terapia può andare avanti da 7 a 10 giorni, ma ogni caso fa storia a sè.
La fase successsiva è quella di rivascolarizzazione. Ecografia di controllo e, se le cose procedono bene, continuo il trattamento con Diatermia con le stesse modalità, riducendo le sedute a 2 alla settimana e passando ad una mesoterapia con Embryo Totalis suis injeel + Funiculus Umbilicalis suis injeel + Cuprum Heel + Arnica Comp ( 1/2 o 1 fiala di ognuno ). Domiciliarmente mantengo la terapia precedente e vi aggiungo Interleuchina 6 30 CH + Interleuchina 10 4 Ch allo scopo di riequilibrare l'asse Th1 / Th2. Generalmente, questa terapia dura 3 - 4 settimane ma il tempo è estremamente variabile.
La terza fase è quella riabilitativa durante la quale passo il paziente ad un buon fisioterapista che ne sa certamente più di me. Il controllo ecografico mi dice a che punto siamo con la fase di guarigione. A seconda dei casi può essere necessario insistere con la meso sui punti locali o usare dei punti di agopuntura a distanza o non farla più.
Io concordo con il principio della collaborazione, ma è stato lei a dire che il paziente lo manda dal fisioterapista in fase 3 cioè dopo (7-10gg+ 2 settimane (14gg)+ 3-4 settimane (21-28 gg) = ) 42-52gg.
A quel punto , dopo le terapie da lei eseguite ed il tempo naturale necessario per ristabilire la situazione,………al fisioterapista rimane ben poco.
Il riferimento all'’allungamento come dice lei è riduttivo,ma non è che si possano fare tante altre cose oltre ad un rinforzo muscolare.
Certamente anche questa è collaborazione .
Citazione:
4 ) I tempi di recupero ( l'ho detto molte volte ) non sono mai codificabili dipendendo da troppe varianti che non è mai possibile standardizzare.
Concordo, ma è stato preso un caso specifico a cui lei ha risposto con precisione descrivendo anche le fasi del suo protocollo in un soggetto con quel tipo di lesione; io quelle ho valutato.
Citazione:
Io credo che non sarebbe male aprirsi ad una collaborazione più fattiva invece di rinchiudersi sempre nelle proprie strette competenze.
In merito ai suoi interventi, nel quale dei descrive sempre con precisione la prescrizione di farmaci e l’uso di meso, tutto ciò è per noi poco fattibile.
Lei è un medico è può decidere liberamente se eseguite una terapia farmacologia, fisioterapica o altro, mentre noi dobbiamo rimanere dentro le nostre competenze altrimenti per noi…………..sono guai.
I suoi interventi, come quelli di tutti gli altri colleghi sono utili ed interessanti, ma non sempre, ripeto, sono alla portata di tutti.
" IL CALBRONE SECONDO LE LEGGI DELL'AEREODINAMICA NON POTREBBE VOLARE .....LUI NON LO SA E CONTINUA A VOLARE"
Ora, cerchero di essere il piu moderato possibile, pare che aumenti la professionalita' e cerchero di usare un linguaggio piu medico possibile , pare che si elevi......non so dove ma ci si eleva , ma dire e affermare queste cose e' l'ANTITESI completa della visione mentale del RIABILITATORE....e nn solo.
Se fosse possibile tradurre con metodologia scientifica il nostro Operato, ne potremmo vedere delle belle, probailmente, ma siccome non e possibile....e non e' possibile neanche spiegarlo con RIGORE scientifico ma sempre in maniera empirica allora non si deve far niente...niente spiegazione niente condivisione niente FARE
Non aggiungo altro lascio a chi legge di trarre le sue conclusioni...per quanto io possa essere fiducioso e ottimista sulle possibilita' dell'uomo , non posso esserlo esserlo sulla sua grande capacita' di NON essere NON vedere..NON capire , che lo rende solo e forse anche inutile in un sistema Universale dove nulla c'è per niente, nulla succede per niente.
ELLE : Il sentire,intuire,che per carità,fa parte del nostro bagaglio e delle nostre personali sensibilità,ci espone però a pericolisi parallelismi con professionisti dell'occulto e simili
il sentire, l'intuire...mi fa avvicinare o essere equiparati ai maghi e maghetti di vario genere????????
no comment
A GEnova si dice " A MI MA TASTO " tradotto mi tocco per vedere se sono vivo
Ringrazio il Dott. Eupecchi per le sue delucidazioni...molto interessanti a spiegazione che una stessa problematica puo' essere condivisa curata e risolta da diverse figure non necessariamente con la stessa visione d'insieme.
Non si puo vedere un problema solo da un lato questo ci espone a rischi enormi per noi e per i nostri pazienti, dobbiamo aprirci, ascoltare, ragionare con chi vede le cose in maniera differente solo cosi o rafforzeremo le nostre convinzioni oppure saremmo cresciuti nel metterle in discussione.
ILEOPSOAS
eupecchi
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25/02/08
Continuo a dire che i farmaci possono essere veicolati ( sempre per chi possiede una diatermia o un'elettroporatore o simili, ben inteso ). Se vi può interessare vi posso anche fornire tutta una serie di fiori di Bach ( in crema ) da usare nelle varie patologie reumatico ortopediche ( sia per semplice applicazione locale che per veicolazione ).Comunque il succo del mio intervento resta quello della ricerca di una collaborazione continua fra i vari professionisti al fine di ottenere il meglio dalla terapia ( e mi sembra che Ileopsoas lo abbia perfettamente capito ).
Circa la dimostrazione " scientifica " di quello che si fa, credo che abbia ragione Ileopsoas. molte cose si fanno ma non si riescono a spiegare ( per il momento ). Ciò non toglie che non siano valide e che non raggiungano gli effetti voluti. D'altra parte è indubbio che esistano anche sensibilità particolari che possono far " recepire " un qualcosa che, al momento, non si riesce a spiegare ma che fa funzionare la cosa. Dare tempo al tempo e non fermarsi di fronte a ciò che non è ancora perfettamente chiaro.
Saluti.
Dr. Eugenio Pecchioli - Firenze
" IL CALBRONE SECONDO LE LEGGI DELL'AEREODINAMICA NON POTREBBE VOLARE .....LUI NON LO SA E CONTINUA A VOLARE"
Non mi sono mai posto il problema del volo del calabrone. Casomai mi son chiesto più volte come sia possibile che continui a volare l'Alitalia, ma questo ha poco a che fare con le lesioni muscolari.
Citazione:
Anche se la scienza e i suoi impieghi tecnologici sono ripetutamente promossi dai media e ricevono un certo interesse di pubblico - soprattutto per i loro usi in campo medico e biologico - mai come negli ultimi decenni questo settore ha avuto così seri problemi di immagine. Dimenticando che anche in questo caso si tratta di attività umane, e come tali soggette alle regole morali e sociali che la comunità decide di applicare attraverso l'impegno individuale e collettivo, molti tra coloro che si sentono a disagio con la scienza preferiscono rifugiarsi nella contrapposizione ideologica; oppure nella fuga in un passato mai esistito in cui tutto era in armonia con la natura. Si ripropone, in pratica, l'antica "reazione" romantica ottocentesca che vedeva nella natura qualcosa di buono a priori, la cui imitazione non era solamente sacrilega ma anche un grave errore di presunzione.
Quest'atteggiamento a volte traspare nelle conversazioni di tutti i giorni. Quante volte ci siamo sentiti rivolgere un'osservazione di questo tipo: "Perché, se la scienza è veramente quello che vuol far credere di essere non è in grado di dare una spiegazione al fatto che un insetto così pesante e con ali così piccole come il calabrone riesce, nonostante tutto, a volare?"
Nessuno scienziato con un minimo di esperienza pratica si sognerebbe di predicare l'onnipotenza della sua disciplina, né di mettere in discussione l'ingegnosità dei risultati di una lunghissima evoluzione biologica negli organismi; anche perché, ovviamente, la contestazione è intesa principalmente come un elemento di riflessione morale. Personalmente, sono convinto che accuse di questo tipo siano fondamentalmente sbagliate; come ho detto sopra, la riflessione non dovrebbe rivolgersi verso la scienza "in sé" ma piuttosto verso chi la pratica, analizzando il suo grado di libertà, i condizionamenti che riceve e le sue possibilità di reagire e avere voce in capitolo. Per quanto riguarda il calabrone, non resta che affrontare la questione specifica: siamo proprio sicuri che gli scienziati non siano in grado di spiegare perché questo insetto è in grado di volare?
Nasce una leggenda
Secondo l'ingegnere aeronautico John McMastes, la storia del calabrone iniziò a circolare in Germania negli anni Trenta del secolo scorso e precisamente all'università di Göttingen: proprio il luogo in cui Ludwig Prandtl (1875-1953) gettò le basi della moderna fluidodinamica [1] .
Secondo McMastes, il primo a proporre questo enigma fu un professore svizzero, da tempo scomparso, che aveva svolto studi pionieristici sulla dinamica dei gas a velocità supersoniche nel corso degli anni Trenta e Quaranta. La storia vuole che durante una cena questo scienziato ebbe una conversazione con un collega biologo il quale gli pose la domanda fatidica: "che proprietà aerodinamiche avevano le ali dei calabroni per permettere loro di volare". Lo scienziato fece alcuni rapidi calcoli, immaginando che le ali di questi insetti fossero lisce e prive di increspature. Le conclusioni furono sorprendenti: in base ai calcoli, i calabroni non dovevano essere in grado di sostenersi nell'aria!
Evidentemente qualcosa non tornava. Ben presto lo studioso tedesco si accorse che l'errore risiedeva nella sua assunzione di partenza: come un esame al microscopio gli aveva confermato, le ali di questi insetti non erano affatto lisce.
Ormai era troppo tardi per arrestare il mito dell'impossibilità del volo del calabrone che aveva iniziato a propagarsi di bocca in bocca, anche grazie all'aiuto di giornalisti e divulgatori scientifici. Già nel 1957, J. Pringle, autore di un classico studio sulla meccanica del volo degli insetti, era stato in grado di ricostruire alcuni dei momenti più significativi del propagarsi della leggenda. Più che ricostruirne le fasi, è interessante esaminare le ragioni che portarono inizialmente a valutare l'impossibilità del volo del calabrone e successivamente analizzare attraverso quali accorgimenti fisici questi insetti riescono effettivamente a sostenersi nell'aria.
Perché volano i calabroni
Le considerazioni iniziali dell'anonimo scienziato tedesco, presupponevano che se le ali dei calabroni avevano una superficie liscia, dovevano avere un numero di Reynolds molto basso. Con questo termine, che prende il nome di un noto ingegnere meccanico dell'Ottocento, siamo in grado di avere una valutazione del rapporto tra le forze di viscosità di un fluido e quelle inerziali, ossia il prodotto della massa di un oggetto che si muove attraverso di esso per l'accelerazione che subisce. Una particella di polvere che galleggia nell'aria ha numeri di Reynolds molto bassi (da 1 a 10) mentre i jet a reazione hanno valori che superano i dieci milioni. Le ali degli insetti si situano nella parte basse di un grafico che rappresenta la velocità rispetto ai numeri di Reynolds con valori tra 100 e 10.000. Un modo per rappresentarci questa situazione è quello di immaginare che essi debbano volare con le loro piccole ali in un fluido che per loro è molto viscoso, come una specie di melassa. Assumendo per le ali del calabrone un valore così basso e una superficie liscia, si doveva supporre che il flusso dell'aria su di esse fosse laminare, ossia privo di turbolenze. Questo comportava una mancanza di adesione tra l'aria e la superficie dell'ala con conseguente perdita di portanza, la grandezza che sostiene un aereo in volo e ne impedisce lo "stallo", ossia la caduta verticale. Intuitivamente l'aerodinamica del calabrone non è delle migliori: mentre gli uccelli hanno un'apertura alare che permette loro di planare per lunghi tratti, le ali di questi insetti sono ridicolmente piccole e se raccogliamo un calabrone morto e lo lasciamo cadere, questo precipita a terra come una pietra per effetto del proprio peso. Come risolvere allora il mistero del suo volo? La risposta è che l'insetto ha trovato un modo per sostenersi nell'aria, sfruttando la turbolenza creata dal furioso sbattere delle sue piccole ali.
Già nel 1975, Christopher Rees comunicava sulla rivista scientifica Nature alcune osservazioni sulla forma e la funzione della corrugazione nelle ali degli insetti, osservando che la successione di sezioni fortemente irregolari che le caratterizzavano avevano dei grossi vantaggi aerodinamici senza compromettere l'aerodinamica. In effetti, lo scienziato mostrava come, mettendo in un grafico la portanza e la resistenza aerodinamica di queste ali, esse mostravano caratteristiche simili a quelle del profilo alare convenzionale di un aeroplano. Ma le spiegazioni più recenti sul volo degli insetti hanno imboccato un percorso diverso da quello dell'aerodinamica classica, prendendo in considerazione gli accorgimenti per volare in condizioni di instabilità.
Ritornando al nostro calabrone, era necessario spiegare come riuscisse a sfruttare la turbolenza aerodinamica che creava attorno a sé per mantenersi in volo. Ormai era chiaro che l'aerodinamica degli insetti era diversa da quella fino ad allora studiata dai tecnici aeronautici, che consideravano delle ali fisse e un flusso d'aria uniforme.
Utilizzando riprese cinematografiche ad alta velocità dei battiti delle ali, e confrontandole con modelli di simulazione al computer, si scoprì attorno al 1990 che gli insetti creavano dei vortici d'aria attorno a un nucleo centrale [2] . In questo modo la portanza, ossia la forza che li tiene in volo, non era generata in modo continuo, come avviene per le ali degli aerei, ma a scatti. In effetti, gli insetti usano le loro ali in modo più simile a quello degli elicotteri che a quello degli aeroplani per spostarsi orizzontalmente, ma anche verticalmente, in diagonale e per restare sospesi nell'aria. A differenza degli elicotteri, che hanno un asse centrale di rotazione, questi animaletti battono le ali verso il basso, quindi le ruotano verso l'alto, le ribattono verso l'altro, le ruotano di nuovo e così via; questi movimenti non avvengono necessariamente verticalmente rispetto al suolo ma anche obliquamente, permettendo di manovrare nello spazio. I vortici creati da queste manovre fanno scorrere più velocemente l'aria nella superficie superiore dell'ala che in quella inferiore, creando una differenza di pressione che genera la portanza necessaria per mantenersi in volo.
Il pericolo in agguato, a questo punto, diventa lo stallo, ossia la perdita improvvisa di portanza che dipende dall'angolo tra l'ala e il flusso d'aria che arriva su di essa. Quando un'ala con un grande angolo d'attacco è accelerata fortemente, si crea temporaneamente un nuovo vortice d'aria che aggiunge portanza ritardando lo stallo. Per gli insetti si riteneva che questo fenomeno fosse troppo effimero per contribuire significativamente alle loro capacità di volo, ma nel 1996 Charles Ellington e un gruppo di collaboratori del Dipartimento di Zoologia dell'Università di Cambridge in Inghilterra, dimostrarono il contrario [3] . I ricercatori studiarono la Manduca Sexta, una falena che era già stata utile alla scienza negli studi di endocrinologia e di neurologia. Ellington e soci utilizzarono le osservazioni effettuate con una tecnica fotografica tridimensionale dei movimenti delle ali e un'analisi al computer delle stesse. Confrontarono quindi il tutto con il comportamento di the flapper: un robot che imitava meccanicamente i movimenti e le deformazioni delle ali dell'insetto con una frequenza di battito inferiore per tener conto delle dimensioni dieci volte superiori a quelle della Manduca. I ricercatori scoprirono che in questa situazione si formava sul bordo delle ali un vortice che restava attaccato alle stesse, muovendosi a spirale lungo la superficie e creando una zona di bassa pressione. Questo spiegava perché gli insetti sapevano creare una portanza tre volte superiore a quella che risulterebbe dai calcoli dell'aerodinamica convenzionale e perché non avveniva lo stallo che ci si sarebbe aspettato in quelle condizioni.
Le osservazioni fotografiche delle turbolenze che si formavano lungo le ali di the flapper, quando questo era messo in una "camera a fumo", mostrarono chiaramente il fenomeno nel suo verificarsi. In seguito a questo lavoro pionieristico, in vari laboratori sono stati messi a punto differenti modelli meccanici per comprendere sempre più accuratamente il volo degli insetti anche se gli studi dovranno protrarsi ancora per anni prima di poter sperare di vedere un robot-insetto in grado di volare autonomamente [4] .
La formazione del "vortice spiraliforme" era una buona spiegazione nel caso di grossi insetti con un'apertura alare relativamente ampia. Nel caso degli insetti più piccoli, però, le forze di viscosità tendevano a dissipare molto presto il vortice ed era necessario trovare un ulteriore meccanismo che permettesse loro di volare [5] . Ancora una volta la soluzione venne da un insetto-robot che simulava la Drosophila: un altro animale studiatissimo dalla ricerca genetica e biologica.
Nel 1999 comparve sulla rivista Science un articolo firmato da Michael Dickinson, un esperto di fisiologia e di meccanica del volo e un gruppo di collaboratori [6] : gli scienziati avevano immerso in olio minerale un modello meccanico di Drosophila di 24 centimetri per simulare la viscosità che l'insetto reale prova mentre volava; una serie di motori collegati alle ali del robot permetteva la simulazione dei movimenti reali inclusa la rotazione al termine di ogni battito. Attraverso una serie di trasduttori di pressione collegati alle ali, gli studiosi misurarono delle forze superiori a quelle che ci si sarebbe aspetti in condizioni non dinamiche. Succedeva che con il movimento delle ali l'insetto "catturava" il vortice formato durante il precedente battito. Un altro fattore cruciale evidenziato dai ricercatori era l'elevata sensibilità a piccole alterazioni nella sincronizzazione della rotazione delle ali, in grado di cambiare in modo considerevole sia l'intensità sia la direzione delle forze che agivano su di esse: nella "aerodinamica instabile" del mondo degli insetti anche questo era da mettere in conto.
Le più recenti teorie e i modelli proposti sul volo degli insetti sono in grado di spiegare il paradosso del volo del calabrone? Gli esperti sono propensi a credere che ogni tipo di insetto abbia sviluppato il suo modo particolare di sfruttare l' aerodinamica instabile. L'osservazione diretta e il confronto con simulazioni al computer e modelli meccanici hanno svelato i segreti del volo di alcuni insetti come la Drosophila e la Manduca; non ci sono ragioni per credere che ciò possa avvenire anche per il nostro calabrone. Frattanto, in questi ultimi anni, i progressi nella comprensione dell'aerodinamica degli insetti sono stati costanti al punto che gli specialisti credono che la creazione dei primi insetti robotizzati sia ormai a portata di mano [7] . Ribattezzati Microveicoli aerei (MAV) essi saranno dotati di minuscoli trasmettitori radio ed altri sensori, e potranno essere impiegati per volare in luoghi angusti e difficoltosi da raggiungere per gli uomini; ad esempio, controlleranno la tenuta e il livello di sicurezza della complessa rete di tubazioni che trasportano i gas e le sostanze chimiche nelle grosse industrie.
Attualmente, almeno tre nazioni stanno studiando i propri MAV e, ovviamente, non è mancato l'interesse per possibili impieghi militari e nel campo dello spionaggio; se questi saranno portati a termine, il povero calabrone e coloro che ne hanno studiato l' impossibile volo, sono innocenti.
Note
1) John McMasters, "The flight of the bumblebee and related myths of entomological engineering", American Scientist, vol. 77, 1989, pp. 164-169
2) Robin Wootton, "How flies fly", Nature, vol. 400, 8 luglio 1999, pp. 112-113
3) Charles P. Ellington et all, "Leading-edge vortices in insect flight", Nature, vol. 384, 19/26 dicembre 1996, pp. 626-630
4) Gary Taubes, "Biologists and engineers create a new generation of robots that imitate life", Science, vol. 288, 7 aprile 2000, pp. 80-83
5) Robert Dudley, "Unsteady aerodynamics", Science, vol. 284, 18 giugno 1999, pp. 1937-1939
6) Dickinson M. H., F. O. Lehmann, et al., "Wing rotation and the aerodynamic basis of insect flight", Science, vol. 284, 18 giugno 1999, pp. 1954-1960
7) Robin Wootton, "From insects to microvehicles", Nature, vol. 403, 13 gennaio 2000, pp. 144-145
Andrea Albini
Funzionario Tecnico
Dip. di Ingegneria Elettrica
Università di Pavia
Samuele Passigli
"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"
Molto bello...anche se ci ho messo 1/2 ORA PER LEGGERLO TUTTO pero' l'ho Riletto volentieri.....
ooooopss riletto........eh si perche questo articolo non ha niente di PARTICOLARMENTE SCIENTIFICO...per molto di esso ...a dimostrazione di cio' e apprso su una rivista di PSEUDOSCIENZA...che si chiama se non sbaglio...
SCIENZA ,PARANORMALE E MAGIA............. ....ho letto bene?????...azz mi sono venute le fascicolazioni ovunque.....non e che la collega ELLE ....ha ragione e stiamo per essere equiparati a MAGHI MAGHETTE E FATTUCCHIERE varie???'.....
mah!.....ai posteri la sentenza....
Per quanto riguarda i MAV...l'indicazione nell'articolo e' corretta....molto piu dettagliata nel sito della NASA...che siccome l'ha divulgata...o ha gia' abbondonato il progetto..oppure ne ha una di riserva migliore che non dice....
Cordialmente
Pensavo che citare un estratto da "SCIENZA ,PARANORMALE E MAGIA" fosse adeguato a molte prese di posizione di questo forum, calabroni a parte.
Ho l'impressione che il dialogo e il confronto rappresentino una caratteristica troppo assente. I toni si accendono spesso, talvolta si placano, ma si evidenzia sempre più una marcata caratteristica di fondo: l'essere padroni di verità indiscutibili. Per me non è così, per gli altri non so. I topic diventano sempre più una sottospecie di vetrina del proprio operato, impossibile da controbattere, da confutare o semplicemente da chiarire.
Personalmente scrivo nel forum animato dalla voglia di ampliare le mie conoscenze, di un confronto, di un aggiornamento. Se devo leggere solo presunte verità, sempre che sia possibile esprimerle, preferisco farlo in altri sedi. Ma se l'atteggiamento è questo, "SCIENZA ,PARANORMALE E MAGIA" è più che sufficiente.
Il dottor Pecchioli è uno dei pochi protagonisti che riesce a condividere, almeno credo, il mio pensiero e il mio spirito, ma noto con tristezza che le sue parole sono spesso contestate o, semplicemente, ignorate.
Saluti
Samuele Passigli
"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"
angigian
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Inviato:
26/02/08
Citazione:
I toni si accendono spesso, talvolta si placano, ma si evidenzia sempre più una marcata caratteristica di fondo: l'essere padroni di verità indiscutibili. Per me non è così, per gli altri non so. I topic diventano sempre più una sottospecie di vetrina del proprio operato, impossibile da controbattere, da confutare o semplicemente da chiarire.
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Il dottor Pecchioli è uno dei pochi protagonisti che riesce a condividere, almeno credo, il mio pensiero e il mio spirito, ma noto con tristezza che le sue parole sono spesso contestate o, semplicemente, ignorate.
Buddy sei un ottimo relatore però mi pare, ma se sono in errore correggimi pure, la tua frase è un poco contradditoria, perchè non approvi che si faccia vetrina e poi ..... cadi in questi errori.
FORSE CI SI DIMENTICA TROPPO PRESTO.....DI CERTE COSE......
DISPERATA UTENTE FISIOBRAIN
Citazione:
Come "promesso" torno a farmi viva per descrivere la mia esperienza sperando possa essere di aiuto ad altri...dopo 2 anni di infiammazione del tendine degli adduttori ed esperienze terapeutiche di ogni tipo e nessun risultato, ho deciso di affidarmi ad un fisioterapiasta (Ileopsoas, che ci legge) che mi ha fatto fare un ciclo di diatermia e massaggi e un lavoro sulla postura...il risultato (a pochi giorni dalla fine del ciclo) è che non solo cammino (ero arrivata ad avere dolori fortissimi anche dopo brevi passeggiate) ma addirittura corro ed il dolore si è ridotto direi dell'80%...
Per mia fortuna mi sono imbattuta in una persona estremamente seria e preparata e che, a differenza di tanti ortopedici, osteopati, riabilitatori incontrati in 2 anni, si prende veramente carico del paziente e della sua sofferenza, con pazienza e disponibilità... ringrazio quindi Ileopsoas e ringrazio questo forum per avermi dato l'occasione di incontrarlo.
Per la cronaca questo inverno "DISPERATA" anzi ex DISPERATA mi ha fatto avere foto con lei che fa SCI APLINISTICO.....contenta come non mai......
BUDDY
Citazione:
Ho l'impressione che il dialogo e il confronto rappresentino una caratteristica troppo assente. I toni si accendono spesso, talvolta si placano, ma si evidenzia sempre più una marcata caratteristica di fondo: l'essere padroni di verità indiscutibili. Per me non è così, per gli altri non so. I topic diventano sempre più una sottospecie di vetrina del proprio operato, impossibile da controbattere, da confutare o semplicemente da chiarire.
ILEOPSOAS SCRIVE
Mettere in dubbio l'onesta anche solo intellettuale delle persone e non solo, ai miei occhi appare solo come una debolezza, del tipo cerco di colpire dove ti fa piu male....la sottospecie di vetrina....a me non serve....non ne ho bisogno, ma soprattutto cercare di far passare un messaggio di poca attendibilita' o affidabilita con scopi solo pubblicitari....solo perche privi di argomentazioni valide se non quelle di negare tutto quello che non si capisce o non si conosce....mi sembra cosa non consona al mio modo di lavorare ma cnhe di vivere questa vita.....
Potrei anche aggiungere altre cose di un certo impatto......per esempio e come si vede lo scrivo pubblicamente...quindi in attesa di smentita se cosi non fosse....a chi e' arrivato da me tramite conoscenza da FISIOBRAIN...non ha mai dovuto PAGARE UN SOLO EURO....questo per chi insunua certe cose....
Cmq...io sono sereno......
ILEOPSOAS
Ultima modifica di ileopsoas il 26/02/08, modificato 2 volte in totale
Ciao a tutti,
vi confesso che quando ho conosciuto questo sito, ero animato da tanta voglia di confrontarmi professionalmente e ho passato dei momenti molto stimolanti. Ultimamente malgrado gli argomenti siano molto interessanti e di notevole stimolo al dialogo, non riesco a trovare la "motivazione" per farlo.
Spesso i toni senza motivo diventano pesanti, inadeguati per un forum di professionisti e questo non fa' per il mio carattere.
Cordiali saluti Rosario.
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