mi sono state offerte più o meno allo stesso prezzo una winform 901 e una technosix usata di un'anno e poco più......secondo voi qual'è la scelta migliore?
nella vita non contano i respiri ma gli attimi che ti hanno tolto il respiro
la profondità di lavoro in tecnosix è variabile data la possibilità di scelta della frequenza.
Sta a significare che se noi utilizziamo una bassa frequenza lavoriamo in superficie, invece lzando la frequenza, accorciamo la lunghezza dell'onda, ma la rendiamo più profonda..
.....la profondità di lavoro in tecnosix è variabile data la possibilità di scelta della frequenza..
.....ecco, questa è una differenza che conosco: la winform, in base all'impedenza cutanea, tramite un algoritmo calcola cosa è meglio fare....e lo fa da sola..
apo
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il punto è che winform non è ancora riuscita a dimostrare quale principio sfrutta affinché questo accada.
Quindi non può certo garantire ne l'infallibilità tantomeno la sicurezza.
Se permetti, visti i ben noti effetti negativi e nocivi ti tecar, e sapendo chi produce winform, fossi in te non mi sentirei proprio tanto tranquillo
Se permetti, visti i ben noti effetti negativi e nocivi ti tecar, e sapendo chi produce winform, fossi in te non mi sentirei proprio tanto tranquillo
Ciao apo,
per prima cosa ti invito a leggere questo topic:
http://www.fisiobrain.com/ftopict-1229.html
Vorrei poi aggiungere una richiesta, a te e a chiunque abbia informazioni in merito.
Premetto che ho utilizzato la Tecarterapia 901 della Unibell per alcuni anni e la diatremia Tecnosix della Sixtus per un anno, ma senza mai approfondire e sviscerare l'argomento come molti utenti in questo forum (non utilizzo più nè l'una nè l'altra). Da tempo si vocifera dei danni prodotti da questa o quella ditta (non voglio scendere nel particolare), ma senza mai citare fonti precise, senza mai un riferimento a dati certi e dimostrati.
Ciò è seccante, per non utilizzare altri termini poco educati. Non capisco se tale atteggiamento derivi da una superficilaità nel trattare informazioni che appartengono alla categoria del "sentito dire", del "pubblicizzo questa ditta a discapito dell'altra", oppure del "conosco bene le vicende, ma non ho tempo per indicare dove reperire informazioni documentate".
Per indicare una procedura pericolosa, credo che sia necessario possedere e riportare dati certi, acquisiti tramite studi e ricerche mirate, dei quali non ho informazioni a riguardo.
Ringrazio tutti per i chiarimenti, ma che siano tali.
Grazie
Samuele Passigli
"Non dovevamo farvi giocare con i mostri". "Perchè?", chiese lo showman. "Perchè lo siete diventati"
Giupa
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io voglio dire una cosa a riguardo di diatermia. Ho consultato le schede tecniche di tutte le diatermie, la tecar 901 ha l'elettrodo resistivo più grande che c'è sul mercato, 11,5 cm. Vi garantisco di persona che per scaldare con quell'elettrodo, di potenza ce ne vuole, eppure con la tecar ce la faccio. Le terapie fisiche (a parte quelle riflessoterapiche che si potrebbero chiamare strumentali ma non tanto fisiche) sono prima di tutto ENERGIA.
Voi vi comprereste un'auto con una elettronica da urlo ( e pagarla pure tanto) ma con un motore che soffoca in salita? che faccio accendo il gps se non ce la faccio?
La profondità di azione? stiamo parlando sempre del condensatore o di una onda d'urto. Nel secondo caso le cose cambiano.
effetti nocivi. potremmo arrivare a dire che se per caso la radiofrequenza crea la leucemia, una marca piuttosto che un'altra mi potrebbe salvare?
apo
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non sto ne pubblicizzando un prodotto tantomeno screditandone un altro.
dico solo che il progresso va avanti e tecar sicuramente non ha seguito il progresso,
dalla composizione dei cavi e degli elettrodi alla tecnologi interna alla macchina.
inoltre la potenza se non ottimizzata è completamente inutile, al punto che vi invito a consultare le schede tecniche dei vari apparecchi al fine di osservare il rapporto tra potenza in entrata e in uscita.....
Giupa
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neanche io stò pubblicizzando la tecar. ho detto solo un dato di fatto: la grandezza dell'elettrodo resistivo di 11,5 cm. io qualche volta l'ho usato e con altre macchine non potrei farlo perchè non c'è.Sono sceso nei particolari. scendi anche tu nei particolari.(non uso sempre quel resistivo ma la potenza che occore per usare ANCHE quel diametro mi torna utile per raggiugere prima temperatura con resistivi piccoli,poi la abbasso la potenza se è troppa)
Caratteristiche dei cavi cosa significa, la schermatura? l'ultrasuono usa pure una radiofrequenza di tipo sonoro, 1 mhz e non si è mai parlato di schermatura o meno.( ciò non toglie che la unibell potrebbe fare un cavo pù spesso anche se andrebbe a discapito della flessibilià e forse della maneggevolezza)
Materiali degli elettrodi, il resistivo è di acciaio inox, cade per terra cosa gli succede, niente. Un resistivo in alluminio può piegarsi. L'allumio disperde il calore più dell'acciaio ma questo mi sembra più uno svantaggio che un vantaggio, l'osso non sta' a 5 km dalla pelle e far calare la temperatura troppo rapidamente dalla profondità in superficie mi richiede solo dover utilizzare altri watt ancora.
Caratteristiche interne della macchina. Se hai una formazione tecnica per poter discutere in merito, fallo. Io non ne sono capace, magari ci sarà qualche perito o ingegnere elettronico che potrà contraddirti o meno. Io guardo solo nella fessura da dove esce l'aria di raffreddamento della macchina e vedo delle "bestie" di trasformatori e circuiti che non credo di ritrovare in altre macchine.( Preferisco avere un'auto 2000 che sviluppa 150cavalli che non gli stessi cavalli su un 1200 di cilindrata, l'auto dura di meno!) La potenza nelle macchine può sempre servire, l'impedenziometro ecc non sempre se hai esperienza in diatermia.
apo
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l'hai detto tu stesso: acciaio inox..è un mateiale per definizione poco elettronegativo, indi per cui non è certo tra i migliori conduttori.
Questo non sta a significare che non funzioni, bensì che se dalla macchina escono ipotetici 200W, dall'elettrodo ne escono 30....
Comprendo ciò che hai scritto, ma ancora nessuno ha chiarito i miei dubbi riguardo a determinate affermazioni.
Grazie
Samuele Passigli
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Ultima modifica di buddy il 8/12/07, modificato 1 volta in totale
Giupa
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acciaio inox poco elettronegativo!?
Può darsi, o forse meno elettronegativo dell'alluminio. (per chi non sa: meno elettronegativo conduce meno) . Innanzi tutto devo verificarlo, per le mie conoscenze il metallo conduce e basta. Mi viene da pensare, potevano farlo in rame allora come la maggior parte dei cavi per la corrente o costava troppo? Ma poi penso:se la conducibilità dell'elettrodo resistivo è maggiore di quella della pelle, il tipo di metallo poi non conta. C'è solo poi una diatermia che è la seconda per data di uscita dopo la tecar che usa alluminio, le altre sono tornate a usare l'acciaio. Rimane lo stesso il fatto delle dimensioni dell'elettrodo e questa è geometria. Più il cono energetico tra piastra e elettrodo è stretto ( a parità di distanza) meno energia occorre per scaldare nei tessuti duri vicino all'elettrodo , più il cono è largo (elettrodo più grande) più potenza occorre per scaldare nei tessuti duri vicino all'elettrodo. Quindi:
chi costruisce diatermie con elettrodi resistivi fino a 11,5 cm sa che anche con quell'elettrodo riesce a fare ipertermia profonda altrimenti non lo costruirebbe (infatti nella tecar 151 che ha metà potenza quell'elettrodo non c'è). E allora: altre diatermie non costruiscono eletrodi resistivi cosi' grandi perche' non riuscirebbero a fare ipertermia con la potenza a disposizione ( al di la dell'acciaio o alluminio), e non perchè non serve, io l'ho usato qualche volta! Vi sembra una deduzione matematica o meglio geometrica?
eupecchi
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9/12/07
Leggendo gli ultimi topic mi sembra che emergano alcuni elementi di confusione che vorrei cecare di chiarire ( senza che nessuno si senta offeso ):
1 ) Aumentando la frequenza ( e quindi diminuendo la lunghezza d'onda ) non si ha una maggiore profondità di lavoro, bensì accade il contrario, come dimostra l'uso di una maggiore frequenza in medicina estetica dove, notoriamente, si lavora sulla cute o poco al di sotto.
2 ) Non è vero che Unibell è l'unica ditta che fabbrica elettrodi resistivi di grosso diametro. Ma quello che mi interessa maggiormente è ribadire che, nella tecnica diatermica, l'effetto Joule è solo uno degli effetti ricercati e non il più importante. Infatti, nella stragrande maggioranza delle patologie, è molto più importante l'effetto biologico, vale a dire la variazione delle costanti alterate a carico della matrice e della cellula, di quello termico. E l'effetto biologico si ottiene lavorando in modo atermico o, al massimo, omeotermico. D'altra parte, anche se si dovesse parlare di potenza, la macchina di cui sopra non è certamente la più potente. Senza considerare la dispersione che si ha lungo i cavi ed all'uscita dall'elettrodo.
3 ) Con la diatermia non si trasmettono delle correnti , bensì dei campi elettromagnetici per cui non ha senso parlare di conduttori come si parlerebbe di fili elettrici. L'acciaio è un metallo costituito da ferro e carbonio che differisce dalla ghisa perchè contiene meno dell'1,78% di carbonio e che si ottiene dall'affinazione della ghisa stessa o dalla cementazione del ferro. Contiene Magnetite ( Fe3O4 ) che ne costituisce la capacità elettromagnetica. E' evidente, quindi, che l'acciaio ( o il ferro, che, però ha problemi di manutenzione ) è il miglior metallo in grado di governare dei campi elettromagnetici. Un elettrodo resistivo costituito da un metallo diverso dall'acciaio è sicuramente meno efficace.
Saluti a tutti
Dr. Eugenio Pecchioli - Firenze
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