mancini

Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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14/11/05 |
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Ciao mtk-ona
mi riesce difficile risponderti.
Diciamo che la nostra professione è un pò più complessa e variegata e che magari prima di iniziare ad affrontare questo lavoro, dovresti capire bene di cosa si tratta. Non ti far ingannare da alcune risposte di questo topic, il "massaggio" è solo una parte del nostro lavoro e spesso, facendo delle scelte diverse all'interno di questa professione, può succedere che non se ne fanno mai.
Insomma, è veramente difficile da spiegare in due parole questa professione. Sicuramente spulciando quà e là, all'interno del nostro sito, troverai altre notizie che ti faranno meglio comprendere in cosa consta il lavoro del fisioterapista.
Ciao |
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Trinity


Stato: Offline
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mancini

Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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25/01/06 |
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Vi pongo una domanda.
Mi raccontano alcuni pazienti ed anche alcuni colleghi, che si sta diffondendo l'uso dei "guanti" per "toccare" i pazienti tra i fisioterapisti.
Non so e vi chiedo....è la conseguenza di una direttiva che evidentemente mi è sfuggita o dipende da una scelta di alcuni singoli colleghi?
Inserisco questa domanda in questo topic, perchè se fosse vera la seconda ipotesi credo che riguarderebbe proprio questa discussione.
Ciao |
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Aryka

Messaggi: 99
Professione: Fisioterapista
Località: Collegno (TO)
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26/01/06 |
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Sinceramente non sono a conoscenza di nessuna direttiva. Posso solo dire che io che lavoro in ospedale, quando vado in reparto indosso i guanti per ovvi motivi: pazienti cateterizzati, con flebo perchè appena operati e i pazienti allettati rischiano parecchie infezioni. Quindi il discorso guanti vale per rispettare sia il terapista che il paziente. In ambulatorio non uso quasi mai i guanti a meno che non lavori su cicatrici ancora in via di guarigione o su fissatori esterni.
Sinceramente per tutto il resto non mi sognerei mai di usarli perchè ho bisogno di "toccare" il paziente per ricevere delle sensazioni che mi possano aiutare nella mia pratica.
Saluti
Arianna |
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"Lo straordinario risiede nel cammino delle persone comuni"
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elle


Messaggi: 166
Professione: Fisioterapista
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| Inviato:
26/01/06 |
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Mi risulta improbabile pensare sia una nuova direttiva,salvo i casi citati da Aryka (e per una doverosa motivazione preventiva delle infezioni nosocomiali,sul paziente acuto, in postoperatorio o immunodepresso),in quanto le misure minime di igiene sociale sono sufficienti a garantire e tutelare la salute di ambo le parti.
L'utilizzo dei guanti da parte del fisioterapista in tutti gli altri casi lo trovo decisamente senza senso, se non dannoso e per varie ragioni.
Prima di tutto perchè interporre un corpo estraneo tra te e il paziente come misura igienica si paga con la perdita di tutta una serie di afferenze esterocettive a mio avviso fondamentali (senza peraltro risultare di alcuna utilità in termini preventivi dato che la cute integra non è mezzo di trasmissione di alcun tipo di agente patogeno).
Non meno importante l'aspetto psicologico che si viene a produrre nel paziente,che vedendosi approcciare con tali oggetti si sente inevitabilmente "sporco" o non accettato nella sua integrità,quindi alla faccia del rapporto empatico,fondamentale per l'iter riabilitativo, che tanto vogliamo creare.
Quando tutti all'università abbiamo dato l'esame di igiene,abbiamo imparato che il lavaggio "sociale"delle mani, quello cioè con detergente o sapone neutro, è la condotta richiesta ad ogni operatore sanitario che non debba entrare in contatto con campo operatorio, cute lesa o infetta.
Se l'operatore provvede tra un paziente e l'altro ad un'accurata pulizia delle mani si rende automaticamente pulito.
I guanti personalmente non li utilizzo quasi mai, mi danno fastidio, mi impediscono di sentire (e mi sporcano le mani con la dannata polverina),e se fossi io il paziente, persona pulita e senza ferite, la troverei una cosa umiliante,preferisco un operatore con le mani pulite ma che non abbia problemi ad entrare a diretto contatto con la mia superficie cutanea.
Sennò invece del fisioterapista (nota figura "corporea" della sanità) poteva scegliere un altro indirizzo di studi... |
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Leggete le regole e la netiquette prima di postare nuovi messaggi!!!
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mancini

Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
Località: Roma
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| Inviato:
7/02/06 |
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Certamente la mia domanda escludeva a priopri i casi a cui fa riferimento Aryka.
E le vostre risposte confermano la mia idea di porre questo quesito in questa discussione.
Allora...discorso trito e ritrito. Il rapporto con il paziente di cui tanto parliamo, l'empatia, il coinvolgimento (o meno), la modalità di gestione del tempo di trattamento (senza parlare dell'aspetto prettamente tecnico a cui fa riferimento elle, dell'importanza del "sentire" e del "toccare")....insomma tutto questo, dove va a finire?
Personalmente diversi anni fa ho fatto anche la scelta di abbandonare il camice, proprio perchè mi dava la sensazione di creare uno scalino tra me ed il paziente. Forse mostro così meno professionalità!?!?!?
Disgraziatamente il camice rappresenta, non un segno di igiene e di rispetto nei confronti del paziente, ma ben altro e coloro che malaguratamente hanno avuto a che fare con tutti i significati che contornano l'istituzione ospedaliera, mi è sembrato di notare che non riescono poi ad avere un rapporto aperto e di disponibilità con il terapeuta.
Figuriamoci ciò che possono rappresentare i guanti!!
Mi piacerebbe quindi, che si inserissero nella discussione proprio quei colleghi che hanno scelto questa modalità di comportamento, per conoscerne le motivazioni. |
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elle


Messaggi: 166
Professione: Fisioterapista
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| Inviato:
7/02/06 |
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Sui guanti la mia posizione l'ho già espressa.....
In quanto al camice,personalmente per ovvie ragioni di comodità quando lavoro con il paziente lo tolgo,ma un indubbio vantaggio direi che l' ha....è un praticissimo portaoggetti,ci infilo tutto quello che mi devo portar dietro in giro per i reparti (fonendo,penne,agenda, cellulare etc etc..)
non è a questo che serve? io l'ho interpretato così.... |
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marty

Messaggi: 45
Professione: fisioterapista
Località: verona
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| Inviato:
8/02/06 |
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Per quanto mi riguarda faccio uso del camice(anche come porta oggetti come gia precisato da elle..) ma lo abbino sempre a maglietta e pantalone bianco, oppure ad una tuta ;la mia scelta è dettata oltre che dalla comodità anche dal fatto di trasmettere un senso di pulizia e freschezza e positività visto che i colori chiari danno a me energia,quindi di rispetto verso il paziente..( mi capita spesso di vedere camici ridotti male francamente non è il massimo...e se fossero colorati si vedrebbe meno ...ma.... . Per quanto riguarda l'uso dei guanti ho visto colleghi anche massaggiare con i suddetti e talco come abitudine,personalmente se non in casi extra gia citati non potrei mai adoperarli per il semplice fatto che sarebbe come" veder male"...credo che tutti noi abbiamo una spiccata sensibilità manuale in questo lavoro e le nostre mani sono preparate a leggere "Il corpo"... Un saluto a tutti. Martina. |
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talamo

Messaggi: 117
Professione: Fisioterapista
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| Inviato:
12/03/06 |
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ciao a tutti per quanto riguarda l'uso dei guanti sono d'accordo con tutti voi se non esiste rischio di infezioni sono un ostacolo alle nostre afferenze....; per qunto riguarda il camice sinceramente in casa di riposo non lo porto se non in corridoio poi appena entro nelle stanze o in palestra e lavoro a contatto diretto con gli ospiti me lo levo per praticità se devo attaccare una tens lo tengo su; sono stato richiamato più volte dal direttore sanitario ad indossare il camice anche nelle stanze e in palestra ma posso dire che me ne infischio e ho spiegato le mie ragioni.
In studio invece per professionalità appena arriva un pz nuovo lo indosso se poi devo lavorare a stretto contatto col pz sli e lo spiego la motivazione e me lo levo sempre indossando però i pantaloni e una maglietta bianca.ciao a tutti |
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frida

Messaggi: 1
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| Inviato:
30/05/06 |
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ciao ragazzi.........
vorrei una manoooooooooo
sto preparando la mia tesi proprio sulle difficoltà che si incontrano nel gestire il rapporto con il paziente........sulla relazione terapista paziente, sul transfert.......
avete testi da consigliarmi???????
grazie |
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QZangrilli

Messaggi: 2
Professione: Medico Psicoterapeuta, psicoanalista
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| Inviato:
26/03/07 |
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Credo che la Dott.ssa Mancini abbia centrato (e correttamente inquadrato) totalmente il problema immettendo nella discussione il concetto di transfert.
In parole povere il transfert è (come dice il termine stesso) un trasferimento di affetti e relazioni psicologiche preesistenti (risalenti all'infanzia) sulla figura del terapeuta.
Intanto è un processo totalmente inconscio (dunque sfugge totalmente al controllo del paziente) che, anzi, è portato ad attribuire alle sensazioni, alle emozioni, ai sentimenti che prova un carattere di attualità e genuinità.
E' stato scoperto ed indagato nella relazione psicoanalitica ma interessa un'infinità di relazioni (il Maestro, l'Istruttore sportivo, il medico. etc.)
Interessa, ovviamente, anche il fisioterapista: anzi in questo caso può essere ancor più intenso poiché mentre la relazione analitica si svolge in stato di totale astinenza, il fisioterapista, per svolgere il suo lavoro, deve necessariamente toccare il paziente, ricreando quindi, dal punto di vista inconscio, la relazione di accudimento della madre per il neonato.
L'intensità del transfert dipende ovviamente dalla struttura psichica del paziente ed anche dalla complementarietà inconscia paziente-terapeuta.
Rendersi conto della sua esistenza è un primo, importante passo, verso l'inquadramento di relazioni professionali particolarmenti onerose sotto il profilo energetico-emotivo.
Cordiali saluti |
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Quirino Zangrilli
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http://www.psicoanalisi.it/Zangrilli/index.htm
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QZangrilli

Messaggi: 2
Professione: Medico Psicoterapeuta, psicoanalista
Località: Fiuggi (FR)
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| Inviato:
26/03/07 |
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| frida ha scritto: |
ciao ragazzi.........
vorrei una manoooooooooo
sto preparando la mia tesi proprio sulle difficoltà che si incontrano nel gestire il rapporto con il paziente........sulla relazione terapista paziente, sul transfert.......
avete testi da consigliarmi???????
grazie |
Intanto le consiglio la lettura del testo di Freud: "La dinamica del transfert": è di una chiarezza inarrivabile.
Ho scritto sull'argomento l'articolo: Microdinamica del trasnfert. E' un po' tecnico ma credo che renda bene l'essenza del transfert: la sua totale assenza di consapevolezza che spiega la sua potenza.
Buon lavoro |
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Quirino Zangrilli
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http://www.psicoanalisi.it/Zangrilli/index.htm
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mancini

Messaggi: 332
Professione: Fisioterapista
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| Inviato:
3/04/07 |
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Certamente come dice il Dott. Zangrilli "L'intensità del transfert dipende ovviamente dalla struttura psichica del paziente ed anche dalla complementarietà inconscia paziente-terapeuta."
Più volte abbiamo discusso con altri colleghi in questa e in altre discussioni, del coinvolgimento e di quello che può significare anche per un fisioterapista un rapporto terapeutico, in termini di apporto, supporto e interazione.
Questo tipo di problematiche credo siano più evidenziabili riferendoci ai pazienti neurologici, anche se a volte con patologie di tipo ortopedico (e questo dipende sicuramente dalla personalità del paziente) è fondamentale il rapporto che si crea con il paziente per permettere che il piano di trattamento nella sua completezza possa essere attuato. Ma con il paziente neurologico sicuramente tutto si "complica", soprattutto per la nostra preparazione a nel gestire l'approccio, che normalmente si compie principalmente in modo autodidatta e in seguito alle necessità del momento.
E mantenere il "giusto" distacco è sicuramente difficile, ma credo rappresenti (come ho precedentemente detto) l'unica garanzia per poter rispettare fino in fondo il nostro ruolo professionale. |
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pioggiadidiamanti

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| Inviato:
14/04/07 |
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A parte il fatto che mi viene il dubbio che questo fantasmatico massaggiatore"termale" sia in realta' 1 terapista perche' credo che un buon terapista non vada a fare i massaggi alle terme ma si occupi di altre cose molto piu' interessanti dal punto di vista professionale(Io la penso così).I massaggi lasciamoli fare ai massoterapisti o alle estetiste! |
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pioggiadidiamanti

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| Inviato:
16/04/07 |
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Scusa, forse tu hai 1 concezione strana della fisioterapia,gurda che fisioterapista non e'= massaggiatore .Io sono fisio,lavoro a domicilio e ti assicuro che in tanti anni ho fatto forse 2 massaggi alla cervicale e nnte piu.Questo dipende molto anche dal fisio,se 1 vuole improntare tutto sul massaggio oppure no! |
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mancini

Messaggi: 332
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| Inviato:
16/04/07 |
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Scusa Pioggiadidiamanti....ma a cosa ti riferisci in particolare? O meglio, questa risposta a chi è rivolta? |
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