Saluti
Saad Youssef ha scritto:Come mai lo stretch & spray è illegale?
alessandro72 ha scritto:Pongo questa domanda ( probabilmente ne porro' altre ) per capire bene quando un dolore miofasciale posso ritenerlo provocato da un tp ( inteso quindi nell'ipotesi di una placca disfuzione...loop neurologico ) e quando invece puo' semplicemente essere un problema meccanico/fasciale ( cioè premo in un punto e a pochi cm ho un dolore semplicemente perchè c'è una continuita' fasciale..).
Ciao e grazie.
Saad Youssef ha scritto:Come mai lo stretch & spray è illegale?
Filippo Bonazzi ha scritto:Credo Riccardo si riferisse ad una sostanza spray utilizzata da Francois Ricard (direttore della EOM) per avere l'effetto "freddo". Usando il semplice ghiaccio spray non dovrebbero affatto esserci problemi. Almeno credo
Sarebbe bello approfondire, anche grazie a Riccardo, l'utilità e la "legalità" del Dry Needling in Italia...è un corso che ho intenzione di fare anch'io...portare avanti l'argomento tutti insieme e ottenere la possibilità di praticare questa tecnica senza essere etichettati come "abusivi", sarebbe una bella vittoria!
alessandro72 ha scritto:Io ho un bel po' di dubbi sui tp, forse alcuni nascono da un po' di mia pignoleria ed anche dal fatto che non sono ancora stati ben capiti e "codificati" ( probabilmente altri dubbi da mia ignoranza ).
Sperando che questo topic possa fare da letteratura, da riepilogo sullo stato attuale circa la conoscenza dei tp, quindi affrontato esprimendo concetti dimostrati e non frasi fatte, il mio primo dubbio è riferito ad una frase letta su feisbuc in cui Riccardo Rosa ( presumo sia la stessa persona che scrive qui ) descriveva il dolore dei tp come un dolore riferito localmente o a distanza.
Mi chiedo: localmente che significa? sullo stesso punto in cui premo? a pochi centrimetri? Pongo questa domanda ( probabilmente ne porro' altre ) per capire bene quando un dolore miofasciale posso ritenerlo provocato da un tp ( inteso quindi nell'ipotesi di una placca disfuzione...loop neurologico ) e quando invece puo' semplicemente essere un problema meccanico/fasciale ( cioè premo in un punto e a pochi cm ho un dolore semplicemente perchè c'è una continuita' fasciale..).
Ciao e grazie.
Riccardo Rosa ha scritto:Il problema di molti colleghi a mio modesto avviso è che a forza di corsi invece di semplificarci le idee , aumentiamo le paranoie e diventiamo più teorici e "tocchiamo" di meno.
Grazie intanto per le risposte.
Riccardo, io sono piu che d'accordo con discorso operativo cioè provo, massaggio, sdrummo, premo, uso l'ago, tutto per migliorare la sintomatologia algica del paziente.
I miei dubbi nascono solo dal fatto che ultimamente ho visto troppo spesso forse alcuni colleghi premere qualsiasi punto doloroso miofasciale, anche quando non erano presenti tutti i primi 4 punti elencati da Samuele, spacciando il loro lavoro per compressione ischemica su trigger points.
Tralasciando il discorso "corretta formazione ed informazione", la cosa mi ha fatto cmq pensare sulla illusione di lavorare su un qualcosa che poi in effetti non è, quindi con una tecnica che si ipotizza possa funzionare sui tp che xro' a volte da' qualche risultato, in termini di rom e/o di diminuzione di dolore, anche quando non si tratta di tp. E siccome, meglio si conosce l'origine di un problema, meglio si adatta una tecnica e si va sempre meno a tentativi e si capisce cosi' col tempo cosa funziona e cosa no, ecco il motivo della mia domanda.
Mi chiedo..quante volte utilizziamo la compressione ischemica in un dolore locale anche senza sentire lo spot? Era un tp o una restrizione miofasciale? In effetti cambia poco..se premo..massaggio..streccio e qualcosa migliora bene anzi benissimo. Certo sarebbe bello capire quanti tp veri troviamo ogni giorno e quanti...boh. E' chiaro che se qualcosa migliora nella sintomatologia algica su qualcosa di neurologico avro' interferito..xro' chissa'...,magari ho solo dato un forte stimolo pressorio ai meccanocettori..diminuito quindi il dolore e non ho quindi disattivato nessun tp. O magari a volte ho inibito un po' il tono di un muscolo ipertonico che mi andava a creare iperpressione articolare ed il dolore riferito all'articolazione era "riferito" da un evento meccanico. E la correlazione meccanica e/o miofasciale penso che possa esistere pure "a distanza"...meccanismo diverso dal meccanismo neurologico di una placca disfunzionale che "spara" input a livello spinale e da una sintomatologia algica in altra zona.
Sapete cosa mi chiedo e vi chiedo: quando penetra l'ago beccando e disattivando il tp, il paziente ha lo stesso jump sign ( in termini di entita' ) di quando viene fatto con la compressione ischemica? Di meno?
Inoltre: esistono studi, di una certa qualita' metodologica, nei quali alcuni pazienti sono stati sottoposti da un trattamento tp ed altri invece ad un altro tipo di trattamento ( sempre miofasciale)?
Grazie mille a tutti.
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