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buddy

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Professione: Fisioterapista
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Inviato: 10/03/08 Rispondi citando

Vedo che un semplice trattino è riuscito a stimolare la curiosità di più persone Wink
A parte gli scherzi, le parole di Rosario sottendono, indubbiamente, molta intelligenza.
Io non ho molta voce in capitolo, essendomi avvicinato a questo metodo solamente nel fine settimana passato. Ma se i più esperti (ho l'impressione, seriamente, che siano presenti colleghi con buone conoscenze a riguardo) incentrassero la discussione non sull'evidenziare i difetti di questo o quell'approccio, ma sull'esporre i pregi del proprio approccio e della propria esperienza, la discussione acquisterebbe un livello sicuramente più interessante e stimolante.
Che so, qualcuno potrebbe provare iniziando ad esporre che cos'è il kinesio-taping, il kinesiotaping, il taping neuromuscolare e quant'altro (non so se esistono altre denominazioni e/o altri approcci), come si usa, quando è indicato, etc.
Confido nella professionalità dei colleghi e nella fiducia che ripongo nella condivisione delle conoscenze come unici strumenti in grado di elevare la nostra categoria.
Grazie a tutti.

Samuele Passigli

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Trinity









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Inviato: 10/03/08

stefano




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Professione: Fisioterapista

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Inviato: 11/03/08 Rispondi citando

concordo su quanto detto da mico Wink anche perchè lavorando insieme ed essendo io il sire e lei la suddita Very Happy no può essere altrimenti.
concordo quanto ha detto bellìrosario che uno scambio di esperienze personali non può far altro che migliorare, in particolar modo penso che mico abbia molto da dire nonostante la giovanissima età sia professionale che anagrafica (beata lei)
e maz-inga non è come mazinga dai, mazinga sta molto meglio senza il trattino Very Happy
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paola80




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Professione: Studentessa
Località: Latina
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Inviato: 12/03/08 Rispondi citando

Evil or Very Mad ..ma nessuno può spiegare le caratteristiche delle diverse tipologie di taping citate in questo topic???
grazie.. Wink ..buon lavoro a tutti..
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belliarosario




Messaggi: 64
Professione: Fisioterapista
Località: Bergamo
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Inviato: 13/03/08 Rispondi citando

Ciao Paola,
provo a risponderti con le informazioni in mio possesso Ho fatto il corso di formazione in Korea ad indirizzo sportivo qualche anno fa, e poi al mio ritorno in Italia facendo una ricerca su questa tecnica mi sono reso conto che a casa nostra ci sono dei colleghi molto preparati, che sono riusciti ad evolvere questo metodo, pur rispettando i principi base. In considerazione del fatto che tutti usano il nastro da kinesio taping le differenze sono solamente nelle tecniche applicative.
Considero questa tecnica come una metodica aggiuntiva al bagaglio tecnico-culturale della nostra professione e non una tecnica elettiva; un’attrezzo in piu’ nella “cassetta degli attrezzi”.
Il kinesio taping (Murai-Kase):
A) funzione muscolare: normalizzare il tono
Muscolare con le tecniche adeguate;
B) funzione sensitiva: decomprime le
terminazione nervose “schiacciate” e diminuisce il dolore;
C) funzione linfatica: riducendo la pressione
ineterstiziale si attiva un flusso linfatico verso la zona in cui la pressione si e’ridotta;
D) funzione articolare: correzione dell’asse fisiologico, stimolando la propriocezione migliora la mobilita’.

La tecnica di applicazione in base all’obiettivo segue la direzione origine-inserzione del muscolo o viceversa.
Stirare la pelle e i muscoli prima di applicare il kinesio taping è essenziale per ottenere l’effetto “ convoluzioni “ che avviene solo quando è applicato sulla pelle in posizione corretta. Si puo’ ottenere l’effetto mettendo il muscolo interessato in posizione di stretching. Il nastro dopo l’applicazione va’ riscaldato con uno sfregamento della mano per attivare il collante
Appena il corpo si muove, il tape funziona come una pompa.
Il taping neuromuscolare si caratterizza:
( David Blow)
1) ampia applicazione in ambito: neurologico, ortopedico, traumatologia sportiva, posturale, viscerale, podologico, terapia occupazionale. Inoltre si stanno sviluppando delle ricerche per ulteriori applicazioni in campo bioenergetico.
2) il 90% delle applicazioni sono in “tecnica decompressiva“;
3) base dell’applicazione facilitare la vascolarizzazione e il drenaggio linfatico;
4) non prende in considerazione il principio “origine – inserzione”, ma :
a) decompressione: stiramento di qualsiasi muscolo, tendine con applicazione del tape a tensione zero;
b) stabilita’ (miglioramento tono muscolare): accorciamento segmentario con muscolo attivato o solamente con attivazione muscolare. L’applicazione del tape a zero, 25%,50% fino ad un massimo di 75% di tensione..
Non conosco il kinesio-taping (Accademy ……).
Il neurotaping sviluppa tutto l’aspetto posturale e applica la tecnica con metodologia originale.

Come vedete non esistono metodi originali e tarocchi, dobbiamo dire grazie ad alcuni colleghi molto intelligenti che stanno facendo ricerca e approfondimenti su questa tecnica, che a mio avviso ha ancora dei margini notevoli di applicazione, e’ nostro obiettivo studiare e ricercare.
Vi assicuro che in Italia ci sono tanti colleghi, che stanno dedicando tante energie alla ricerca e allo sviluppo di questa fantastica tecnica (aggiuntiva), non facciamoci “fagocitare” dal commercio.
Scusate per la lunghezza dell’intervento, ma mi sono fatto prendere la mano.
Cordiali saluti Rosario .

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Syd




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Località: Toscana
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Inviato: 13/03/08 Rispondi citando

chiaro limpido .... RECOARO!

memento audere semper
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laconix




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Professione: Fisioterapista Consulente Professionale

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Inviato: 13/03/08 Rispondi citando

belliarosario ha scritto:
.......in Italia ci sono tanti colleghi, che stanno dedicando tante energie alla ricerca e allo sviluppo di questa fantastica tecnica....


Il nostro lavoro è uno di quei lavori dove spesso, l'allievo supera il maestro Wink

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buddy

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Professione: Fisioterapista
Località: Etere
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Inviato: 13/03/08 Rispondi citando

Grazie Rosario. Ancora una volta complimenti per la disponibilità, professionalità e passione dimostrate.
Avrei piacere di conoscere l'esperienze di altri fisioterapisti che utilizzano la metodica in oggetto.
Saluti Wink

Samuele Passigli

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paola80




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Professione: Studentessa
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Inviato: 13/03/08 Rispondi citando

Very Happy Grazie mille Rosario!!!
Saluti, Paola.
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belliarosario




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Professione: Fisioterapista
Località: Bergamo
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Inviato: 15/03/08 Rispondi citando

mi piacerebbe conoscere l'opinione dei colleghi che utilizzano questa tecnica.
Che tipo di esperienze avete fatto e con quali risultati. Campi di applicazione.
Un collega di Modena ha fatto un lavoro molto interessante sui postumi di ricostruzione del l.c.a., ottenendo dei risultati molto confortanti, con una diminuzione dei tempi di recupero.
Qualche collega che ha partecipato al corso ad Arezzo potrebbe descrivere quali sono le caratteristiche del
kinesio-taping.
Cordiali saluti Rosario.

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didjcolonna




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Inviato: 16/03/08 Rispondi citando

Buoni risultati finora, grazie Rosario.
I risultati migliori nel nostro caso sono stati su un dolore acuto muscolare al polpaccio ( invalidante) , sulle epicondiliti e sulla spalla (traiettoria sul bicipite e in "aggancio" incrociato sul deltoide, come mi suggeristi a Firenze).
Devo però aggiungere che si è verificato qualche caso di intollerabilità al cerotto, manifestatosi come insonnia o aumento vertiginoso della pressione sanguigna.
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belliarosario




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Professione: Fisioterapista
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Inviato: 16/03/08 Rispondi citando

ciao Didjcolonna,
e' buona norma non chiudere le ali del tape, perche' cosi il nastro potrebbe diventare compressivo per le strutture sottostanti.
Le controindicazioni che tu mi segnali mi sembrano eccessive, pero' si possono manifestare dei sintomi sgradevoli che sono la conseguenza di una tensione inadeguata che viene data al nastro. Consiglio sempre di seguire un corso di formazione e non fidarsi del fai da te, perche' purtroppo non basta avere una foto della traiettoria del nastro per una patologia specifica. Questa metodica, come dico sempre, ha delle grandi potenzialita' e permette a ogni professionista, in base al grado di conoscenza e della tecnica d'applicazione, di raggiungere i migliori risultati, piu' e' alta la conoscenza e maggiori saranno le possibilita' di sfruttarla al massimo. Bisogna entrare nella mentalita' di questa metodica, sempre tenendo presente che il nastro e' elastico e in base a come lo applichiamo avremo una reazione compressiva (stabilizzante,ma si puo' tenere per brevi periodi - durante la gara !) o una decompressiva (che facilita la circolazione il rilassamento dei muscoli........), ma il confine fra queste due azioni nell' applicazioni delle volte e' poco "visibile" per posture articolari diverse, ecc. e solo il buon senso e l'esperienza ci possono aiutare.
Un cordiale saluto Rosario.

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Inviato: 17/03/08 Rispondi citando

Premetto, come già detto in precedenza, che la mia esperienza è limitatissima, poichè recente.
Proprio per questo chiederei di fare un grande passo addietro. Non partiamo dal come e quando si applica. Proviamo ad inziare la discussione sul perchè, o meglio, sugli effetti che la metodica ricerca e sfrutta. Troppe volte corriamo il rischio di applicare un metodo solo per i risultati che otteniamo, ma senza mai capire il perchè dell'effetto. E questo rappresenta sicuramente il limite più grande della nostra professione.
Sto cercando in questi giorni di capire su quale/i modello/i agisca il kinesiotaping (biomeccanico? bioenergetico? biodinamico?), ogni aiuto è prezioso.
Grazie Wink

Samuele Passigli

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belliarosario




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Professione: Fisioterapista
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Inviato: 18/03/08 Rispondi citando

Avei preferito che si fosse fatto avanti qualche altro collega, non vorrei passare per “saputello”, metto volentieri a disposizione di tutti quello che conosco. Tutte le settimane in Italia vengono tenuti almeno 2-3 corsi di formazione su questa tecnica, invito altri a colleghi a confrontiarsi.
Accetto l’idea di analizzare le modalita’ di azione di questa tecnica. Vi riporto di seguito, cio’ che conosco , sul meccanismo che facilita il linfodrenaggio, che a mio parere e’ l’azione fondamentale del taping neuromuscolare, dopo si hanno le altre azioni “ a cascata “.
Kinesio taping - trattamento aggiuntivo degli edemi.
Meccanismi d’azione:
1. La prima azione e’ data dalla pelle che viene sollevata (convoluzioni-grinze-effettovacuo), lo spazio che si crea riduce la pressione interstiziale e viene attivato un flusso linfatico verso la zona in cui la pressione è stata ridotta.
2. La seconda azione si ottiene attraverso il movimento corporeo, il tape sollevando la pelle in modo ondulatorio amplifica l’effetto di stiramento/contrazione. Le aderenze del connettivo vengono perciò ridotte ottenendo una migliorata scorrevolezza dei filamenti tra le cellule interstiziali, dell’endotelio, dei linfangi e le fibre del connettivo. Si aprono cosi più facilmente le porte dei vasi linfatici e la linfa defluisce più velocemente.
3. La terza azione è la funzione conduttrice del tape. Un liquido ha la proprietà di muoversi in certi binari guida. Il tape provvede a una più veloce conduzione della linfa lungo le strutture di conduzione nella direzione desiderata.
Lo stiramento della pelle traziona sui filamenti connettivali, che sono direttamente attaccati alle cellule endoteliali, che contribuiscono a mantenere pervio il lume dei capillari linfatici.

•Questi 3 principi di azione rappresentano la base di un drenaggio continuo della zona di applicazione del kinesio taping.
•E’ importante oltre ad una corretta applicazione del tape eseguire prima un drenaggio linfatico manuale .
•La combinazione di terapie manuali e linfo-taping garantisce un trattamento ottimale degli edemi linfatici.
Scusate per la lunghezza dell'intervento. Il resto lo inviero' in seguito.
Saluti Rosario

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Inviato: 20/03/08 Rispondi citando

Continuo la risposta che avevo promesso:

Effetto globale del neurotape
Azione esterocettiva (effetto cerotto):
“ segnale di allerta “
- trazione uniforme sull’area cutanea di adesione;
- azione sui tessuti sottostanti che stimola i recettori delle varie strutture anatomiche;
Azione propriocettiva:
“ facilita le afferenze propriocettive perturbate”
La percezione di un arto nello spazio e’ dovuta ai recettori le cui informazioni vengono integrate a livello corticale (omunculus):
- Organi del Golgi , legamenti e tendini, posizione e direzione movimento;
- Corpuscoli del Pacini, articolazioni, stimolati dagli stiramenti bruschi;
- Recettori del Ruffini, articolazioni, invia segnali nei movimenti passivi;
- Fusi neuromuscolari, muscolo, inviano segnali negli allungamenti delle fibre.
Stimolazione del sistema analgesico endogeno attraverso:
1) Stimoli sensoriali sugli esterocettori (meccano recettori, termorecettori, nociocettori, chemocettori, recettori elettromagnetici);
2) Attivazione del sistema inibitore spinale (recettori meccanici);
3) Teoria del cancello;
4) Effetto presenza (effetto cerotto).
Aziona i sistemi analgesici endogeni:
a) Sistema inibitore spinale (Gate control, teoria del cancello);
b) Increzione di oppioidi endogeni (peptidi secreti dal cervello-encefaline);
c) Sistema inibitore discendente, che ha una funzione sul controllo del dolore;
d) Sensory – stimoli sensoriali ai recettori meccanici;
e) Meno pressione locale sui recettori chimici, meno infiammazione.
Stimolazione dei meccanocettori
1) Mazzoni sensibile da 2 a 30 gr. di pressione.
2) Pacini sensibile a forti pressioni .
3) Meissner sensibili a 1 % di millimetro di stiramento.

a) Stimolazione cutanea;
b) Stimolazione fusale;
c) Ganglio, fascio paleospinotalamico.
Tutte queste informazioni arrivano percorrendo, il midollo spinale, il cervelletto e giunti alla corteccia cerebrale (omunculus) avviene l’integrazione delle informazioni e la “risposta”.

Stimoli cutanei evocano riflessi complessi (importante nella spasticita’).
Spero di non essere stato barboso, ma a mio parere questi sono i presupposti per applicare bene la tecnica a livello pratico.
Un cordiale saluto a tutti e auguri di buona Pasqua, adesso il meritato riposo vado al mare, Rosario.

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Ciao Rosario,
perdonami, ma non sono completamente in accordo con quanto esposto.
Il tape utilizzato produce indubbiamente una stimolazione sui recettori elencati, oltre che a livello delle terminazioni nervose libere presenti a livello dell'epidermide e del derma. Purtroppo, ipotizzare le risposte neurofisiologiche considerando esclusivamente la tipologia di afferenza è estremamente riduttivo all'interno di un sistema complesso. Tale razionale è ciò che è completamente assente nella metodica. Ciò non vuol dire che la metodica non produca gli effetti ipotizzati, io sono estremamente affascinato dall'utilizzo e dai risultati fino ad oggi ottenuti, seppur sia un novizio. Ma ciò è definibile, senza paura di commettere un errore, empirismo.
Se vogliamo capire, dobbiamo approfondire alcuni aspetti importanti.
In primis, e da questo sono rimasto estremamente deluso, nessun autore parla del differente sviluppo embriologico dell'apparato tegumentario. L'epidermide ha una derivazione ectodermica, il derma deriva dal mesoderma. Tale aspetto rappresenta la base di partenza indispensabile per comprendere, o cmq per cercare di comprendere, tutti gli approcci che prevedono un contatto. Parliamo e leggiamo sempre della cute come l'organo di senso più esteso, ma raramente ci chiediamo il perchè. La risposta, per fortuna, è nell'embriologia.
Secondo aspetto. Parlare di stimolo e di risposta è un concetto troppo riduttivo, quell'essere riduttivo che troppo spesso ci rende etichettabili come semplici esecutori. Se facciamo un qualcosa, dobbiamo capire cosa facciamo e perchè lo facciamo. I numerosi recettori che hai elencato in modo corretto, anche se molto approssimativo, hanno tutti una caratteristica fondamentale: altro non sono che trasduttori. Che cos'è un trasduttore? Senza recuperare un libro li fisica, è un qualcosa che riceve una forma di energia (meccanica, termica, chimica) e la trasforma in un segnale elettrico. Ora, i trasduttori hanno una caratteristica importante: il fenomeno dell'adattamento allo stimolo. Ma su questo concetto la confusione è sovrana. Esistono due tipi di recettori per quanto riguarda l'adattamento, ovvero la risposta alla stimolazione: recettori a rapido adattamento e recettori a lungo adattamento. I primi in genere rispondono immediatamente ad una stimolazione, con una risposta breve, ma intensa (questo fenomeno potrebbe essere alla base delle variazioni ai test kinesiologici prima e dopo l'applicazione del tape, ma questa è una mia ipotesi); i secondi generano una risposta prolungata e questo fenomeno potrebbe essere alla base degli effetti a lungo termine del tape (anche questa è una mia ipotesi).
Naturalmente, dobbiamo cercare risposte anche a livello biodinamico e bioenergetico, ma per oggi devo smettere di farmi le pippe mentali, devo pensare anche al fine mese e ai miei cari.
Saluti Wink

Samuele Passigli

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