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Osa essere diverso. In così tanti preferiscono essere ortodossi piuttosto che giusti.
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FisioBrain :: Leggi il Topic - Vorrei capirci qualcosa....OSTEOPATIA
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bonesetter




Messaggi: 58
Professione: fisioterapista-osteopata
Località: toscana
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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

Caro Popo, per dimostrarti ed assicurarti che amo usare la mente fin dove la mia ottica mi permette di arrivare, sono rimasto molto colpito dal tuo aver provato a fare l'opposto di ciò che ti era stato insegnato, di fronte ad un determinato problema, ed aver ottenuto miglioramenti. Credo a ciò che lasci intuire, cioè che siano avvenuti cambiamenti e miglioramenti; ma non credo che ciò sia dovuto al fatto che ci venga insegnata spazzatura, quanto piuttosto a complessi ed inesplorati meccanismi di autoguarigione del nostro bellissimo ed architettato benissimo, corpo. E non parlo di placebo, altrimenti si dovrebbe parlare anche di nocebo, cioè il fallimento terapeutico anche quando tutto è stato fatto con esattezza ( quella possibile ) e meticolosità.
Siamo complessi; un groviglio di miliardi e miliardi di variabili...cambiane una e tutto sarà diverso...nel bene e nel male. Esistono canali di comunicazione verbale e non verbale; modalità inspiegabili di "entrare in risonanza con tutto ciò che è altro da noi; considero la malattia una scelta dell'individuo...Un segnale dell'anima per capire dove e cosa si sbagli. Sono uno di quei "suonati" che abbracciano la visione e la lettura che Edward Bach ( quello dei fiori ) ha dato di noi bipedi governati dalle emozioni.
La mia più grande certezza è che si possa decrivere con sbalorditiva dovizia di particolari il cervello ed i suoi annessi,
ma capire, spiegare perchè, tracciare un fil rouge che motivi scelte e coazione a sbagliare o a non capire, commettendo errori, annegando in nevrosi e angosce, scaricando sui propri figli disfunzioni emozionali ereditate da non si sa chi, etc, etc, etc, ecco, tutto questo non lo sappiamo spiegare ad oggi, se non con lo shock per aver visto babbo e mamma che trom....no. No, non può essere tutto spiegato con dei banali 2+2=4...parlando di uomini, menti ed anime, la matematica ne esce sempre malconcia.
Scusate lo sproloquio...ed anche se ho rischiato il cartellino rosso per off-topic.

Alberto Carletti
...ciò che vediamo e tocchiamo è solo una piccola parte di un'archittettura che non sappiamo spiegare...
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Trinity









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Inviato: 28/01/08

Jurij




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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

Secondo me ognuno di noi ha la piena libertà ovviamente di azione in base alle proprie esperienze e alla propria sensibilità e coscienza. Io non ho intenzione di valutare singolarmente una o l'altra metodica. Il topic è specifico e tenerne conto credo sia indispensabile a giungere a qualcosa di utile per tutti noi.
Vi prego di correggermi se ho capito male. L'osteopatia è un concetto, cioè un modo di pensare, un'idea. I pionieri occidentali sono certamente più noti a voi che a me.
La differenza tra l'approccio osteopatico e quello specialistico nel senso di settoriale( ad es. ortopedico, neurologico) stà nel considerare il funzionamento più o meno armonico della persona una cosa in più rispetto allo stato più o meno patologico di una singola parte dell'individuo. Questo si evidenzia nel, da tutti noi fortunatamente condiviso, desiderio di capirne di più. Complimenti a tutti, vediamo di riuscirci.
Con questa premessa chiedo a voi di argomentare eventuali dissonanze tra il concetto suddetto e l'approccio olistico della tradizione orientale. Li troverai, Bonesetter,tante risposte a questioni 'universali' e di regole del movimento dell'energia tramandate, un motivo ci sarà, da migliaia d'anni.
Il rapporto tra l'uomo e il suo ambiente è spiegato in maniera matematica, a partire da concetti inconfutabili quali il sistema binario yin yang, nei concetti della medicina tradizionale cinese.
Spiegato significa espresso in maniera comprensibile, anche da uno sperimentatore scientifico.
Ora perchè non si possa ritenere interessante l'integrazione delle conscenze sul funzionamento dell'energia noto all'oriente, con le conoscenze e soprattutto con il desiderio di capirne di più di noi fisioterapisti non mi è chiaro.
Io mi sento liberissimo di definirmi osteopata nel mio modo di fare il fisioterapista. Anche se non conosco tutto quello che sapete voi riguardo fasce e sensibilità della mano. Semplicemente non mi accontento di curare i sintomi che si ripresentano, perchè dicono che non ho risolto il problema. Quindi cerco un modo per essere più efficace, cerco altre possibili spiegazioni che possano rendere più efficace la mia azione.Guardo oltre e trovo un mare di altre cose che la scuola fkt si è ben guardata dal dirmi. In questo ambito di approccio olistico, ampliato alla ricerca della causa che supporta il disturbo, ho trovato risposte nella tradizione cinese, interpretata da Solère, che ha ideato personalmente un metodo che si avvicina ai disturbi di competenza di noi fisioterapisti con gli occhi di un occidentale che vive e lavora in un mondo dove l'avere riconoscimento da parte del mondo scientifico di cui tutti noi facciamo parte è vitale.
Credo che sia definibile osteopatico anche questo modo di fare, senza voler togliere nulla a nessuno.
Definire significa vedere meglio, capirne di più. Esiste anche un modo di essere osteopatico nel fare il fisioterapista diverso da quello classico che alcuni di voi utilizzano e che nelle scuole R.o.I. insegnano, questa è la cosa che credo sia utile al topic. Very Happy Ciao!!
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buddy

Amministratore



Messaggi: 1594
Professione: Fisioterapista
Località: Etere
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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

popo ha scritto:
buddy..
ha scritto c..o Embarassed
sgridalo!
ciao Bonesetter Wink

Eh purtroppo non posso, altrimenti rischio di perdere uno dei migliori compagni di studio fino ad oggi incontrato. Cmq spesso fa arrabbiare anche me Wink
Credo che il discorso sul cranio-sacrale sia molto complesso e meritevole di essere approfondito. Naturalmente cercando di impostare una discussione costruttiva.
Credo che sia fondamentale impostare la nostra professione sulle evidenze scientifiche e sull'aggiornamento professionale. Allo stesso tempo, credo moltissimo, oltre che ad una medicina basata sull'evidenze, ad una medicina basata sull'esperienze (riporto una frase di ar418). L'EBM, nel nostro lavoro, ha introdotto numerosi benefici. Tra questi ha il principale merito di aver conferito una maggior professionalità e serietà alla nostra categoria. Lentamente, il fisioterapista sta cambiando, o meglio, evolvendo. Il fisioterapista non è più un semplice esecutore di un ciclo da 10+10 prescritto da qualche figura spesso ignara e digiuna di riabilitazione, considerata un gradino più alta nella gerarchia sanitaria. Il fisioterapista sta lentamente diventando autonomo, o meglio, sta diventando autonomo il suo ragionamento clinico. Ma ciò è possibile anche grazie alle esperienze, in termini di tempo dedicato alla professione, di impegno, di volontà di comprendere, studiare e approfondire, di aggiornamento professionale.
Purtroppo, le attività formative non sempre aiutano questo percorso. Se da un lato ampliano il nostro bagaglio culturale, dall'altro incrementano la confusione.
Tutti abbiamo terminato l'università credendo che Perfetti, Bobath, ionoforesi, diadinamiche e tens rappresentassero la panacea di tutti i mali. Con il tempo e l'esperienza abbiamo poi eliminato le metodiche inutili e privilegiato quelle migliori. E ciò, siamo sinceri, non solo per l'EMB et simili, ma soprattutto per l'esperienza.
Non abbiamo avuto bisogno di trials clinici randomizzati, controllati e doppio cieco (e quant'altro) per capire che la ionoforesi non serviva ad un cazzo (io posso usare parole scurrili, nessuno mi banna); è bastato un po di buon senso e un minimo di valutazione dei risultati.
Idem per tutti quei percorsi formativi dove il docente preparato sembra propinarci un metodo infallibile. Abbiamo pensato tutti di trattare tutte le patologie discali in estensione dopo aver frequentato un McKenzie; oppure di risolvere tutte le sindromi femoro-rotulee con il taping della McConnell. Ma con lìesperienza, abbiamo visto che è impossibile approcciare questo o quello obbligati in uno schema rigido. Così, abbiamo iniziato a ragionare, a voler capire, a filtrare i fiumi di nozioni appresi. Abbiamo iniziato ad essere autonomi, nella pratica e nelle mente. Le medicine basate sull'eveidenze e sull'esperienze si sono confrontate, giorno dopo giorno, confronto che ha portato sempre più a cercare di capire il perchè di un razionale, di un"questo si". "questo no", "questo lo sviscero e lo approfondisco".
Il tutto è riconducibile anche al cranio-sacrale. Anche io noto i miei docenti sempre abbronzati a febbraio, appena scesi da qualche barca. Ma ciò ha poca importanza, ormai questa è la realtà del mercato formativo. Mi insegnano un metodo screditato, ma anche questo ha poca importanza. Perchè? Perchè oggi, grazie alla libera diffusione delle idee, abbiamo modo di ascoltare sempre due campane, i lodatori e i detrattori, e di pensare con la propria testa.
Il fatto che il cranio-sacrale sia scerditato mi affasciana, come mi affascina la materia. Mi sono sempre chiesto perchè la maggior parte dei testi di anatomia terminasse a C1. Ho deciso quindi di studiarlo, di applicarlo, di valutarlo e, infine, di trarre le mie conclusioni, naturalmente aiutato dall'opinione dei colleghi e del materiale, sempre aggiornato, che la letteratura propone.
Credimi popo, il tuo ragionar è quanto di più prezioso ci possa essere. Ma anche quello di bonesetter. Sono due estremi (non in generale, ma sull'argomento), che altro merito non possono avere che determinare una crescita della nostra categoria e contrbuire alla creazione del Fisioterapista pensante.
Fine del monologo Wink
Saluti Very Happy

Samuele Passigli

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"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

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popo




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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

faccio 2 premesse: la prima è che non ho ancora letto l'ultimo messagio di buddy, non ho avuto tempo,
la seconda è che no ho idea di come si ritaglino le citazioni, quindi quello che segue sarà un casino.. buona lettura

Sarebbe però quantomeno corretto, non dare (tra le righe ) degli imbecilli-creduloni-mononeuronali-plagiabili-e vittime di fenomeni di isterismo cranio sacrale-osteopatico collettivo, a chi ha trovato convincente e vincente questo genere di approccio!

Caro Bonesetter, questo lo hai scritto tu, io non lo penso.
Penso che le spiegazioni che siano state date in materia siano carenti di dati certi. La certezza del dato è fondamentale in ogni disciplina meccanica o riparativa, figurarsi in una disciplina terapeutica. E’ un problema che riguarda la fisioterapia, l’osteopatia, e tanti altri campi.
Ma l’osteopatia non ha solo il CS come problema, come ho già scritto, purtroppo disciplina non lo è, non ancora, almeno. E’ se lo diventerà, non sarà certo per aver dato spazio ad approcci come il “cranico” o “craniosacrale”, ma al contrario, se sarà capace di una profonda epurazione.
Il mio intervento è stato fatto per riequilibrare il tenore di quanto viene scritto ogni tanto sui forum. Un lettore potrebbe avere informazioni unilaterali e/o incomplete, che è bene siano compensate da una controparte che cerca di manifestare un orientamento sicuramente differente, nel modo più obbiettivo possibile (credo si comprenda che da parte mia non c’è nessuna animosità, e dò atto anche a Buddy, che non conosco, di aver dimostrato onestà intellettuale, tollerando opinioni diverse dalle sue sul suo forum).
Se vuoi, leggere punti di vista differenti dal nostro, stimola comunque una riflessione, a me come a te come a tutti, ed è questo il lato positivo

ENTRO

Dal PDV delle organizzazioni rappresentative, “selezionare il materiale” può effettivamente essere un problema scomodo da affrontare, piu politico che didattico. Se io accetto tutto quello che tu dici, e tu accetti tutto quello che dico io, andiamo d’amore e d’accordo, ma se io comincio a contestare il tuo craniale, tu mi puoi contestare una rotazione iliaca, e se comincia un gioco a eliminare ciò che non esiste e ciò che non serve, allora si che ciò che resta sarebbe “ciò che non può essere demolito” e l’osteopatia si insegnerebbe in 5 o 6 mesi. Ma le associazioni rappresentative ne sarebbero distrutte. Quindi nel mucchio vengono tollerate cose sagge e stupidaggini, e non sempre il discente ha le capacità di accorgersi delle differenze. E non è giusto. Se sapesse, potrebbe selezionare cosa vuole imparare, e cosa no.

Per tornare all’approccio in questione (“cranico” o “craniosacrale”) quello che c’è da sapere, e che non viene mai detto, può essere riassunto in poche righe. Che si sappia, poi ognuno, sulla base dei riferimenti dati, si documenti, rifletta, e tragga le proprie conclusioni, non ne verrà che bene comune. Il bene della conoscenza.

L’OC , dalla sua nascita, cioè quando un ex-giornalista si mise le mani sulla testa e ebbe l’impressione di sentirla pulsare, ha sempre dato problemi. Propose un modello lesionale costruito sui principi base delle “lesioni articolari osteopatiche” (disfunzioni del movimento articolare) nella zona del corpo priva di movimento fisiologico: il cranio. Curiosamente, non si chiese come mai Still e colleghi, che avevano smontato ogni singolo pezzo umano, non ci avessero pensato..

Tutto comincio con: .
…my attention was called to the beveled articular surfaces of the sphenoid bone. Suddenly there came a thought - I call it a guiding thought - ‘beveled, like the gills of a fish, indicating articular mobility for a respiratory mechanism.' ''

Per lunghi anni non venne accettato dai colleghi, poi propose un nuovo modello, basato sui punti pivot e sulle membrane dette a tensione reciproca, fino alla proposta di un modello unificato di quello che ostinatamente, modificandolo, continuava a proporre, cioè il meccanismo respiratorio primario. Che, oggi si sa, (ma alcuni “lumi” lo sapevano già da allora) non era e non è un meccanismo, non è assolutamente respiratorio, e non è nemmeno primario.
Non ascoltato, cambia sistema. Un giorno, prima dell’assemblea annuale dell’AOA, fa una conferenza alla quale invita dei MEDICI Shocked che “apprezzano enormemente il modello proposto” (quello rifiutato dai colleghi osteopati..) e dall’assemblea successiva, e il “craniale” viene accettato..
In seguito il concetto verrà fatto “evolvere” da altre figure, che propongono modelli con fandonie più approfondite e documentate da pagine e pagine di neuroanatomia per giustificare il fatto che questo movimento (che non esiste) venga addirittura trasmesso attraverso strutture meningee, al sacro, creando un sistema (che non esiste, prove lo provano) che muove nell’insieme, comandato da movimenti (che non esistono) cranici. Alla fine, serve da giustificativo per una nuova terapia, detta “somato-emozionale”. Un delirio.
Vari modelli vengono proposti su cosa ci sia all’origine della pulsazione percepita (confusa sovente, in buona o in malafede, con un MOVIMENTO, inesistente, la cui “lesione” (la lesione craniale) causerebbe i disturbi più svariati.
Tutti i modelli meccanici proposti vengono, nel tempo, via via smontati.

Conclusione: qualunque cosa sia, non si tratta di movimento di materia (salvo nei bambini, ovviamente). Tutto ciò che parla di movimento o movimenti di masse o liquidi, o di manovre per influenzarle, è spazzatura. Un solo esempio. E’ rigorosamente provato e stra-provato che la manovra detta “del 4° ventricolo” non crei assolutamente alcun effetto effetto nel 4° ventricolo. Ma ancor oggi numerosi operatori la praticano convinti di ciò. Che differenza con il “curandero” che vede il male dentro e che lo aspira fuori con una cannuccia?
Rinnovo il mio rispetto per tutti i terapisti ONESTI, e lo sono se fanno del bene e non male, e se non sono dei mangiasoldi, qualunque sistema essi utilizzino.

Oggi ricercatori seri, profondi conoscitori della fisiologia, della biomeccanica, dell’anatomia, mettono formalmente sotto accusa questo approccio, con studi ben condotti, concludendo che:
"..col tempo, le discipline scientifiche ampliano le basi delle proprie conoscenze e della loro efficacia. Non è il caso dell’osteopatia cranica. I suoi difensori proclamano ancora :
- lo stesso meccanismo biologico indifendibile proposto da Sutherland 65 anni fa,
- nessuna indicazione sull'affidabilità diagnostica, e
- nessuno studio controllato che mostra la sua efficacia."
Queste conclusioni sono particolarmente opprimenti, poichè gli argomenti presentati in questo capitolo sono frequenti negli scritti dei praticanti cranici, e perché compaiono all’interno di lavori di medicina osteopatica autorizzati dall'AOA. Molto più inquietante, tali conclusioni rivelano che i praticanti dell'arte "cranica" sono più predisposti degli altri terapeuti ad un tipo di pensiero magico completamente indifendibile in questa epoca scientifica.
L'osteopatia fa parte dell'identità professionale dei professori di scuole di osteopatia, e noi facciamo del nostro meglio per servirla in quanto cittadini professionali responsabili.
invitiamo i lettori interessati ad esaminare il nostro studio ed ad informarci delle sue debolezze, così come delle interpretazioni erronee della letteratura appropriata o degli studi che avrebbero potuto sfuggirci.


La lettera si conclude proponendo una “[I]radicale rivisitazione dei concetti relativi all’osteopatia cranica, oppure la rimozione dell’intero capitolo relativo al “cranico” dal testo di riferimento. - La seconda edizione di “Foundations for Osteopathic Medicine (Ward, 2002, [1] pubblicata sotto l'egida dell'American Osteopathic Association (AOA) comprende un capitolo intitolato "Osteopatia in campo cranico" nella quale la maggior parte degli argomenti pubblicati dagli autori non hanno purtroppo nessun fondamento. [/I]

Non solo : We believe that Sutherland's Primary Respiratory Mechanism is invalid. "Cranial" rhythms cannot be generated through organic motility of brains because neurons and glial cells lack the dense arrays of actin and myosin filaments required to produce such movement. Other hypotheses regarding genesis of this rhythm (eg, Upledger's "pressurestat" model2) remain purely speculative. Movement between the sphenoid and occipital bones at their bases is impossible past late adolescence because, by then, they have become one very robust bone.3–6 Movement among components of the cranial vault also is impossible in most adults because coronal and sagittal sutures usually have begun to ossify by age 25 to 30 years and the lambdoidal suture only slightly later.7–9 Interexaminer reliability is approximately zero, many published coefficients have been negative, and the most parsimonious explanation for data collected thus far is that practitioners are imagining the cranial rhythm.1 Finally, even if purported cranial and intracranial movements are real, are being propagated to the scalp, and are being assessed accurately by practitioners, there is no reason to believe that parameters of such movements should be related to health and no scientific evidence that they can be manipulated to a patient's health advantage.

E ancora: . We are still deliberating these issues only because craniosacral therapy/ cranial osteopathy is a belief system—not medicine—and as such has been impervious to disconfirmation for most of a century.

Infine: we believe that craniosacral therapy bears approximately the same relationship to real medicine that astrology bears to astronomy”
We intend no disrespect for practitioners who may feel that their professional identities are challenged by our views. However, until researchers have replicated demonstrations of efficacy—using properly controlled scientific trials—we believe that craniosacral therapy/cranial osteopathy should be removed from all medical and allied health curricula.


..se arrivano a consigliare addirittura la rimozione dei termini craniosacral therapy/cranial osteopathy dai curriculum sanitari.. non è un inezia.. per questo chiedo una riflessione, e chiudo
Saluti
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popo




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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

Dimenticavo, un’altra notizia che difficilmente vi verrà segnalata..

Decisione definitiva del Consiglio di Stato Francese del 23 gennaio C.A., su ricorso della Federazione Francese Fisioterapisti:

1 / L'osteopatia non è una professione sanitaria.
2 / I Fisioterapisti possono esercitare la Fisioterapia e l'osteopatia in modo complementare contrariamente a ciò che chiedevano gli osteopati che avrebbero voluto imporre un esercizio esclusivo.

3/ I Fisioterapisti dovranno semplicemente avvertire la prefettura di essere in possesso di diploma, senza che questo possa vietare l’utilizzo del titolo (article 5 du décret n° 435 du 25 mars 2007).

Speriamo che l'Italia non derivi..
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bonesetter




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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

Grazie Buddy per le parole, sei un amico...e sai che non è piaggeria.

Carissimo Popo, non saprai come ritagliare ma ammazza quanto scrivi!!! Ti dico anche che ho apprezzato le citazioni in lingua madre, avendo studiato proprio cranio-sacrale in inglese sul libro di Magoun, ma non so se ciò valga per tutti.
Apprezzo i toni del confronto che sono rimasti moderati e non bellicosi. Capisco il tuo punto di vista e le argomentazioni che ne derivano, ma permettimi solo una precisazione: i principi di osteopatia craniale non poggiano sulla presunta articolarità e range di movimento delle ossa craniche...per carità. Il ritmo cranico in questione è descritto non come pulsazione nella sua più classica accezione, ma come "espansione elastica" delle ossa craniche. Nessun movimento, appunto. Ma non voglio aprire dissertazioni su argomenti che, forse, non interessano a tutti.
Complimenti anche per le conoscenze in ambito osteopatico...non tollero chi critica e non sa alcunchè.
Mi domando se il tuo dubitare si fermi al campo craniale, o anche a ciò che è strtturale puro, all'osteopatia tutta.
Detto ciò, ribaltiamo il punto di vista: poniamo che io sia un tuo amico, che abbia studiato osteopatia e che non creda assolutamente in queste panzane del cranio, del sacro, di MTR, di etmoide, suture e compagnia bella. Ammettendo la mia miscredenza, devo, però, anche confrontarmi con una realtà che mi perplime....come può essere che funzioni? Cosa funziona quando si fa cranio-sacrale? Perchè caro il mio amico Popo, devo ammttere che qualcosa fa. Davvero ti faccio queste domande come potrebbe fartele un collega-amico.Ammettendo la difficilmente comprensibile struttura del sistema cranio-sacro, mi domando cosa, dove, come si agisca...
Se sono balle, perchè ottengo risutati? Qual'è la zona di interazione per cui il Pz migliora? Sono solo quei famosi ma sconosciuti canali di comunicazione profonda e diretta, che agiscono qualunque sia la tecnica d riferimento?
Non so. Non so davvero. Forse un giorno si scopriranno le reali potenzialità di questa nostra fantastica mente...ovviamente di quelli che ne sono dotati...cosa, purtroppo abbastanza rara !!( Per favore non attaccatemi con frasi da buonismo vomitevole...lo ammetto sono terribilmente intollerante alla stupidità umana! ).
Buon lavoro a tutti...

Alberto Carletti
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laconix




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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

bonesetter ha scritto:
.........devo, però, anche confrontarmi con una realtà che mi perplime....come può essere che funzioni? Cosa funziona quando si fa cranio-sacrale? Perchè caro il mio amico Popo, devo ammttere che qualcosa fa. ..............., mi domando cosa, dove, come si agisca...
Se sono balle, perchè ottengo risutati? .............................


(non posso evitare di dare una gomitata a bonesetter quando presta platealmente il fianco a critiche)

Mi "perplime" il tuo atteggiamento empirico quando si parla dello scibile del tuo quotidiano....contrapposto al sarcasmo con cui tratti il comune operari di altri......


bonesetter ha scritto:
.........lo ammetto sono terribilmente intollerante alla stupidità umana! ).i...


sono anche d'accordo quando ti riferisci a quelli che criticano senza conoscere..... mi "perplime" pure quello..... (però a forza di copia incolla, mi son perso la citazione....)
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paolofisio




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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

Tratto dal sito dell'Accademia della Crusca:

Il verbo perplimere significa “essere perplesso” o “rendere perplesso”, ed è entrato nella nostra lingua in un passato recente, ma con un percorso particolare che ne ha limitato l’ambito d’uso e che ne ha pertanto impedito, almeno per ora, l’ingresso nei vocabolari di lingua italiana (nei quali non è attualmente registrato).

L’impiego del verbo perplimere è dovuto alla prosa creativa del comico Corrado Guzzanti, che lo ha lanciato nei primissimi anni Novanta, nella trasmissione televisiva “Avanzi”. La parola venne inserita in uno dei dialoghi fra il personaggio Rokko Smitherson e Serena Dandini, ed ebbe talmente successo che fu più volte riutilizzata nella trasmissione, con ricchi esempi nella coniugazione (perplimere, perplimo, perplimete, perplèi, perplime[re]).
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bonesetter




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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

laconix ha scritto:
bonesetter ha scritto:
.........devo, però, anche confrontarmi con una realtà che mi perplime....come può essere che funzioni? Cosa funziona quando si fa cranio-sacrale? Perchè caro il mio amico Popo, devo ammttere che qualcosa fa. ..............., mi domando cosa, dove, come si agisca...
Se sono balle, perchè ottengo risutati? .............................


(non posso evitare di dare una gomitata a bonesetter quando presta platealmente il fianco a critiche)

Mi "perplime" il tuo atteggiamento empirico quando si parla dello scibile del tuo quotidiano....contrapposto al sarcasmo con cui tratti il comune operari di altri......


bonesetter ha scritto:
.........lo ammetto sono terribilmente intollerante alla stupidità umana! ).i...


sono anche d'accordo quando ti riferisci a quelli che criticano senza conoscere..... mi "perplime" pure quello..... (però a forza di copia incolla, mi son perso la citazione....)


Caro Laconix,
Mi spiace se pensi che , al di là di non amare lo strumentale, io tratti con sarcasmo l'operare degli altri,e se così è stato me ne dispiaccio, sicuramente non volevo. Rispetto chi lavora con passione, anche se con modalità differenti dalle mie...tant'è che collaboro con chi fa strumentale.

Non ho un atteggiamento empirico verso il mio quotidiano; forse ti è sfuggito il fatto che stavo ipotizzando la situazione descritta, immaginando di non amare e non comprendere una parte del mio bellissimo lavoro...Cranio-sacrale, per l'appunto. Credimi, cerco di limitare l'empirismo alle differenti modalità di applicare in pratica la teoria studiata.
Altresì, se pensi che critichi ottusamente ed arrogantemente ciò che non conosco, non è così. Ho solamente orientato e sintonozzato il mio lavoro su ciò che amo di più; nelle nostre trascorse schermaglie estivo-canicolari, sono volate frasi e parole grosse, forse troppo, ma è acqua passata....

Quanto alla citazione di Guzzanti & Co., devo la conoscenza del mio italiano allo studio dello stesso al Liceo Classico, non ai divertentissimi personaggi del comico (troppo fazioso) in questione.

Ciao a tutti!

Alberto Carletti
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laconix




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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

vabbeh.....

compito per casa:

Scrivi cento volte, in bella calligrafia ....
"non chiamerò mai più, in vita mia, la Fisioterapia con il brutto termine di macchinette"


(p.s. ....io non ho fatto osteopatia, ho imparato tutto quello che so dell'argomento, da mio nonno che era definito un "conciaossa".....c'azzecca?)
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bonesetter




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Inviato: 28/01/08 Rispondi citando

No, no, no, no, no...!
Non farmi passare per il solo che ha sbagliato. Le nostre "zuffe" avevano 2 protagonisti....non fare il santarellino ferito...

casomai non lo sapessi, Bonesetters era il nome dei primi conciaossa americani...

Te capì !?

Alberto Carletti
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laconix




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Inviato: 29/01/08 Rispondi citando

Embarassed .....questa non la sapevo....

la mia è stata (per quel che ha fatto in tempo a dare ) una formazione pratica...
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popo




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Inviato: 30/01/08 Rispondi citando

ho imparato!! guarda che bravo..

Citazione:
Detto ciò, ribaltiamo il punto di vista: poniamo che io sia un tuo amico, che abbia studiato osteopatia e che non creda assolutamente in queste panzane del cranio, del sacro, di MTR, di etmoide, suture e compagnia bella. Ammettendo la mia miscredenza, devo, però, anche confrontarmi con una realtà che mi perplime....come può essere che funzioni? Cosa funziona quando si fa cranio-sacrale? Perchè caro il mio amico Popo, devo ammttere che qualcosa fa. Davvero ti faccio queste domande come potrebbe fartele un collega-amico.Ammettendo la difficilmente comprensibile struttura del sistema cranio-sacro, mi domando cosa, dove, come si agisca...
Se sono balle, perchè ottengo risutati? Qual'è la zona di interazione per cui il Pz migliora? Sono solo quei famosi ma sconosciuti canali di comunicazione profonda e diretta, che agiscono qualunque sia la tecnica d riferimento?
Non so. Non so davvero.


Caro Bonesetter,
Come già più volte scritto, epura ciò che leggerai da qualunque tono malizioso o acido. Solo lucidità, e un po’ di allegra ironia, che beninteso faccio anche su me stesso, ogni giorno..
Tanto per cominciare abbiamo stabilito che sul cranio non fai assolutamente il “bonesetter”, a meno che non ti occupi di bambini o di traumatizzati cranici, che sono i casi in cui il craniale, dal pdv meccanico può giustificare i suoi effetti. Li tralascio entrambi. Il primo merita una riflessione “GIGA”nte a paragone di quanto scritto fino ad ora. Tuttavia è un problema che esiste. Il secondo lo tralascio perché marginale nella condotta di uno studio professionale di fisioterapia e/o osteopatia.
Per il resto, mi stupisce davvero che tu non sappia i fondamenti di funzionamento di qualcosa che fai ogni giorno, facendoti pagare, e che hai studiato per anni. Ribadisco che il fatto di avvertire la pulsazione a livello del sacro nulla ha che vedere con il sistema di “pulegge”, cinghie e tiranti pubblicizzato per DECENNI. Il problema è che più si fugge nel metafisico, più si da spazio ai deliri. Tutti hanno diritto a dire la loro, ma solo pochi hanno la capicità di selezionare in poco tempo le baggianate dalle “genialate”. Quando si tratta di costruire un sistema di cure, bisogna fare estrema attenzione a ciò che si dice (può far danni), a ciò che si scrive (..resta..) e soprattutto Vi è un’enorme responsabilità per quanto riguarda ciò che si insegna. Conosco eminenti cervelli che si sono rifiutati, abbandonando le strutture di formazione di cui facevano parte, di insegnare cose fasulle o campate per aria solo per allungare i tempi di formazione e prender più soldi (..o per il “quieto vivere” ). Chiunque può creare il suo “metodo”, ma analizzando in profondità, quanti dei metodi attualmente insegnati si possono defire tali? E’ il grande problema dell’osteopatia, ma anche della fisioterapia.
Ti invito a raccontare tu la tua metodologia di lavoro, a partire dal campo di applicazione, inclusione-esclusione di un paziente, poi all’analisi di segni e sintomi, poi sul ragionamento diagnostico che conduce o meno all’intervento tecnico, tempi di trattamento, numero di sedute, variabili possibili valutazione dei risultati conseguiti, possibili effetti iatrogeni, cosa racconti al paziente per il consenso informato, modalità di pagamento.. Laughing
Se noterò qualcosa che mi susciterà voglia di intervenire, lo farò spassionatamente Shocked

ciao
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Inviato: 30/01/08 Rispondi citando

popo ha scritto:
Chiunque può creare il suo “metodo”, ma analizzando in profondità, quanti dei metodi attualmente insegnati si possono defire tali? E’ il grande problema dell’osteopatia, ma anche della fisioterapia.

Questa espressione è meritevole di essere evidenziata.

Samuele Passigli

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"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"

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Inviato: 30/01/08 Rispondi citando

Inizio a provare un senso di sconforto ed anche di irritazione; ho ,con piacere, mantenuto i toni scevri da polemica, ma noto che non è servito. Vediamo se scritto più grande è anche più chiaro: STAVO PARLANDO IN SENSO FIGURATO...FINGEVO DI NON ESSERE CONVINTO; DI FARE MA NON CREDERE, DI AVERE RISULTATI CHE NON RIUSCIVO A SPIEGARMI...è più chiaro ora?
E' irritante il tuo pensare e meravigliarti che quotidianamente io maneggi Pz senza sapere cosa e perchè lo faccia! Trovo comprensibile e pienamente lecito che tu, Popo, possa dubitare dell'osteopatia, dei suoi assunti, delle teorie che le fanno da pilastri e di tutto ciò intorno a cui gravita...ma il tuo dissentire dovrebbe, secondo me, fermarsi appunto ad una chiara esposizione del tuo pensiero e di ciò che ti sembra non plausibile e "pindarico-acrobatico". Non sopporto davvero chi, come te, maschera la propria intolleranza ed il proprio castello di certezze assolute, con un'apparente bonarietà e basso profilo di aggressività, che è pienamente smentito da ciò che sottendono i tuoi interventi, l'ultimo dei quali mi vede anche scriteriato e praticante inconsapevole di cazzate e, quindi, cialtrone che vampirizza i Pz che, sventurati, cadono nelle trame del cranio-sacralista che ammalia gli stessi con teorie folli!!! Ma CHI pensi di essere per poter tessere una sorta di processo on-line all'osteopatia ed a me, in qualità di suo scorretto adepto? Mi chiedi modalità operative, percorso diagnostico (atto medico), esclusione-inclusione dei Pz,consenso informato, pagamenti, durate,per poi,eventualmente, ribattere ed entrare nel merito se lo ritenessi opportuno...ma che c...o vuoi? Cosa sei un G.I.P.? Questo non è confrontarsi.Il confronto non può poggiare su incrollabili convinzioni ridicolizzanti unilaterali. Ecco perchè non mi interessa in questa forma.
Io ho ben chiaro che siamo in un portale di FISIOTERAPIA, che sono ospite in "casa " di un carissimo amico e che si parla anche ma non solo di osteopatia....questo ANCHE, vuol dire che non si deve fare il magnificat dell'osteopatia alla ricerca di proseliti ( e credo e spero di non averlo mai fatto, a parte il dichiarare di amare quest'approccio), e nemmeno tentare di sventrare la disciplina in questione, demolendone ogni aspetto ed ambito e liquidandola senza appello a banale pratica da wannamarchisti!!

Preferisco di gran lunga un Laconix, che,a suo tempo , mi ha "assalito" senza mezzi termini, accusandomi apertamente e senza nascondersi dietro ad un'apparente pacca sulle spalle da amicone come fai tu!
Hai voglia di battagliare con osteopati ed osteopatia? Entra in uno dei tanti portali della stessa e troverai sicuramente qualche entusiasta belligerante disposto a immolarsi per la causa.

Alberto Carletti
...ciò che vediamo e tocchiamo è solo una piccola parte di un'archittettura che non sappiamo spiegare...
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