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test di valutazione differenziale

Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda Alberto Carletti » 03/02/10

Ciao Maurizio!
Proverò a dirti come mi muova io...
Maus2008 ha scritto:Ovvero se ho una lombalgia o una spalla dolorosa per capire quale/i degli elementi è più sofferente come eseguo un possibile test?


In realtà il concetto di primarietà assoluta ed univoca non esiste, non più almeno. Ritengo che difficilmente esista l'interessamento puro del legamento, del tendine o del muscolo, ma una combinazione di questi elementi. Bisogna poi distinguere se si tratti di patologia traumatica o degenerativa, vedere il Pz come si muove e cosa dice. Personalmente uso frequentemente i tests di inibizione, che sono uno strumento facilissimo e molto diretto: basta mettere la mano con poca pressione sull'addome, ad esempio, se pensi che la cicatrice del cesareo o dell'appendicite o della laparoscopia per rimozione calcoli e/o cistifellea possa pregiudicare la mobilità della spalla. Se in questo modo la spalla riparte o migliora tanto (succede frequentemente), hai centrato il problema e conviene partire da li, altrimenti continuare a cercare. Li faccio anche a livello craniale, oppure su vari livelli della colonna e sul sacro.
Ovviamente prima faccio tutti i tests muscolari, vascolari, neurologici ed ortopedici che ritenga opportuni.
Per quanto concerne il problema osseo, mi sembra un non problema, in quanto l'unico problema osseo che ci posa preoccupare sono fratture e/o infrazioni, e per questi c'è la sensibiltà pallestesica (diapason), ma in ogni è una red flag.

Spesso il trattamento inizia in una "direzione" (parlo di me), per poi modificarsi nel progredire del trattamento, avendo trovato altre priorità. Una diretta sul passaggio dorso/lombare, può stravolgere la nostra intuizione, ma può anche essere diagnosi differenziale, liberando completamente la spalla dolente e portando la tua attenzione sul diaframma, sul sacro, sull'aponeurosi lombo-sacrale, su rigidità ed aderenze a livello muscolare della catena musc. post., oppure su tante, tante, tante altre ragioni....
Niente è scritto, nulla deve essere così o cosà, nessuno dice si parte da qui o da là. Io posso trattare un Pz in un modo ed avere successo, tu puoi fare tutt'altro sullo stesso Pz, ed avere ugualmente successo. Non è questo ciò che ci è stato insegnato? Ed è sicuramente questo il bello di lavorare solo con le mani, ed affidandosi alle nostre conoscenze ed all'intuito.
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Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda Fabio Colonnello » 05/02/10

Maus2008 ha scritto: un problema osseo, muscolare, tendineo, legamentoso e fasciale?

Non mi è ben chiara la domanda, però durante l'anamnesi l'eziopatogenesi e il modo in cui insorge il dolore mi aiutano molto (se durante il movimento attivo, durante lo stiramento, durante il respiro, se migliora con il caldo, se c'è febbre, altri disturbi ecc. Questo mi aiuta prima di scegliere l'eventuale test.
Poi esistono dei test ortopedici se ipotizzo una particolare struttura coinvolta. metto insieme i più specifici e i più sensibili.
Questo per i macroproblemi.
Se non c'è nulla faccio test di forma, posizionali e di micromobilità.
vedo se la struttura è ben inserita nella postura generale e se è normomobile.

i test di inibizione non mi convincono più, poichè sono fuorvianti. una volta ho confuso una gastrite con una SLAP.
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Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda Benedetto La Rocca » 05/02/10

@djcolonna

test di micromobilità? :^) cosa sono dove si trovano esempi??
Ti riferisci per caso ai test tipo Maitland per la membrana tectoria??

ciao
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Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda Fabio Colonnello » 05/02/10

un po' estremo, ma ecco un esempio! :)
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Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda Benedetto La Rocca » 06/02/10

sinceramente li trovo poco evidenti..nel senso che sono molto operatore dipendente e un grado 1 per me puo essere un tuo grado 3..non so..continuo a preferire i classici test come kemp,bragard ecc
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Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda Fabio Colonnello » 06/02/10

Benkiro ha scritto: sono molto operatore dipendente e un grado 1 per me puo essere un tuo grado 3..


Non conosco tali classificazioni, durante il test cerco semplicemente se è presente una restrizione di mobilità di una struttura rispetto ad un altra. (es. noce della spalla rispetto al buco dove gira :) )
In terapia manuale tutti i test sono operatore- dipendente, poichè trattasi di misurazioni umane.
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Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda ABC » 07/02/10

Non conosco tali classificazioni, durante il test cerco semplicemente se è presente una restrizione di mobilità di una struttura rispetto ad un altra. (es. noce della spalla rispetto al buco dove gira )
In terapia manuale tutti i test sono operatore- dipendente, poichè trattasi di misurazioni umane.


In terapia manuale ci sono test riproducibili con significativo coefficiente k (affidabilità interesaminatore) e altri test praticamente inutili..
La semplice ricerca della sola restrizione di mobilità di una struttura rispetto ad un'altra è alquanto superficiale!
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Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda Giuseppe Palestini » 08/02/10

purtroppo è vero... non ricordo chi, ricordo solo che mckenzie lo ha menzionato (ma non studiato personalmente) che per esempio i test di mobilità per la sacro iliaca hanno scarsa affidabilità mentre quelli per l'evocazione di sintomi di origine sacro iliaca hanno notevole performance. A mio parere però è possibile trarre molte conclusioni sulla mobilità della sacro iliaca, dai macromovimenti dell' ileo e dei lombi, per esempio.
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Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda ABC » 09/02/10

La letteratura scientifica è ormai orientata in tal senso e clinici, studiosi e ricercatori hanno validato le batterie di tests provocativi per la diagnosi differenziale per esempio della sacroiliaca, abbandonando la semplice iper-ipomobilità che resta un dato, se lo si vuol testare, ma è quello meno importante.
Sensibilità, specificità, cofficiente k sono i parametri di un test o batterie di tests che danno la possibilità di sbagliare di meno nella individuazione del problema.
Resta salvo il fatto che una fisiologica mobilità artrocinematica si traduce in un movimento o una funzione migliore, ma da sole, la restrizione o ipermobilità, non bastano a differenziare l'eventuale origine del problema.
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Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda Andrea Raschi » 09/02/10

Giupa ha scritto:purtroppo è vero... non ricordo chi, ricordo solo che mckenzie lo ha menzionato (ma non studiato personalmente) che


visto il riferimento, cito l'articolo di riferimento in ambito ai test di provocazione del dolore citati nei post precedenti. Se interessa a qualcuno, mi trova con un mess. privato...

Mark Laslett
Evidence-Based Diagnosis and Treatment of the Painful Sacroiliac Joint
J Man Manip Ther. 2008; 16(3): 142–152

A presto
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Re: test di valutazione differenziale

Messaggioda Eugenio Pecchioli » 11/02/10

Nella diagnosi differenziale richiesta da Mauss, ma non solo in quella, io uso l'EAV e la Kinesiologia. A parte l'EAV cher è una tecnica abbastanza complessa e richiede una macchina, consiglio a tutti un corso di Kinesiologia che è abbastanza semplice e risolve molti dubbi sia diagnostici che terapeutici
Saluti.
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